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FUORIPAGINA
19/02/2011
  •   |   Matteo Bartocci
    Sconfitto D'Alema, Vendola torna alle primarie

    «Hai visto, abbiamo fatto saltare l'operazione Mario Monti», gongolano nel quartiere generale di Sinistra e libertà. Secondo Vendola e i suoi, lo «spariglio» nel centrosinistra è riuscito.

    La «santa alleanza» Pd-Fini-Casini a guida moderata (dal presidente della Bocconi, appunto) per ora sembra scongiurata. In più, almeno secondo il presidente pugliese, il «siluro Bindi» ha rotto la complessa tela che Massimo D'Alema tesseva da mesi (e tesse ancora) con il «terzo polo». Un dalemone che secondo alcuni si è spinto fino a un «patto» con Fini su una riforma costituzionale semipresidenzialista sul modello francese. Un progetto che renderebbe i centristi l'ago della bilancia a danno della sinistra su cui nella Lega si è speso non poco soprattutto Roberto Maroni se accompagnato dal
    federalismo. Lo stesso Maroni che, guarda caso, ha ricevuto a lungo ieri mattina al Viminale proprio Massimo D'Alema. Nel Pd, nonostante i no pubblici e sonori di Casini, Fini e Bossi, i tentativi di una «grande coalizione» sulle riforme e l'economia vanno avanti eccome. Non a caso Bersani fa finta di niente: «Noi teniamo ferma la nostra proposta: oltre
    Berlusconi c'è l'incontro tra progressisti e moderati. Poi ognuno si prende le sue responsabilità».
    Mentre il Cavaliere «arruola» deputati come e più di prima, la convinzione generale è che le elezioni anticipate siano più lontane. Perciò come in un surreale gioco dell'oca a porte chiuse, si torna alle caselle di partenza. Secondo Vendola la «mossa del cavallo», concordata con Bertinotti e pochi altri, è riuscita. I dubbi non sono mancati nemmeno tra i
    compagni da una vita dell'ex presidente della camera, come rivela un articolo di Alfonso Gianni sul Riformista.
    Il problema per Sel ora è «riapparigliare» la partita che la riguarda da vicino, quella delle primarie. E infatti Vendola dopo due giorni di astinenza sull'argomento avverte i naviganti: «Non penso neanche lontanamente di fare un passo indietro sulle primarie - dice a Milano per un evento della regione Puglia - ho fatto il nome di Rosi Bindi perché quello è l'unico caso in cui si capisce che si sta facendo una coalizione ed eventualmente un governo che ha obiettivi limitati per una fase provvisoria». Alla faccia del viva le donne. Tutto come prima, più di prima.
    A Bari raccontano che anche lì la mossa del governatore su Repubblica ha fatto saltare più di una sedia. Ne erano a conoscenza in pochissimi e non sono state poche le discussioni e i dubbi espressi anche nell'hub centrale delle «fabbriche di Nichi». La fiducia però è massima e si lavora ventre a terra. Il governatore ha già in agenda due appuntamenti importanti in cui la sua campagna entrerà nel vivo lanciando anche le prime proposte programmatiche. Il primo il 27 febbraio a Roma, al Tendastrisce, una mega struttura da 4mila posti, sarà tutto all'insegna del giallo, rosso e blu, guarda caso i «colori primari» dell'iride. Il secondo a fine marzo a Milano, è concentrato invece sull'economia.
     


I COMMENTI:
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  • Vendola e il suo S.E.L. non arriveranno mai a prendere ne' il 10 e ne' tantomeno piu' del 10% di consensi in occasione delle prossime elezioni sia amministrative che politiche. Sono numeri letteralmente inventati e manovrati ad hoc da certi sondaggi. Vendola, come Bertinotti, si e' smarrito per strada. O meglio ha rinunciato a lottare a fianco dei ceti poveri, imboccando una strada molto piu' agile, che e' quella che lo portera' a stringere alleanze con l'ex-democristiano Casini e l'ex-missino Fini, se vorra' sopravvivere in politica. 27-02-2011 17:36 - erve73
  • Federalismo e semipresidenzialismo? Allora è veramente finita e non ci sarà opposizione per i prossimi 150 anni. 20-02-2011 12:40 - electra
  • Sarebbe questo l'articolo per farci digerire l'apertura di Vendola a Fini?

    Effetto contrario, regaz: già avevo la nausea... devo scapp... sbleehrrt!!! 20-02-2011 11:30 - Greta
  • Giovanni Calabrese ma cosa cavolo dici? Il governo Prodi fu fatto cadere in primis da Mastella e Dini, sotto la spinta feroce dei poteri forti, Vaticano su tutti. Rinfrescati la memoria, ciccio! Comunque a Vendola vorrei dire una cosa: stai attento ai tatticismi e ai giochini di palazzo, rischiano solo di farti perdere credibilità nei confronti di chi finora ti ha visto come il simbolo di un modo di fare politica finalmente nuovo e basato sugli ideali. Porta avanti il tuo progetto con coerenza, nei modi e ancor più nei contenuti, altrimenti farai ridere anche tu. 20-02-2011 10:05 - Matteo
  • Temo che Vendola sarà un'ennesima illusione, alla Cofferati, per intenderci. Intanto, per chiarezza, anche io propongo che il Manifesto tolga la parola comunista visto che snobba gli unici comunisti realmente esistenti, quelli che continuano a chiamarsi tali e non se ne vergognano, il PDCI e RC 20-02-2011 09:10 - giorgio salerno
  • Salve
    è ora che il buon Niki e l'uomo ombra Beerti la smettano di giocare per se stessi come hanno sempre fatto. Ho speso la mia vita politica a sinistra ma con Vendola&C. non si va da nessuna parte. Siamo ancora qui che aspettiamo le 35 ORE. Mai il mio voto a Vendola.
    Saluti 20-02-2011 08:30 - Gabriele
  • La "politica politicista" non è quella di Vendola, ma quella di D'Alema e del Pd! E poi basta parlare dei compromessi come se fosse un male, volete tenervi questo schifo di governo post fascista? 20-02-2011 08:27 - siegfrid
  • Solo per la precisione : SEL = Sinistra Ecologia Libertà (prima era solo sinistra e libertà) 20-02-2011 00:32 - Gabriella Bernardini
  • concordo con michelino e pietro. togliete la dicitura "comunista" tanto a sinistra di sel non ci guardate più. 20-02-2011 00:16 - fabio
  • D'alema sta facendo la vecchia politica democristiana di alargare maggioranze incompatibili.D'alema basta hai stufato.Io sarei favorevole a una candidatura a una donna,mi piace la senatrice FINNOCHIARO. 19-02-2011 23:21 - LEONELLO
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