sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
18/01/2011
  •   |   Giuliana Sgrena, inviata a Tunisi
    Un governo a palazzo, rese dei conti in strada

    Basta una voce che il panico si diffonde, poco importa se è vera o meno. La città si svuota molto prima dell'inizio del coprifuoco, i taxisti non caricano più nessuno per paura di fare tardi. La paura riprende corpo con la notte, anche in chi la mattina era convinto che ora andrà tutto bene. La resa dei conti è in corso: milizie della famiglia Trabelsi, moglie di Ben Ali, più poliziotti e guardie della presidenza che non accettano il cambiamento contro i nuovi controllori dell'ordine, i militari. A controllare i quartieri e spesso a dare la caccia ai ladri vecchi e nuovi (saccheggiatori) sono anche i Comitati di difesa civile creati in ogni quartiere con il sostegno dell'Unione generale dei lavoratori tunisini. Molte guardie presidenziali ed ex poliziotti sarebbero stati arrestati, si parla di migliaia ma non ci sono cifre certe. Il fatto più inquietante è l'entrata in scena dei cecchini, sembra ormai che non ci siano scenari di conflitto senza di loro. Si piazzano negli edifici e tengono in scacco alberghi, ministeri e abitazioni. Per sicurezza in albergo ci chiedono di chiudere tutte le tende e hanno spostato i tavolini del ristorante al riparo delle pallottole. Siamo al centro di un quadrilatero presidiato da carri armati e blindati che proteggono il ministero degli interni ma non impediscono continui scontri armati.
    Ieri pomeriggio l'atteso annuncio del nuovo governo di unità nazionale da parte dal premier Muhammed Ghannouchi. In uno splendido palazzo moresco si è raccolta tutta la stampa presente a Tunisi, numerosa come sempre quando c'è da testimoniare un avvenimento storico. Il nuovo governo non sembra tuttavia all'altezza di quella «rivoluzione dei garofani» che ha attraversato il paese nell'ultimo mese e ha provocato la fuga di Ben Ali. Nel governo entrano sì tre leader dell'opposizione legale ma i posti chiave restano nelle mani della vecchia guardia: interni, esteri, difesa e finanza. Tra gli oppositori di Ben Ali, Najib Chebbi del Partito democratico popolare diventa ministro dello sviluppo regionale, mentre il comunista Ahmed Ibrahimi viene nominato al ministero dell'istruzione superiore e la salute va a Mustafa Ben Jafaar del Forum per il lavoro e la libertà. Questo governo dovrebbe preparare le elezioni entro 6 mesi.
    Basteranno? "Sei mesi sono troppo pochi, i costituzionalisti - ci risponde Mustafa Ben Jafaar - stanno esaminando la questione, questo periodo deve essere prolungato di qualche mese, perché noi non abbiamo vissuto un vero pluralismo e la società si deve organizzare. Altrimenti, elezioni con queste leggi o ridanno il posto di presidente della repubblica a un esponente del Rcd perché è l'unico organizzato e si ricomincia da capo, oppure si ritorna al caos. Occorre prendere il tempo necessario senza abusare della pazienza del popolo, abbiamo bisogno di tempo per liberare i prigionieri politici, riorganizzare la vita politica e sociale del paese e quando anche l'informazione sarà libera e tutti gli esponenti politici conosciuti, allora il popolo tunisino potrà scegliere». A chi contesta la decisione di alcuni democratici di aver appoggiato l'operazione di Ghannouchi che non cambierebbe sostanzialmente la situazione, Ben Jafaar risponde: «Noi pensiamo di essere nel giusto perché pensiamo di aver risparmiato al nostro paese dei drammi che si possono evitare, ma nessun democratico è depositario della verità assoluta. Spero che la nostra determinazione e la vigilanza del popolo tunisino permetteranno alle riforme di prendere corpo e al paese di ripartire su basi sane e di raggiungere i paesi avanzati».
    Tra le importanti decisioni annunciate dal premier Ghannouchi: l'abolizione del ministero dell'informazione, la liberazione dei prigionieri politici e un'inchiesta sulle persone che posseggono grandi ricchezze e soprattutto sulla corruzione.
    Una scelta, quella del governo, che comunque esclude forze che hanno sostenuto la «rivoluzione dei gelsomini», anche se ha nominato sottosegretario il blogger Slim Amamou, e soprattutto mantiene al potere il Raggruppamento costituzionale democratico (Rcd), partito dell'ex presidente Ben Ali, contro il quale si sono svolte ieri manifestazioni in diverse città della Tunisia. A Tunisi centinaia di persone hanno inscenato due manifestazioni sulla via Bourghiba, una parte che voleva raggiungere la sede del Rcd, poco lontana, è stata dispersa con spari in aria e lacrimogeni, e i bar che avevano riaperto i battenti la mattina hanno dovuto richiudere velocemente le saracinesche. Intanto altri manifestanti riuscivano a raggiungere piazza dell'Indipendenza, dove venivano circondati dalle forze dell'ordine. I manifestanti, molti giovani ma anche uomini fatti e madri di famiglia, urlavano slogan contro il Rcd, tradotti su alcuni cartelli anche in inglese (per i giornalisti). «Libertà, la rivoluzione continua», «Non ci lasceremo scippare la rivoluzione da Ghannouchi», «Rcd vattene» e «Processo per i responsabili del regime, cambiare la costituzione». Senza cambiamenti della costituzione solo gli esponenti del vecchio regime potrebbero candidarsi alle prossime elezioni presidenziali: occorre aver fatto una legislatura e avere l'appoggio di 30 deputati. Davanti alla sede del Rcd, le vetrate rotte da lanci di sassi, un ragazzo distribuisce dei volantini: «Rcd stop».
    Le armi per ora tacciono, ma non vuol dire che il coprifuoco garantirà la sicurezza. Con il sorgere del giorno si possono verificare le notizie e abbiamo potuto constatare che domenica sera a Cartagine non c'è stata una battaglia per il controllo del palazzo presidenziale. La zona era tranquilla, in ordine, anche le aiuole, guardie presidenziali e soldati ci hanno assicurato che lavorano insieme e non hanno avuto nessun problema. Ci hanno tuttavia confermato di aver risposto a spari che provenivano da un'auto che aveva preso di mira una caserma dove si addestra la guardia nazionale. Meglio così.
    Questo non vuol dire che la resa dei conti sia finita, ma quando mai un regime è caduto senza provocare scontri e vendette?


I COMMENTI:
  • Certamente,il pericolo di un regime integralista è sempre reale,e si dovrà fare di tutto per scongiurarlo. 20-01-2011 12:11 - claudiouno
  • Secondo fonti governative e nonostante le dichiarazioni del premier Mohammed Ghannouchi che afferma che il suo rientro sarebbe avvenuto dopo l'amnistia, Rachid Ghannouchi sarebbe già rientrato dall’esilio in Gran Bretagna.
    Le vispe terese di questo forum si chiededranno e chi é quest' altro Ghannouchi?E' il eader di Ḥizb al-Nahḍa partito islamico di orientamento neo-wahhabita.
    Habib Bourguiba lo condanno a morte nel 1987 e Ben Ali gli salvò la buccia con l'amnestia successiva al suo primo mandato di presidente della repubblica.
    Alle elezioni del 1989 prese il 14,5% dei voti secondo i dati governativi.Dato abbondantemente in difetto rispetto al risultato reale.Lui oggi afferma di essre una specie di Herdogan della Tunsia di riconoscere democrazia e statuto dlla donna tunisina e di non avere niente a che fare con l'integralismo wahhabita.
    Il suo partito sicuramente parteciperà alle elezioni.
    Non c'è da stare allegri e non venitemi a dire che chiunque governa deve saper ascoltare i bisogni della gente perchè qesta cosa quà Hamas e Hezbollah la sanno fare benissimo a casa loro.
    Ps. Quelli che farneticano di rivoluzione tunisina si facciano vedere da un buon dottore. 19-01-2011 19:11 - tiny tove
  • UNA TUNISIA VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA SARA'SOLO E UNICAMENTE QUELLA IN CUI IL POPOLO-E NESSUN ALTRO-POTRA'ELEGGERE I PROPRI RAPPRESENTANTI,PER FORMARE UN GOVERNO,REALE ESPRESSIONE DEL POPOLO,CHE RISPETTI E PROMUOVA LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA,CHE VARI PROFONDE RIFORME POLITICHE(UNA DELLE PRIME,A MIO PARERE,SAREBBE LA TRASFORMAZIONE DA REPUBBLICA PRESIDENZIALE A REPUBBLICA PARLAMENTARE),NONCHE'SOCIALI ED ECONOMICHE,E CHE DIFENDA ANCHE CON LE ARMI,LA LEGALITA'COSI'COSTITUITA E CONQUISTATA DAL POPOLO TUNISINO!VIVA LA DEMOCRAZIA,VIVA LA LIBERTA'! 19-01-2011 09:59 - claudiouno
  • La politica di chi vuole far rientrare il dittatore al suo posto,si sta confondendo con quelli che dal dittatore hanno avuto solo fame e miseria.Con le chiacchiere e con le mosse assestate dei moderatori esteri,vedrete che faranno rientrare il dittatore e sua moglie.
    Craxi,opera per l'Italia e lei è collusa con il vecchio regime.
    Come se caduto il muro di Berlino,si andava a chiedere a D'Alema,che in Russia c'è cresciuto e è stato educato,di fare il moderatore.
    Oppure di andare da Ferrara (FOGLIO) che pare fosse uno del KGB.
    La signora Craxi,dovrebbe essere anche lei sul banco degli imputati,perche con le sue ville fastose e con le sue conoscenze, ha affamato anche lei il popolo tunisino.Che lo abbia assetato è certo,dato che ad Hammamet,zona con poca acqua,lei e suo padre si permettevano una villa con 2 piscinone.
    La gente, tutto intorno,moriva di sete.
    Oggi,il ministro della Farnesina ha dato a questa donna il compito di fare da paciere.
    Ma siamo diventati pazzi?
    Questa donna dovrebbe starsene a casa e non messa in un contesto,dove anche come persona bisognerebbe pòi tutelarla.I Tunisini conoscono i Craxi!
    li conoscono come amici del governo e come complici di tutto il male che patisce oggi la Tunisia.
    Se vogliamo restare fuori da tanto odio,il ministro deve far star a casa la Craxi.
    Anzi dovrebbe, se richiesto dal nuovo governo tunisino,l'estradizione della Craxi,se durante i processi di regime si dovessero trovare prove schiaccianti sulla loro collusione con il vecchio regime! 19-01-2011 09:08 - mariani maurizio
  • La rivoluzione tunisina ha conosciuto la sua prima vittoria. Ora è necessario che non si arresti, continui fino allo smantellamento di tutte le istituzioni della dittatura: dalla convocazione di una vera assemblea costituente al necessario sviluppo di strutture di potere operaio e popolare.

    La liberazione dei lavoratori e delle masse popolari tunisine dalla fame e dallo sfruttamento è infatti possibile solo con uno sviluppo permanente della rivoluzione: dagli obbiettivi democratici a quelli sociali di liberazione dal capitale imperialistico e dal suo partner minore, la borghesia tunisina, che la dittatura di Ben Alì e il suo partito (Raggruppamento democratico costituzionale) rappresentava e rappresenta.

    Una Tunisia realmente libera può essere solo una Tunisia socialista in cui il potere sia nelle mani dei consigli (o comitati) di lavoratori, contadini e masse povere delle città e delle campagne.

    Il nuovo governo tunisino di unità nazionale, sostenuto dall’imperialismo, rappresenta la continuazione del sistema di potere capitalistico e di sfruttamento semicoloniale del Paese; contro questo governo borghese, a cui si sono associati i partiti socialdemocratici e riformisti, è necessario mantenere la ferma opposizione e l'indipendenza politica ed organizzativa dei lavoratori, del sindacato e del movimento di lotta popolare.

    L'unica reale alternativa per i disoccupati, i lavoratori e le masse oppresse dei paesi del Maghreb è rappresentata da un governo operaio e delle masse popolari a Tunisi ed Algeri, nella prospettiva degli Stati Uniti Socialisti Arabi. Per questo è necessario costruire le sezioni nazionali della Quarta Internazionale rifondata. 18-01-2011 17:42 - francesco
  • Miei fratelli Tunisini, non lasciatevi ingannare dal governo provvisorio che 23 anni fa ha ingannato i nostri genitori.io sono di la goulette e questo personaggio(imed Trabelsi) non doveva essere ucciso doveva essere giustiziato per i crimini che ha commesso nei confronti della popolazione tunisina e in particolare quella di la goulette invasa da questi imbecilli(famiglia del maledetto ladro e tiranno ben ali) un appello a tutti i tunisini in italia in tunisia e nel mondo non siamo dei criminali come ben ali e la sua famiglia quindi niente regolamento di conti solo giustizia e se così non fosse allora faremo un altra rivolta una altra ancora e un altra ancora finchè il nostro popolo non avrà quello che desidera. Tunisia Libera
    N.B. non andiamo a votare da troppo tempo facciamo in modo che il nostro voto questa volta sia effettivo 18-01-2011 17:33 - Helmi
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI