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FUORIPAGINA
21/03/2011
  •   |   Scilla Alecci
    La radioattività è dentro le case

    La crisi nucleare presso l'impianto numero uno di Fukushima sembra momentaneamente sotto controllo, sono però le notizie sulla contaminazione che iniziano ad allarmare la popolazione.
    È l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) a parlare, infatti, di prodotti alimentari contaminati nella zona intorno alla centrale di Fukushima e nell'adiacente prefettura di Ibaraki. Confermando le notizie date dal ministero della salute giapponese, l'Aiea ha messo in guardia sulla presenza di iodio radioattivo in prodotti come latte e spinaci; gli isotopi dello iodio, infatti, decadono in otto giorni ma, se ingerito, lo iodio potrebbe provocare gravi danni alla tiroide.
    Il governo giapponese, però, ha cercato di rassicurare. Non solo i prodotti testati non sarebbero stati immessi nel mercato, dato che la società che si doveva occupare della distribuzione era ferma per i danni causati dal terremoto, ma, secondo il capo segretario di gabinetto Yukio Edano, il livello di radiazioni non è così alto da rappresentare un pericolo per la salute umana.
    Nel frattempo, test di laboratorio hanno confermato la presenza di isotopi radioattivi di iodio e cesio anche nell'acqua di rubinetto di Tokyo e di altre cinque prefetture. Anche in questo caso, conferma il ministero dell'istruzione, della scienza e della tecnologia, non ci sarebbe alcun rischio per le persone.
    In una conferenza stampa, i rappresentanti della Tokyo Electric Power Co. (Tepco), proprietaria della centrale di Fukushima, si sono formalmente scusati con i cittadini per l'acqua e i prodotti contaminati e con il solito inchino di routine a 90 gradi che tocca a tutte le aziende che «recano disturbo» alla collettività, hanno chiesto «scusa per le preoccupazioni arrecate».
    La Tepco ha anche accennato a un possibile piano di risarcimento danni ma nulla di concreto è stato deciso finora. A essere risarciti, inoltre, dovrebbero essere «gli abitanti della zona intorno alla centrale» ma tutto rimane ancora vago e i dettagli saranno decisi, in data da definire, in accordo con il governo; la compagnia elettrica non prenderà alcuna iniziativa spontanea.
    Nel frattempo, grazie all'intervento della squadra «Hyper rescue», 140 vigili del fuoco arrivati da Tokyo, la temperatura dei reattori della centrale si è abbassata e a breve si prevede il ripristino della corrente per rimettere in funzione il sistema automatico di raffreddamento almeno nei reattori 2, 3 e 4, mentre generatori di emergenza sono già attivi da sabato nei reattori 5 e 6.
    A Fukushima, però, tutto resta ancora precario. «Stiamo cercando di tenere le cose sotto controllo - ha riferito il portavoce del governo Edano - Ma siamo ancora in una situazione imprevedibile».
    Rimane inoltre viva la polemica tra Giappone e Stati uniti sullo stato di pericolosità del reattore numero 4. Mentre l'operazione di innaffiamento del reattore da parte delle Forze di autodifesa giapponesi è continuata anche sabato per il terzo giorno consecutivo, gli esperti americani sostengono che si sia creata una crepa nella piscina di stoccaggio che causerebbe la perdita dell'acqua necessaria al raffreddamento del reattore. Anche il reattore numero 2 è considerato a rischio poiché in questo caso si teme che il vaso di contenimento sia spaccato, secondo quanto riportato in un'inchiesta del Los Angeles Times.
    Tra informazioni confuse e pareri contrastanti, il governo giapponese - il cui indice di gradimento già prima del terremoto era ai minimi storici - continua a vacillare. Il primo ministro Naoto Kan è dovuto ricorrere, infatti, agli estremi rimedi: una soluzione bipartisan con il Partito liberal democratico.
    Cercando la collaborazione dell'opposizione, il premier ha tentato di offrire al capo dell'opposizione Sadakazu Tanigaki l'incarico di vice primo ministro con il compito di sovrintendere alle operazioni di soccorso nelle zone colpite dal terremoto. L'offerta, considerata «infantile», è però stata rifiutata senza mezza termini, data la mancanza di discussioni preventive che darebbero all'opposizione la garanzia di portare avanti delle politiche economiche e di sicurezza in linea con il loro manifesto. Mentre la crisi nucleare sembra piano piano risolversi anche grazie all'intervento dei militari, il governo si troverà presto a dover rispondere a polemiche sulla trasparenza o sull'affido della gestione della centrale a un'azienda come la Tepco, con una storia di infrazioni alle spalle.
    Non solo, riprese aeree della centrale Fukushima Daiichi realizzate dall'Air Force statunitense considerate ufficialmente «di accesso pubblico» sono ancora tenute sottochiave dal governo giapponese che non accenna a voler divulgare il video.
    Alcuni speculano che, come per il video sull'incidente con il peschereccio cinese di settembre, servirà un anonimo che pubblica di nascosto il video su Youtube per ottenere la verità su quello che è successo veramente nella centrale nucleare.


I COMMENTI:
  • In Italia le notizie sulle radiazoni stanno scendendo sugli organi di stampa 30-03-2011 11:59 - Domenico
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