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Alessandro Robecchi
L'incredibile Kikko
Credere a quello che dice Kikko Testa era, fino a ieri, una missione disperata. Da oggi è una missione impossibile. Venerdì sera, mentre il reattore nucleare di Fukushima preoccupava il mondo, Kikko era in tivù a dire: tutto sotto controllo. Ieri mattina, mentre le agenzie giapponesi parlavano di un'esplosione nella centrale nucleare, con distruzione della gabbia protettiva del reattore e rilevazioni di cesio radioattivo, sul sito del Forum nucleare (presidente Kikko Testa) il titolo era questo: «La centrale di Fukushima è sotto controllo», corretto da un timido aggiornamento solo a metà giornata.
Fortuna che Kikko è giovane e giovanile. Fosse più anziano avrebbe potuto tranquillizzare le popolazioni del Vajont (state sereni, due gocce d'acqua). Ma a quest'uomo così ottimista, uno che sul Titanic avrebbe chiesto all'orchestra di continuare a suonare e ordinato a gran voce altro champagne, dobbiamo dei ringraziamenti. Grazie a Kikko sappiamo esattamente cosa succederebbe qui se avessimo le centrali nucleari. Non sapremmo niente.
In un paese in cui un semplice sacchetto della monnezza pare un problema insormontabile, le scorie nucleari sarebbero presentate come caramelle inoffensive (cosa peraltro già fatta nello spot ingannevole del Forum nucleare, sospeso dal giurì per manifesta paraculaggine).
In caso di incidente, Kikko ci direbbe che va tutto bene, tutto è ok, sotto controllo, senza rischi, beviamoci sopra e non pensiamoci più. Con una semplice apparizione in tivù, Kikko ci ha spiegato perfettamente come la menzogna sui rischi sia connaturata agli interessi dell'industria nucleare, come un buon affare valga più della vita e della salute della gente anche per più generazioni. A quest'uomo elegante e pacato dovremmo dire grazie per la volonterosa pervicacia con cui ci aiuta a non credergli, nemmeno per un minuto.
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di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Detto tutto ciò, Robecchi è bravissimo a fare del colore / folklore, ma credo anche che l’ annosa vicenda del nucleare in generale e di quello italiano più in particolare, sia ben più complessa di quanto anche i cosiddetti “NO-Nuke”, ovvero i pasdaran, solo presunti “pseudo-ecologisti” (in realtà, semplicemente citrulleschi paladini del “NO A TUTTO”!!!), non vogliano far credere.
Naturalmente in Italia, di fronte a vicende come l’ attuale, scatta subito l’ immancabile richiamo della foresta all ‘ emotività più becera, fino alla negazione della realtà ed anche al tifo da stadio. In realtà, ognuno semplicemente tira acqua al proprio mulino: chi per chiari interessi pecuniari e/o di potere, chi invece per adesione più o meno ideologica ad infantili quanto irrealistiche visioni agresti, ovvero a favore di un inesistente quanto irrealizzabile mondo “verde”, oramai ampiamente alle nostre spalle.
Sull’ onda del tremendo tsunami giapponese, questo è di gran lunga il peggior momento per cercare di ragionare RAZIONALMENTE sulla vicenda, specie in un paese pressappochista e cialtrone come il nostro, ma cercherò lo stesso di dire alcune semplici cose.
A mio avviso l’ opzione nucleare ha evidenti vantaggi ed altrettanto grossi svantaggi e/o problemi:
1) Il nucleare sicuramente non emette CO2, ovvero per certi versi è meno sporco ed inquinante di altre fonti energetiche come carbone, petrolio e gas;
2) Permette di differenziare il mix energetico: di fronte ad un mondo estremamente caotico (si veda la vicenda libica, ad esempio), dove le fonti ed i paesi d’ approvvigionamento sono profondamente instabili, non dipendere da situazioni eccessivamente turbolente ed “a rischio” non è affatto un vantaggio secondario;
3) Da un punto di vista puramente economico, un bilancio realistico e credibile tra costi / vantaggi / ricavi del nucleare è molto complesso da fare, sia perché ci sono molte variabili tecniche ed economiche imprevedibili (ad esempio: a quanto si venderà l’ energia elettrica tra trent’ anni???), sia perché la più classica e bieca “disinformazione” è ampiamente presente sui media ed a vari livelli, sia pro che contro il nucleare;
4) Il problema delle scorie, sia come costi che come stoccaggio, è enorme ed irrisolto: alcuni rifiuti nucleari mantengono le proprie attività radio-attive per millenni! Oltre tutto, visti i costi di smaltimento connessi a questa tecnologia, è innegabile che le varie associazioni criminali, le mafie, le camorre, ecc. farebbero di tutto per entrare in questo potenzialmente lucrosissimo “business” (da questo punto di vista, la penosa vicenda dei rifiuti napoletani, non sarebbe che un piccolo antipasto di quello che potrebbe aspettare!);
5) Qualsiasi persona sana di mente mai vorrebbe vicino a casa propria una bella centrale nucleare, per quanto fosse anche dichiarata “super-sicura”: il rischio d’ incidente è forse molto ridotto, ma ci sono evidenze inoppugnabili che non potrà mai essere pari a zero. Va anche detto, però, che l’ Italia è circondata da numerose centrali nucleari: in Francia, in Svizzera, ecc. Oltre tutto, poi importiamo tale energia, pagandola pure cara; ci fosse un incidente serio ai nostri confini, la radioattività indotta verrebbe anche in Italia, se il vento tirasse dalla parte sbagliata (a meno di disporre di gigantesche ventole che, prontamente, rispediscano al mittente tale eventuale indesiderato “vento nucleare”; scherzo, ovviamente!);
6) Non esistono tecnologie totalmente sicure e probabilmente non esisteranno mai. Questo vale per il nucleare, ma anche per le altre tecnologie come le centrali a gas / olio / carbone, per le raffinerie, ecc ecc. Ad oggi, ci sono stati solo tre incidenti gravissimi che hanno coinvolto alcune centrali nucleari: il primo a Three Mile Island (a quanto sembra, piuttosto simile a quello giapponese), poi a Chernobyl (di gran lunga il peggiore, almeno in base a quanto ci è dato sapere oggi) ed infine quello attualmente in corso in Giappone. Statisticamente sono pochi, ma è anche vero che sono tutti estremamente distruttivi.
7) Gli incidenti del nucleare rispetto a quelli di altre centrali “convenzionali” sono un po’ come quelli aerei rispetto a quelli automobilistici: nei vari media, a livello mondiale, se ne parla ovunque e comunque, essendo molto più eclatanti e distruttivi. Tuttavia è molto dubbio, se non addirittura palesemente falso che, rispetto ad altre tecnologie, abbiano causato un numero superiore di vittime, più danni alle cose ed all’ ambiente, ecc , .
8) Premesso che un terremoto spaventoso di scala 8,9 Richter con associato il relativo ed enorme tsunami è un evento molto raro persino in Giappone, area estremamente “sismica”, l’ idea di costruire una centrale direttamente sul mare non è stata sicuramente geniale. Oltre tutto, mettere i motori diesel d’ emergenza per raffreddare le barre d’ uranio ad un livello tale per cui uno tsunami avrebbe potuto metterli fuori uso è stata un’ altra “ciliegina sulla torta”. Tutto ciò dimostra anche che sono sempre possibili eventi eccezionali ed imprevedibili, in grado di smentire le migliori teorie e anche le più aggiornate ed adeguate prassi costruttive;
9) L’ Italia è un paese sicuramente ad alto rischio tellurico, sebbene inferiore al Giappone. Avessimo delle centrali nucleari, si potrebbero verificare danni imprevedibili a priori, causati da un eventuale terremoto, specie se distruttivo. Detto tutto ciò, contemporaneamente si potrebbe anche verificare un crollo di una diga idroelettrica (una forma d’ energia molto pulita ed apprezzata dagli “ecologisti”), indotto da un terremoto tanto potente. Anche tale crollo potrebbe causare moltissime vittime ed ingenti danni: se applicassimo la stessa logica che molti fautori del “NO-Nuke” a tutti i costi pretenderebbro d’ applicare adesso contro il nucleare, usando l’ esempio tragico del Vajont dovremmo da molto tempo aver già bandito ogni tipo di diga; infatti, c’ è forse qualcuno che in totale buona fede ed in piena coscienza possa seriamente affermare che le dighe sono totalmente sicure ed immuni da possibili quanto disastrosi crolli???
Sono anche d’ accordo ad adottare alcuni slogan “verdi” molto di moda dalle vostre parti: riduzione dei consumi associata a fonti energetiche pulite. Tuttavia, ad oggi si tratta in buona sostanza solo di slogan, per l’ appunto: la riduzione dei consumi presupporrebbe un mondo che intenda smettere di crescere, come per incanto (la tendenza, invece, è oggettivamente opposta!), ovvero una popolazione disponibile a modificare il proprio stile di vita verso una maggiore sobrietà di consumi, anche quelli energetici inclusi (anche qui, l’ evidenza empirica di tutti i giorni dice tutt’ altro!). Quanto poi alle fonti energetiche pulite, ad oggi esse stanno in piedi economicamente solo perché sussidiate dagli stati (ovvero, in un mercato competitivo e neutrale sparirebbero in quattro e quattr’ otto!). Inoltre anch’ esse, a voler cercare il pelo nell’ uovo (una delle cose verso cui gli “ecologisti” sono maggiormente portati e specializzati!), non sono affatto immuni da criticità e difetti: le pale eoliche sono rumorose e deturpano comunque il paesaggio (ad esempio: chi amerebbe andare in vacanza in una località marina il cui orizzonte fosse deturpato da innumerevoli pale??? Già adesso, le petroliere che navigano al largo non sono certamente il massimo da vedere mentre si entra in acqua per fare il bagno…), mentre anche i pannelli solari hanno un impatto visivo non indifferente e poi l’ estrazione, la lavorazione e la successiva trasformazione del silicio in pannelli è altrettanto inquinante ed emette molta CO2, tanto per essere chiari...
Il mio slogan è pertanto: NON CI SONO PASTI GRATIS!!!
Insomma ed in conclusione, per affrontare una discussione seria e credibile ci sarebbero moltissimi aspetti da considerare (io ne ho citati solo alcuni). Tuttavia, non dubito minimamente che i vari”tifosi” siano già in campo, pronti a scannarsi (solo verbalmente, fortunatamente!) …
Leggendo poi alcuni commenti sul vostro sito relativi ad altri articoli dedicati a questo nuovo disastro nucleare in Giappone ne ho avuto per altro subito l’ ennesima ed immancabile conferma!!! 14-03-2011 20:29 - Fabio Vivian