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FUORIPAGINA
29/01/2011
  •   |   Arianna Di Genova
    Il presidio di Santoro

    Michele Santoro invita a raccolta i colleghi giornalisti nella sede della Fnsi. Ha alcuni sassolini da togliersi dalle scarpe e non vuole perdere tempo, mentre alle sue spalle infuria l'artiglieria degli esponenti Pdl. Ma il giornalista è forte degli ascolti del suo talk show (25% di share e sette milioni di spettatori, superando anche il match Juventus/Roma per la Coppa Italia) e sfida la Rai «a chiudere Annozero e a fare questo bel regalo alla concorrenza». Il duello inizia. Veramente, è cominciato fin dalla mattina, quando il presidente del consiglio ha bollato Santoro come «fazioso» e ha chiesto l'appoggio del ministro delle comunicazioni Paolo Romani per evitare altri «incidenti» del genere in tv.
    È il giorno dopo di una puntata infuocata quando la mania di intervenire in diretta (che ha caratterizzato tutta la settimana, a partire dal Berlusconi che insulta ripetutamente Gad Lerner) si è abbattuta anche sul suo programma. Protagonista questa volta non il premier, ma un suo inviato speciale, il direttore generale Mauro Masi. L'accusa? Violazione delle regole dell'azienda - leggi: esponenti di governo in minoranza ad Annozero causa tira e molla su ospiti e tentativi di imposizione di personaggi di solo gradimento di Berlusconi - una violazione «preventiva», a trasmissione non ancora andata in onda. Nel pomeriggio, Masi torna pure all'attacco, specificando meglio: «È indegna l'attività istruttoria parallela che svolgono taluni sulla televisione del servizio pubblico, come se avessero ricevuto chissà quale delega dall'autorità giudiziaria. Ho già sopportato in passato comportamenti maleducati e inaccettabili», adesso, continua il direttore generale Rai, «il limite è stato abbondantemente raggiunto e la misura è colma».
    E Santoro passa al contrattacco. Uno: «In questo paese c'è una cabina di comando che decide tutto in funzione degli umori del premier e noi non possiamo dipendere dai suoi umori. La verità è che Berlusconi non rispetta gli altri». Due: «Per sottolineare il livello di emergenza in cui versa l'intera nazione, insieme a Barbara Spinelli e Marco Travaglio lanciamo un appello per una manifestazione il 13 febbraio, davanti al tribunale di Milano. Non ci saranno bandiere né simboli: sarà in difesa dell'indipendenza dei magistrati, della libertà di informazione e dei valori fondamentali della Costituzione». E, incalza ancora il conduttore tv, il cortocircuito con la politica, variabile ormai impazzita di uno scacchiere istituzionale, «mira a annientare il lavoro di chi opera in autonomia...». Non tutti sono in perfetta buona fede, però. Dal Giornale che tira fuori una vicenda di Ilda Boccassini del 1982 allo stesso direttore generale di un'azienda pubblica che dovrebbe rispondere ai suoi spettatori e a coloro che pagano il canone e, invece, evidentemente, ha su di sé una costellazione politica che lo illumina con ben altri referenti. Fino alla voglia di lapidazione dell'onorevole Pdl Giorgio Stracquadanio che si contraddistingue così: «Tutto questo lo ha potuto fare anche perché ha impedito che un rappresentante del Pdl competente e informato sui fatti potesse prendere parte alla trasmissione. Sarà il caso che il cda della Rai si comporti nei confronti di Santoro come ha fatto Marchionne nei confronti dei sabotatori dello stabilimento Fiat di Pomigliano».
    Michele Santoro, abituato agli assalti, non si intimidisce e racconta i retroscena di una settimana thriller vissuta dalla redazione di Annozero all'interno della sua stessa azienda. Una guerra combattuta a colpi di circolari (in una, la richiesta di un pubblico di supporter, tipo stadio, per favorire le risse) e diffide scritte culminate poi nella telefonata di Masi che metteva in guardia il giornalista di fronte a spettatori attoniti e, intanto, si dissociava dalla trasmissione ancora in stand-by (dall'imbarazzante intervento del suo dg, invece, si è dissociato il consigliere dell'amministrazione Rai Giorgio van Straten).
    Il retroscena principe è quello che riguarda l'ospite «mancante» del Pdl, un avversario che potesse rispondere a Rosi Bindi, presente alla puntata sul Rubygate. All'inizio, doveva essere Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl, ma il partito «comanda» Ghedini o Alfano, risolvendosi per quest'ultimo. Che però non si presenta. Al suo posto, si presenta, alle nove cinque minuti, ospite inatteso e non invitato, l'onorevole Francesco Paolo Sisto, seguito dal suo pubblico specialissimo, una sessantina di ragazzi ultrà del Pdl, con tanto di camicia tricolore. Viene respinto al mittente da Santoro. E parte il teatrino della politica che ha perso il controllo.


I COMMENTI:
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  • IO NON CI SARO ,MA E COME SE CI FOSSI 31-01-2011 15:57 - FRANCESCO
  • No, vi prego, basta con Berlusconi e con Santoro, e con questi dibattiti televisivi urlati. La politica in italia e` varieta`, non si risparmia neanche Santoro. Il giornalismo e` altro. 31-01-2011 13:44 - Vito
  • "Santoro [...] dovrebbe scendere in politica per SEL. Avrebbero la certezza di superare il 5%"

    Ma SEL è GIÀ all'8% (almeno) senza bisogno di Santoro ;) 30-01-2011 21:48 - Harken
  • Vedo dei commenti entusiastici, che parlano del grande coraggio di Santoro, Mi viene da piangere, ma nessuno di voi ha mai lavorato sotto padrone in una fabbrica qualunque?
    Se si, avete mai provato a dare del cretino o quasi al vs. padrone o capo reparto? Basta così mi avete capito, comodo per uno del sevizio pubblico fare quel c..zo che vuole, tanto non pagherà mai, una volta entrato è come fosse già in pensione, puo fare e disfare quel che vuole o anche fare assolutamente niente. 30-01-2011 21:32 - picchiato
  • Non penso il problema sia se questa o quella trasmissione ci piaccia o meno. In discussione è la libertà di stampa. Le minacce ai giornalisti (dato che questo era in fondo il senso della telefonata di Masi durante Annozero)servono a questo; le telefonate a Gad Lerner, a Giovanni Floris e così via del piduista erano intimidatorie, meno minacciose di quella precedente l'editto bulgaro a Michele Santoro, ma con lo stesso fine: zittire tutti quelli che non sono d'accordo col capo azienda. Onestamente trovo che Gad Lerner sia stato persino troppo educato col piduista, anche perchè questi imponeva il suo sproloquio e non lo lasciava interloquire. Grazie a i giornalisti de "Il Manifesto" per il loro lavoro.Salve. 30-01-2011 21:01 - Angelo
  • non mi fa paura Masi, ma quelli che lo sostengono 30-01-2011 19:40 - gianni
  • Totale appoggio a Santoro e alla sua indipendenza, ma la manifestazione che ha indetto per il 13 febbraio a mio parere è un errore grave. 30-01-2011 14:49 - Fierabràs
  • Adesso tutto è più chiaro. Giovedì 27 all'inizio della trasmissione" Anno Zero" non avevo capito il severissimo invito di Michele Santoro a non applaudire mai. Pena la cacciata immediata del colpevole via dallo studio ? Immagino che fuori onda avrà fatto delle minacce molto concrete in proposito... La presenza di Francesco Paolo Sisto ( ma chi è ? Mai sentito nominare !) arrivato all'ultimo istante senza essere invitato assieme ai sessanta attivisti con tanto di maglietta tricolore avrebbe trasformato la trasmissione in una rissa da stadio. Bene ha fatto Santoro a cacciarlo via a calci nel sedere. Speriamo solo che il Sisto non ci provi ancora. 30-01-2011 14:16 - gianni
  • Santoro non è simpatico, ma prova a fare il suo lavoro politico. Credo dovrebbe scendere in politica per SEL. Avrebbero la certezza di superare il 5% eppoi in parlamento Santoro avrebbe la possibilità di essere più incisivo.
    Hasta la victoria, siempre 30-01-2011 13:10 - Herm
  • Diffido sempre dei tribuni che dal mezzo mediatico indicono manifestazioni di piazza senza bandire... tornano la “g[g]ente”, non sopporto chi pretende di rappresentare l'Italia “pulita”, lmi piace pulita ma solo dalla monnezza che è nelle strade. La sinistra deve fare a meno dei Santoro, dei Travaglio, Delle De Gregorio che prima sbatte un culo in faccia [quello di Jesus jeans di Oliviero Toscani] tutti per publicizzare l'Unità con tanto di ridondanti aggettivi e poi fa la moralista in giro. Non voglio vergini con il bianco dell'innocenza in piazza, voglio i “colpevoli” in piazza, voglio “i brutti, gli sporchi e i cattivi” non moralisti. Se uscira da tangentopoli con metodi giustizialisti ci ha regalato Di Pietro e Berlusconi, per favore non usciamo allo stesso mdo e con gli stessi governanti di sempre dal berlusconismo. E Santoro è l'altra faccia del berlusconismo. Grazie 30-01-2011 11:41 - Ludovico Basili
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