mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
22/02/2011
  •   |   Cinzia Gubbini
    Cade la frontiera

    Gli occhi ora sono puntati sulla Libia. Dalle coste di Lampedusa, ma anche dai palazzi della politica. Ormai è chiaro che l'emergenza sbarchi dalla Tunisia è stato un gioco demagogico del governo in crisi: la situazione sull'isola siciliana è stata complessa (soprattutto a causa della decisione del ministro Maroni di non rendere immediatamente operativo il centro di permanenza) ma i numeri non sono stati da emergenza. Meno di tremila persone compreso l'ultimo sbarco di ieri sera, quando sul molo sono arrivati 59 migranti tunisini tra cui una donna incinta.

    Con lo scoppio della rivolta in Libia, però, le cose sono cambiate. La situazione potrebbe complicarsi, sia dal punto di vista dei numeri che delle procedure. Quest'ultimo profilo è di certo il più interessante e inedito. Lo ha messo in evidenza ieri pomeriggio un fatto clamoroso: due ufficiali dell'aeronautica libici hanno disertato dopo aver ricevuto l'ordine di sparare sui manifestanti a Bengasi, e hanno diretto i loro Mirage sull'isola di Malta. Una volta arrivati hanno spiegato di non aver scelto l'Italia per timore che, in base all'accordo italo-libico, sarebbero stati rimpatriati. Il problema è proprio questo: l'Italia continua a giocare, anche in seno all'Unione europea, il ruolo dell'alleato con la Libia.

    Il ministro degli esteri Frattini e Berlusconi hanno condannato le violenze ma hanno preso le distanze dalle richieste di cacciata del colonnello Gheddafi: «Non siamo noi a dire chi deve andare e chi deve restare», ha detto Frattini. Per l'Italia, dunque, resta in piedi il trattato con la Libia e l'amicizia con il Colonnello. Cosa succederà quando sbarcherà sulle coste italiane il primo richiedente asilo libico? «Ovviamente il diritto d'asilo è un diritto personale - spiega la portavoce dell'Agenzia delle nazioni unite per i rifugiati, Laura Boldrini - su tutto il resto bisogna chiedere al ministro degli esteri italiano, non a me. Noi, di certo, abbiamo messo in luce tutte le criticità di quel trattato».
    L'altra questione riguarda, ovviamente, i numeri. E' stato ancora Frattini a lanciare l'emergenza: «Potrebbero arrivare centinaia di migliaia di immigrati, l'Italia non può certo restare sola». In realtà, anche in questo caso, chi ha seguito in questi anni da vicino le vicende libiche invita alla cautela: «Deve essere chiaro che non si sa quanti siano gli stranieri in terra libica, e di certo non accadrà che da un momento all'altro si riverseranno migliaia di migranti africani in Italia», puntualizza Cristopher Hein direttore del Consiglio italiano per i rifugiati che da qualche anno ha in piedi un progetto in Libia. «Nei centri di permanenza libici, di cui peraltro non conosciamo le sorti, ci sono al massimo 4 mila persone. E in quanto al numero di stranieri presenti nelle città, non è dato sapere. In questi anni sono stati sparati numeri non verificati, dal famoso milione e mezzo di persone fino ad arrivare a quanto dichiarato poco tempo fa dal ministro dell'Interno libico: 3 milioni e mezzo. Un numero difficile da credere, visto che l'intera popolazione libica arriva a 6 milioni di persone». Insomma, la propaganda è stata talmente roboante in questi anni da impedire, al momento, di avere contezza dei fatti. Ma è ancora l'Acnur a mettere in luce un altro elemento di criticità: «Siamo molto preoccupati per il destino degli stranieri che vivono in Libia - dice Boldrini - da una parte, anche nel discorso del figlio di Gheddafi, è stata adombrata l'idea che a fomentare la rivolta siano stati "stranieri", non meglio identificati. Dall'altra il regime si serve anche di mercenari stranieri. Insomma, da qualunque parte si guardi la questione, oggi non è un bel momento per chi vive in Libia ed è di origine straniera. Ma si tratta spesso di categorie vulnerabili: il nostro ufficio ha registrato 8 mila rifugiati e 3 mila richiedenti asilo, in genere provenienti dal Corno d'Africa. Potrebbero essere in pericolo».
    Intanto l'allarme è, genericamente, per la paura di un'ondata di nuovi sbarchi sull'isola di Lampedusa, anche se nessuno può prevedere se e quando avverrà. Stamattina è previsto un vertice a Palazzo Chigi per «fare fronte all'emergenza». Le associazioni intanto bocciano in coro la decisione di concentrare tutti gli sbarcati nel mega villaggio di Mineo, contraddicendo così il modello rodato in questi anni, che prevede invece la distribuzione in vari centri di piccoli numeri di persone. « La soluzione deve essere un'accoglienza diffusa e per piccoli gruppi e non un mega ghetto costoso - ha dichiarato Filippo Miraglia dell'Arci - che aiuterebbe soltanto un imprenditore privato a recuperare il buco di un affare andato male, in contrasto con quanto prevede peraltro la legge se, come dichiarato dal ministro Maroni, l'intenzione è quella di svuotare i grandi centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e trasferire tutti i rifugiati nel villaggio vicino Catania.


I COMMENTI:
  • Guarda,non sono un tipo pignolo nè cavilloso,ma da come la vedo io è proprio l'UE che ci ha scaricato addosso il fardello dei clandestini,perchè non voleva-e non vuole-assolutamente saperne niente! 23-02-2011 20:36 - claudiouno
  • posso non avere un'idea, un criterio, certo, non è una colpa. Posso invece avere un'opinione su quello che hai scritto, non essere daccordo quindi.
    La cara amica Europa ha detto che sono cazzi nostri perchè con il dittatore siamo noi ad aver preso accordi sull'immigrazione (e che accordi) raccontando poi un mare di balle, vedi il respingimento degli eritrei. Inoltre l'UE è stanca di finanziare un paese con FONDI per la gestione dell'immigrazione che puntualmente "spariscono". 23-02-2011 18:20 - Simone
  • A pagare sono sempre i disperati?
    E'possibile,ma non dipende da noi(per noi intendo popolo italiano);questi sono gli effetti della globalizzazione-fallita-e della criminale e reiterata incapacità ad autogovernarsi dei paesi dell'Africa!E poi certo che dico prima gli italiani e poi gli ultimi arrivati,e questo poi solo se ce n'è,perchè a quanto vedo,da spartire ormai ci sono solo debiti e ristrettezze!Se hai qualche idea o criterio migliore faccelo sapere. 23-02-2011 16:27 - claudiouno
  • Ma questo Mariani ci è o ci fa? A parte il costo del mantenimento, alloggio, reati in aumento, mi volete spiegare dove li mettiamo tutti gli africani? Perchè di questo si tratta, arriverebbe TUTTA L'AFRICA!!!! Dalla fine del colonialismo non riescono a cavare UN RAGNO DA UN BUCO!!!!! Ed il flusso sarebbe INTERMINABILE, altro che 2/3 milioni, dal momento che CONTINUERANNO a fare in media 7/8 FIGLI PER DONNA!!!!!! Cosa rispondete buonisti? Non è vero? Prendete un atlante e leggete i dati demografici!!!! 23-02-2011 15:42 - Derio
  • claudiouno critica l'unione europea e mariani dicendo poi le stesse cose che lui imputa all'Unione. L'europa dice sono cazzi nostri, cludiouno dice sono cazzi dei poveracci, che stiano a casa loro, prima gli italiani poi magari loro. Mentre si distribuiscono responsabilità a destra e a manca (ovviamente tranne all'Italia collaborazionista) a pagare alla fine sono sempre i disperati. Bravo calaudiouno. 23-02-2011 13:00 - Simone
  • A parte il fatto che il problema vero non sono e non saranno i profughi libici,ma quelli dell'africa sub-sahariana;da lì potrebbero arrivare facilmente milioni di persone,se il blocco che fino ad ora vigeva in libia,dovesse cessare.La cara amica Europa ha già detto che sono cazzi nostri,e che i clandestini dovremo beccarceli tutti noi!Più ipocriti di così non si potrebbe;a chiacchiere sono solidali e tanto buoni,ma alla resa dei conti ecco che gli cade la maschera da finti samaritani!Poi per mariani:ma dico,un alloggio decente e un buon vitto non ce l'hanno neanche tanti italiani,come e con quali risorse li si potrebbero fornire a centinaia di migliaia o milioni di altre persone?Paga tu,e ospitali a casa tua,se proprio ci tieni,e lascia perdere di vigilare,che non devi vigilare proprio niente! 23-02-2011 11:20 - claudiouno
  • Questi della Ue si fanno belli sulle spalle dell'Italia!
    Accettino anche nei loro stati una quota d'immigrati, anzichè rispondere di non sognarcelo nemmeno. Ridicola Ue! 23-02-2011 10:06 - Prialo
  • E' molto più probabile chead arrivare in Italia siano gli amici di Gheddafi in fuga quando il regime sarà caduto. E' normale che arrivino nel paese "amico". E di questi, che faremo? 22-02-2011 22:10 - marcello scutari
  • Ci sono situazioni nelle quali tutto si riduce al detto latino : "mors tua, vita mea".
    Non siamo ancora arrivati a quel punto, ma vorrei ricordare a chi fa dichiarazioni ideologiche, accontentandosene, cosa facevano i marinai (italiani e non) durante l'ultimo conflitto mondiale, quando si trovavano in mare su una scialuppa di salvataggio, perchè la loro nave era stata affondata.
    E' storia incontestata il fatto che con l'accetta tagliassero le dita ai loro amici, che erano ancora in acqua e che si aggrappavano all'imbarcazione.
    Il pericolo di affondare anche loro, perchè lo spazio era stato tutto occupato, non permetteva di guardava per il sottile.
    E magari fino ad un'ora prima combattevano assieme.
    Penso che fatte le debite proporzioni, non sia il caso di favorire rasgionamenti e situazioni che prima o poi, masgari in altre forme di respingimento anche in mare si manifesteranno in Italia. 22-02-2011 20:11 - alvise
  • Se non adesso,quando!
    Se non vengono ora,tutta questa gente affamata che fugge dalle bombe e dal sangue,quando dovrebbero arrivare.
    Noi siamo una nazione civile e non respingeremo tutta questa gente.
    Non ne abbiamo il diritto,a meno che ci sostituiamo al boia Gheddafi che ha rimandato nel deserto i poveri a morirsi di fame e di sete.
    Ce li dobbiamo prendere tutti e se Maroni non lo fa, lo denunceremo al mondo civile.
    Volete fare i boia? fatelo senza un Gheddafi che vi toglie i profughi dal mare.
    Ammazzateli voi!
    Deportateli voi nel deserto.Lo avete fatto fare al boia e oggi che il boia è trattenuto a combattere contro il suo popolo che lo faccia Berlusconi in persona, questo infame lavoro!
    Oppure date loro un alloggio decente e un buon pasto,perche noi democratici vigileremo! 22-02-2011 18:15 - mariani maurizio
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI