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FUORIPAGINA
14/03/2011
  •   |   Gianni Mattioli, Massimo Scalia
    Fukushima come Cernobyl

    La definizione di incidente catastrofico fu rivista dopo Three Mile Island (1979, a Harrisburg negli Usa). Allora l'esplosione della bolla di idrogeno portò, nella serie dell'albero di incidenti, alla fusione di venti tonnellate d'uranio del «nocciolo» del reattore nucleare, un danno irreparabile. Ma la definizione non riguardava tanto questo aspetto quanto la fuoriuscita delle radiazioni all'esterno dello schermo biologico (il blocco con la cupola di cemento, emblema delle centrali nucleari). E la commissione Kemeny, istituita allora per la valutazione dell'incidente, stimò in 130 milioni di Curie la fuoriuscita di gas nobili e quella degli altri radionuclidi, decisamente più aggressivi della salute, in 13-17 Curie (ricordate, ai tempi di Cernobyl per le misure di radioattività sui beni alimentari si usava un sottomultiplo «infinitesimo»: il nanocurie, cioè un miliardesimo di Curie). Nonostante la tenuta dello schermo biologico era accaduto quello che non si sarebbe mai dovuto verificare: la contaminazione radioattiva all'esterno del reattore. Da qui la riclassificazione di «catastrofico», per spostare più in basso nella scala del rischio il più grave incidente mai avvenuto a un reattore di tecnologia occidentale.
    Questa premessa ci sembrava d'obbligo per far capire l'enorme gravità delle possibili conseguenze di ciò che è accaduto nella centrale di Fukushima Daiichi, dove, proprio come a Cernobyl, è saltato per aria il contenimento esterno della centrale. Il governo giapponese sta organizzando l'evacuazione di decine di migliaia di persone sotto la minaccia radioattiva, una catastrofe che si va ad aggiungere a quella scatenata da un terremoto di magnitudo 8,9. E spera che, magari con l'aiuto degli Stati uniti, si riesca a mettere sotto controllo la centrale di Fukushima Daini.
    Nel frattempo avanza già le prime giustificazioni: «Quella di Fukushima era una centrale vecchia». A dir la verità viene subito da dire: «Ma siete stati proprio dei pazzi». Le scelte di governo hanno infatti costantemente privilegiato la diffusione del nucleare in un paese caratterizzato da una situazione geologica unica: l'incrocio di ben quattro placche tettoniche, con conseguenze sismiche notorie e devastanti che hanno costretto, se non altro, a edificare con un rigore antisismico da noi sconosciuto. Nel merito, la giustificazione richiama immediatamente la domanda: «E perché mai una centrale con più di 40 anni era ancora in servizio?», alla quale se ne potranno aggiungere molte altre non appena sarà disponibile un rapporto tecnico sull'incidente, a partire dal perché non è entrato in funzione il servizio ausiliario d'emergenza per raffreddare il reattore. Ma è l'idea di far funzionare i reattori oltre i 40 anni, spinta in generale dal nobile proposito di fare più soldi possibile, che massimizza i rischi. Non a caso la legislazione tedesca prevedeva un limite di 32 anni, con un proroga caso per caso di altri 8. Se la Merkel ha chiesto di far funzionare le centrali fino ai 60 anni è perché la Germania ha deciso di non fare più nucleare e di tirare il collo a quello che c'è, puntando a risolvere i problemi energetici con l'impegno massimo che sta profondendo nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili. Sarebbe in ogni caso una decisione che espone a molti rischi, in un paese che pure non conosce rischi sismici del tipo del Giappone, o dell'Italia. E infatti non è detto che quella richiesta passi.
    Contro disastri come terremoti e tsunami la natura mostra tutta la sua potenzialità distruttrice e le società umane, anche le più organizzate, la loro fragilità. Osservazione banale che dovrebbe però far riflettere chi vuole far fare il nucleare in Italia, dove, en passant, terremoti come quelli dell'Aquila, Avezzano e Messina hanno avuto magnitudo tra 6, 8 e 7,2. E non è solo la questione della catastrofe immediata, come per la centrale di Fukushima. Le vibrazioni di un sisma inducono in ogni caso delle sollecitazioni che possono entrare in risonanza con strutture e materiali, produrre lesioni nascoste nel reattore, che rappresentano un'incalcolabile, e inaccettabile, rischio. E la nostra sicurezza sta nelle mani di Veronesi, che continua a sostenere pubblicamente che le «minime quantità di radiazioni» emesse nel normale funzionamento della centrale non recano danni alla salute. Quanto alle strategie energetiche del governo, stiamo a posto: bastonate alle fonti rinnovabili, come con l'ultimo decreto di pochi giorni fa, per fare posto al nucleare e fare affari al servizio dei francesi. Fulvio Conti, ad dell'Enel, e il ministro Romani sono delle vere garanzie.


I COMMENTI:
  • Non è semplice la professione del giornalista, non è affatto semplice scrivere un articolo senza correre il pericolo di essere fraintesi sul significato di ciò che si scrive ..... su un quotidiano locale ho notato oggi il seguente titolo di un articolo in prima pagina : "Quando l'umanità è impotente" (non ho letto l'articolo per mancanza di tempo), che richiama un contenuto accennato anche nel presente articolo ....
    Sicuramente nessun quotidiano al mondo pubblicherebbe una articolo intitolato : "quando l'umanità è deficiente", ove per deficienza si intanda mancanza di ....
    Aggiungo un piccolo fardello per Marco che ha ripreso alcune parole del mio precedente commento e chiudo veramente perchè non voglio farne un poema : non so quanto i popoli dell'antichità abbiano danneggiato questo pianeta, certamente l'umanità, diciamo fino alla fine del 1800 d.C., non sarebbe stata in grado di nuocere complessivamente granchè alla "natura" globale di questo mondo terracqueo......
    L'umanità attuale è in grado se vuole, di trasformare velocemente la Terra in un pianeta che rimarrebbe senza vita sulla sua superficie, per centinaia di anni .... in ogni caso considero tutto ciò che ho scritto, e non è molto, solamente un approccio di partenza per sviluppare molte argomentazioni ..... bai. 15-03-2011 15:35 - Cane sciolto
  • agli uomini dell'età della pietra ..... nessuno di noi può incolpare quei primi uomini di averci danneggiato in qualche modo .....

    i primitivi forse no, ma poi che ne sappiamo, pare che abbiano fatto strage di animali quando hanno potuto, i romani e altre civiltà senza dubbio hanno disboscato in modo selvaggio 15-03-2011 13:51 - marco
  • Molto interessante l'articolo, mi piace soprattutto che sia condito di qualche informazione scientifica che normalmente, quando si parla di nucleare, mancano. Anche se studio un campo diverso (astrofisica), mi permetto di aggiungere che la pelle del corpo umano ha una sorta di schermo alle radiazioni (in natura moltissimi materiali emettono radiazioni). Il problema sorge quando si mangia o si respira una sostanza contaminata, perchè una volta all'interno del corpo essa compie il massimo dei danni.
    In ogni caso, credo (e spero) che le centrali nucleari non verranno mai costruite in Italia, al governo e agli imprenditori gli interessa solo prendere i soldi stanziati. Sono fiducioso sul fatto che in Italia non ci saranno mai più centrali nucleari 15-03-2011 11:16 - Riccardo Gatani
  • Credo che il conflitto sociale oggi comprenda necessariamente anche l'ecologia e la salvaguardia dell'ambiente per le generazioni future. E non occorre spostare l'ambito di portezione troppo in là con le generazioni, lo scempio al quale assistiamo deponendo per un allarme generalizzato ed immediato, esteso a tutto il pianeta, che fa temere per la sopravvivenza delle generazioni a noi prossime. Davvero i popoli del mondo vogliono questo? O non è la prova che occorre rifondare le democrazie mondiali e sottrarle ai plutocrati? E' tempo di impegnarsi, nessuno più riposi tranquillo! 15-03-2011 10:41 - Davide Callegari
  • La mia non è una posizione nuova ed originale sul nucleare, ma provo a spiegare la tesi a modo mio ...... i pericoli connessi alle centrali nucleari sono di due tipi : 1) pericolo immediato di cui abbiamo l'esempio di Fukushima 2) pericolo futuro, di cui si parla molto meno ..... riguardo al punto 2), tra le molte considerazioni scelgo questa : nessuno si può sentire autorizzato ad imporre alle generazioni future di vivere su un pianeta ove sono presenti tonnellate di scorie nucleari .... aggiungo : mentre l'esplosione di una centrale nucleare interessa principalmente coloro che hanno ideato e deciso di costruire ed utilizzare le centrali, le scorie e i relitti delle centrali interesseranno persone che in nessun modo possono decidere od influenzare le decisioni sull'uso dell'attuale tecnologia che riguarda tale energia ..... per chiarire vagamente esemplifico : la posizione delle generazioni future rispetto all'attuale umanità non ha nulla in comune con la posizione dell'umanità attuale rispetto agli uomini dell'età della pietra ..... nessuno di noi può incolpare quei primi uomini di averci danneggiato in qualche modo ..... 15-03-2011 09:59 - Cane sciolto
  • Non è così:il contenitore di protezione di Fukushima è ancora integro,quello che si è disintegrato è solo un edificio di copertura dell'involucro corazzato;a Cernobyl accadde un incidente completamente diverso:l'involucro protettivo si polverizzò e le barre radioattive,insieme alla grafite,contaminarono l'ambiente in maniera irrimediabile;complici il contesto epocale-politico ed economico-si tardarono a prendere opportuni provvedimenti che avrebbero almeno attenuato le conseguenze della catastrofe;infine.il reattore di Cernobyl,oltre ad essere mal progettato e mal costruito,serviva anche per usi bellici;da esso si ricavava il plutonio per le armi nucleari di cui all'epoca l'Urss si dotava.Qualunque paragone con le centrali giapponesi è impossibile;certo,ora la situazione è grave ma tutti ci auguriamo che venga impedito un disastro nucleare. 15-03-2011 09:33 - claudiouno
  • L'imperatore ha detto che per solidarietà,starà per tre ore senza corrente,ma solo di giorno,dato che alla sera c'è una telenovella che non può mancare.
    Se non ci fossero 20mila morti e 3 milioni di sfollati,senza più casa,terra,automobile e lavoro,ci sarebbe da ridere.
    Un Giappone di periferia in mezzo alla merda e un Giappone ricchissimo che invece sta nelle sue case a contare e a pensare a come fare i soldi anche con questo immane disastro.
    Si perche, morte tua vita mia,dicono nel mondo capitalista.Cosa gli frega del popolo che soffre.Vi ricordate come ridevano quando i nostri paesani dell'Aquila morivano sotto le università e gli ospedali di sabbia di mare?
    E ridono ancora dato che non li abbiamo neanche arrestati!
    Certo che in questi momenti,non mi va neanche più da scrivere.Ci vorrebbero le armi al computer! 15-03-2011 08:08 - maurizio mariani
  • Già, gli affari sono affari,volete scherzare?E non basta il nucleare (il clou degli interessi di questo simpatico e meraviglioso governo)c'è anche il Ponte di Messina in ballo!Con la Sicilia super sismica! Ma dov'è il cervello, dove un minimo di cultura geo--tettonica?
    Un manipolo di ignoranti mafiosi propone ed impone solo ciò che alimenta interessi per la casta, non certo per il Paese ! 14-03-2011 23:51 - Jin
  • Cito: "Quanto alle strategie energetiche del governo, stiamo a posto: bastonate alle fonti rinnovabili, come con l'ultimo decreto di pochi giorni fa, per fare posto al nucleare e fare affari al servizio dei francesi."

    Cosa aggiungere??? 14-03-2011 23:46 - Stefano
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