-
|
Daniela Preziosi, inviata a Torino
Un'amichevole al Lingotto 2
Veltroniana la location del Lingotto, la coreografia, gli oratori: l'operaia di Mirafiori (che ha votato sì al referendum) ma anche la presidente degli industriali piemontesi. Lo scrittore-magistrato Raffaele Cantone, l'ex uomo-simbolo della sfiorita Nuova stagione Renato Soru. Veltronianissimo è il discorso, un'ora di espressioni scelte con cura tipo «la fatica operaia», «gli eroi semplici di Palermo» - c'è Baricco nell'aria -, un viavai di citazioni, da Eduardo a Fellini, da Twain a Luther King, a don Ciotti, a Pio La Torre. Ben dette: l'ex segretario guarda un «gobbo» a due specchi, proprio non sembra che legga. Del resto l'evento si intitola Fuori dal 900, e per uscire dal 900 il televisivo teleprompter è perfetto: molto meno l'elegante ma antico pince-nez e i fogliacci volanti di Beppe Fioroni, che ha cancellato e riscritto senza posa.
In platea ci sono tutti, o quasi: c'è Franceschini leader di Areadem, Scalfarotto e Rosa Vallecco Calipari dell'area Marino. C'è, ma in disparte, Nicola Zingaretti. C'è Peppe Civati il rottamatore, che si è già separato dal socio Matteo Renzi, che infatti non c'è. Soprattutto c'è, per amore e tanto tanto bisogno di unità, Pier Luigi Bersani, in prima fila. E quando interviene ripete cinque volte «ha ragione Walter». Di fatto proprio lui fa da padrino di battesimo all'area Modem, che in verità lo considera inabile al ruolo di segretario.
Lo scambio di cortesie consente che la partita finisca win-win: Veltroni incassa un poderoso riconoscimento dalla maggioranza. Bersani disinnesca la polemica della minoranza, per ora. E così può vantare, per la prima volta, uno straccio di unità del partito di fronte ai delicati passaggi futuri: la richiesta delle dimissioni del premier, di un nuovo governo «per le riforme», o di voto anticipato, extrema ratio. Nel Pd tutti contenti, o quasi. Resta da vedere se gli elettori apprezzano il minuetto.
Veltroni non si risparmia su Berlusconi. Ma il punto è un altro: se il premier finalmente fa un passo indietro (l'idea di batterlo in parlamento non sfiora più nessuno), serve «un nuovo governo con tutte le forze, che faccia alcune riforme, tra cui il federalismo»; se non è possibile, meglio le elezioni. Ma in questo caso è proibito ripetere «il tragico errore del '94, quando le divisioni nel campo democratico spianarono la strada all'avventura berlusconiana». Insomma: «no al ritorno all'Unione, sarebbe un suicidio». Sì all'alleanza con il terzo polo, come del resto dicono da tempo D'Alema e Enrico Letta. Con Vendola solo a certe condizioni. Quando poi finirà l'emergenza («a fisiologia», per usare un'espressione cara al professor Ceccanti) si tornerà avversari. Via libera anche a un eventuale governo Tremonti, come ha già detto Bersani. Però fra i Modem i discorsi non coincidono: quando parla Paolo Gentiloni, uno dei tre leader dell'area, il ministro dell'economia diventa invece uno che «sotto una patina antiglobal» cova teorie «ispirate alle culture socialdemocratiche del 900». Sottinteso da rottamare.
E questo è niente rispetto al manifesto liberal che lo stesso Gentiloni recita, stavolta in sintonia con Veltroni. Mettendo in guardia dai «conservatori» e dai «difensori dell'esistente». No alla «nostalgia di Ulisse, sì alla speranza di Abramo», dice l'ex segretario. Su questa linea il sindaco di Torino Sergio Chiamparino si spinge fino a dire che «se non era per Marchionne» la sinistra e il sindacato non si sarebbero mai posti il problema di riformare le relazioni industriali. Mirafiori è dietro l'angolo. Ma non potrebbe essere più lontana.
Né potrebbero essere più lontani non solo gli operai che hanno votato no, che presto dovrebbero tornare a votare per il nuovo sindaco di Torino (Piero Fassino in pole position è stato ultrà del sì); ma anche dirigenti del Pd come Stefano Fassina, che sta in segreteria ed è impegnato in un'analisi ben meno en rose della vicenda Fiat. O Sergio Cofferati, schierato nettamente con il no al contratto nel referendum operaio.
Bersani a fine giornata dice che «sulla proposta non c'è lontananza» e che «tutto il partito è pronto alla battaglia che il Paese ci chiede». Eppure alla prossima curva c'è la legge sul testamento biologico: alla camera il cattolico Beppe Fioroni, a cui spettano le conclusioni, annuncia che voterà «secondo coscienza», cioè non contro il testo del Pdl. «Garantisco dignità politica ad ogni posizione», tranquillizza Bersani.
Insomma la pax interna oggi si firma perché, come spiega ancora Ceccanti, «sarebbe da pazzi dividersi in un momento come questo». E però i Modem mettono nero su bianco le loro proposte liberal che forzano il programma del Pd in una direzione che non è quella del 'nuovo partito laburista' di Bersani. E allora o al Lingotto Fiere ieri c'è stata la fiera delle parole, separate dal loro senso. Oppure le parole hanno un senso, e allora il rischio è che a separarsi finisca il Pd, voto o non voto, prima o poi.
- 31/01/2011 [0 commenti]
- 31/01/2011 [1 commenti]
- 31/01/2011 [14 commenti]
- 30/01/2011 [6 commenti]
- 29/01/2011 [11 commenti]
- 29/01/2011 [11 commenti]
- 29/01/2011 [16 commenti]
- 29/01/2011 [1 commenti]
- 28/01/2011 [6 commenti]
- 28/01/2011 [14 commenti]
- 28/01/2011 [8 commenti]
- 27/01/2011 [4 commenti]
- 27/01/2011 [10 commenti]
- 27/01/2011 [0 commenti]
- 27/01/2011 [5 commenti]
- 27/01/2011 [8 commenti]
- 26/01/2011 [2 commenti]
- 26/01/2011 [8 commenti]
- 26/01/2011 [3 commenti]
- 26/01/2011 [3 commenti]
- 25/01/2011 [8 commenti]
- 25/01/2011 [9 commenti]
- 25/01/2011 [3 commenti]
- 25/01/2011 [0 commenti]
- 24/01/2011 [4 commenti]
- 24/01/2011 [3 commenti]
- 23/01/2011 [7 commenti]
- 23/01/2011 [21 commenti]
- 23/01/2011 [9 commenti]
- 23/01/2011 [1 commenti]
- 22/01/2011 [2 commenti]
- 22/01/2011 [3 commenti]
- 22/01/2011 [4 commenti]
- 21/01/2011 [3 commenti]
- 21/01/2011 [6 commenti]
- 21/01/2011 [6 commenti]
- 20/01/2011 [7 commenti]
- 20/01/2011 [1 commenti]
- 20/01/2011 [17 commenti]
- 20/01/2011 [0 commenti]
- 19/01/2011 [2 commenti]
- 19/01/2011 [9 commenti]
- 19/01/2011 [4 commenti]
- 19/01/2011 [3 commenti]
- 18/01/2011 [3 commenti]
- 18/01/2011 [6 commenti]
- 18/01/2011 [0 commenti]
- 18/01/2011 [2 commenti]
- 17/01/2011 [3 commenti]
- 17/01/2011 [5 commenti]
- 16/01/2011 [15 commenti]
- 16/01/2011 [6 commenti]
- 16/01/2011 [4 commenti]
- 16/01/2011 [1 commenti]
- 15/01/2011 [86 commenti]
- 15/01/2011 [3 commenti]
- 15/01/2011 [4 commenti]
- 15/01/2011 [5 commenti]
- 14/01/2011 [11 commenti]
- 14/01/2011 [3 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Il solito Silvio che si sa scegliere gli amici e i "nemici".
Già perchè gli italiani che votavano per un'entità politica dichiaratamente di sinistra nelle parole e nei fatti,,sono gli stessi italiani abituati a prendere quel che dice e che propone la TV come sacrosanto ed imprescindibile,essendo la TV la voce che ha veramente fatto l'Italia e gli italiani.
Ed è per questo che gli elettori negli anni sono andati a votare gente come Veltroni,Fassino,D'Alema convinti di votare a sinistra convinti che quella fosse un'opposizione. 23-01-2011 21:12 - Josè