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FUORIPAGINA
28/02/2011
  •   |   Sabina Ambrogi
    Matrix e le donne, mistificazioni a gogò

    Matrix, trasmissione morente di canale Cinque, ha dedicato giovedì scorso una intera puntata al “Corpo delle donne 2”. L'obiettivo era di far passare il noto web documentario il Corpo delle Donne fabbricato con zero euro nel tinello della casa di Lorella Zanardo, come un'operazione ipocrita e mistificatoria. Il tutto ovviamente in rigorosa assenza dell'autrice. Il lavoro di Zanardo ha fatto il giro del mondo (potere della rete e del patetico Berlusconi) ed è una rassegna pensata sul creato femminile televisivo, Rai e Mediaset, cioè di una parte sostanziale dell' immaginario culturale e sessuale della nazione imposto dal servizio pubblico e dai media del cavaliere che ha appena incassato 118 milioni di utili in un anno. La cosa più importante però è che Lorella porta il suo documentario nelle scuole, quelle che “non educano”, come è stato appena detto dal premier, con un bel po' di faccia flaccida. Se gli insegnanti si sentono inermi a contrastare lo tsunami mediatico, gli adolescenti per primi hanno voglia di capire perché gli viene imposta una simile ossessiva sollecitazione sessuale compulsiva. Oltre a voler capire l'avvenuto spostamento simbolico: il loro apprendimento è inutile giacché essere come quelle donne decorative e senza formazione, è diventato modo vincente di accesso al lavoro e alle carriere pubbliche. Per i ragazzi, invece, la vita ancora si fa ben più grama. Il documentario di Lorella ha dunque rotto equilibri monolitici. Ne è testimonianza una stroncatura di Aldo Grasso, giorni fa, che si rallegrava che Gad Lerner non l'avesse chiamata a testimoniare sul legame tra bunga bunga e sottocultura che come Guru Unico si era però scordato di analizzare. Antonio Ricci invece in quanto inventore delle veline di carne del Min. Cul. Pop, si deve essere sentito come Alessandro Vinci, punto nell'orgoglio aziendale. Perciò ha voluto punire Lorella, confezionando per la puntata di Matrix, un documentario dal titolo il Corpo delle donne 2 che usa le sue stesse identiche parole, la sua stessa voce, solo sostituendo le immagini con i video (sessisti, è verissimo) di quotidiani progressisti, facendo un polpettone disonesto tra quelli e le inserzioni pubblicitarie. Ha fatto poi dire a una finta Lorella Zanardo: «e perciò fino ad oggi ho compiuto un'operazione mistificatoria». Tanto che migliaia di persone che seguono la sua attività hanno pensato che fosse una presa di distanza dal suo impegno quotidiano per lo più gratuito (diversamente dai miliardi di Ricci), talmente la voce e le parole usate erano le stesse. Le ragazze Coccodé come le Fastfood di Ricci erano gli anticorpi dell' invasione di marketing degli '80. Senonché una volta che la parodia s'è capita, quando diventano veline o altre ine e dura tutti i giorni per 30 anni, non è una parodia ma una paranoia. Se si ripete all'infinito, senza rinnovarsi, perde totalmente l'aspetto di sovvertimento e conferma quello che aveva voluto sovvertire. Se Pulcinella diventasse Presidente del Consiglio, ad esempio, nessuno vedrebbe più Pulcinella in lui, ma un capo di governo. Anzi tutti vorrebbero essere come lui. Chi sovverte o vorrebbe sovvertire e ribaltare canoni non può coincidere col potere o con quello che fa il potere. La triste riflessione di Matrix è continuata con tutti gli stereotipi possibili che affliggono da anni la tv italiana: l'invidia tra donne, le donne che si fanno la guerra tra loro, fino a un must da portinaio fascista: “si devono denunciare le colleghe che si vestono discinte per rimorchiarsi il capo”. Il migliore in studio, oltre a una surreale Mussolini, era Gianluca Nicoletti che non sapendo quale altra accusa muovere a Lorella, l'ha accusata di avercela a morte con le donne e di odiarle per averle mostrate così. Nella stupidità, senza volerlo, ha colto un punto centrale: Lorella riportando ciò che mostra la tv italiana delle donne ha messo in luce che Rai e Mediaset, come tutto il marketing attuale e la politica, le donne le disprezza. Ma certo non sarà mai Matrix all'altezza di un approfondimento.

     

     


I COMMENTI:
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  • ottobre 2009, l'intervista quindi è di pochi mesi dopo l'uscita del documentario.
    E da allora?
    Sono stata abbonata e attualmente lo è il mio compagno (mio regalo di Natale), leggo gli interessantissimi approfondimenti "teorici" sul tema, ma trovo cieco ignorare il prezioso lavoro che Zanardo sta facendo quotidianamente in rete e sul territorio per contrastare la subcultura televisiva.
    E Sabina Ambrogi la vorremmo su carta più spesso. 07-03-2011 13:38 - laura a.
  • Grazie per l’informazione! È possibile leggere l’articolo di Iaia Vantaggiato? Dove trovo il link?
    Un saluto, Catherine 04-03-2011 09:37 - catherine
  • @ Ida Dominijanni:
    un grazie per la risposta ma:
    L’intervista su Lorella Zanardo che il Manifesto ha fatto nell’ottobre 2010 è andata in stampa cartacea?
    Un articolo inserito nel FUOIRIPAGINA va in stampa cartacea?
    con stima, Catherine

    Grazie. 03-03-2011 12:59 - catherine

    la redazione: L'intervista di Iaia Vantaggiato è uscita sul manifesto del 9 ottobre 2009. Gli articoli che appaiono sul sito sono, salvo eccezioni, tratti dal giornale in edicola
  • e ovviamente anche la scuola è importante nell'educazione 01-03-2011 21:42 - paolo1984
  • Le cose dette da Fabio sull'importanza di educare i figli le ho sempre pensate anch'io 01-03-2011 18:50 - paolo1984
  • Cara Renata, io nel mio intervento mi sono chiesto quale sia il ruolo di chi educa e la sua responsabilità. Come tu ben dici, Repubblica la puoi non comprare (così come qualsiasi altro quotidiano/magazine), allo stesso modo non sei obbligata ad accendere la TV. O quanto meno non sei obbligata a guardare ciò che non ti piace o non ti aggrada. Ed in entrambe i casi, la prima responsabilità è di chi trasmette o di chi educa? Secondo me il primo è criticabile, il secondo deve avere la responsabilità finale. Questo ovviamente è il mio pensiero. E poi non mistifichiamo un mondo fatto di buoni e cattivi… anche in questo caso troppo semplice… faccio un esempio, ricordo un’anziana signora sfogliando un quotidiano chiedersi il perché del proliferare di tute quelle massaggiatrici… e che forza la stampa nel portare loro i clienti… già, erano tutte li con i loro begli annunci… Innocenza o sarcasmo… non lo sapremo mai! Certo anche le prostitute che pubblicano i loro annunci sui giornali contribuiscono a “pagare gli stipendi”… ma chiediamoci cosa è più deprecabile tra una valletta svestita e una prostituta che adesca i clienti dalle pagine da un rispettabile quotidiano che entra nelle case delle famiglie! o) 01-03-2011 17:02 - fabio
  • per conoscenza di catherine, lorella zanardo è stata intervistata dal manifesto nell'ottobre 2010. 01-03-2011 16:43 - ida dominijanni
  • Complimenti a Sabina Ambrogi per il suo contributo che mette in evidenza tutti gli aspetti mistificatori dell'operazione di Matrix e Striscia (per la quale la stessa Zanardo ha parlato apertamente di plagio). http://ilcorpodelledonne.net/

    Ci sono tre cose che vorrei sottolineare sull'argomento:
    1) La differenza, sul piano della responsabilità, fra i banner/ video sessisti e le pubblicità di intimo e cosmetici. Anche se alcune strategie pubblicitarie di Repubblica appaiono piuttosto discutibili come ho cercato di mostrare qui:
    http://www.youtube.com/watch?v=6FXuBCzvdRI
    2) Ricci è in malafede nel momento in cui attribuisce un problema che appartiene a buona parte della stampa al solo Gruppo Repubblica - l'Espresso. Zanardo si è concentrata sulla televisione tutta e non solo su Mediaset.
    3) Ricci sembra non capire la diversa incidenza a livello sociale fra un quotidiano, che viene acquistato normalmente da persone adulte (sempre meno) e una programmazione televisiva che vuoi o non vuoi può entrare nelle nostre case, nella testa dei nostri figli. Repubblica posso scegliere di non comprarlo, ma se mio figlio o mia figlia mentre cucino fanno zapping, assorbono senza volerlo quei modelli. 01-03-2011 16:28 - Renata
  • Reale interesse verso la mistificazione del corpo femminile? Nella crociata contro Berlusconi ogni argomento è buono? O ancora è la nuova moda del momento…. Quale moda… essere etico/bigotti!
    Scusate ma se la mercificazione non solo della donna, ma dell’essere umano è da combattere e condannare, non facciamo del finto moralismo o del impegno gratuito. Abbiamo apprezzato fino a ieri le curve della Belen di turno celebrandola come la fidanzatina nazionale del momento… siamo una società che non guarda il grande fratello e lo condanna per poi scoprire che una delle trasmissioni che fanno più ascolti… siamo una nazione di perbenisti che condannano la prostituzione per poi avere prostitute ad ogni angolo di strada e che hanno ogni giorno più clienti… ma conoscete forse qualcuno che sia mai andato a putt…BIP, o che dichiari di essere fan del grande fratello?!?! L’ignomia è più o meno la stessa di fronte ad un tale outing. Scusate il sarcasmo, ma a me quella che non incolpiamo i media per la nostra incapacità di discernere il bene dal male e/o di togliere alle famiglie il ruolo fondamentale che hanno nell’educazione dei figli e nel dargli valori. Io sono cresciuto guardando il Drve In, colpo grosso ed i film della Fenech… non per questo ho mai pensato che le donne sono un oggetto. Altre persone che sono cresciute con gli stessi programmi la pensano ben diversamente… forse abbiamo valori e principi diversi? O forse mi sono stati dati degli insegnamenti e dei principi diversi dalla mia famiglia? E l’esempio sarebbe infinito considerando tanto le generazioni che mi hanno preceduto quanto quelle contemporanee. Per favore, non riscopriamoci puritani e perbenisti per non prenderci il ruolo di educatori che abbiamo smesso di avere verso i nostri figli… vedo troppo spesso genitori che preferiscono lasciare i figli in pasto alla TV o ad un computer piuttosto che fruire magari anche quegli stessi device con loro dando una lettura critica delle cose e dei contenuti con cui si interfacciano. Troppo facile puntare sempre il dito verso qualcuno che non siamo noi. Magari mi sto sbagliando… ma anche in questo caso mi sembra molto facile dire che la colpa è dei media, delle trasmissioni del cattivo Berlusconi, invece che guardarmi dentro pensando a che ruolo ho avuto, ho e avrò come educatore? I ho ricevuto dei valori e chiavi di lettura critica… io li sto fornendo?

    Ciao
    Fabio 01-03-2011 16:17 - fabio
  • A chi diceva di non è la rai, ecco a me piace ricordare che Ambra Angiolini viene da là e ora è una brava attrice e una splendida persona. 01-03-2011 16:06 - paolo1984
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