mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
26/02/2011
  •   |   Giuliana Sgrena
    La collera del «nuovo» Iraq

    Pesante il bilancio della «giornata della collera» indetta ieri in Iraq sull'onda delle proteste in corso in tutto il mondo arabo: almeno nove morti, tre a al Hawija, 240 chilometri a nord di Baghad e altri tre a Mosul, sempre a nord e tre in altre località del paese, decine i feriti. La collera irachena è diretta contro la mancanza di servizi, la disoccupazione e contro la corruzione del potere.
    Migliaia di persone sono scese in piazza a Baghdad per occupare la loro piazza Tahrir, nonostante l'imponente schieramento delle forze di sicurezza, che avevano eretto blocchi sul ponte Jumuriya che porta alla piazza della Liberazione. Gli agenti mobilitati erano decine di migliaia, mentre era stato vietato l'accesso alle auto nel centro della capitale irachena. Ma i manifestanti non hanno rinunciato alla protesta e hanno lanciato sassi contro le forze dell'ordine.
    Il premier Nuri al Maliki, al suo secondo mandato dall'ottobre scorso, ha accusato i manifestanti di essere pro-Saddam o di essere al servizio del terrorismo di al Qaeda, ma i manifestanti, che portavano bandiere irachene, hanno sconfessato la visione del premier. I manifestanti di Baghdad hanno respinto qualsiasi appartenenza ideologica sostenendo che non vogliono una rivoluzione, ma semplicemente riforme per migliorare le loro condizioni di vita e per dare un futuro ai giovani. A otto anni dall'invasione anglo-americana dell'Iraq (George W. Bush e Tony Blair avevano promesso democrazia e sviluppo) nel paese mancano infatti ancora i servizi essenziali: elettricità, acqua, alimenti, assistenza sanitaria.
    Manifestanti sono scesi in piazza per le stesse rivendicazioni in tutto il paese, da Mosul a Bassora (dove 4.000 persone hanno bloccato il governatorato), passando per Kirkuk e Falluja.
    La protesta avrebbe provocato le dimissioni del governatore di Bassora, richieste dal premier al Maliki. Presi di mira gli edifici delle amministrazioni comunali, i tentativi di occupazione tuttavia sono stati impediti dalle forze dell'ordine che hanno sparato sulla folla sia a Mosul (dove la sede del consiglio è stata data alle fiamme) che ad al Hawija (vicino a Kirkuk). Gli scontri sono stati estremamente violenti soprattutto al di fuori della capitale, dove le forze dell'ordine hanno reagito alla protesta con le armi. Nella provincia di Anbar sarebbero stati arrestati alcuni manifestanti accusati di appartenenza all'ex partito Baath. Alla vigilia della manifestazione le forze dell'ordine avevano minacciato che non avrebbero tollerato nessuno slogan a favore del deposto regime, ma a quanto pare non sono stati necessari simili slogan per provocare la reazione della polizia e dei miliari.
    La reazione pesantemente repressiva del governo tuttavia non sembra aver indotto gli iracheni a un ripensamento, continueranno a manifestare, hanno detto in molti, finché non otterranno migliori condizioni di vita.
    Per la giornata della collera era rientrato in Iraq anche il leader radicale sciita Muqtada al Sadr, che da tre anni vive in Iran, a Qom, per studi religiosi, e ha guidato la preghiera a Kufa, vicino a Najaf. Il leader sciita alla vigilia della manifestazione aveva detto che pur sostenendo le rivendicazioni della protesta tuttavia non condivideva l'idea di scendere in piazza perché occorre dare al governo (che lui appoggia) una tregua di sei mesi per avviare le riforme che portino a un miglioramento delle condizioni di vita.
    La protesta che sta sconvolgendo i regimi dittatoriali arabi non poteva non giungere in Iraq, dove i motivi della protesta non mancano, ma forse occorreva questa miccia per innescare la rivolta che, pur avendo dei precedenti, ora si sta allargando a macchia d'olio. Nonostante il premier al Maliki sembri voler ignorare le ragioni della rivolta tuttavia non potrà sostenere a lungo le accuse di legami tra le masse di manifestanti e al Qaeda o Saddam Hussein. Si tratta infatti soltanto di pretesti logori che non hanno funzionato in altri paesi e difficilmente potrebbero funzionare per l'Iraq.
    E in questo senso potrebbe non essere un caso l'annuncio, arrivato proprio nel giorno delle grandi proteste contro il governo, che le forze di sicurezza irachene hanno ucciso Nasruddinallah Suleiman, considerato il leader di al-Qaeda in Iraq, suo «ministro della guerra» e numero due del cosiddetto Stato islamico iracheno. Suleiman sarebbe stato il braccio destro dell'emiro dello Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi.
    Il leader qaedista sarebbe stato ucciso in un blitz portato a termine dai militari nella parte occidentale della provincia di al-Anbar, roccaforte sunnita con forte presenza islamista.


I COMMENTI:
  • non solo le palottole del governo "green zone" ma i manifestanti devono guardarsi dai bombaroli fanatici che aspettano solo il momento giusto per l'ennesima carneficia 27-02-2011 09:49 - omar
  • Ci voleva il crollo del muro per poter consegnare la povera Russia all'altro nano Putin,mafioso e conclamato delinquente del KGB,ci volevano due guerre per ridurre il povero Iraq nello stato di pieno disfacimento attuale.Per favore,Talebani,non mollate e buttate fuori a calci i ''liberatori portatori di pace e democrazia''altrimenti sarà la fine anche per l'Afganistan. 27-02-2011 09:40 - Mario Poillucci da Sulmona
  • Chi si ricorda il "vecchio" concetto di "cretinismo parlamentare"? 26-02-2011 18:48 - Murmillus
  • OTTIMA QUESTA INFORMAZIONE CHE I MEDIA SI GUARDANO BENE DI MOSTRARE!!! ottimo articolo di Sgrena
    dopo che l'impero ha provocato una guerra di aggressione che ha provocato milioni di morti innocenti...il governo fantoccio ammazza ancora iracheni...DOVE SONO I NOSTRI DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI????
    ed a proposito del famoso video delle false fosse comuni su una spiaggia libica....VOLETE VEDERE LE FOSSE COMUNI VERE in colombia durante il governo di Narco Uribe????...che i media si informino SULLA FOSSA COMUNE DELA MACARENA nel Dipartimento del Meta Colombia...(2000 corpi squartati di poveri innocenti assassinati da battaglioni dell'esercito e Paramilitari a cui capo c'era il Cugino di NarcoUribe condannato a 8 anni di carcere per appartenenza a gruppi di squadroni della morte!!!!
    MEDIA DEL MONDO LIBERO DOVE SIETE???? 26-02-2011 16:32 - carlos
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI