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FUORIPAGINA
18/03/2011
  •   |   Valentino Parlato
    17 marzo. Fiacche bandiere e fischi per Silvio

    La giornata di ieri, per celebrare il centocinquantesimo anniversario non della Repubblica ma dello stato italiano, quello fatto dai Savoia, sia pure con il forte consenso di Giuseppe Garibaldi e di molti non «savoiardi», è stata piuttosto fiacca e burocratica. Anche i fuochi d'artificio tricolori della mezzanotte del 16 non hanno vivacizzato, e le sparse bandiere tricolori apparivano bagnate dalla pioggia e non esaltanti. La Lega - ovviamente - si astiene: con l'Italia non c'entra niente. La giornata è cominciata all'Altare della Patria con il Presidente della Repubblica, ministri e anche Berlusconi. Il presidente del consiglio non ha mancato di ripetere la sua volontà di resistere: «Non lascio il paese in mano ai comunisti» ha detto inventandosi il fantasma dei comunisti, che gli sembrano (e apposta li inventa) l'unica ragione della sua sopravvivenza. Si guarda bene dal dire che cosa ha realizzato, visto che il paese è agli stracci e lui non ha combinato nulla.
    Poi il corteo si è fermato al Pantheon in relativa disattenzione, ma già al Gianicolo gli applausi a Napolitano venivano rafforzati (così penso io) dai fischi a Berlusconi e grida «vattene con il bunga-bunga». A piazza Esedra ancora applausi a Napolitano, ma anche a Tremonti e Alfano e, nuovamente fischi al Cavaliere e alla Gelmini, ministro della pubblica istruzione. La scuola è diventata questione decisiva. Riflettiamoci.
    Sempre di seguito cerimonia solenne nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, con messa solenne officiata dal cardinal Bagnasco. Nonostante le solite mura della Basilica, anche dentro arrivava il rumore della salva di fischi indirizzati a Berlusconi. Di conseguenza, e molto ragionevolmente, Berlusconi e il suo staff hanno deciso di andarsene da una porta secondaria per non farsi vedere e fischiare. L'idea di una fuga di Berlusconi da una porta secondaria di Palazzo Chigi comincia a diventare una speranza credibile.
    Per ultimo, nel pomeriggio, riunione solenne a Montecitorio, segnata anche qui da applausi al Presidente della Repubblica, negativamente rivolti al presidente del consiglio.
    Questa la giornata. Una celebrazione - ripeto - senza vigore e senza passione. Molto diversa, per quel che ricordo, dal centenario, il 17 marzo del 1961: meno fiacche bandiere nazionali e più bandiere rosse. Eravamo in un crescendo delle lotte operaie, del cosiddetto miracolo italiano, della volontà di cambiare l'Italia e non solo di conservarla.
    Due anni dopo, nel 1963, ci fu una grande avanzata del Pci: allora i comunisti c'erano e non se li inventava Berlusconi.
    In ogni modo la giornata di ieri, per quanto piuttosto deprimente, ha registrato una positiva crescita dei fischi. Aspettiamo: se son fischi cresceranno.


I COMMENTI:
  • E dopo aver sventolato il tricolore, eccoci pronti a bombardare i libici... 19-03-2011 13:03 - marco capra
  • A Milano e provincia e'stato un fiasco completo!! 19-03-2011 02:16 - Guido Resta
  • Mi dispiace contraddirti caro Parlato ma a me la festa è sembrata molto seguita e ti garantisco ( ma tu stai a Roma e lo sai bene), che nonostante la pioggia incessante, migliaia di persone erano in strada per l'Italia nazione, per far vedere ai beceri leghisti che l'unità d'Italia(senza Roma e Venezia) è stata fatta con passione ed eroismo e per fischiare Berlusconi, La Russa e Alemanno: che goduria!!
    Hai ragione se son fischi cresceranno ma per fortuna c'erano! 18-03-2011 23:56 - Maria
  • Anche a me dispiace deluderti: a Torino non s'è mai visto nulla di simile, nemmeno il giorno in cui è finita la guerra. Parlato, se sei svogliato o fai troppa fatica a guardare addirittura la televisione, son fatti tuoi, ma non mistificare la realtà. Alla faccia delle bandiere, a torino ce n'è centinaia di migliaia ovunque....
    Siete troppo snob voialtri, ed ecco perchè non vi legge più nessuno. Spiace doverlo dire, ma è la realtà, fatevi un bell'esamino di cosicenza. 18-03-2011 23:05 - massimo
  • Personalmente la retorica patriottarda filofascista mi ha fatto e continua a farmi vomitare come i tricolori alle finestre che sarebbe meglio se bruciassero, io non ho messo niente alla finestra anche perchè non ho una bandiera rossa... 18-03-2011 20:45 - Daniele Patelli
  • Caspita, piazze piene nonostante la pioggia, bandiere nazionali dappertutto..all'anima della fiacchezza! In realtà se quella che è assente è la bandiera rossa può dispiacere ma, come dire, non è un caso... Ci vuole molto a capire che c'è un sentimento forte, democratico, che rifiuta leghismo e bunga-bunghismo e,senza infatuazioni nazionalistiche, si stringe intorno all'onesta, equilibrata saggezza del presidente Napolitano? Non è apprezzabile? 18-03-2011 20:01 - sergio
  • Mi dispiace contraddirla, ma a Torino non si era mai vista una cosa simile dal giorno della liberazione 18-03-2011 18:58 - asmodeus
  • io mi considero comunista dall'età di 19aa, non ho messo il tricolore alla finestra perchè continuo a credere ad un mondo senza confini, sono contento della festa per l'anniversario: ingenuamente penso che circa 60 ml di persone si sentano uguali in un qualcosa. 18-03-2011 17:33 - Gian Mauro
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