mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
19/01/2011
  •   |   Francesco Paternò
    «Dignità, Marchionne»

    Maurizio Landini, cosa rispondi a Sergio Marchionne quando nell'intervista a Repubblica promette partecipazioni agli utili per i lavoratori?
    Credo, intanto, sarebbe importante che i lavoratori potessero partecipare e trattare sulle condizioni di lavoro e sui modelli organizzativi utilizzati. La realizzazione delle persone nel lavoro non passa semplicemente attraverso i soldi.


    Per Marchionne «l'auto nel mondo si fa così» e «chi viene in fabbrica lo sa».
    Non è assolutamente vero che questo sia l'unico modo di produrre. Primo, c'è un problema che riguarda anche la progettazione delle linee, sarebbe importante che si pensasse a questo, oltre che a studiare le nuove automobili. Secondo, per esempio in Germania, non è vero che i metodi di lavoro siano questi. Terzo, la Fiat impedisce con questo accordo la possibilità di poter contrattare i carichi di lavoro e introduce un elemento che non esiste né in Italia né in nessuna altra parte d'Europa, cioè l'impedimento della possibilità di contestarli e di negoziare i contenuti e le quantità di lavoro.


    Nell'intervista, il manager parla di «discorso chiuso» a Mirafiori, ma di non aver cercato una «rottura».
    La cosa vera è che la Fiat non ha mai fatto nessuna vera trattativa. Si è semplicemente presentata prima a Pomigliano e poi a Mirafiori dicendo o così, o me ne vado. Con l'idea di cancellare non solo il contratto nazionale ma l'esistenza stessa della libertà dei lavoratori di contrattare la loro condizione.


    Per Marchionne, è stata la Fiom a non «aver capito la scommessa».
    No. La Fiom ha capito talmente bene cosa stava succedendo che ha chiesto di fare una trattativa. In gioco non è l'esistenza della Fiom, ma l'esistenza della contrattazione collettiva e della libertà delle persone che lavorano.


    Il manager ribadisce che diritti e «protezioni costituzionali» non sono stati toccati.
    Basta leggere l'accordo. 1) La Fiat non si associa più a Confindustria; 2) non esiste più il contratto nazionale di lavoro; 3) si limita il diritto di sciopero, cioè siamo a una lesione costituzionale; 4) si cancella la contrattazione perché non esistono più i delegati eletti dai lavoratori, ma nominati; 5) esistono i sindacati che decide Marchionne, si è perfino inventato l'associazione quadri; 6) siamo in presenza di un aumento dell'orario e di mano libera nella gestione della impresa della forza lavoro.


    Per voi un unico complimento tra virgolette: la «Fiom ha costruito un capolavoro mediatico».
    Mi pare che sia la Fiat a essere proprietaria di due giornali, che abbia speso una grande quantità di soldi per campagne pubblicitarie e che abbia una qualche influenza anche sui media televisivi. La vera nostra forza è stata quella di parlare delle reali condizioni di vita e di lavoro delle persone. Ciò che ha fatto saltare il coperchio è stato il no dei lavoratori di Pomigliano, i lavoratori licenziati a Melfi che non hanno accettato di essere pagati senza lavorare e oggi la dignità e il coraggio dei lavoratori di Mirafiori. Chi è riuscito a parlare al paese è stata la dignità del lavoro, Marchionne l'ha messa in discussione.


    Sostiene che la Fiom ha solo obiettivi politici, al contrario del sindacato statunitense Uaw.
    Se lui pensa di trasportare un modello di un sindacato che non ha alcun ruolo contrattuale, noi lo rifiutiamo. Siamo in Europa e facciamo il sindacato che contratta. Ma la cosa che trovo davvero straordinaria è che continui a dire che non spiegherà mai l'intero piano, ma lo farà pezzo per pezzo e tutti devono essere d'accordo. Nel silenzio di governo e forze politiche.


    Nell'intervista dice di voler provare a recuperare quei tanti no. Si governa una fabbrica con il 50 per cento?
    Sono d'accordo con lui. Dice anche che vorrebbe recuperare quelli che hanno detto sì per paura. Ciò dimostra che sa perfettamente che la maggioranza dei lavoratori in Fiat non sono d'accordo e la cosa più saggia che dovrebbe fare è riaprire una trattativa. Sono convinto che senza il consenso di chi lavora alle linee, le fabbriche non funzionano.


    Come andrà a Melfi e a Cassino, dove la Fiat vuole estendere l'accordo?
    E' sbagliato e ci auguriamo che si fermino. In caso contrario metteremo in campo tutte le iniziative giuridiche contrattuali e sindacali per contrastare l'estensione di questo modello.


    Ha smentito nuovamente una vendita dell'Alfa Romeo.
    Marchionne continua anche a dire che vuole arrivare al 51 per cento della Chrysler al più presto. Per farlo, ha bisogno di soldi e non so dove possa trovarli. Discutere del piano industriale significherebbe capire con trasparenza anche quali sono le scelte che intende compiere.


I COMMENTI:
  • nonostante il precedente(scala mobile)purtroppo non hanno saputo
    ragionare.Mi chiedo,visto che si va avanti per votazioni,indire un referendum. Oppure sedersi al tavolo delle trattative,e superare l'impasse,altrimenti non si va da nessuna parte,e il lavoro non arriva? 20-01-2011 11:16 - peep
  • giustissimo il commento di pietro ancona. e con tutta la solidarietà alla fiom, e a landini, bisogna riconoscere che la strategia è stata: isolare i cobas, escluderli, per ritrovarsi poi esclusi da marchionne. che il riformismo fosse l'anticamera del fascismo lo sapevamo da un bel po'. 20-01-2011 11:01 - andrea
  • Trovo oltremodo ridicolo che si pretenda dai sindacati di dire "come rendere più competitive le aziende". Non è di loro competenza e non devono farlo. Ma possono e devono proporre modelli generali di nuove prospettive. L'auto in sé, ad esempio, è obsoleta ed inutile. Se si investisse su nuove forme di mmobilità la FIAT dominerebbe l'Europa. Ma l'imperativo del capitalismo è "sfruttare tutto fino alla fine. Finché la carogna non è asciutta prima di passare ad altro".

    La cosa che sicuramente sono riusciti a fare i media è confondere i ruoli. Mescolarli nell'arena ammorbidendo le contrapposizioni in un "siamo tutti sindacalisti e siamo tutti imprenditori e vogliamo lavorare - vi prego fateci mangiare".

    E in questo frappé delle contrapposizioni che decade l'essenza stessa della verità.

    Alla miscelazione ed alla marcescenza dei contrappesi hanno sicuramente contribuito 20 anni di sindacalismo da poltrona e da melassa. Di organizzazioni che hanno tutelato fannulloni e si sono schierati dalla parte delle tessere e delle spartizioni o del "diamo tutto a tutti chiunque essi siano".
    In ciò è necessaria una riforma del pensiero del sindacato. Cosa a cui i COBAS vogliono rimanere legati e nella quale è giusto che periscano in quanto uomini di 2 secoli fa.

    Cordialmente Vostro 20-01-2011 11:00 - Ferdinando Vino
  • Caro Valerio ti invito ad informarti meglio la FIOM proposte ne ha fatte (www.fiom.cgil.it/auto/fiat/comunicati/c_10_12_09-volantino-fiat.pdf)il fatto è che Marchionne non sapendo competere sull'innovazione di prodotti come hanno fatto le maggiori aziende automobilistiche mondiali, vedi volkswagen, sceglie di farlo nel modo più vecchio, aumentando lo sfruttamento degli operai, alla faccia della moderità! 20-01-2011 01:24 - Paola
  • ...non sarebbe male poter rileggere la lettera di Massimiliano Cassaro. era stata pubblicata sul l'unità.capiremo sempre di più quanto è stato importante votare no... 19-01-2011 21:13 - guglielmo
  • ammettetelo, quella di mirafiori è stata un'altra sconfitta della sinistra ideologica.
    Marchionne ne esce alla grande, con "la repubblica" che gli fà l'intervista che lo consacra vincitore e degno successore dell'avvocato.
    La fiom invece ha irritato perfino la camusso ed il PD, con i suoi no a prescindere.
    Ed è inutile pensare al grande risultato del 46% di NO. Se si arriva al secondo posto tra due concorrenti in gara, vuol dire che si è perso! 19-01-2011 20:38 - giovanni L.
  • è vero che marchionne non vuole un sindacato che tratta, ma per arrivare a trattare serve che il lavoro ci sia e che su quel lavoro il sindacato abbia idee propositive sul come esso debba essere fatto.
    Non sono d'accordo che ci si possa fermare, come fa landini, a denunciare il fatto che esista un altro modo di fare l'automobile e di aumentare la produttività, che non sia quello che propone fiat, senza mai dire in cosa consista questo modo.
    Se Fiom avesse dall'inizio dato una sua versione sul come si può essere competitivi nel mondo per fare l'automobile si sarebbe ritagliata uno spazio di contrattazione che è stato facile negarle quando essa si è fermata alla denuncia dei diritti violati.
    I diritti si difendono facendosi carico del problema della produttività non lasciandolo al padrone. 19-01-2011 17:32 - VALERIO CACIAGLI
  • Il limite della Fiom è che ignora i Cobas ed assieme a Fim ed Uilm li discrimina in molti reparti.
    Questa è una contraddizione perchè i cobas hanno fatto della ragioni della lotta di oggi della Fiom la ragione della loro vita in questi venti anni di discriminazione,.
    Se la Fiom non risolve questo problema e non apre ai cobas è destinata ad essere riassorbita da un arco di forze che vanno da Marchionne al PD 19-01-2011 14:35 - pietro ancona
  • Marchionne,ha messo a KO Landini.Lo tiene sotto il suo tallone e lo sta minacciando ancora.Landini sdraiato e senza più forza,chiede di trattare.Marchionne,non vuole trattare,vuole sottomettere come fanno i strupatori, quando tengono una zagazzina sotto di loro.Con la bavetta che gli scivola dalla bocca e gli macchia il suo maglione,vuole possedere tutto!
    Latini è indifeso,ma gli grida in faccia che è da vigliacchi,comportarsi così.
    Un giorno,qualcuno lo accuserà di questa infamia.Certo la FIOM,non ha più la forza per combattere l'arbitrio,ci vogliono organizzazioni nuove e più forti della FIOM.
    Qualdo il gioco si fa duro ecco che entrano in ballo i duri!
    Come in guerra.Quando la forza del nemico e superiore a quella che si ha,o si dispone di una forza adeguata alla situazione o ce ne andiamo tutti a casa e ci mettiamo le infradito da spiaggia e ci leggiamo i giornali di ieri che buttano i signori,mangiandoci la minestrina riscaldata di ieri! 19-01-2011 12:53 - mariani maurizio
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI