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Vincenzo Bruno
Omsa lavoratrici in piazza, l'azienda scappa
Hanno organizzato quattro autobus per andare a protestare a Castiglione delle Stiviere, nel mantovano, davanti alla sede della Golden Lady: le lavoratrici dell' Omsa di Faenza sono furibonde per la chiusura dello stabilimento faentino che fa perdere il lavoro a tutte loro. Solo una ventina di operaie, all'annuncio della chiusura, hanno scelto la strada del licenziamento volontario, e solo ottanta potranno rinunciare al lavoro con un bonus una tantum di circa ventitremila euro netti.
Per le altre duecentocinquanta lavoratrici l'unica alternativa lottare o perdere anche la possibilità di essere ricollocate con una procedura concordata tra Golden Lady e istituzioni. «Il padrone di Omsa Grassi ha usato gli anni migliori della nostra vita - spiega una operaia - e ora ci licenzia per cercare profitti in Serbia: non potrò mai accettare il licenziamento con bonus perché mi hanno tolto il lavoro e voglio un lavoro, non l'elemosina». «Ci avevano parlato della possibilità di essere assunte dall'Ikea, che doveva subentrare nello stabilimento se fosse stato riconvertito - continua un'altra - ma non è stato possibile: ora dobbiamo andare avanti con la protesta perché non ci rassegneremo ad essere scaricate in questo modo».
Anche le istituzioni locali, comunque, appoggiano le lavoratrici: «si tratta di una battaglia di civiltà e sviluppo - spiega il vice sindaco di Faenza Massimo Isola, che ha partecipato alla manifestazione a Castiglione delle Stiviere - che vede impegnate tutte le amministrazioni del comprensorio faentino. Pochi giorni fa abbiamo strappato un accordo con il ministero che permette di avere le condizioni giuste per prorogare di un anno la cassa integrazione, ma non certo una soluzione definitiva».
Dalle lavoratrici mantovane intanto, arrivano segnali di preoccupazione per la sorte degli altri stabilimenti: solo quattro rappresentanti sindacali hanno scelto di unirsi alla manifestazione delle colleghe faentine. «Lunedì andremo al lavoro con la divisa verde degli stabilimenti Omsa, ma qui si respira un'aria pesante. Lo stabilimento di Faenza era produttivo e ben collegato: è stato chiuso esclusivamente per sfruttare il basso costo del lavoro in Serbia. Se succedesse anche a Mantova?» Anche la Cgil mantovana, l'amministrazione provinciale e sinistra popolare si sono uniti alla manifestazione: un comitato di benvenuto, per le manifestanti, davvero ridotto all'osso.
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Vi ricordate questa pubblicità?
Erano i famosi anni 70 e le nostre donne si infilavano queste calze eleganti.
Ne è passato di tempo.Le calze erano prima per un mercato ristretto e solo dopo un pò di anni divennero le calze per tutti.
Milioni di donne hanno infilato le calze Omsa.
Noi siamo i consumatori dei nostri prodotti.
La Omsa ha aperto le sue fabbriche in altri paesi,noi non compriamo più questi prodotti.
Alla guerra,la guerra!
Donne di tutta italia,non comperate più questi prodotti,fino a quando non rifaranno lavorare le nostre donne.
Noi non siamo solo operai,ma siamo anche consumatori.Impariamo a fare i nostri aquisti!
Da oggi in pòi solo prodotti di fabbriche che non speculano e che permettono di lavorare! 27-02-2011 16:57 - mariani maurizio