domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
23/01/2011
  •   |   Daniela Preziosi, inviata a Torino
    Un'amichevole al Lingotto 2

    Veltroniana la location del Lingotto, la coreografia, gli oratori: l'operaia di Mirafiori (che ha votato sì al referendum) ma anche la presidente degli industriali piemontesi. Lo scrittore-magistrato Raffaele Cantone, l'ex uomo-simbolo della sfiorita Nuova stagione Renato Soru. Veltronianissimo è il discorso, un'ora di espressioni scelte con cura tipo «la fatica operaia», «gli eroi semplici di Palermo» - c'è Baricco nell'aria -, un viavai di citazioni, da Eduardo a Fellini, da Twain a Luther King, a don Ciotti, a Pio La Torre. Ben dette: l'ex segretario guarda un «gobbo» a due specchi, proprio non sembra che legga. Del resto l'evento si intitola Fuori dal 900, e per uscire dal 900 il televisivo teleprompter è perfetto: molto meno l'elegante ma antico pince-nez e i fogliacci volanti di Beppe Fioroni, che ha cancellato e riscritto senza posa.
    In platea ci sono tutti, o quasi: c'è Franceschini leader di Areadem, Scalfarotto e Rosa Vallecco Calipari dell'area Marino. C'è, ma in disparte, Nicola Zingaretti. C'è Peppe Civati il rottamatore, che si è già separato dal socio Matteo Renzi, che infatti non c'è. Soprattutto c'è, per amore e tanto tanto bisogno di unità, Pier Luigi Bersani, in prima fila. E quando interviene ripete cinque volte «ha ragione Walter». Di fatto proprio lui fa da padrino di battesimo all'area Modem, che in verità lo considera inabile al ruolo di segretario.
    Lo scambio di cortesie consente che la partita finisca win-win: Veltroni incassa un poderoso riconoscimento dalla maggioranza. Bersani disinnesca la polemica della minoranza, per ora. E così può vantare, per la prima volta, uno straccio di unità del partito di fronte ai delicati passaggi futuri: la richiesta delle dimissioni del premier, di un nuovo governo «per le riforme», o di voto anticipato, extrema ratio. Nel Pd tutti contenti, o quasi. Resta da vedere se gli elettori apprezzano il minuetto.
    Veltroni non si risparmia su Berlusconi. Ma il punto è un altro: se il premier finalmente fa un passo indietro (l'idea di batterlo in parlamento non sfiora più nessuno), serve «un nuovo governo con tutte le forze, che faccia alcune riforme, tra cui il federalismo»; se non è possibile, meglio le elezioni. Ma in questo caso è proibito ripetere «il tragico errore del '94, quando le divisioni nel campo democratico spianarono la strada all'avventura berlusconiana». Insomma: «no al ritorno all'Unione, sarebbe un suicidio». Sì all'alleanza con il terzo polo, come del resto dicono da tempo D'Alema e Enrico Letta. Con Vendola solo a certe condizioni. Quando poi finirà l'emergenza («a fisiologia», per usare un'espressione cara al professor Ceccanti) si tornerà avversari. Via libera anche a un eventuale governo Tremonti, come ha già detto Bersani. Però fra i Modem i discorsi non coincidono: quando parla Paolo Gentiloni, uno dei tre leader dell'area, il ministro dell'economia diventa invece uno che «sotto una patina antiglobal» cova teorie «ispirate alle culture socialdemocratiche del 900». Sottinteso da rottamare.
    E questo è niente rispetto al manifesto liberal che lo stesso Gentiloni recita, stavolta in sintonia con Veltroni. Mettendo in guardia dai «conservatori» e dai «difensori dell'esistente». No alla «nostalgia di Ulisse, sì alla speranza di Abramo», dice l'ex segretario. Su questa linea il sindaco di Torino Sergio Chiamparino si spinge fino a dire che «se non era per Marchionne» la sinistra e il sindacato non si sarebbero mai posti il problema di riformare le relazioni industriali. Mirafiori è dietro l'angolo. Ma non potrebbe essere più lontana.
    Né potrebbero essere più lontani non solo gli operai che hanno votato no, che presto dovrebbero tornare a votare per il nuovo sindaco di Torino (Piero Fassino in pole position è stato ultrà del sì); ma anche dirigenti del Pd come Stefano Fassina, che sta in segreteria ed è impegnato in un'analisi ben meno en rose della vicenda Fiat. O Sergio Cofferati, schierato nettamente con il no al contratto nel referendum operaio.
    Bersani a fine giornata dice che «sulla proposta non c'è lontananza» e che «tutto il partito è pronto alla battaglia che il Paese ci chiede». Eppure alla prossima curva c'è la legge sul testamento biologico: alla camera il cattolico Beppe Fioroni, a cui spettano le conclusioni, annuncia che voterà «secondo coscienza», cioè non contro il testo del Pdl. «Garantisco dignità politica ad ogni posizione», tranquillizza Bersani.
    Insomma la pax interna oggi si firma perché, come spiega ancora Ceccanti, «sarebbe da pazzi dividersi in un momento come questo». E però i Modem mettono nero su bianco le loro proposte liberal che forzano il programma del Pd in una direzione che non è quella del 'nuovo partito laburista' di Bersani. E allora o al Lingotto Fiere ieri c'è stata la fiera delle parole, separate dal loro senso. Oppure le parole hanno un senso, e allora il rischio è che a separarsi finisca il Pd, voto o non voto, prima o poi.


I COMMENTI:
  pagina:  3/3  | prima  | precedente
  • Non confondiamo "liberal" con "liberale" (con la 'e'). I maggiori "Liberal" in giro sono su ben'altra lunghezza d'onda. Solo che scrivono in Inglese e non gliene può fregare di meno dell'ex-ex-segretario. 23-01-2011 13:39 - Marco Antoniotti
I COMMENTI:
  pagina:  3/3  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI