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FUORIPAGINA
24/02/2011
  •   |   ***
    Appello: "Fermiamo il massacro in Libia"

    Il Mediterraneo dei gelsomini

    Fermiamo il massacro in Libia
    Pane, lavoro, democrazia, accoglienza

    C’è una Italia che si riconosce nella lezione di coraggio e dignità che arriva dal mondo arabo.
    Il profumo dei gelsomini arriva anche nel nostro paese, anche nelle barche piene di giovani con la loro domanda di futuro.
    Il messaggio che porta con sé ci dice che non è obbligatorio subire il furto di futuro, il sequestro della democrazia, né la fame di pane, lavoro e libertà.
    Ci conferma che è possibile riprendere in mano il proprio destino, e scrivere insieme una nuova storia per il proprio paese e per il mondo intero.
    Dimostra che il vento del cambiamento si può alzare anche dove sembra più difficile.
    Oggi soffia da una regione rapinata dai colonialismi vecchi e nuovi, oppressa da dirigenti corrotti e venduti, violentata da guerre e terrorismi, troppo spesso contesa, divisa, umiliata.
    Alzare la testa si può, anche quando costa immensamente caro, come il prezzo che il popolo libico sta pagando in queste ore per aver sfidato il dittatore.
    Siamo tutti coinvolti da ciò che accade aldilà del mare. Le speranze e i timori, i successi e le tragedie delle sollevazioni arabe disegnano anche il nostro futuro.
    Viviamo conficcati in mezzo al Mediterraneo ed è da qui che è sempre venuta gran parte della nostra storia.
    Non possiamo restare in silenzio, mentre il Governo italiano tace, preoccupato solo di impedire l’arrivo di migranti sulle nostre coste, e ancora difende il colonnello Gheddafi.
    Uniamo le nostre voci per chiedere la fine della repressione in Libia e in tutti gli altri paesi coinvolti dalla rivolta dei gelsomini, dallo Yemen al Bahrein fino alla lontana Cina.
    Per sostenere i processi democratici in Tunisia e in Egitto e lo smantellamento dei vecchi regimi.
    Per rafforzare le società civili democratiche che escono da anni di clandestinità e di esilio.
    Per politiche di vero dialogo tra culture e per promuovere i “diritti culturali” delle popolazioni coinvolte.
    Per la revisione degli accordi ineguali e ingiusti imposti dalle nostre economie ai vecchi regimi.
    Per la fine delle occupazioni e delle guerre in tutta la regione.
    Per chiudere la stagione dei respingimenti e di esternalizzazione delle frontiere, la stagione della guerra ai migranti.
    Chiediamo che ai migranti della sponda sud sia, in questo frangente eccezionale, concesso immediatamente lo status di protezione temporanea.
    Non possiamo tollerare che la reazione italiana ed europea alle rivoluzioni democratiche del mondo arabo sia la costruzione di un muro di navi militari in mezzo al mare.
    Ai morti nelle piazze stanno aggiungendo in questi giorni ancora tanti, troppi, morti in mare. È arrivato il momento di dire basta!
    Chiediamo a tutti e tutte di firmare questo appello, di farlo girare, di farsi sentire.

     

    Primi firmatari: Andrea Camilleri, Luigi Ciotti, Cristina Comencini, Margherita Hack, Dacia Maraini, Moni Ovadia, Igiaba Scego

     

    Primo appuntamento a Roma, giovedì 24 febbraio, alle ore 16.00 davanti a Montecitorio.

     

    Per adesioni: gelsomini2011(at)gmail.com



I COMMENTI:
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  • Quando si nasce trinariciuti non si può pretendere che vi sia obiettività.
    La Libia e i poveri libici sono importanti, mentre in Cina, Cuba, Corea del Nord, i compagni possono incarcerare, uccidere,il tutto nel nome delle dittature comuniste. 28-02-2011 16:23 - Carolus
  • potenza della disinformazione. Anche persone che dovrebbero essere abituate ad usare il cervello per mestiere danno per scontate tutte le panzane riferite dalle TV dei miliardari sauditi e dalla batteria massmediatica degli ineffabili americani.
    Complimenti!
    Io sto con Gheddafi. La Libia dopo di lui sarà un inferno e l'Italia diventerà nazione più piccola. In cambio il Mediterraneo diventerà mare del tutto americano. Auguri! 25-02-2011 16:22 - pietro ancona
  • Quando cadde il muro di Berlino,autorevoli personaggi ci dissero che la storia era finita.Naturalmente non era vero niente.Fino a quando non sarà equamente redistribuita fra gli abitanti della terra a qualunque razza,religione e sesso appartengano,la ricchezza prodotta la democrazia continuerà ad essere "la veste del capitale"e noi staremo qui ad esaltare l'autodeterminazione dei popoli.Ma vorrei vedere veramente e comunque abbattuto Ghedaffi,e insieme a lui,perché no?,anche il suo ridicolissimo amico,il nostro tirannello Berlusconi. 25-02-2011 16:09 - nikea albanese
  • ma cosa c'entra la Cina? Ce l'avete voluta attaccare per forza. Non é un paese arabo, non é nel mediterraneo e soprattutto é da dimostrare che laggiù ci sia bisogno di una rivoluzione. Mah. 25-02-2011 14:10 - Maurizio
  • Chissà se chi è contrario all'arrivo in Italia di eventuali rifugiati dai conflitti scoppiati alle porte di casa sa che il nostro paese ha firmato trattati e convenzioni che ci obbligano ad accogliere vittime di persecuzioni e conflitti armati. Chissà se chi si lamenta degli affamati alle porte sa che la piccola Repubblica di San Marino accolse e sfamò durante la seconda guerra mondiale oltre 100.000 sfollati italiani (più del doppio della sua popolazione!). Chissà se chi vede sempre un'invasione alle porte sa che ci sono paesi, avolte anche molto poveri, che ospitano decine di migliaia di rifugiati (un esempo vicino a noi: la Siria ospita oggi 1.200.000 rifugiati iracheni di varie etnie - vittime di un conflitto non certo scatenato dai siriani, ma dall'occidente -che oggi formano l'8% della popolazione siriana e non sono in alcun modo chiamati "clandestini" ma proprio "rifugiati"). Chissà se chi pensa ai poveri lampedusani si è accorto che la gente a Lampedusa ha sempre mostrato spirito di accoglienza e solidarietà, protestando semmai per le manchevolezze del Governo italiano. Ma soprattutto: non potrebbe chi si lamenta spogliarsi per un attimo del suo egoismo e ricordare quella che Einstein chiamava: "la nostra comune umanità"? Anche quando gente come noi viene massacrata a suon di bombe dobbiamo mostrare cinismo e venir meno a questo senso comune di umanità? Possibile che qualcuno sia disposto a tanto pur di mantenere il suo ributtante benessere? E i 100.000 sfollati di San Marino, se fossero stati respinti, che cosa avrebbero potuto fare? Ma certo quelli erano italiani. Avevano diritto all'accoglienza anche se l'Italia era così tanto responsabile di quelle rovine. Sono sempre gli altri a non avere diritto. E' vero: povera Italia. Ma non perché potrebbe essere abitata da "folle sterminate di clandestini" ma perché è abitata oggi da folle sterminate di cinici indivudalisti.
    Io aderisco senz'altro all'appello lanciato da questi pochi (da Don Ciotti a Margerita Hack, da Moni Ovadia a Cristina Comencini)che certo mi rappresentano come nessun politico oggi potrebbe fare. 25-02-2011 13:23 - Renzo Sabatini
  • Vedo che il mio commento ha lasciato il segno,se più di un lettore ha pensato di dovermi dare una risposta;allora cercherò di approfondire-il più sinteticamente possibile-la mia opinione,che per quanto la si possa condividere o avversare,è però confortata da fatti,reali e riscontrabili,e non da chiacchiere derivanti da cecità e sordità ideologica o moralisteggiante.Io sono convinto che siamo alla resa di conti,nel senso che se fino ad ora ci si poteva trastullare nella(errata)certezza che comunque,per quanto drammatici,i flussi di clandestini,essendo più o meno"fisiologici",non avrebbero inciso più di tanto sul nostro vivere sociale ed economico,potendo,con ragionevole margine di sicurezza,poter gestire il fenomeno;ma adesso cambia tutto lo scenario:le conseguenze dei fatti libici(e dell'intera regione),non saranno più affrontabili nè gestibili con mezzi ordinari e soprattutto esclusivamente nazionali;se Frontex-non io-fa una previsione di un milione e mezzo o due di profughi,e se ciò si avverasse,è evidente che nessuna struttura nazionale di un singolo paese potrà reggere all'urto.E'perciò indispensabile che TUTTA l'Europa si assuma la responsabilità di farvi fronte,ma è proprio quello che non vuole fare,abbandonando al proprio destino i paesi mediterranei,più esposti di quelli continentali e scandinavi.Bell'esempio di unità e solidarietà,che a chiacchiere tutti invocano,ma poi,al momento di dimostrare concretamente quanto detto,ciascuno si fa i cazzi suoi a spese degli altri,in questo caso noi.A chi mi accusa di essere insensibile ai poveri affamati rispondo che,realisticamente,sono dcisamente più propenso a guardare i poveri d'Italia,che sono sempre di più e sempre più trascurati e abbandonati proprio da quelli che,prima di guardare i poveri d'altrove,dovrebbero guardare quelli che hanno magari come vicini di casa;perchè questo è l'unico criterio logico e percorribile.Il mio richiamo all'ipocrisia non era certo nominativo ma del tutto generico,peraltro trovo la più grande ipocrisia nell'UE,che non fa e non farà-verosimilmente-nulla per assistere noi e questi sciagurati che si riverseranno sul nostro territorio;a chi è sicuro di potermi dare torto,confutando la mia opinione,con agomentazioni del tutto astratte e essenzialmente derivanti da concezioni di tipo ideologico e\o religioso,io rispondo che l'Italia,non ha e non avrà mai le risorse per assistere,nutrire,medicare,vestire e alloggiare milioni di persone;chi crede il contrario o è ignorante o in malafede.Per finire se c'è qualcuno a cui è DOVEROSO dare solidarietà morale e materiale,ebbene,questi sono gli abitanti di Lampedusa,che(almeno finora) con spirito samaritano,generoso,altruista e incredibilmente paziente,hanno sopportato e sopportano un peso che dubito altri avrebbero saputo sopportare.Infine a chi mi rimprovera perchè utilizzo il termine"clandestini"rispondo che se si sfoglia un buon dizionario,ad es.lo Zingarelli,si avrà questo termine:"clandestino-che si fa in segreto e contro precisi divieti";ora se chi sbarca non ha documenti,non ha richiesto alcun permesso a nessuno,e non si sa chi sia,nè che intenzioni abbia,nè dove voglia andare,è per l'appunto,un CLANDESTINO,senza che questa parola abbia alcun significato dispregiativo;è semplicemente qualificante di una condizione,come quella di clandestinità.Tutto il resto sono chiacchiere e confusione. 25-02-2011 11:29 - claudiouno
  • Cari "primi firmatari", ma diffondete appelli solo per farvi pubblicità? Cosa contano queste iniziative? Ormai ogni tre giorni leggo un appello con le vostre stesse firme, sempre uguali. Smettetela che vi viene il crampo dello scrivano. Andate invece a lavorare al tornio, che dopo ne parliamo. 25-02-2011 00:53 - Franco
  • Per claudiouno
    Di solito non commento i commenti degli altri. Ma stavolta far' un eccezione. Intanto per invitarlo aleggere meglio l'appelo, perchè la Corea del Nord no (e sarebbe il caso di comprenderla) , ma la ben più importante Cina, (grande protettore della Corea del Nord) nell'appello è citata.
    In quanto alla retorica, d'accordo sul richiamo all'Europa, che ci ha lasciato finora soli di fronte al problema dell'immigrazione; d'altronde L'europa appare assente da qualunque discorso di strategia planetaria, in quanto non esiste UNA Europa, ma tante quanti sono i 27 mebri. Mi pare questo il problema, connesso evidentemente, ad un deficit di democrazia nelle istituzioni europee, che non vengono direttamente elette dai cittadini a parte il Parlamenteo che però conta poco.
    In quanto ai lampedusani, mi pare che abbiano in più di un'occasione mostrato la loro generosità. Inoltre, non mi pare proprio che i promotori invitino ad accogliere con gioia i migranti: c'è consapevolezza delle dimensioni bibliche di queste migrazioni e degli sconvolgimenti epocali che questo comporterà nella nostra civiltà. Semplicemente, si invita a non cercare di ributtarli a mare, perché questo non li fermerà, ma creerà solo un terribile frattura tra noi e loro, foriera di un ulteriore inasprimento dei conflitti che comunque avverranno. Si ragioni tutti insieme sulla dimensione del problema e sulla possibilità di affrontare un fenomeno invevitabile, piuttosto che lasciarsi accecare da un pregiudizio di parte. 24-02-2011 15:19 - Alessandro Terlizzi
  • Ancora una volta l'O.N.U. si dimostra un fallimento ...... in Libia come già detto e ridetto e scritto da molti, la situazione che si presenta è molto diversa da quella di Egitto e Tunisia, dove l'esercito nazionale può garantire e lo stà facendo, il percorso verso libere elezioni popolari...... non intervenendo in una situazione come quella in atto in Libia, l'O.N.U.conferma e dimostra ampiamente di essere un'istituzione che rispecchia il fallimebnto di tutti i governi che l'anno istituita ...... 24-02-2011 14:58 - Cane sciolto
  • Vergona,
    vi site come al solito schierati dalla parte sbagliata,siete saliti sul carro dei vincitori i quali vogliono distruggere uno dei pochi paesi arabi progressista.
    La Libia di Gheddafi non ha niente a che vedere con l'Egitto o con la Tunisia di Ben Ali.
    Ma come al solito siamo di fronte alla sinistra dell'Europa che si erge interventista nei confronti di un paese libero e sovrano ,appoggiando i piani di C.I.A. e dei potentati economici del Mediterraneo.
    I compagni libici stanno subendo un attacco di guerra di fondamentalisti islamici ed ex polizziotti di Egitto e Tunisia armati da italiani e americani e voi invece di analizzare meglio la situazione e appoggiare il popolo libico vi site schierati con gli assassini di sempre.
    Vergogna.
    martino Firenze 24-02-2011 14:00 - martino
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