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FUORIPAGINA
21/01/2011
  •   |   Roberto Livi
    Lavori in corso all'Avana

    Misleydis ha deciso di cogliere la palla al balzo. E di diventare una «piccola imprenditrice» , investendo tutti i suoi (magri) risparmi di una vita di lavoratrice alla dipendenza dello Stato per aprire una caffetteria. Il suo «basso» nel quartiere di Centro Havana si presta all'uopo; dalla finestra dell'ingresso, che si affaccia in una della vie più trafficate, può servire direttamente i clienti. La fama di buona cocinera, acquisita nel quartiere, non può che favorirla.
    Assieme a Misleydis più di 100.000 cubani hanno deciso di approfittare delle misure entrate in vigore alla fine dell'anno scorso e che permettono il lavoro por cuenta propria in 178 «categorie» di mestieri. Di loro, più di 83.000 hanno avuto la licenza richiesta. Ovvero, in poche settimane a Cuba i «piccoli imprenditori» sono aumentati di più del 50%, dato che fino allo scorso anno, eccezion fatta per i piccoli agricoltori, i lavoratori privati con licenza erano circa 143.000 in tutta l'isola. Questa nuova e non più vituperata (in quanto «antisocialista») categoria sociale dovrà - secondo le «attualizzazioni del sistema economico cubano» che saranno approvate ad aprile dal congresso del Pc - crescere fino a rappresentare quasi la metà dei lavoratori entro tre anni. Per ora, il 22% di coloro che hanno deciso di fare il salto nel settore privato è costituita da concorrenti di Misleydis, da persone cioè che hanno chiesto licenze nel settore della ristorazione e vendita di alimenti: caffetterie, esercizi di comida rápida (pizzette, panini, dolci e bibite) e paladares, i piccoli ristoranti privati. Questi ultimi potranno avere fino a venti coperti e assumere personale (il 16% delle licenze concesse sono per il personale salariato), mentre fino all'anno scorso erano previste un massimo di «dodici sedie» e si permetteva solo il lavoro in ambito familiare (inoltre era proibito servire carne di manzo e aragoste, prodotti riservati ai ristoranti di proprietà o a partecipazione statale).
    Secondo i dati diffusi dal quotidiano del Pc, Granma, la maggioranza (il 68%) delle licenze è stata data a persone che ufficialmente non avevano un impiego. Dunque, i primi effetti della riforma promossa dal presidente Raúl sono di far emergere una parte del lavoro nero. Ovvero di chi in precedenza aveva una propria attività «non ufficiale» - nei più svariati settori che vanno dalla piccola ristorazione ai parrucchieri, dai muratori ai meccanici, ecc. - e in base alla esperienza del passato ritiene di poter affrontare il mare agitato di un rapporto ufficiale con lo Stato: certificare da dove vengono i prodotti usati, pagare imposte e contributi in caso di assunzione di manodopera salariata. L'altro settore sociale che si è subito dimostrato interessato è quello dei pensionati. Il 16% delle licenze è stato concesso a over-60 impegnati a integrare la magra pensione con lavori per lo più nel settore dei servizi: messaggeria, parcheggiatori, vendita di giornali e di prodotti casalinghi, ecc.
    Un giro nei quartieri più popolari dell'Avana è sufficiente a rendersi conto del fiorire di piccole attività, «regolari» - ovvero con licenze - o meno. Dalle più impegnative economicamente - i paladares, diretti prevalentemente al turismo e dunque al settore che paga in valuta ed è più esigente - alle più comuni: caffetterie e banchi con comida rápida o di frutta e verdura - dove la concorrenza è più forte perché vendono in moneda nacional (i pesos), quella con cui lo Stato paga i propri salariati - vendita di cd quebrados (piratati) , di vari utensili casalinghi, candele di produzione artigianale (per affrontare i black out). Tutti «esercizi» che spuntano come funghi in Centro Habana, Marianao, Cerro ecc. Insieme ad offerte di servizi di manicure, tatuaggi, taxi in pesos (boteros), prodotti di igiene e di bellezza, scarpe, jeans, magliette e intimo per donna di provenienza più svariata e venduti nei posti più svariati. Insomma un mercato parallelo, diffuso e ancora caotico, che viene poi integrato da chi (pochi) può usare internet mediante inserzioni nei nuovi siti virtuali - Revolico, Quebutin, con server in Florida - dove si commercia di tutto.
    Il presidente Raúl Castro nel suo discorso di dicembre di fronte al parlamento aveva detto chiaramente che «o si cambia o la Rivoluzione affonda» e aveva promesso che, questa volta, non vi sarebbe stata «marcia indietro». Il riferimento era agli inizi degli anni '90, quando Cuba a causa del collasso dell'Urss si era trovata con una caduta del Pil del 35% e sull'orlo del fallimento. Allora, e di malavoglia, Fidel aveva aperto al turismo e al lavoro por cuenta propria. Le licenze per i privati avevano superato quota 200.000 e nell'isola si contavano 600 paladares. Ma una volta che la situazione economica - grazie al turismo - era migliorata, il comandante aveva stretto la vite . «In realtà il cuentapropismo fu sempre visto con sospetto dal vertice politico», ci dice Carlo Martinez, che la settimana scorsa ha aperto un paladar nel quartiere del Vedado. Allora il lavoro privato era considerato «un male necessario e una fonte di inquinamento del socialismo». Oggi, le riforme annunciate da Raúl costituiscono «una manovra necessaria per sopravvivere» e per «aumentare il livello di produttività e di efficienza», ci dice Duglas, ex professore di economia. Lo scopo delle riforme economiche proposte dal presidente è di porre le basi di un'economia mista, con una riduzione progressiva del ruolo dello Stato, che da proprietario monopolista dovrà trasformarsi in regolatore. Anche se le redini del controllo politico resteranno al partito-stato, il Pc. Una sorta di via cinese, insomma; necessaria perché lo Stato non può continuare sulla strada «dell'egualitarismo e del paternalismo», mantenendo 4.200.000 lavoratori, funzionari e amministratori, ovvero più dell'80% della popolazione attiva.
    Si tratta però di una manovra che promette lacrime e sangue. Entro aprile sarà operata una drammatica sforbiciata di 500.000 posti di lavoro nell'ipetrofico organico dello Stato. Il nuovo chiassoso e ancora disordinato mercato del lavoro che sta nascendo reggerà l'urto? Sarà capace di assorbirli e integrarli? E' vero che il Granma da circa un mese sembra essersi trasformato nel difensore del lavoro privato ripetendo gli incitamenti «a sciogliere i nodi della burocrazia che impediscono la consegna rapida delle licenze ai lavoratori por cuenta propria» e a «promuovere un cambio della mentalità» in modo che «per ogni problema vi sia una soluzione». Ma, al di là degli slogan, ancora non sono state delineate misure concrete per favorire l'attuazione delle riforme: la definizione di un mercato all'ingrosso dove si possano rifornire i piccoli imprenditori privati e soprattutto una politica statale di finanziamento di tali attività, mediante piccoli prestiti bancari.
    Il pericolo lo ricordava lo scrittore - e collaboratore del manifesto - Leonardo Padura Fuentes: vi è un'intera generazione di cittadini cubani, quelli della sua età, tra i 45 e i 55 anni, formatisi e cresciuti nel socialismo, ossia al totale riparo dello Stato, che non sono pronti a affrontare una società competitiva. Che ne sarà di loro?


I COMMENTI:
  • con cuba senza se e senza ma. 22-01-2011 11:52 - fabio
  • Cuba, che non è il "paradiso in terra", ancora una volta e tra mille problemi e sotto aggressione, è capace di affrontare i suoi problemi e indicare soluzioni. Milioni di cittadini cubani stanno discutendo delle nuove linee economiche. Da noi, come al solito, soloni di buoni consigli, si continua a non capire il processo politico cubano. Meglio, si continua a sparlare di Cuba riversandogli adosso il nostro fallimento politico, quello della sinistra italiana. Marchionne a Cuba non ci andrà perchè non potrebbe fare i profitti, anche a bassi salari, che invece gli è concesso fare da noi e negli USA di Obama. I profitti delle aziende, a Cuba, sono redistribuiti a favore della popolazione. Scusate se è poco. Lo riduzione dei dipendenti pubblici, a Cuba, avverrà sotto controllo dei lavoratori, che hanno eletto, in assemblee, le loro commissioni che guideranno la la scelta dei lavoratori disponibili. Quindi, nessun licenziamento di massa. Ad ogni singolo lavoratore sono offerte alternative di lavoro. Solo se rifiutate dovrà trovarsi il lavoro da solo mantenendo tutte le garanzie sociali. Ci fosse in Italia un solo contratto firmato che preveda che siano i lavoratoti, che vanno in cassaintegrazione o in mobilità, a guidare e controllare l'uscita dei lavoratori dalle aziende attraverso commissioni di lavoratori elette direttamente nei luoghi lavoro. Certo i salari a Cuba non sono alti. Ma proprio per questo si è avviata un riforma del modello economico affinchè si risolvano i problemi dell'economia cubana, tra cui quello si salari adeguati. E' tutto facile? Assolutamente no. E' una grande sfida. Ma Cuba, di sfide, ne ha affontate tante, vincendole tutte. Modello cinese, modello vietnamita, modello... sarà un modello economico cubano integrato al contesto regionale latinoamericano. Magari non ci piacerà, ma Cuba un progetto politico ed economico da perseguire per il futuro, dalla parte dei più deboli e dalla parte dei lavoratori, ce l'ha. E Cuba, tutta soletta e con i suoi problemi, è già entratta nel futuro del terzo millenio mentre noi abbiamo speso decenni a scrivere ed attenderne il fallimento. Assumiamo un atteggiamento più costruttutivo e solidale con questa Rivoluzione cubana, ognuno si tenga le sue critiche, ma insieme chiediamo e mobilitiamoci per chiedere l'immediata fine dell'aggressione USA contro Cuba, come chiede l'ONU. Se non ora, quando? Scusate qualche errore dovuto alla fretta. 22-01-2011 08:57 - Franco
  • Sulla situazione cubana,permettetemi di spiegare meglio di ogni altro,dato che a Cuba io ci ho vissuto e sono sposato con una donna cubana.
    Cuba sta cambiando,ma non perde il suo socialismo.
    Le basi alimentari e lo studio,come la sanità continuano a essere dello stato e diffuse, in modo socialista.
    Nessun cubano è morto di fame ,mai,fino a che ci saranno i comunisti,morirà mai.
    Certo non tutti sono per un lavoro sociale.
    Cuba ha bisogno di nuova forza interna e di crescere.
    Ci sono aiuti di stato per chi vuole fare impresa.
    Ma non per i Marchionne che da soli si PAPPANO LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI SOLDI.
    No Cuba crescera in un modo socialista.
    D'altronde cuba ha gia stupito il mondo più di una volta,quando ha fatto vedere che nonostante un odioso blocco economico fatto dagli USA ,è riuscita a andare avanti per 50 anni senza mai rinunciare per un giorno a dare istruzione e sanità a tutti gratis.
    Gli USA invidiosi,che ancora oggi,non riescono a dare la sanita al suo popolo come Cuba,hanno sempre fatto del tutto per ostacolare questa piccola isola di eroi.
    Ogni volta che entro a Cuba i sorrisi si sprecano e le grasse donne cubane dimostrano che non esiste la fame in quel paese.
    Ora si tratta di fare un altro miracolo.
    Sono sicuro che sarà un successo e che anche questa volta i reazionari fascisti e anticastristi si mangeranno il fegato a MAIEMI! 22-01-2011 08:55 - mariani maurizio
  • Ricordo una volta a Cienfuegos, durante una festa in cui avevano concesso ad alcuni baracchini di vendere panini, che rimasi stupito dal fatto che l'omarino tagliasse l'ultimo pezzo del filone e lo butasse via.
    La misura dei panini era rigorosamente regolata da una legge statale sul peso di ogni singolo panino, ed il venditore non voleva incorrere in multe. Buttare via il pane per legge! Quasta era follia, non socialismo.
    Cuba si e' data una scrollata, dopo i decenni di catalessi cerebrale di Fidel.
    Viva Cuba, viva il socialismo (solo se intelligente, quello scemo non vogliamo).
    PS senza polemica sui contenuti e senza censure: non si potrebbe mettere un limite alla lunghezza dei posts? Che so, 3000 caratteri? Alcuni posts, piu' lunghi degli articoli, mi sembrano verbosi. 22-01-2011 04:48 - Ahmed
  • INFORMARE DI PIU SULLA SITUAZIONE SUD-AMERICANA...
    salvo rari anzi rarissimi casi la pagina aperta ai commenti del Manifesto e'praticamente assente...mentre questo Continente e' in APERTA COSTRUZIONE ANTI IMPERIALISTA...
    1)Mancanza di una corretta informazione su CUBA...INVITO I LETTORI A LEGGERE IN ITALIANO
    OGNI GIORNO. www.Prensa Latina.it (in italiano) DA CUBA
    www.Telesurtv.net...o La radio delsur.com DA CARACAS..
    da Voi ASSENZA TOTALE SU LE ATTIVITA DELLA MAFIA CUBANA DI miami, le provocazioni dei delinquenti dell'impero del nord ed il vergognoso embargo di mezzo secolo!!!NON AVETE MAI CHIESTO LA LIBERAZIONE DEI 5 PATRIOTI CUBANI IN DURISSIME CARCERI YANQUI DA 13 ANNI COLPEVOLI DI ESSERE DEI SERVIZI ANTITERRORISTI DEL GOVERNO CUBANO ED INDAGARE SULLA MAFIA ED I TERRORISTI DI POSADA CARRILES NEGLI USA!!!! mai una parola vostra sulle
    attivita del Boia Posada Carriles il piu sanguinario terrorista americano protetto dalla CIA a Miami.....
    2)Non avete mai informato sulla situazione IN HONDURAS in mano a feroci golpisti appoggiati dall'impero e soprattutto dall'Europa..
    3)Non avete mai dato cenno di informazione sugli orrori della COLOMBIA..negli otto anni del governo di NARCO URIBE
    e degli immensi massacri delle fosse comuni degli ,sterminii della opposizione migliaia di sindacalisti ed oppositori assassinati.. I MASSACRI DELLE PIU SANGUINARIE BESTIE NARCOS PARACOS..LE BANDE CHIAMATE PAISAS O RASTROJOS OD AQUILAS NEGRAS...che stanno seminando morte e distruzione anche col nuovo governo Santos...
    Non avete mai parlato sulle basi yanqui in Colombia e delle continue minacce contro il governo Di Chavez..DELLA LOTTA DI INDIPENDENZA DEI COMPAGNI DELLE FARC-EP O DELL'ELN..o del coordinamento bolivariano y Colombianos por la pax...o delle'attivita della eccezionale senadora Cordoba CHE HA FATTO UN GIRO IN EUROPA PER LA PACE SUBITO IN COLOMBIA!!!
    4)L'assenza di informazioni sul Venezuela bolivariano SUll'ENORME AVANZAMENTO DEL venezuela di chavez in tutti i campi che e' totale
    sull'ALBA...SUL MERCOSUR...SUL MOVIMENTO BOLIVARIANO INTERNAZIONALE IL CUI SEGRETARIO E' IL DOMINICANO ISA CONDE...
    5)non avete mai accennato sulle pressioni che il governo dell'impero del nord sta esercitando sul Costarica per scatenare una guerra di frontiera contro il governo di Daniel ortega Comandante del Nicaragua bolivarano...6) LE STRAGI CHE avvengono in Messico da parte della mafia narco di stato di cui il governo di destra di Calderon marionetta dell'impero...e' il responsabile
    7)BOLIVIA ED EQUAD0R CHE SONO SOTTO PRESSIONE DI FORZE GOLPISTE internazionali DELLE OLIGARCHIE MAFIOSE PAGATE ED AIZZATE DALL'IMPERO DEL NORD E DI CIRCOLI DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO....
    8)AD HAITI dove la bestia assasssino PAPA' DOC DUVALIER E' STATO RIPORTATO DA PARIGI DAI SERVIZI DELL'IMPERO IN UN PAESE
    CHE HA DISTRUTTO....
    oggi duri scontri contro le truppe occupanti che chiedono il rientro del mai dimenticato Presidente ARISTIDE ARRESTATO E SPEDITO IN SUD AFRICA IN UN GOLPE DEI MERCENARI PELATI YANQUI...9) LE LOTTE TRASNACIONALI DEI POPOLI INDIOS!!!Mi fermo qui perche ci sarebbe da continuare...MA CREDO E VI INVITO A FARE UNA FORTE CURA DI INFORMAZIONI SULLA SITUAZIONE IN CENTRO E SUD AMERICA...
    E'IMPOSSIBILE CHE UN GIORNALE COME IL VOSTRO FACCIA CAMPAGNE SUL BURKA IN IRAN E TACCIA SUI MASSACRI E LE FOSSE COMUNI IN COLOMBIA..ORRORI MAI VISTI!!!
    troppi silenzi almeno per quanto riguarda la situazione in quel mondo tanto LONTANA DALLO SQUALLORE DELL'ITALIA SPROFONDATA CREDO ORMAI PER DECENNI basta vedere cio di cui si parla in questi giorni....
    L'articolo cade a freddo dopo un sospetto vostro letargo ed una assenza da questi scenari ed e' totalmante distaccato dallo scenario internazionale di CUBA E SUD AMERICA...
    PERCHE NON AVETE MAI PUBBLICATO UNA SOLA VOLTA QUELLE INCREDIBILI RIFLESSIONI DI FIDEL CHE SI POSSONO LEGGERE SU PRENSA LATINA.IT IN ITALIANO????
    correte il rischio di essere impantanati nelle solita palude dei soliti slogans contro Fidel,Chavez ed trovarvi a braccetto con i media italiani che stanno DA SEMPRE A FIANCO DELLE MAFIE NARCOS E GOLPISTE....ED ALL'IMPERO

    NEL FRATTEMPO DATO CHE AVETE SCRITTO TIMIDAMENTE QUALCOSA SU CUBA:
    CON BOLIVAR POR LA PATRIA GRANDE Y EL SOCIALISMO 21-01-2011 18:56 - carlos
  • i nodi vengono al pettine,
    buona fortuna a cuba
    d'altra parte era difficile continuare a mantenere buona la gente che in un posto pubblico guadagna tra i 15 e i 50 dollari al mese (pagati fra l'altro in peso cubani e non in verdoni !!)

    a 50 dollari al mese pure marchionni ti da le pause pranzo e non chiede straordinari !!! 21-01-2011 18:45 - marco
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