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FUORIPAGINA
26/01/2011
  •   |   Sara Menafra
    Bevevamo Coca cola

    Un mondo parallelo a quello scoperto dalla procura di Milano con intercettazioni e tabulati. Un mondo in cui 29 persone, di cui 20 dipendenti del premier, 4 politiche pdl e 4 «ragazze» tra cui Ruby raccontano serate a casa del premier in cui si beve cocacola light, si tifa Milan e la cosa più fastidiosa (ricordata solo da qualche testimone selezionatissimo) è quella ragazza «di 24 anni» che chiedeva sempre soldi e diceva di essere figlia di una cantante egiziana. Arrivate agli atti della giunta per le autorizzazioni della Camera, le indagini difensive di Ghedini e Longo sono divenute rapidamente pubbliche.


    Le date sbagliate
    Fatte un po' di fretta e furia, partite stranamente 5 giorni prima che l'inchiesta divenisse pubblica, queste indagini difensive qualche smagliatura evidente ce l'hanno. Contraddizioni, soprattutto. La più evidente è tra Dario «Lele» Mora e la giovane Karima. Lui, il 27 ottobre, dice di averla conosciuta «la prima volta proprio ad Arcore nell'occasione di una cena dal presidente Berlusconi. Credo che ciò sia accaduto nel 2009, arrivò con due ragazze, una settimana dopo questa ragazza si presentò nei miei uffici chiedendomi un aiuto economico. Poiché ritenevo che potesse avere un futuro lavorativo, le diedi un anticipo di 3mila euro». Lei ha un ricordo diverso. Lo racconta a Ghedini il 3 novembre, a inchiesta ampiamente esplosa: «Il 14 febbraio 2010 sono stata invitata da Lele Mora a presenziare ad una cena presso l'abitazione di una persona che non mi fu indicata. Lo stesso Mora aggiunse che sarei stata accompagnata da un'auto. Una volta entrati, sulla porta ci ha accolto lo stesso onorevole Berlusconi». Ammette di aver detto di essere «di nazionalità egiziana, di essere figlia di una nota cantante e nipote di Mubarak, sono stata ripudiata dopo che mi ero convertita al cattolicesimo». Mora fa un po' di confusione: «La ragazza mi aveva spiegato di essere di origine egiziana e di mamma brasiliana, grande cantante, e di avere 24 anni, ho saputo che non aveva rilasciato copia dei documenti». La sera del fermo in questura, l'impresario gli manda un avvocato a proprie spese perché «è usuale per la mia agenzia dare agli artisti anche l'assistenza legale». «Successivamente Ruby mi ha raccontato di essere stata sentita moltissime volte, credo più di venti, da un magistrato della procura di Milano che a suo dire le continuava a fare domande personali intime». Perfetta per la difesa, la frase di Miriam Loddo, la ragazza che avvertì il premier del fermo di Ruby a marzo 2010. Dice che il premier scoprì l'identità di Berlusconi solo in quel momento e non al San Valentino di Arcore. Alla telefonata, dice Miriam, «Rimase molto sorpreso dicendomi: "Ma come? In Italia si è maggiorenni a 18 anni e lei ne ha 24"». Più o meno la stessa versione di Nicole Minetti che scopre l'età di Ruby solo al momento dell'arrivo in questura e si giustifica per averla abbandonata sebbene minorenne: «Ho parlato con lei nelle successive 48 ore per assicurarmi che stesse bene».


    I soldi di Spinelli
    Anche il ragioniere Giuseppe Spinelli, è costretto ad ammettere di aver dato soldi a Ruby. E' il premier, dice, ad avergli citato la giovane, «mi pare fosse fine primavera inizio estate di quest'anno, mi ha avvisato che mi avrebbe cercato una ragazza di nome Ruby e che potevo riceverla perché aveva bisogno di essere aiutata», «faccio presente che il dr. Berlusconi spesso mi invia delle persone bisognose, da lui conosciute anche in tempi remoti, perché io senta di cosa abbiano bisogno». Ammette di averla «ricevuta nell'ufficio di Milano due» - come ha notato l'opposizione, non dice mai che quella sia la sede del «deputato» Berlusconi - «e poi la vidi altre 4-5 volte». «E' una ragazza alta, avrà più di vent'anni, capelli lunghi castani, di una bellezza un po' vistosa». «La prima volta la ragazza mi disse di avere impellenti necessità economiche», ebbe prima 3mila euro, poi altri 2mila, infine altri 3500. «Successivamente, non avendo piu ricevuto indicazioni in merito, ho ritenuto di non corrispondere più aiuti economici». «In una occasione si è presentata in ufficio in mia assenza, chiedendo del denaro». Rimediò «100 euro per il taxi», «mi ha richiamato il 25 ottobre».


    Ruby di notte

    Sulla Ruby notturna i ricordi si intrecciano. Maria Ester Polanco ricorda una mezza brasiliana, ma «da parte di padre», «in Egitto lei faceva la danzatrice del ventre. Diceva che aveva 24 anni, di essere laurerata in estetica e che voleva aprire un centro estetico». Angelo Reccia, responsabile della vigilanza privata di Berlusconi (e non della guardia del corpo pagata dallo stato) ammette di aver accompagnato e riportato a casa Ruby almeno una volta. «Una bella ragazza mora, con gli occhi scuri, capelli lunghi e lisci, diceva di essere di origine mista marocchina e brasiliana», accompagnata «due volte»: «La prima volta sono andato a prenderla a Milano agli inizi del 2010, un'altra volta da villa San Martino l'ho portata a Milano. I due viaggi erano abbastanza ravvicinati tra loro. Mi disse che faceva la danza del ventre, di essere incinta e che doveva recarsi in Brasile. In quella occasione le offrii la colazione e un pacchetto di sigarette Marlboro rosse». Anche il musicista sempre presente, Danilo Mariani, che a un certo punto va «a dormire», ricorda vagamente Ruby «una ragazza mora, alta, di età intorno ai 20-23 anni».


    Si beveva cocacola light
    In ogni caso, le serate a casa Arcore sono quasi noiose. Tutti negano scene di sesso o spogliarelli, l'alcol quasi scompare, i balli li ricordano in pochi. «Essendo un cronista» Carlo Rossella, presidente di Medusa cinema dice di averlo notato subito. E' sceso nella discoteca del premier solo una volta «in occasione di una partita del Milan e un'altra volta per ascoltare musica e bere un drink», «non ricordo nessuna donna che desse al premier del tu»: «Girava molta coca cola light, acqua minerale e qualche amaro. L'unico che ha bevuto una vodka sono stato io». Mora si concede una battuta: «La cosa più oscena che si faceva era cantare». Eppoi, aggiunge la deputata Maria Rosaria Rossi - quella che nelle intercettazioni si lamenta del troppo bunga bunga - a verbale spiega che «nei dopocena il presidente era sempre molto stanco dalla lunga giornata di lavoro». C'è giusto qualche assistente personale di Berlusconi che un po' si spaventa. Michele Durante sceglie l'enigmatico «davanti a me non è successo mai nulla». Ma poi la versione è la stessa per tutti. Cene tranquille, «con familiari, imprenditori e politici, a volte anche amici». Come dice Mariano Apicella, gli unici minorenni erano «i nipoti» di Berlusconi.


    La sicurezza di Arcore
    Ai margini, resta il problema dei controlli all'ingresso di Arcore, di cui presto si occuperà il Copasir. Il responsabile della sicurezza del premier Antonino Battaglia spiega che il controllo agli ingressi di Arcore «compete al servizio di vigilanza privato e non alla sicurezza del presidente. L'identificazione avviene con contatti non con controllo di documenti».


I COMMENTI:
  • ma ancora ste a parlà de berluscone? e basta nnamo! 26-01-2011 22:34 - batermar
  • Esistono feste a base di musica, cene a base di pesce, feste a base di giovani puttane. Chi si ricorda il film di Pasolini salo' o le 120 giornate di Sodoma? E chi ha letto il libro si De Sade? Temo siano in pochi, troppo pochi. 26-01-2011 21:36 - Murmillus
  • Trovo singolare che un presidente del consiglio - che solo per il ruolo che occupa avrebbe potuto invitare personaggi di spessore alle sue cene - preferisce circondarsi di signorine dai facili costumi.Con un filosofo si può parlare di filosofia, con uno scrittore di libri, con delle escort vedete voi....io vedo difficile poter dialogare con loro sui massimi sistemi. 26-01-2011 19:09 - Agnes Berta
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