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FUORIPAGINA
21/02/2011
  •   |   Adriana Pollice
    Commons, una rete per i beni comuni in Campania

    Nella stanza al piano terra del centro sociale Insurgencia, a Capodimonte, sabato c'erano due stufette e panche lungo tutti i lati delle pareti. I posti occupati dai comitati antidiscarica di Chiaiano, Mugnano, Afragola. La riunione era parte del processo di costruzione di Commons! la rete civica per i beni comuni (commons.altervista.org). I nodi sono le realtà territoriali cresciute nelle esperienze di lotta lungo sedici anni di emergenza rifiuti, ma anche nelle battaglie per l'acqua pubblica. Come si è costruita l'esperienza lo raccontano gli attivisti del presidio della rotonda Titanic, donne e uomini con un'età che va dai settanta ai venti anni: «Abito a meno di un chilometro dalla discarica di Chiaiano - racconta Susanna, 47 anni - e faccio parte di quella marea di singoli che per mesi nella primavera del 2008 è scesa a protestare, militarizzazione del territorio contro cittadinanza. Era come vivere sotto assedio, elicotteri, blindati, sembrava un golpe. Però non ci siamo spaventati, nonostante lacrimogeni e cariche. È pericoloso quando provi a spezzare con la forza il dissenso e non ci riesci, perché poi la gente prende coscienza e smette di avere paura». Hanno vedette che monitorano costantemente la discarica di via Cupa del Cane, loro hanno scoperto per primi, giorni fa, che la tubatura del percolato era rotta, che trivelle e camion andavano e venivano dall'invaso. Lavori per un ampliamento che farà ingrossare di talquale il sito oltre l'annunciata chiusura, questa primavera.
    In cinquanta circa formano lo zoccolo duro, quelli che - compatibilmente con famiglia, studio e lavoro - tengono viva l'organizzazione, ma quando serve parte il tam tam via telefono e facebook e allora arrivano anche gli altri, da Chiaiano, Marano, Mugnano a dare testa e gambe alla protesta. Il 14 dicembre erano in corteo a Roma, si votava la fiducia al governo: «Mi ero portata un sacchetto di rifiuti apposta da Napoli - racconta Palma, una signora bruna con la sua borsetta di stoffa piena di caramelle che distribuisce a ogni incontro - Quando siamo arrivati davanti la sede della Protezione civile stavano chiudendo il portone ma io ho fatto un lancio magistrale e l'ho buttato dentro». Tra generazioni riescono a capirsi altrimenti ci sono i figli a fare da mediatori culturali. Erano in tanti anche a L'Aquila, dove sono andati a protestare due volte, «la seconda, lo scorso novembre, è stato peggio - raccontano - le bugie si erano sgonfiate e lo stato d'abbandono faceva crescere la rabbia. Tutti vittime della cricca con la sua economia di rapina, come in Campania. Per stemperare la tensione abbiamo mangiato per tutto il viaggio di ritorno». Avevano escogitato un metodo ingegnoso per finanziare le attività: per due anni il commissariato straordinario ha pagato i cittadini che conferivano plastica, metalli e carta e loro hanno organizzato una raccolta capillare. Così è stato lo stesso commissariato a finanziare il loro dissenso. Protagonisti delle manifestazioni in Italia, hanno anche ricevuto comitati e solidarietà dai No Tav e No Dal Molin, tutti poi quest'inverno a Terzigno insieme alle Donne in nero, agli aquilani e ai gruppi antidiscarica laziali. La geografia dell'Italia che, mentre resiste, si auto organizza.
    Sono loro che si impongono ai tavoli con regione e provincia: «Il piano integrato è questo, se siete venuti a chiedere il piano virtuoso avete capito male. Qui rivoluzioni copernicane non se ne fanno». È quello che si sono sentiti dire venerdì scorso dall'assessore provinciale all'Ambiente, Giuseppe Caliendo. Una discussione tra sordi: ormai pezzi di Italia, come Capannori nel lucchese e Vedelago in Veneto, dimostrano che la strategia rifiuti zero è facilmente praticabile, ma in Campania si procede con i termovalorizzatori: il governatore Caldoro ha nominato il commissario per l'inceneritore di Napoli est, Alberto Carotenuto (preside di ingegneria dell'università Parthenope) e quello alle discariche, il viceprefetto Annunziato Vardè. Così continueremo ad avere bisogno di buchi in cui riversare tonnellate di rifiuti, a cui poi si aggiungeranno le ceneri tossiche. Al comune di Napoli il compito di indicare due siti di trasferenza, sul tavolo le proposte Ponticelli e Scampia, nell'area ex centrale del Latte, una zona dove da anni i comitati di cittadini hanno presentato propri piani di rilancio. Per le discariche, in pole position Nola e Afragola. La prima dovrebbe accogliere l'immondizia dei comuni del comprensorio. Preoccupati gli afragolesi, alle prese con il sindaco Pdl Vincenzo Nespoli, indagato per bancarotta fraudolenta e reimpiego di denaro illecito: «Quando ci siamo presentati per chiedere spiegazioni - raccontavano sabato - ci ha detto che non ci avrebbe mai ricevuti perché ci chiamiamo 'comitato no discarica'. Siamo decisi a opporci e non ci scioglieremo neppure se l'invaso non si dovesse fare, vogliamo continuare a lottare per il piano virtuoso. Con queste istituzioni è fondamentale vigilare».


I COMMENTI:
  • Napoli come Bengasi.
    Stiamo preparando per il 17 marzo la più grande iniziativa per battere il berlusconismo di destra e di sinistra.
    Il nostro paese è stato occupato da una massa di mascalzoni che fanno affari sulla pelle del popolo.
    Napoli è la città più martoriata,anche perche a Napoli i nostri sfruttatori contano di un tessuto di criminalità in aggiunta al loro potere "militare".
    Oggi un napoletano è molto più povero di un napoletano di 50 anni fa.
    Oggi oltre a vivere come 50 anni fa, in grotte,tuguri,case con eternit e fogne a cielo aperto,mangiano anche mozzarelle luminose e acqua inquinata.
    Ma avete visto quante più bollicine fa la Ferrarelle?
    Lo sapete perche?
    Fatela analizzare da un laboratorio serio e vedrete.
    Criminali che per non andare in galera alzano l'asticella di tolleranza.Assassini,per ogni persona che muore precocemente per cancro al colon o per tiroidi ingrossate.
    Peggio dei polli AIA,che quando li mastichi le ossa si staccano dagli ossi come banane marce.
    Come stà la nostra vegetazione,così stiamo noi.
    Assassini!
    Ma in galera questi,non ci vanno mai.Loro con gli avvocati e con una legge che carcera solo la povera gente,non hanno mai pagato.
    Eppure i malati di cancro sono raddoppiati,vicino alle discariche e agli inceneritori.
    Eppure la frutta è già marcia sulle piante e nessuno parla.
    Su cento pizze napoletane a Napoli,il pomodoro che ci stà sopra è napoletano al 10%.
    Anche la farina di quelle pizze è straniera,perche la buona farina di Gragnano,non si coltiva più!
    Dove,puòi coltivare se sotto terra ci sono i camion della camorra?
    Ora anche i camorristi,dicono ai figli che non facciano il loro lavoro e che è tutto uno schifo.
    Bene,non è mai troppo tardi.Rimbocchiamoci le mani.Individuiamo tutta la merda che è sotto terra e sopra e rispediamola al mittente.
    Ci vorrebbero centomila camion,furgoni,auto e moto,con un pò della nostra monnezza per Arcore! 22-02-2011 11:13 - mariani maurizio
  • A NAPOLI E'NECESSARIO RECUPERARE FIDUCIA,ENTUSIASMO,E SPERANZA IN UN FUTURO MIGLIORE.UNIRE TUTTE LE FORZE SANE DISPOSTE A LAVORARE PER UN PROGETTO DI CAMBIAMENTO VERO E IMMEDIATO. 21-02-2011 23:49 - FRANCO
  • i campani sotto il dominio Borbonico stavano di merda ,dopo l'unità d'Italia sono passati 150 anni ma sembra che non sia cambiata la situazione ,spero che si accorgano cosa sta succedendo al mondo ,i diritti non bisogna aspettarli ,ma prenderli all'antica ......sveglia che e già tardi. 21-02-2011 21:19 - veleno
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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