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FUORIPAGINA
16/02/2011
  •   |   Mauro Caterina
    Fiat polacca: sabotaggio nella fabbrica-gioiello

    Bocche cucite allo stabilimento Fiat di Tychy. È da poco finito il primo turno, dai cancelli escono gli operai ma hanno poca voglia di parlare e appena salta all'orecchio la parola «sabotaggio» fuggono con un laconico nie wiem, non lo so. Il sabotaggio però c'è stato, durante la notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. Secondo una nota ufficiosa di Fiat Auto Poland, sarebbero 60 le auto distrutte ma i dati del personale di sorveglianza parlano di 200-300 vetture danneggiate con graffi e ammaccature sulla carrozzeria. Boguslaw Cieslar, portavoce della Fiat in Polonia, nega che ci siano stati sabotaggi. L'ufficio stampa di Torino conferma le parole di Cieslar.
    A prescindere dalla versione più o meno ufficiale dei fatti, l'intera faccenda ha messo in allarme la dirigenza e soprattutto i lavoratori, che adesso temono possibili ritorsioni aziendali. «In 35 anni di lavoro non ho mai visto una cosa simile», si sfoga un operaio che ci chiede l'anonimato. «Quello che è successo non mi piace affatto - continua - perché a pagarne le conseguenze siamo sempre noi operai, ma c'è un grande malessere in fabbrica e questi sono i risultati. Ci spremono come limoni, sempre sotto il ricatto del licenziamento. Dove sta la nostra dignità? Chiunque sia stato, doveva essere alla disperazione e lo capisco».

    Da tempo i 6300 operai di Tychy chiedono un aumento in busta paga. Lo stipendio lordo negli stabilimenti di Tychy e Biesko Biala (dove vengono assemblati i motori) varia da un minimo di 530 euro per i neoassunti fino a un massimo di 920 euro. Gente che lavora anche 48 ore a settimana nella catena di montaggio, su 3 turni, senza fiatare e con la speranza di veder mantenute le promesse fatte dalla Fiat sugli aumenti salariali. Ad oggi quelle promesse sono rimaste tali, anzi, il gruppo torinese ha tagliato pure i bonus di produttività negli ultimi due mesi di produzione.

    «È una situazione insostenibile - conferma Wanda Skrosic, sindacalista di Solidarnosc - noi come sindacato ci dissociamo dagli atti di sabotaggio, non è così che si risolvono i problemi, ma dico anche che la Fiat non può far finta di niente ed è ora che venga incontro alle nostre richieste». I sindacati chiedono un aumento in busta paga di 216 euro e sono pronti anche allo sciopero per ottenerlo. Dunque, il gioiellino produttivo del Lingotto osannato da Marchionne e preso ad esempio per la ristrutturazione di Pomigliano e Mirafiori fa i «capricci». Tychy non ci sta alla politica dei bassi salari e si è messa di traverso. Con il sabotaggio di venerdì gli operai polacchi hanno voluto inviare un messaggio a Torino.
    In fabbrica è iniziata la caccia ai sabotatori. La dirigenza sta visionando i video delle telecamere di sicurezza per scovare i colpevoli. Un'altra patata bollente per l'a.d. della Fiat col cuore a Torino, la testa a Detroit e da oggi anche con le orecchie alla Polonia.


I COMMENTI:
  • quello che sta succedendo apre uno scenario possibile molto positivo, in quanto gli operai e non solo hanno in tutta Europa la stessa problematica legata al lavoro: erosione dei salari e perdita dei diritti, anche i piu´elementari, quindi le proteste possono essere accumunate a livello europeo, c´e´bisogno di creare una base sindacale europea vera e propria, una lotta comune potrebbe essere l´introduzione negli stati europei di un salario minimo per tutti, in modo da ovviare alle odiose differenze che il capitalismo sfrutta per delocalizzare la produzione e mettere i lavoratori l´uno contro l´altro. 17-02-2011 09:35 - kanero
  • marchionne pensava che il polonia erano 40 indietro ...il capitalismo vuole mettersi sotto i piedi la classe operaia ma nn e cosi ..E ORA DI FINIRLA 17-02-2011 08:00 - antonio
  • Noi a sgobbare 48 ore la settimana, con un salario da fame, con una palla al piede e senza sicurezza, perchè la sicurezza costa ...Tre morti al giorno, sono il prezzo che si può pagare per il successo...e loro, escort e bella vita,poverini lavorano tanto è giusto che abbiano qualche svago....Finalmente non solo in Italia ci si ribella a questa dittatura. 16-02-2011 22:25 - vittorio
  • Semmai era prevedibile questa "linea comportamentale" da parte della Fiat Auto e oggi non si può dire che non si sà cosa succede in un altro contesto capitalistico. Solidarnosc doveva immagginarlo che la "capziosa" produzione decentrata aveva motivi di minori costi, tuttavia ciò che sto esprimendo non è una critica ai sindacati dell'Est europa anzi. Mentre dalle nostre parti abbiamo assistito un certo rilassamento ( e non voglio dire altro perchè la Fiom è una cosa e le terna o quaterna è tutt'altro)delle maestranze, rispetto al passato ovviamente, i colleghi dell'Est hanno prima contribuito a sfatre i dogmi (perchè non dimentichiamo che il sindacato polacco era operativo pure sotto il regime militare filosovietico degli anni80) e poi hanno dovuto ripararsi di fronte ai reiterati tentativi di appiattimento sociale, parificato al regime sovietico, perpetuati , però, dal capitalismo occidentale. Se proprio vogliamo dirla tutta gli stipendi grosso modo sono eqiparati perchè il macroconsumismo dell'est non ha raggiunto ancora i livelli di quello delle nostre aree industrializzate, rimane, tuttavia intatto l'aria di "cravattari" che gli impreditori occidentali hanno imposto alla mano d'opera polacca e al consecutivo welfare.Perchè ancora una volta questi conflitti rischiano di tramutarsi in guerra tra poveri e per poveri io qualifico la classe operaia. Un ultima osservazione va ai classici propietari Fiat, hanno dimostrato il peggio del peggio. Con quellla specie di centrosinistra hanno preteso una linea di assistenzialismo (rottamazione e altri epedienti similari)e al contempo, nei paesi come Polonia e Brasile, hanno illuso gli operai dando l'impressione di rappresentare l'azienda dl riscatto sociale. Il risveglio potrebbe avvenire anche in modalità del tutto imprevedibili e il caro a.d. Marchionne non avrebbe le medesime coperture che gli hanno garantiti gli americani e i merecenari berlusconiani. Se poi crede che l'operaio americano possa subire gli stessi ricatti di quelli europei e brasiliani allora dove andrà a parare in altre zone depresse .Gli restano solo i paesi islamici,dove l'occidentale ha una vita media di 2 settimane salvo complicazioni. Bè forse e propio quello che meriterebbero i nostri furbi imprenditori o pseudoindustrialotti. 16-02-2011 18:23 - Gennaro
  • Marchionne forse pensava che i lavoratori polacchi della Fiat con un salario da fame sarebbero stati zitti e buoni ? Che la sua politica fatta di ricatti potesse avere un seguito ovunque e comunque ? Forse dovrebbe iniziare a chiedersi che il cambio di strategia aziendale e industriale che sta attuando è oltre che perdente disastroso e porterà alla lunga ad un tracollo della Fiat ! 16-02-2011 18:02 - Antonella E.
  • finalmente anche i polacchi si lamentano x gli stipendi miseri con cui la fiat paga gli operai...finirà prima o poi lo schiavismo.. 16-02-2011 17:27 - cinzia
  • Trecento auto bruciate,non sono un sabotaggio,ma una vera e propria guerra alla FIAT.
    Marchionne,con i suoi salari di fame e le sue scelte scellerate,sta facendo incazzare l'intero settore operaio della Fiat.
    Dal brae alla polonia,gli operai fiat sono in rivolta.
    Non si può fare gli industriali,con il criterio dei banchieri.
    Doppio sfruttamento.Addio salario,prezzo e profitto,questi nuovi livelli di sfruttamento stanno impallidendo anche i vecchi capitalisti.
    Marchionne,pare più che un industriale un vampiro. 16-02-2011 17:26 - maurizio mariani
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