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FUORIPAGINA
22/02/2011
  •   |   Alex Foti
    «Silvio vattene». Occupiamo Piazza del Popolo

    La degenerazione della democrazia in oligarchia e autocrazia è sotto gli occhi di tutti. E non riguarda solo il Maghreb. Riguarda tutta l'élite neoliberista sempre più abbarbicata al potere a Bruxelles, a Roma come a Tunisi, sorda agli interessi e bisogni della maggioranza man mano che la Grande Recessione fa sentire il suo morso. Austerity predicava Mubarak col taglio ai sussidi ai beni di prima necessità, e austerity predica Tremonti coi tagli alla ricerca e alla cultura. All'autunno studentesco europeo che ha unito una generazione nella risposta alla crisi da Londra ad Atene, corrisponde la sollevazione della generazione precaria da Tunisi a Bengasi, dal Cairo a Teheran. Con l'opposizione virale al potere dei social network, i giovani scolarizzati ma impoveriti danno il la ad altri strati sociali per sollevarsi contro i regimi, impadronendosi prima della comunicazione e poi delle piazze, fino al rovesciamento finale del tiranno da decenni al potere e l'apertura di una nuova fase, tanto piena d'incognite quanto libera e feconda.

    Da noi studenti e donne hanno fatto sentire la loro voce e occupato le strade d'Italia coi loro corpi contro la degenerazione della democrazia repubblicana in cleptocrazia e pornocrazia, nepotismo e gerontocrazia, col proliferare di forme razziste e criptofasciste nella fase crepuscolare di quasi trent'anni di berlusconismo (alla luce del bunga bunga, conviene datare dalla comparsa di Drive In). Eppure nonostante il 14 dicembre (nadir di Fini e zenith del movimento cognitario) e il 13 febbraio (l'onda pink delle donne che hanno scosso la politica italiana), il tiranno corrotto e corruttore rimane al potere, anzi aumenta il proprio vantaggio parlamentare. Come liberarci definitivamente di lui? La stragrande maggioranza della società civile italiana ha gioito del fatto che Mr B dovrà comparire il 6 aprile di fronte alle magistrate di Milano. Al di là dei tempi necessari alla rimozione per via giudiziaria del tiranno, è facile constatare come ciò rischia di coincidere con una ritirata del movimento di opposizione al regime berlusconiano, in attesa che si compia il catartico giudizio, evidentemente dimentichi di come tante date preannunciate come definitive e liberatorie, siano poi trascorse col Cavaliere ancora in sella.
    Il popolo nell'Europa di oggi non è sovrano, la sovranità appartiene all'élite governativa, finanziaria e politica che la esercita per fini propri, alcuni non disprezzabili, come quella di un'Europa unita, libera, colta, indipendente, federale e multietnica, a cui la destra sia peripateticocratica sia leghista è palesemente avversa. In Italia, la sovranità è di Berlusconi. Ma al popolo appartiene il potere di ultima istanza, quello di rovesciare regimi iniqui per mezzo dell'azione collettiva a oltranza (nonviolenta, fino a quando non viene attaccata dagli apparati del regime), con l'occupazione per giorni e settimane di uno spazio pubblico dai connotati altamente simbolici e faccia da cassa di risonanza per i media di tutto il mondo. Nulla può sconfiggere il People Power, la forza della società che perde la paura e l'indifferenza e si riversa nelle strade fino a quando il despota è mandato a casa. Dal 1989 a oggi la forza della democrazia dal basso è sempre apparsa come l'onda che finisce per rompere ogni diga autoritaria. Certo, le rivoluzioni democratiche perdono anche. Ma il più delle volte finiscono per prevalere.
    Questo discorso ci riguarda da vicino come italiani: perché non possiamo fare come al Cairo? Di fronte a un regime che non se ne vuole andare, che ha perso la fiducia del popolo e fatto scendere la fama dell'Italia alle stalle e la fame dell'Italia alle stelle, c'è solo una soluzione: la rimozione coatta sull'onda della mobilitazione popolare a oltranza. Vogliamo far cadere Berlusconi? E allora riempiamo di popolo piazza del Popolo, fino a che non se ne andrà: se sarà occupata prima, durante, dopo il 6 aprile non dovremo neanche aspettare il verdetto definitivo. Non possiamo aspettare il 2013.

    Prendiamoci Piazza del Popolo, la piazza simbolo della rivolta della giovane generazione e del disgusto delle donne italiane. Salviamo la democrazia e l'unità italiane. Dobbiamo solo essere in tanti a dire al mondo: «Forza Silvio, vattene. Noi non ce ne andremo».


I COMMENTI:
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  • un articolo


    a dir poco "vomitevole" 22-02-2011 23:48 - paolo111
  • La democrazia, fino a prova contraria, prevede che governi chi vinca le elezioni, meglio se regolarmente.
    Piaccia o meno, Silvio B. ha regolarmente vinto le ultime elezioni politiche ed è pertanto abilitato ed intitolato a governare, avendo ricevuto l' appoggio della maggioranza relativa degli elettori italiani, che in quella occasione hanno espresso un voto valido. Per rimuoverlo dal suo attuale incarico servono, nell' ordine: 1) Che un ramo del Parlamento almeno non gli conceda la fiducia, facendo cadere il governo; 2) Che il Presidente della Repubblica indica nuove elezioni, appurato che non esistano altre maggioranze alternative, in grado a loro volta di ottenere la fiducia del Parlamento; 3) Infine, che poi si svolgano regolari elezioni e che ALTRI le vincano. Allo stato attuale dei fatti, non siamo in presenza di NESSUNA di queste condizioni e pertanto questo articolo assomiglia abbastanza e si configura come un incitamento insensato ed illogico, probabilmente "borderline" per quanto attiene alla legislazione vigente nel paese, ad una ribellione ad oltranza, tutto sommato priva di senso. Infatti, il paragone con i regimi arabi e medio-orientali in putrescenza, evidente subbuglio e declino non regge: quelli sono e/o erano regimi dittatoriali, mentre qui siamo, fino ad oggi almeno, invece, pur sempre in una democrazia "liberale" dove i cittadini votano ed eleggono chi più gli aggrada e piace. Che questo governo ed il premier non piacciano a molti è più che lecito, non siamo mica per l' appunto in un regime dittatoriale bensì in una situazione dove esprimere il proprio consenso o meno non è affatto obbligatorio per nessuno; tuttavia, incitare una sparuta minoranza di "truppe scelte-cammellate" ad una imprecisata ed alquanto generica ribellione a tempo indeterminato mi sembra proprio insensato e ridicolo. Volete cacciarlo??? Voi od altri dovrete vincere le prossime elezioni, anticipate o meno, se e quando ci saranno. Non ci sono giudici, manifestazioni, scioperi, girotondi o altre "amenità" simili che vi possano aiutare: mettetevelo bene in testa!!! Tutto il resto ... sono deliri inconcludenti e ... noia assoluta (parafrasando Franco Califano...). 22-02-2011 22:11 - Fabio Vivian
  • credo che ormai sia l' unica strada, mentre la crisi incalza b. propone l' immunità parlamantare e compra tutti quelli che riesce, cosa dobbiamo aspettare ancora, manifestazione ad oltranza 22-02-2011 21:52 - claudio
  • Allora andiamo in Piazza del Popolo ,Campo dei Fiori o meglio ancora a San Giovanni !!!!!!!!!!! 22-02-2011 21:19 - morelli Salvatore
  • Il colonnello Berlusconi ha detto che combatterà fino alla fine.La piazza e i comunisti non riusciranno a sopraffare il colonello di Arcore!
    Come Gheddafi ha chiamato tutti i leghisti e Ferrara a difendere il suo palazzo.Ferrara ha gia fatto sapere che non si limiterà a combattere con le armi convenzionali,ma userà le sue terribbili armi battereologiche, che produce lui stesso.
    Con una sola scorreggia del Ferrara possono rimanere per terra un intero circolo di donne o una intera delegazione di operai FIAT.
    Berlusconi ha detto che lui non si arrenderà mai.
    piuttosto fara la fine di ALLENDE con il mitra in mano a difendere la sua poltrona da primo ministro!
    Sgarbi ha già fatto sapere che con il suo collega Brunetta faranno argine e con i loro corpi difenderanno il capo.
    Tutte le ragazze del colonnello già indossano le divise come le soldate libiche.Ci sarà una lotta a corpo a corpo.Noi con tutte quelle ragazze assatanate.
    Io non mi asterrò dalla lotta.Vedrete che corpo a corpo intraprenderò con tutte queste soldatesse! 22-02-2011 21:02 - mariani maurizio
  • dobbiamo essere i nuovi partygiani; quindi saremo lì solo se sarà un party e non un pranzo di gala!
    revolution rock!! 22-02-2011 20:24 - fight for your right to party
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