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FUORIPAGINA
23/03/2011
  •   |   Scilla Alecci
    Tepco sotto accusa, ma è il giorno delle scuse

    «Ci assumiamo la responsabilità dell'incidente».
    Con queste parole, a più di dieci giorni dalla prima esplosione di un reattore nella centrale nucleare di Fukushima, ancora fumante, il vice-presidente della società che gestisce l'impianto, la Tokyo Electric Power Co (Tepco), ha per la prima volta ammesso pubblicamente le responsabilità della compagnia.
    «Chiediamo scusa per aver recato disturbo agli abitanti della prefettura e alla società», ha detto in una conferenza stampa il vice-presidente Norio Tsuzumi, accennando anche alla possibilità di risarcire i produttori di latte e verdure in cui sono state ritrovate sostanze radioattive al di sopra della norma consentita. Com'è da copione per le aziende giapponesi che recano «danni alla collettività», arriva prima o poi il momento dell'inchino e della «riflessione». Così anche la Tepco ha dovuto ammettere il proprio errore: quello di aver adottato misure di sicurezza «insufficienti». Lo ha ammesso, però, dopo che gli altarini della società avevano già fatto il giro dei media giapponesi e internazionali.
    È emerso in questi giorni che la compagnia elettrica, che cominciò ad alimentare centrali nucleari nel 1971, aveva ottenuto dal governo l'autorizzazione a gestire l'impianto per altri dieci anni nonostante questo fosse obsoleto. Secondo quanto riportato dal New York Times, infatti, poche settimane prima del terremoto, la commissione governativa ispezionò Fukushima Daiichi in soli tre giorni. Una visita considerata troppo breve, secondo gli esperti del settore, per poter stabilire se una centrale nucleare è effettivamente a norma di sicurezza in caso di terremoto.
    Nulla di ciò, naturalmente, è stato accennato durante la conferenza stampa con le scuse formali del vice-presidente. Questa volta, sempre indossando il giubbotto blu della divisa Tepco, Norio Tsuzumi ha abbassato il capo di fronte ai 600 rifugiati che da giorni vivono nella palestra adibita a centro di accoglienza nella cittadina di Tamura, a circa 45 kilometri dall'impianto: «Vi chiediamo scusa dal profondo del cuore». Ne è seguita una risposta cordiale: «Date del vostro meglio per favore». Una frase di etichetta più che un incoraggiamento vero e proprio, perché questo è quello che in Giappone si dice a chiunque vada a lavorare. Così anche i quadri della Tepco sono stati invitati dagli sfollati a compiere il proprio dovere.
    Una domanda resta inevasa dopo questa giornata di scuse ufficiali. Dov'è il presidente della Tepco, Masataka Shimizu, la cui ultima apparizione risale allo scorso sabato quando si scusò «per aver causato tanti problemi»? Secondo un portavoce della compagnia il capo starebbe «guidando le truppe al quartier generale» e «sarà disponibile al momento opportuno». La Tepco, è il sentimento comune, continua a sfuggire e questo lascia molti esperti perplessi.
    Secondo Kenji Sumita, professore dell'università di Osaka e vice capo dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (Nisa), «ogni decisione presa dalla Tepco è stata troppo lenta e in ritardo, e il rilascio delle informazioni lo è stato ancora di più».
    In un editoriale scritto per il secondo quotidiano nazionale, l'Asahi Shimbun, Sumita ha detto di apprezzare la leadership mostrata dal premier Naoto Kan e dal capo segretario di gabinetto Yukio Edano, ma ha sollevato dubbi sull'imparzialità delle decisioni dell'agenzia governativa Nisa, nel fronteggiare la crisi nucleare.
    «Ho sempre avuto dubbi sul fatto che la Nisa fosse sotto la supervisione del ministero dell'economia, commercio e industria, che tende a promuovere l'energia nucleare» ha scritto Sumita accennando a un possibile conflitto di interessi. «Sembra che, man mano che la situazione evolve, gli effetti negativi di avere la Nisa sotto l'ala del ministero diventino sempre più palesi».
    Non solo per la Tepco, che sembra essere la prima responsabile del disastro di Fukushima - al momento contenuto - ma anche per il governo, che ha permesso a una società privata problematica di gestire una centrale nucleare obsoleta, è giunto il momento di fare autoriflessione.
    Così anche il capo della commissione governativa per la sicurezza nucleare (Nsc) Haruki Madarame, ha fatto ammenda, ammettendo di aver sottovalutato i rischi. Dopo un incontro con il primo ministro Kan in cui gli è stato «ordinato di migliorare la cooperazione» con gli esperti che stanno lavorando per stabilizzare la situazione alla centrale di Fukushima, ha invitato anche gli altri Paesi a riflettere su ciò che comporta l'uso del nucleare. «Le nostre supposizioni in materia erano sbagliate. Come persona che è sempre stata a favore dell'energia nucleare, mi sento in dovere di porgere le mie sentite scuse».


I COMMENTI:
  • è vero.. in casi come questi le scuse non servono a niente. eppure credo che se tutto fosse successo in Italia di certo non avremmo ottenuto niente, scuse in primis. 24-03-2011 09:43 - Marco
  • ..si sa : gli incidenti li pagano le popolazioni... e poi c'è il tempo che medica ogni colpa... Forse è tempo che ONU PRENDA UNA POSIZIONE sulla centrali nucleari a protezione dlle popolazioni mondiali... sono un'emergenza di sopravvivenza umana. 24-03-2011 07:15 - almagemme
  • I pentimenti richiamano alla mente le ginuflessioni al confessionale delle chiese e la penitenza : tre Ave Maria e 2 Padre Nostro e va tutto a posto ...... già che sono in tema : tutto quello che stà accadendo nel mondo ricorda le terribili punizioni divine, come per esempio il diluvio universale, con la differenza che tutti gli avvenimenti in atto, e sono veramente tentato di includere anche terremoti e maremoti, sono da imputare solamente all'ignoranza umana ...... 23-03-2011 23:55 - Cabe sciolto
  • Io mi sento già meglio!
    Le scuse infatti ravvivano perfino i morti e i cancri e le malformazioni saranno più dolci!
    Ed il governo che fà?
    Già sapeva, almeno sembra, della poco perizia di quella società però cos'hanno fatto?
    In incidenti del genere è difficile che ci sia solo una responsabilità, e sarebbe opportuno che nel caso di necessità lo sttao o gli stati levassero poi alle compagnie private le operazioni di soccorso.
    Cos'è successo nel golfo del Messico alla BP e quanto tempo è trascorso prima di trovare una soluzione, poi ci si salva bestemmiando che pagano i danni le assicurazioni!
    Un pò di carta straccia e tutto ritorna come e meglio di prima! 23-03-2011 19:57 - Gromyko
  • Mi sembra un pò poco chiedere scusa per quanto successo, in quanto il disastro si ripercuoterà soprattutto negli anni avvenire poichè se radiazioni ci sono state queste comporteranno rischi di cancro per la popolazione giapponese e forse non solo. Comunque la sicurezza nucleare è un bluf e non solo questo incidente lo dimostra, ma anche le lamentele che si levano da più parti soprattutto dai tecnici francesi che hanno asserito alla televisione svizzera che per risparmiare sui costi nelle centrali nucleari si appaltano i lavori, spesso il personale non è preparato sufficientemente e le persone più qualificate che vanno in pensione non vengono sostituite. Inoltre le aziende del nucleare riducono i tempi per i controlli in quantochè se prima un impianto rimaneva chiuso per controlli per almeno 3 mesi adesso in soli 10 giorni si deve provvedere a tutto e chi non firma che tutto è OK viene licenziato. Non solo, ma senza che lo sappia si assume anche la responsabilità in caso d'incidente, scaricando così l'impresa dalla responsabilità.
    Inoltre se un tecnico si ammala di cancro dopo 10 anni non viene riconosciuto perchè decade la prescrizione, pensate in Italia scadrà molto prima, spesso la ditta appaltatrice dove lavora nel frattempo è già chiusa. Oltretutto le scorie non sanno più dove metterle e spesso all'insaputa della popolazione vengono accantonate fuori della centrale. Tutto ciò avviene nella vicina Francia e chissà in quante altre centrali avviene anche peggio, magari non si avverte la popolazione dei rischi a cui la si espone. Non c'è che dire un bel futuro per noi i nostri figli e nipoti ci attende specie se vorranno proporci il nucleare anche qui. 23-03-2011 18:34 - luisa
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