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FUORIPAGINA
17/02/2011
  •   |   Ylenia Sina
    Roma Social Pride contro Alemanno

    «Siamo orgogliosi del nostro lavoro perché è accoglienza, azione sociale, promozione del benessere per la città». Con queste parole d’ordine nel pomeriggio centinaia di lavoratori del terzo settore hanno affollato la scalinata del Campidoglio dando vita al Roma Social Pride, la giornata di mobilitazione contro le politiche sociali della Giunta Alemanno.

    Un lungo elenco di realtà che operano nel sociale hanno fatto sentire la propria voce contro un’amministrazione che «riduce le risorse per le politiche sociali e smantella un sistema in grado di creare inclusione e integrazione nei territori per lasciare spazio a una pericolosa disintegrazione sociale» denuncia Andrea Catarci, Presidente del XI Municipio, parte del Roma Social Club che riunisce presidenti, assessori e consiglieri dei municipi romani di centro sinistra in difesa del terzo settore.

    Tagli ai finanziamenti, ritardo cronico nei pagamenti, esclusione dei Municipi dalle scelte che riguardano la programmazione e la progettazione del piano dei servizi. La politica della Giunta Alemanno sta mettendo in ginocchio un intero settore dedicato alla difesa e all’integrazione delle fasce più deboli della cittadinanza: bambini, anziani, immigrati, diversamente abili, tossicodipendenti. «Non possiamo accettare che a causa della crisi economica si tagli il terzo settore con il rischio di creare una crisi sociale» denuncia Cristiana Cortesi consigliere comunale di Roma In Action nel X municipio. A fronte di tutto questo le richieste espresse vanno nella direzione opposta da quella intrapresa da chi governa Roma: più risorse, più partecipazione dei Municipi, delle associazioni e delle cooperative che operano direttamente nel settore. «Senza contare il riconoscimento alla dignità professionale del nostro lavoro essenziale per la città» spiega Claudio della Cooperativa Parsec che fa parte del Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) «e la necessità di mantenere alta la qualità dei servizi erogati».

    Ma dalla piazza avvertono: «questo è solo l’inizio» afferma Pina Rozzo dell’associazione Città Visibile che spiega come «i tagli del fondo nazionale per le politiche sociali, come dimostrano le mobilitazioni di Napoli, stanno mettendo in crisi il settore in tutta la penisola».

    A tutto questo si aggiunge il fatto che sempre più risorse vengono destinate a grandi organizzazioni con mega appalti che diminuiscono progressivamente la presenza sul territorio di associazioni e cooperative. Per questo motivo la giornata dedicata all’orgoglio del terzo settore è iniziata con un presidio davanti alla Croce Rossa che dal primo marzo gestirà il campo rom attrezzato di via di Salone: «la Croce Rossa, che punta a diventare l’interlocutore unico nel settore con il comune di Roma, rappresenta infatti il punto di partenza dello smantellamento del welfare romano» denuncia Mariangela De Blasi, dell’Arci Solidarietà.

    Per questo il 2 marzo l’orgoglio sociale manifesterà di nuovo sotto al Campidoglio in occasione del consiglio comunale straordinario sul Piano Nomadi.


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  • La guerra contro gli omosessuale ci conduce a vecchie reminiscenze... 18-02-2011 06:37 - almagemme
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