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FUORIPAGINA
16/03/2011
  •   |   Antonio Sciotto
    Termini protesta «Vogliamo chiarezza»

    Torna la tensione nello stabilimento Fiat di Termini Imerese: gli operai temono che i progetti in campo per rimpiazzare il Lingotto non siano sufficientemente certi, e ieri hanno protestato per tutta la giornata. Otto ore di sciopero indette da Fim, Fiom e Uilm e fuori dalla fabbrica, con un corteo che è arrivato fino all'uscita dell'autostrada A19 Palermo-Catania: la circolazione è stata bloccata, poi i lavoratori si sono mossi alla volta del centro abitato, dove hanno chiesto un incontro con il sindaco di Termini Imerese. Nel pomeriggio è stato occupato anche il porto, e successivamente la stazione. Insomma, la preoccupazione tra le tute blu è ai massimi livelli.
    In serata i blocchi alla stazione e al porto non si erano ancora interrotti, quando è arrivata la notizia da Roma che il ministero dello Sviluppo economico guidato da Paolo Romani ha deciso di convocare i sindacati per il 24 marzo. «Non conosciamo ancora i dettagli dei piani industriali e d'investimento - ha spiegato il segretario della Fiom di Palermo Roberto Mastrosimone - Non ci sono garanzie occupazionali per i 2.200 lavoratori della Fiat e dell'indotto. Per questo motivo abbiamo chiesto un incontro immediato con il ministero dello Sviluppo, perché per ora l'unica certezza che abbiamo è che la Fiat andrà via il 31 dicembre di quest'anno».
    La Fiom non vede chiarezza nei progetti presentati per il rilancio dell'area dopo che il Lingotto avrà lasciato la Sicilia: «Nessuna delle sette proposte è all'altezza, gli operai sono molto preoccupati, non sono affatto sereni - continua Mastrosimone - La politica si deve assumere le proprie responsabilità così come la Fiat che, dopo avere usufruito di ingenti risorse pubbliche, non può scaricarsi di un problema sociale serio. Non si può liquidare la questione mettendo a disposizione la fabbrica per chi vorrà investire: la Fiat ha una responsabilità sociale».
    Da Roma è arrivata una replica indiretta da parte di Invitalia, l'advisor che ha gestito la raccolta e selezione delle offerte per conto del ministero dello Sviluppo: «Degli attuali progetti di investimento presentati, quello della De Tomaso è il più importante ma le aziende in pole position sono sette e noi siamo confidenti di insediarle tutte, forse anche qualcuna in più - ha spiegato l'ad di Invitalia Domenico Arcuri - Il governo e la Regione hanno messo a disposizione una quantità di risorse superiore a quella delle richieste delle aziende. Il progetto della De Tomaso è il più importante, innanzitutto perché fa riferimento al settore di provenienza del sito, che è quello automobilistico, e perché si insedierebbe nell'opificio che oggi è occupato dalla Fiat».
    Ieri alla Regione Sicilia si è tenuto un vertice per decidere quali infrastrutture realizzare o migliorare per «rendere appetibile il sito di Termini dopo che la Fiat sarà andata via» (parole dell'assessore alle Attività produttive Marco Venturi): nel bilancio regionale sono disponibili 150 milioni, e dovrebbero servire per i collegamenti stradali con il sito industriale e il completamento del porto.
    C'è poi un altro capitolo, quello della cassa integrazione di primavera, che riguarda un po' tutti gli stabilimenti Fiat. A Termini ci si fermerà dal 21 aprile all'1 maggio, una settimana che si aggiunge ai giorni di fermo già annunciati precedentemente (1, 4, 11 e 18 aprile). Stop in aprile anche per le Presse di Mirafiori: i giorni 13, 14, 15, 20, 21, 22, 26 e 29, e interesserà 720 operai e 102 impiegati; il 27 e il 28, invece, si fermeranno 450 operai e 50 impiegati. La produzione a Melfi sarà sospesa l'11 e il 18 aprile e dal 22 aprile all'1 maggio, per adeguare la produzione alle richieste del mercato.
    Ieri infine ha parlato anche l'amministratore delegato Sergio Marchionne, soprattutto delle prospettive di Fiat all'estero: per le alleanze l'azienda continua a «muoversi su più fronti». La Russia, in particolare, resta un mercato «importante, in cui Fiat deve stare» e per questo c'è un confronto «con diversi partner». «Si va avanti» anche con Tata in India, con la Ford per la piattaforma di Tychy, mentre con Psa Peugeot Citroen per i veicoli commerciali «l'accordo continuerà a lungo».


I COMMENTI:
  • Non si può continuare su questa posizione, non esiste nessuna responsabilità sociale, la responsabilità sociale serve solo alle imprese quando chiedono gli aiuti. Bisogna invece andare avanti e deve essere lo stato e non la fiat a farsi carico di portare a termini imerese il lavoro, purtroppo questo governo è più preoccupato a sostenere marchionne che gli operai di Termini,però è lo stato che deve proporre piani di sviluppo dei territori trovando aziende che facciano investimenti. 17-03-2011 10:47 - massimiliano
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