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Giorgio Salvetti
I ricchi che abitano alla Baggina
Tutti colpevoli, nessun colpevole. Ieri, dopo infiniti tentennamenti, sono stati resi noti i beneficiari delle case di proprietà del Pio Albergo Trivulzio (Pat). La Baggina di Milano che dovrebbe dare un tetto ai meno abbienti invece favorisce ricchi e potenti. Lo scandalo affittopoli da mesi rimbalza sulle pagine delle cronache locali e non riguarda solo il Pat ma anche altri enti benefici e altre partecipate di palazzo Marino come il Policlinico o le Stelline. Il Pio Albergo Trivulzio è un nome pesante che rimanda all'esplosione di tangentopoli e su quest' ente da giorni è in atto una forte pressione per indurlo a rendere pubblici i nomi dei beneficiari delle case tra i quali compaiono non solo cittadini bisognosi ma anche professionisti, politici e amici di amici. Dopo qualche succosa anticipazione e infinite resistenze ieri le liste sono state finalmente consegnate dal presidente del consiglio comunale milanese Manfredi Palmeri alla commissione Demanio guidata da Barbara Ciabò (Fli).
Eccoli i nomi. C'è di tutto. Il figlio dell'ex sindaco Pillitteri e all'ex assessore alla sicurezza della giunta Albertini, Guido Manca. Il nipote di Cossiga, Piero Testoni. Un certo D. Cordero di Montezemolo, il dirigente generale del Milan Ariedo Braida, il vice presidente dei deputati del Pdl Massimo Corsaro, la ballerina Carla Fracci, l'ex consigliere regionale Sveva Dalmasso, un magistrato del Tribunale di Milano, un gioielliere, uno dei garanti appena eletti in Comune per l'indizione dei referendum sull'ambiente, i titolari di un'immobiliare di lusso. E anche Cinzia Sasso, giornalista di Repubblica e compagna del candidato sindaco Giuliano Pisapia. Ci sono appartamenti di lusso in pieno centro a prezzi stracciati (per esempio 58 mq in galleria Vittorio Emanuele a 75 euro al mese spese comprese), interi negozi di famosi esercizi commerciali in corso Buenos Aires, ma anche case in periferia e appartamenti che richiedono ingenti spese di ristrutturazione. Accanto a ricchi che hanno ottenuto la casa non si sa come, ci sono anche centinaia di onesti cittadini.
Per tentare di fare chiarezza è utile ripercorre le tappe dello scandalo. Che il Pio Albergo Trivulzio sia gestito con poca trasparenza dai tempi di Tangentopoli non è una novità. E neppure è una novità il fatto che sulla questione della casa si gioca la principale partita tra i poteri politici ed economici che si spartiscono Milano. Non è un caso che la campagna sulla nuova affittopoli sia stata cavalcata da un giornale come Libero a tre mesi dalle elezioni comunali e benché nel mirino ci siano prima di tutto uomini del centro destra. A partire dal presidente Emilio Trabucchi del Pdl. Segno che ancora una volta sono le crepe e gli scontri interni alla destra a far emergere gli interessi e il clientelismo su cui si fonda un'egemonia che in Lombardia dura da quasi venti anni. Trabucchi giovedì ha tentato di tenere segrete le liste e si è rivolto al Pirellone che però le ha rimandate al mittente e così ha dovuto arrendersi e consegnare i nomi a Palazzo Marino. Il sindaco Moratti che su tutta la vicenda ha tentennato, solo all'ultimo momento non ha potuto fare altro che abbozzare e dichiarare che era giunta l'ora di fare chiarezza. Il celeste Formigoni ha detto che «si deve intervenire», ma con cautela.
Eccole le liste. Mille e passa nomi su carta semplice in tabelle formato Excel. Nulla di più. «Mancano le liste degli immobili venduti e restano molti dubbi anche su quelli affittati», spiega Patrizia Quartieri, consigliere comunale del Prc. Ieri lei era in commissione Demanio, non c'era però nessuno del Pat. «Non abbiamo potuto avere nessun chiarimento, né sui criteri di assegnazione né sulla completezza di quelle liste - non sappiamo ad esempio quante case del Pat sono sfitte». Altro che operazione verità.
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Ci sono persone che si attaccano anche alla cassetta dei poveri!
La borghesia è una classe che non ha un fondo.
Berlusconi con le sue zozzerie e questi ricchi con la trafugazione della cassetta delle elemosine, stanno a dimostrare che la loro classe è costituita solo da porci!
Porci,che mangiano tutto e mentre mangiano cacano nel piatto e lo ririempiono di nuovo cibo!
Porci che come porci e peggio dei porci si arotolano nella sozzura.
Oggi ho visto una zingara uscire da una scatola di cartone,sembrava una madonna e anche se tutta sporca in viso e con dei vestiti laceri,mi è apparsa come una regina.
Invece ho visto delle donne borghesi, che con dei ridicoli cappelli stavano ammirando delle vetrine piene di abiti brutti e senza colore.
Eppure loro profumavano,ma a me mi facevano venire il voltastomaco.
I ricchi possono rubarsi tutto e vestirsi di oro e sete preziose,ma rimangono sempre dei porci e il loro grugnire mi spaventa!
Bene ha fatto Pasolini a raffigurare la nostra borghesia come dei maiali.
Anche Giorgio Gaber,ha sempre cantato che i borghesi son tutti dei porci!
Che si mangino tutto e schiattino immischiati nei loro escementi.Porci! 19-02-2011 18:03 - mariani maurizio