sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
16/03/2011
  •   |   Ida Dominijanni
    Numero 33. L'infezione degli esecutori

    «È scosso, ma ce la farà». Trattasi di Emilio Fede, e le parole sono di sua moglie Diana De Feo, raccolte dal servizievole Chi di Alfonso Signorini. La retorica della coppia scatta sempre a orologeria. Chiuse le indagini della procura di Milano, Fede è da ieri formalmente accusato, insieme con Lele Mora e Nicole Minetti, di ciò di cui fino a ieri era indagato: concorso in induzione e favoreggiamento della prostituzione di donne adulte e concorso in prostituzione minorile nel caso specifico di Karima El Mahrough in arte Ruby. E l'intervista di Chi alla moglie - giornalista a sua volta, e casualmente senatrice del Pdl - arriva puntuale a perdonarlo: «come moglie ho piena fiducia in mio marito». Risposta del marito, sullo stesso numero del settimanale: «Cara Diana, ti dovevo di più. Ti ho dato poco. Come sempre sai - e devi - andare a testa alta». Ora, parrà una notazione marginale ma non lo è: i ruffiani del sultanato questo, almeno questo, il miele del matrimonio perfetto spalmato sul panino avvelenato della prostituzione di regime, potrebbero risparmiarcelo. O forse è un bene che dall'antico binomio matrimonio e prostituzione, tanto frequentato dal maschio italiano e tanto blandito dalla morale cattolica, cada almeno il velo ipocrita della tolleranza silenziosa?
    Secondo i magistrati milanesi, Ruby aveva solo sedici anni quando fu agganciata dai magnifici tre: era il settembre del 2009, e Fede la conobbe, com'è noto, a un concorso di bellezza a Taormina. Gli scandali Noemi - anche in quel caso con Fede nella posizione del ruffiano - e D'Addario - con Giampi Tarantino nella posizione di Fede - erano già esplosi e il divorzio di Veronica da Berlusconi era già avviato, ma né gli uni né l'altro avevano minimamente incrinato il meccanismo oliato del rastrellamento di ragazze per il premier. Ruby, lo si sa dai suoi interrogatori, ha la schiena segnata dalle cinghiate di suo padre e già da tre anni vaga raminga fra soggiorni in comunità e prestazioni di varia natura nei locali notturni: un'adolescenza scassata che forse non varrà a sua scusante, ma di certo aggrava il cinismo di chi decide di farne il bocconcino prelibato per le serate di Arcore. Dove arriva, anche questo è noto, il 14 febbraio del 2010, e si intratterrà col sultano - le date sono ora agli atti - per 13 volte. Ed è l'unica minorenne «addebitata» alla brigata Mora, Fede, Minetti, insieme con 32 maggiorenni, tutte arruolate per i bunga bunga presidenziali.
    Fanno in tutto 33. C'è qualcosa di gelido, e di raggelante, in questa numerazione periodica di donne arruolate dal regime. Pare fossero di più, si disse circa 150, quelle del giro a disposizione degli alti funzionari della Protezione civile e cricche relative scoperto l'anno scorso. Ma è la numerazione in sé, la numerabilità anzi, a raggelare: sinistra e cinica contabilità del piacere a pagamento. Donne-cose, donne-tangente, donne-quantità, donne «selezionate secondo precisi criteri estetici». Bisogna ricordare questo agli amorali in mutande del «s'è sempre fatto, lo fanno tutti, non si vede perché non farlo»: è la numerazione seriale, anzi la produzione seriale del numero, che fa la differenza fra il libertinismo e la catena di montaggio postmoderna e razzista del sultanato cinico di Arcore.

    Fra Casanova e la prostituzione di regime, fra la libertà sessuale e il regime della prostituzione. Silvio Berlusconi è sicuro di essere passato alla storia, e ne ha di che. Ma l'impresa sua, e la nostra, non saranno compiute finché al vaglio della storia non ci passerà tutt'intera la sua corte di procacciatori e selezionatori di carne. Sta lì infatti la vera infezione: più ancora che nel sultano, nei suoi servitori ossequiosi e complici. Più ancora che nel comando nell'obbedienza, più ancora che nell'ordine nell'esecuzione. È lì, nei fedeli esecutori, che l'eccezione diventa regime, e come in tutti i regimi si riaffaccia la banalità del male.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • Cada ida, prima di tutto la lettura del suo pezzo non mi ha proprio irritato, perlomeno non per i motivi che s' immagina lei e che cita nella risposta! Al contrario: noto la sua reazione abbastanza piccata: può capitare quando (forse?!?) si capisce d' aver enormemente esagerato con i richiami del tutto fuori luogo, cervellotici ed inventati di sana pianta???
    A me hanno sempre spiegato che quando si fanno dei paragoni è bene farli in modo opportuno e non a casaccio, mischiando una vera tragedia basata su una gelida e durissima ideologia criminale con la più ridicola commedia, in stile pecoreccio. Ad esempio, a me, se volessi denigrare qualche esponente di sinistra particolarmente antipatico, non verrebbe mai in mente di fare un parallelismo tra un funzionario, parlamentare o simpatizzante, magari emiliano, del PD o di SEL, o di chi altri vuole lei (purchè di sinistra), con un certo Stalin: eppure magari a grandi linee hanno in piccolissima parte condiviso le stesse idee di fondo o, per lo meno, qualche ideale. Le ricordo solo che il suddetto compagno S., nel suo "piccolo" (!?!), ha fatto qualche danno qua e là, non trova anche lei?
    In definitiva, non essendo obnubilato da un evidente odio verso B. (come moltissimi dalle vostre parti), continuo a non capire che rapporto, seppur remotissimo ed indiretto, ci possa mai essere tra Eichman,
    il Fuhrer, la lora organizzazione di feroci e spietati assassini, con la rivoltante ma per fortuna innoqua armata brancaleone messa in piedi da Fede, Mora e soci per "allietare" le tristi serate del "reuccio di Arcore". Se voi ci vedere realmente qualche parallelismo, per me avete fumato della "robba" molto buona: ciò esula totalmente, non dico dal buon senso (sarebbe esagerato), ma persino dal senso comune!

    PS x Scarpa: la materia di cui si parla, ovvero la banalità del male, un po' la conosco anch' io e nulla ma proprio nulla c' entra con le vicende ridicole ed involontariamente comiche di Ruby-Rubacuori, Fede, il Cav. e Mora...

    PS x Maurizia M.: Io non proibirei proprio nulla, ci mancherebbe. Noto solo l' infortunio dell' articolista nell' evocare un paragone davvero fuori luogo e a dir poco temerario. Per farmi capire: se uno mi sta sulle balle per qualsiasi motivo, non è che m' invento un improbabile parallelismo con Gengis Khan, Napoleone o Teddy Bundy. Oltre tutto, se poi quel qualcuno è il Cav. e la vicenda è quella dei festini, ci sono ottimi argomenti x attacarlo senza voler farci credere, che sò, che ha fondato il Ku Klux Klan o ha sparato JFK. Riguardo poi ai miei eventuali ritardi di 40 anni, direi allora che voi sarete in anticipo di 40: d' altra parte se nessuno vi capisce ne vota più, se siete fuori dal parlamento, se contate come il due di picche a briscola, ecc. ecc. forse qualche motivo ci sarà, o no? A voi indagare, studiare, pensare, meditare... Anzi, organizzate un bel dibattito pubblico al riguardo o, meglio, uno sciopero - sicuramente risolutivo e chiarificatore!!! 17-03-2011 19:28 - Fabio Vivian
  • invece, caro fabio vivian, io credo proprio che un rapporto ci sia, ovviamente - e per fortuna - in scala minore. sta per l'appunto nell'uso numerico e numerabile dei corpi. quanto al rapporto fra il tragico e il farsesco, le ricordo solo che il fascismo italiano è stato assolto da molti proprio in nome della parvenza 'ridicola' di molti aspetti della figura di Mussolini. Credo che la riduzione a farsa boccaccesca delle vicende in corso sia un sintomo della difficoltà maschile a fare i conti con un immaginario sessuale che non è solo di Berlusconi, Fede e Mora. Mi spiace averla irritata, ma su questi temi càpita, e non è un male. ida dominijanni 17-03-2011 14:07 - ida
  • se ben ricordo il pappone Mora è lo stesso che qualche anno fa
    minacciava di abbandonare la Sardegna a se stessa se non gli permettevano di costruire qualche discoteca in riva al mare senza autorizzazioni di alcun tipo.
    alla fine ci ha lasciati soli soletti.
    meno male, il suo posto è alla corte di Arcore, e non sarebbe male un passaggio per le patrie galere, magari in compagnia dei suoi degni compari. Graziano 17-03-2011 13:06 - graziano
  • Bellissimo e calzante, come sempre. Del resto, anche Letizia disse che il prino regalo di compleanno Berlusconi glielo avrebbe fatto per i 16 anni, non i diciotto. Quanto a Karima el-Mahrug, almeno non s'è fatta eleggere e mantenere nel lusso a spese dei cittadini, come una Minetti e tante altre, mi sembra una scusante non da poco. 17-03-2011 12:33 - Livia
  • L’Uomo-cosa
    Bisogna uscirne. Il problema in sé non è rappresentato dall'amore per la bellezza. Solo gli stolti non sono attratti dalla bellezza, e non ci interessa se sia immorale fare l’amore con più donne contemporaneamente, purché desideranti, maggiorenni, consenzienti e non ricattatrici. I problemi morali dovrebbe presentarli la Chiesa, con il suo pontefice, che preferisce il silenzio, probabilmente in cambio dei finanziamenti alla scuola privata cattolica e ad altri favori garantiti dal governo.
    La bellezza dunque.
    Ciò che è bello, giovane e sensuale non è più conquistato con la seduzione, l'intelligenza, la dolcezza, il fascino, o con il sentimento. Il bello oggi è spudoratamente comprato. Che differenza c'è tra quei maschi disturbati che vanno in Thailandia, a fare provviste di baby prostitute, e i vecchi "culi flaccidi" che fanno shopping in Italia, nel comodo delle loro residenze reali? Nessuna, cambiano solo le location e le ragazze, ma il casting è similare e soprattutto ha lo stesso obiettivo: cosificare il corpo femminile. Già il cinema, la pubblicità, le fiction, i reality, le riviste, ci hanno educato a non vedere una persona, quando viene mostrato il corpo di una donna, bensì parti di esso: due tette, delle labbra (indipendentemente da quello che dicono), un culo sodo, una fessura. L'esposizione della donna nell'immaginario collettivo, ha la stessa valenza promozionale di un quarto di bue, appeso nelle vetrine di una qualsiasi vuccirìa di Grottaglie. Solo pezzi indistinguibili, frattaglie sanguinanti. In questa operazione di reificazione, a risultarne annientata, non è solo la dignità femminile, ma anche la credibilità del maschio, che svela la sua infinita impotenza. Infatti, chi crede di conquistare l'amicizia, la fedeltà, la stima e l'eros con una busta piena di denaro, è una cosa più delle cose che vuole comprare.
    E’ possibile, forse, uscire dal tunnel in cui tutto il Paese è precipitato, ma bisogna ri-assemblare ciò che è stato chirurgicamente vivisezionato. Tutti e tutte abbiamo il dovere di creare e rafforzare i modelli di donne integre, a partire dal loro pensiero, dalla loro capacità di sovvertire il mondo, di incidere radicalmente su di esso, e non per i potenziali sollazzamenti dell’imperatore, che vuole essere masturbato continuamente. Le nostre stelle devono essere donne come Margherita Hack e Rita Levi di Montalcini, e non le veline e le puttane del presidente. Teste pensanti quindi, che contribuiscano a sconfiggere l’Uomo-cosa che ci opprime.
    Pietro Annicchiarico, marzo 2011 17-03-2011 10:49 - pietro
  • per emilio fede. l'imputazione di magnaccia è il dovuto premio alla carriera... 17-03-2011 10:08 - nello
  • Consiglio a Fabio di rileggersi, se mai l'ha letto, La banalità del male e spero capirà che del funzionario scrupoloso che obbediva agli ordine come conviene ad ogni bravo amministratore si parla in quella che è la cronaca riflettuta di Arendt sul processo Heichmann. Quindi nessuna cantonata della Dominijanni ma del lettore che, se legge, capisce molto poco di quello che legge... 16-03-2011 23:43 - scarpa
  • Brava Ida. Il signor Fabio V. proibirebbe l'uso della 'banalita' del male' per i fatti del nostro 'presidente del consiglio'. Il femminismo ha sempre invece affermato che il privato (nascosto, tollerato, orribilmente oppressivo, violento luogo di delitti e prostituzioni) e' proprio il luogo politico di tale banalita' quotidiana, che quella nei campi nazisti o nella famiglia italiana.
    Si informi, sig. Fabio, apra gli occhi, e' in ritardo di 40 anni.
    E lasci giudicare alle donne l'oscenita' quotidiana del regime presente. 16-03-2011 22:28 - maurizia n.
  • Parlare di banalità del male è sbagliato, visto che i soggetti agivano sicuramente con una coscienza piena della loro capacità sociale ed economica di imporsi su queste ragazze, massimo erano aiutati nelle loro azioni da qualche tiratina di cocaina.
    per chi fa il grande libertinista, vorrei solo far presente che la libertà sessuale esiste se entrambi i soggetti hanno lo stesso valore, accusare di moralismo chi difende questo principio è da stupidi e prepotenti;
    una ragazza che si concede ad un uomo che non si arrende al decorso della propria età, non è davvero libera nella propria scelta, come non lo è l' operaio che concede la propria forza lavoro a chi lo sfrutta.

    se le ragazze avessero avuto lo stesso status sociale del premier,avrebbero fatto ciò che hanno fatto?
    non è la donna a diventare oggetto, è un intera classe sociale, è chi dice che con la prostituzione è così da sempre, bè, non sperate di rivoluzionare il tutto?

    ignoranza e ristrettezza di idee,incapacità di analizzare i fatti in ogni suo implicazione, è questo che manca a molti popoli di questa terra compresi 16-03-2011 21:45 - Samuele
  • Magnaccia credo che sia la parola corretta che si applica a chi si sia macchiato di certi delitti. 16-03-2011 20:09 - paolo
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI