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FUORIPAGINA
23/01/2011
  •   |   Sergio Sinigaglia
    Berisha deve andarsene. Ora o mai più

    Kol Nikollaj è il segretario generale della Confederazione dei sindacati albanesi (K.S.SH). Di passaggio ad Ancona insieme a Taf Koleci, Segretario della federazione dei sindacati dell'industria e a Anisa Subashi, direttrice del Centro di formazione e di studi sindacali albanesi, lo abbiamo incontrato grazie ad un amico comune e gli abbiamo rivolto alcune domande sul drammatico momento che il suo paese sta vivendo. Nikollaj era presente venerdì alla grande manifestazione sfociata in incidenti che hanno portato all'uccisione di tre persone da parte delle forze di polizia. «L'Albania - esordisce - è da un anno in una crisi politica specchio anche della grave crisi economica che colpisce il continente. Nel 2010 Berisha per vincere le elezioni ha fatto dei brogli. Riuscendo a governare perché quattro deputati socialisti sono andati con lui ottenendo il 20% degli incarichi di governo».
    Come ha reagito il partito socialista, principale forza d'opposizione?
    I socialisti hanno 64 deputati e dopo aver ottenuto il riconteggio dei voti, hanno boicottato il parlamento per sei mesi, decidendo successivamente di non votare gli atti del governo fino a quando Berisha non avesse accettato di riverificare il voto nelle regioni dove erano forti i sospetti di manipolazioni. In questi scenario poi è esploso l'ennesimo grave episodio di corruzione, che però stavolta è stato documentato dalla televisione. È infatti andato in onda un filmato dove il vice-primo ministro indicava al ministro dell'economa chi doveva vincere una grossa gara. Questo dopo che l'opposizione aveva costretto la magistratura ad aprire tre inchieste su altrettanti fatti di corruzione. Così la protesta dell'opinione pubblica stava montando sempre di più».
    E arriviamo alla giornata di venerdì...
    «Un'altra ragione della manifestazione era legata al rifiuto dell'Ue di far entrare il paese nella Comunità europea. E questo anche perché non c'era un accordo tra le forze politiche. In ogni caso tutta l'opposizione, sociale e politica, nell'indire l'appuntamento di venerdì si è appellata anche agli elettori di destra perché partecipassero ad una protesta contro una situazione di illegalità che non può non turbare anche loro. Berisha ha avuto sempre la capacità di rigenerarsi nelle varie fasi della nostra storia recente. Lui non conosce il consenso, la collaborazione, non rispetta i principi fondamentali della democrazia. Dunque venerdì in piazza c'era tanta gente. Soprattutto lavoratori, disoccupati, ma anche intellettuali, giornalisti, insomma la società civile. In testa c'eravamo noi della confederazione sindacale. La manifestazione era pacifica ma poi è degenerata quando una polizia incapace e asservita a Berisha ha iniziato a tirare i lacrimogeni. Però i poliziotti non avevano le maschere antigas e allora è subentrata la Guardia Repubblicana, corpo militare che protegge Berisha e i suoi ministri. Giunti davanti al palazzo del governo non c'era nessuna volontà di sfondare. Ad un certo punto sono stati esplosi dei colpi in aria che hanno fatto arrabbiare la gente. Sono stati divelti i sanpietrini e i sassi hanno rotto i vetri del palazzo. Allora la Guardia ha iniziato a sparare sulla folla e sono morti tre manifestanti. Si sono giustificati dicendo che un sasso ha cambiato la traiettoria dei colpi (vi ricorda qualcosa? ndr). Di fronte ai morti, i manifestanti sono andati dietro il palazzo governativo e hanno incendiato una quindicina di auto, in gran parte della polizia.
    Che succederà ora? Come si muoverà tutta l'opposizione, politica e sociale?
    Noi abbiamo proclamato il lutto nazionale. Domenica riprenderemo a manifestare. Edi Rama, leader dell'opposizione, ha detto che sarà alla testa delle dimostrazioni e si continuerà ad oltranza, fino a che Berisha non se ne andrà. Per me il nostro capo di governo farà di tutto per mettere il popolo contro altro popolo. Ieri ha detto che ha ricevuto mille messaggi di persone che lo invitavano a difendere le istituzioni. Ha già annunciato che mercoledì prossimo organizzerà una contromanifestazione. Lui ha il consenso dei ceti medi e dei ricchi. In più si avvale della forte corruzione. In questi anni ha fatto politiche neoliberiste in un contesto economico caratterizzato da una economia molto informale, con tanta disoccupazione, aumento dei prezzi di prima necessità. Le rimesse dei migranti sono molto diminuite e gli albanesi sono sempre più poveri. Gli investimenti stranieri scarseggiano anche perché non c'è stabilità politica.
    Come sindacato, che proposte fate?
    È necessario rilanciare politiche pubbliche che investano nelle infrastrutture, che rilancino la piccola e media impresa, nel settore agricolo. Serve una grande bonifica delle acque, non rinviabile anche a causa delle forti inondazioni che hanno colpito l'Albania.
    Che dite sull'ingresso nella Ue?
    Ora in Europa vengono fatte politiche apertamente neolibriste, quindi siamo contrari. Quando, speriamo il prima possibile, l'Europa sarà sociale e il vento sarà cambiato, allora l'Albania potrà entrare nella Ue.
    Pensi che Berisha se ne andrà?
    Ora o mai più.


I COMMENTI:
  • Gentile Franco!
    Ok ha ragione essere eletti democraticamente non significa di non essere ditattori, cmq legga tutto quello che ho scritto cosi può capire che quello che è successo a Tirana è solo una squallida lotta per potere e non ha niente a che fare con il popolo. Spero che lei scherza quando dice che il popolo albanese cercherebbe un altro Enver Hoxha, quell'uomo è stato la nostra più grande maledizione, il sistema che instaurò non solo ci uccise fisicamente, ma massacrò anche la nostra anima,la nostra dignità, dai adesso vado non è questa la "sede" più adatta di parlare dell'Albania.Secondo me quando parla dei paesi ex-comunisti deve avere anche un po di rispetto per la gente che ivi è nata, cresciuta ed ha visto sprecare la propria, vita, i propri sogni. Saluti 24-01-2011 20:07 - Besi
  • Ma avete fatto caso che i peggiori elementi della storia sono tutti rifarditi?
    Berisha era comunista e oggi è il peggior elemento dell'Albania.
    Avete fatto caso che la storia contemporanea è piena di questa gente.
    Mussolini ex socialista,Sacconi e Bondi erano della sinistra e non parliamo pòi di Liguori e altri ch erano addirittura del movimento e tifavano per le BR.
    Gli infami sono anche dei rifarditi. 24-01-2011 19:29 - mariani maurizio
  • un amico albanese miha fatto notare questa notizia...

    Spazzatura: da Napoli all’Albania, via Sacra Corona Unita?

    Il governo albanese del premier Berisha, contestato da mezzo Parlamento che non si riunisce, apre al riciclo dei rifiuti dei Paesi vicini
    Il miracolo di San Gennaro in salsa adriatica. L’Albania apre le porte ai rifiuti d’Europa, Napoli compresa. Secondo il governo di Tirana «Il nostro paese non riesce a fornire materia prima per la nostra industria del riciclo, quindi siamo costretti a importare rifiuti e a riciclarli qui». Il ministero dell’Ambiente prevede l’ingresso, senza alcun dazio doganale, per 50 tipi di rifiuti che finiranno come materia prima nell’appena nata industria del riciclo albanese. La notizia, diffusa dall’Osservatorio sui Balcani e il Caucaso merita attenzione. Molta attenzione!

    Non importeremo materie prime nocive, radioattive o non riciclabili» ha rassicurato il ministro dell’Ambiente di Tirana. Nel frattempo al porto di Bari – documenta la giornalista albanese Marjola Rukaj – è stato sequestrato un carico di 69 frigoriferi e 92 lavatrici, diretti verso le coste albanesi. Tutta merce da riciclare, nonostante le sostanze pericolose che conteneva. L’Albania non ha una legislazione e standard europei in questa materia – affermano gli ambientalisti –. Forse è proprio questo il motivo per cui i paesi ricchi intendono portare da noi i loro rifiuti. A quanto pare, dopo i paesi africani, anche all’Albania tocca la sorte di diventare ‘pattumiera dei paesi ricchi’.

    L’Albania, uno dei Paesi più inquinati d’Europa
    E questa è solo la punta dell’iceberg di un problema che affligge l’Albania da più di 20 anni. I rifiuti vengono accumulati senza criterio nelle periferie e la gestione all’interno delle città è pessima. In base a quanto dimostrano le statistiche delle maggiori Ong ambientaliste internazionali, questo problema fa dell’Albania uno dei paesi più inquinati d’Europa. Bardhyl Balteza, rappresentante dell’associazione nazionale della categoria, ha dichiarato ai media albanesi che «in Albania non esistono né le strutture necessarie né le infrastrutture per classificare i rifiuti da riciclare». «E’ una mossa politica che porterà vantaggi economici solo ad un ristretto gruppo di persone, che si occuperanno del riciclo», afferma Lavdosh Feruni a capo della rete ambientalista albanese. E ovviamente ne approfitteranno i paesi che attraversano emergenze in questo settore, come l’Italia. Non è un caso infatti che l’Albania apre le porte ai rifiuti europei proprio ora. In passato Berisha non ha mai fatto mistero delle sue intenzioni di importare i rifiuti italiani in Albania. In uno dei recenti incontri il premier albanese ha anche parlato della questione al suo omologo italiano, Silvio Berlusconi.

    La questione ambientale
    L’ambiente non sembra stare molto a cuore all’attuale governo albanese. Molti i progetti a rischio di forte impatto ambientale: fornire sabbia albanese per le coste di Lecce, sino al progetto di costruzione di un impianto eolico nel parco nazionale di Karaburun – la cui energia andrebbe tutta all’Italia – ai progetti di diverse centrali idroelettriche e di una centrale a carbone in costruzione nei pressi di Durazzo e alle ambizioni nucleari italo-albanesi che dovrebbero fare dell’Albania “una piccola superpotenza energetica”.

    Nuovi impianti di riciclaggio?
    Ma la storia dei rifiuti importati non è una novità in Albania. Già ai tempi del regime di Hoxha, un ex funzionario ha dichiarato di essere a conoscenza di diverse quantità di alimenti scaduti e di tabacco che venivano importati e interrati nel territorio albanese. Attualmente in Albania, l’industria del riciclo è una novità degli ultimi anni, ma alcune società hanno già ottenuto i permessi per costruire degli impianti di riciclaggio con la partecipazione di soci e parenti di Genc Ruli, ex-ministro dell’Energia, come azionisti di una società italiana che dovrebbe costruire un impianto di lavorazione dei rifiuti per produrre energia elettrica.

    Si accumulano rifiuti nelle periferie
    In Albania il riciclo dei rifiuti rimane sporadico e spesso si usa accumulare i rifiuti nelle periferie delle città, in cui i rom e i poveri si immergono letteralmente per individuare i pochi materiali che vengono riciclati, perlopiù lattine e oggetti di metallo. A riportare alla ribalta l’emergenza rifiuti albanese sono stati i vicini croati. Una quantità di rifiuti di ogni tipo con etichette albanesi sono arrivati sulle loro coste. In Albania la notizia non ha stupito nessuno, mentre i giornali hanno mostrato sugli schermi nazionali lo stato dei fiumi e dei laghi ampiamente utilizzati come discarica per i rifiuti urbani, ma anche per quelli organici e tossici ospedalieri. (AMI)


    SEGNALA UN ABUSO

    04 gen 2011redazione 9online



    Una Risposta a “Spazzatura: da Napoli all’Albania, via Sacra Corona Unita?”
    on 04 gen 2011 at 20:19 1Napolibit » Spazzatura: da Napoli all'Albania, via Sacra Corona Unita? | La …
    [...] E’ una mossa politica che porterà vantaggi economici solo ad un ristretto gruppo di persone. E ovviamente ne approfitteranno i paesi che attraversano emergenze in questo settore, come l’Italia. Leggi la notizia alla fonte » [...] 24-01-2011 18:38 - thor
  • Gentile Besi, le ricordo che essere al potere perché si é vinto le elezioni non significa essere un democratico. Hitler arrivo' al potere "democraticamente" con le elezioni e sappiamo chi era. Il fatto che esistano delle elezioni non é di per sé garanzia di democrazia. certo che il popolo albanese meriterebbe di più, e se guardasse alla sua storia cercherebbe un altro Enver Hoxha. 24-01-2011 15:07 - Franco
  • La rivolta scoppia tutt'intorno al mediterraneo con un solo slogan comune: Via la Dittatura!
    Si. Via la corruzione, via la violenza di stato, via la cultura unica...via la Dittatura!
    Ma di quali dittature stiamo parlando. Di dittature nate dalla vittoria definitiva del sistema liberale fronte al socialismo sovietico o nate dalla decolonizzazione formale di poco antecedente.
    Queste popolazioni si stanno rivoltando contro il ruolo che, con la guerra e le violenze, gli è stato affibbiato nell'ordine internazionale, oggi in crisi.
    E per questo che mi chiedo: come mai in italia non si è ancora arrivati a mettere in discussione l'ordine istituzionale ivi vigente? 24-01-2011 12:52 - Orson Ross
  • Berisha non è un ditattore è stato eletto democraticamente più di un anno fa. Lo stesso leader socialista Edi Rama dopo le elezioni dichiarò: con queste elezioni ha vinto l'Albania e che le elezioni erano democratiche, poi quando ha visto che aveva perso disse che Berisha aveva fatto dei brogli. Riguardo alla protesta di venerdi lei sig.Nikollaj dice le bugie, la protesta era violenta, i demostranti cercarono subito lo scontro con la polizia, poi c'era una mercedes vecchia con il quale hanno buttato giù il cancello del palazzo presidenziale e hanno iniziato a buttare i sassi contro il palazzo. Qualcuno mi sa dire cosa succederebbe se il cancello del palazzo Chigi venisse butatto giù da dimostranti violenti e armati ripeto armati di pistole( anche se questa in Albania non è una notizia). Solo dopo la guardia repubblica sparò e per quanto mi riguardo hanno sbagliato a sparare ed uccidere. Cmq se Berisha da le dimissioni a causa delle violenze chiunque leader dell'opposizione può attaccare il palazzo presidenziale con i suoi seguaci e chiedere le dimmissioni del governo, questo non è democrazia, cosi torneremo indietro di 14 anni(97'). Oggi più che altro abbiamo bisogno di stabilità e di mantere la calma. Penso che il popolo albanese merita più di Berisha e di Rama. 24-01-2011 00:38 - Besi
  • Viva Enver Hoxha, che aveva dato libertà e benessere al popolo albanese. 23-01-2011 23:23 - Gianni
  • Il dittatore di tirana ha detto stasera che alla prossima manifestazione,non sarà così tenero.Tre morti,sono nulla a confronto di quello che ha promesso!
    E tutto in faccia alla democrazia europea e ai guardoni che stanno facendo finta che non succede nulla! 23-01-2011 20:27 - mariani maurizio
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