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Francesca Pilla
Effetto Tunisia a Lampedusa
Quattromila immigrati in tre giorni sono un'emergenza umanitaria. Ne ha preso coscienza anche il governo di Sacconi e della Lega di Maroni e Bossi, che ieri è stato costretto a chiedere i poteri speciali per gestirla. Dopo due anni di relativa quiete riaffiorano i viaggi della speranza sull'isola di Lampedusa presa d'assalto dalla disperazione dei nordafricani che stanno sbarcando in queste ore, spinti dai disordini e dalla violenza della repressione in Tunisia, ma anche dall'incertezza politica in tutta l'area del Maghreb. A tentare la traversata sono soprattutto uomini e ragazzini non ancora maggiorenni, pochissime le donne, solo una decina, visto che il viaggio è duro e incerto, in cammino per giorni dal deserto al mare, fino all'approdo sulle coste italiane e l'inizio della via crucis burocratica.
Da oggi, secondo gli esperti, i flussi sono destinati a crescere, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche. In mille sono giunti solo ieri, ma altre navi della speranza sono già in viaggio. L'aereo della guardia di finanza che sta sorvolando il canale di Sicilia ininterrottamente da quando sono iniziati gli arrivi, nel pomeriggio ha avvistato almeno altre 10 carrette del mare. Al momento però non ci sono informazioni né sulla loro rotta di approdo, né sul numero di passeggeri a bordo. E ieri è giunta anche la notizia di un'imbarcazione colata a picco davanti la città tunisina di Girgis, nel golfo di Gabés, dopo che il mezzo si è spezzato in due probabilmente a causa del peso. In troppi tra gli uomini che affollano le coste della Tunisia aspettando di essere traghettati verso l'Italia e l'Europa, si sono lanciati sulla nave che non ha retto. Il bilancio secondo le fonti ufficiali conta un morto e un disperso, ma si ha modo di ritenere che le vittime possano essere molte di più.
Nel frattempo l'Italia arranca e manda in "vacanza" la Bossi-Fini, visto che non si tratta di clandestini o irregolari, ma di uomini in fuga da guerra e persecuzioni, in diritto di richiedere asilo nel pieno rispetto delle leggi internazionali. Così senza giustificazioni e nessuna possibilità di girarsi dall'altro lato ieri mattina il consiglio dei ministri si è riunito d'urgenza e in 5 minuti, come confermato dalla nota governativa, ha approvato lo stato di emergenza, attivando la protezione civile e le modalità straordinarie di intervento. Il ministero degli interni ha messo a disposizione un ponte aereo con l'isola siciliana e il cpt di Bari, mentre un traghetto della Siremar ha portato almeno 500 persone verso porto Empedocle. Il sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis ha rassicurato la popolazione che entro 24 ore tutti i profughi troveranno sistemazione altrove e che non ci sarebbero crisi sanitarie. In effetti l'isola non è in grado di dare accoglienza ai rifugiati, che nella notte si sono accampati alla meglio al molo e nella stazione marittima del porto. Il programma italiano sembra essere quello di valutare al più presto caso per caso le richieste di asilo e smistare gli arrivi nei vari cie del paese. Gli immigrati infatti stanno arrivando anche sulle spiagge di Linosa e Pantelleria, da qui in 700 sono già stati trasferiti nel centro di accoglienza calabrese Sant'Anna di Capo Rizzuto, uno dei più grandi d'Europa
Ma è polemica sulla scelta di chiudere il centro di prima accoglienza nell'isola di Lampedusa, e di non riaprirlo nonostante l'emergenza conclamata e riconosciuta anche dal governo. Il ministro dell'interno Maroni ha preso tempo e ha convocato il comitato di sicurezza che non deciderà prima di giovedì prossimo. Questo significa che anche con la promessa di allestire una tendopoli in tempi brevi, centinaia di profughi al momento sono costretti a dormire all'addiaccio. «Occorre fare molto altro - ha detto Livia Turco - chiediamo garanzie per una adeguata accoglienza, il coinvolgimento degli enti locali e del volontariato e la riapertura di una struttura efficiente come quella di Lampedusa, chiusa per motivi incomprensibili». Poi la stoccata ai ministri Maroni e Sacconi: «Gli sbarchi non sono né di destra né di sinistra e non possono finire perché questo é il loro desiderio».
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(vivo in tunisia dal gennaio 2010, ero in piazza il 14 gennaio e al momento sono in partenza da tunisi, dove vivo, verso gabès, dove insegno. ho diversi amici e colleghi tunisini e penso di avere gli elementi per una valutazione verosimile, se non perfetta, della situazione) 14-02-2011 10:02 - Lisa De Luigi
Mai sentito dire che i disperati su barconi vengano pagati per salirci?
Forse credete ancora che un povero Africano con 2000 dollari in tasca li spenda per rischiare la vita su di un barcone di fortuna per raggiungere l'Italia e agli elefanti che volano ?
Nuova emergenza?
Sveglia 13-02-2011 19:25 - marcello
Maroni dovrebbe cambiare tono con questa gente.Ma come sono quelli che preferiscono la civiltà capitalista al nuovo vistema mussulmano che sta arrivando.
Marroni dovrebbe accoglierli a braccia aperte,perche questi sono profughi speciali.
Scappano dalla nuova Africa mussulmana.
Navi piene di persone che vogliono fare una vita come quella dei padani.
Maroni non può mettersi contro anche con loro.
Non sono i neri dell'africa nigeriana.Questa è gente che dissente la rivoluzione.
Questi sono gli "indiani" che facevano i soldati e i camerieri al turista europeo e amerikano.
Stanno venendo i camerieri dell'Hilton e degli alberghi saccheggiati dai rivoluzionari.
Maroni,fai uno sforzo,prenditi questi disgraziati e falli diventare dei bravi padani! 13-02-2011 17:14 - mariani maurizio