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FUORIPAGINA
27/03/2011
  •   |   Andrea Palladino
    Marcia per la vittoria

    A ben pensarci c'è qualcosa di curioso nel vedere decine e decine di migliaia di persone sfilare, a Roma, per l'acqua. Non è la Bolivia delle rivolte di qualche anno fa, o il Maghreb infiammato dai costi dei beni essenziali. È un paese pigro e cupo, l'Italia che ci mostrano quotidianamente, che nulla dovrebbe avere a che fare con un movimento così forte, capillare, anticonformista e orgoglioso come quello che chiede - da almeno cinque anni - di cambiare la politica partendo dal concetto di beni comuni. Eppure ieri a Roma centinaia di comitati cittadini, associazioni più o meno informali, parti di una rete cresciuta nel silenzio allineato dell'informazione e della politica - almeno quella parlamentare - hanno riaffermato la centralità del movimento per i beni comuni nel nostro paese. Con volontà e creatività, prendendo in mano per qualche ora la capitale, puntando al raggiungere il quorum dopo sedici anni di referendum falliti, un obiettivo che potrebbe rivoluzionare la politica italiana, soprattutto a sinistra.

     

     

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    Un milione e quattrocentomila firme raccolte in tre mesi non avrebbero senso senza tenere a mente questo volto della società italiana dell'era di Berlusconi, che è la vera spina dorsale di quello che i media chiamano - semplificando - il popolo dell'acqua.
    Elencare le città comporebbe una lista immensa e senza senso. Conviene allora citare una parte importante e unica del movimento, il gruppo degli enti locali per l'acqua pubblica che ieri aprivano il corteo con i gonfaloni storici delle città. Un'intera regione, le Marche, le province di Cagliari e Campobasso e tantissimi comuni, con i sindaci, le delegazioni, le fasce tricolori. Uno fra tutti, quello di Aprilia, che con determinazione ha presentato il foglio di via al gestore privato Acqualatina, dopo avere visto le pattuglie con vigilantes armati andare a staccare l'acqua a chi contestava gli aumenti a tre cifre.
    Il ricordo della prima manifestazione nazionale - che ha percorso le vie di Roma nel 2009 - sembra già affondare nella preistoria. Allora i manifestanti erano meno di quarantamila e il punto di arrivo era la piccola piazza Farnese, con un piccolo camion come palco. Lo scorso anno il centro storico venne letteralmente invaso dalle centinaia - oggi forse migliaia - di comitati cittadini, Sembrava l'apice di un movimento, un punto di non ritorno. Non era che l'inizio.
    Ieri i movimenti per l'acqua non hanno temuto di accogliere le altre parti della società civile, quella antinuclearista e l'anima pacifista. E non era solo la cronaca ad imporre un ritmo differente, una suddivisione del corteo, sostanzialmente aperto e coinvolgente. Qualcosa sta cambiando, a ben guardare i trecentomila volti sfilati da piazza della Repubblica fino a San Giovanni, sfidando i grandi numeri. Ci sono segnali chiari e oggettivi, che rendono misurabile il movimento: «Lo scorso anno avevamo si e no riempito un pullman - spiegano i gruppi venuti dalla Calabria - quest'anno ne abbiamo organizzati quattro, e saremmo andati oltre se non c'era un problema di costo». Stessi numeri e stesso balzo in avanti per un'altra regione, il Piemonte. E poi la presenza forte delle zone storiche del Pd - che sul tema dell'acqua mostra ancora molte ambiguità - come la Toscana e l'Emilia Romagna. E poi la Puglia alle prese con la prima grande ripubblicizzazione in Italia, la Campania, dove i comitati si trovano di fronte all'eterna emergenza dei rifiuti, la Sicilia, che grazie al movimento per l'acqua ha raggiunto il primo obiettivo di una legge regionale che potrebbe togliere le risorse idriche ai privati. E la Calabria, dove la rete che oggi si riunisce attorno alla difesa dei beni comuni era nata nell'ottobre del 2009, con la manifestazione di Amantea per la verità sulle navi dei veleni.
    Il quorum da raggiungere per i referendum su acqua e nucleare sembra non spaventare i comitati che ieri hanno colorato una Roma un po' sonnacchiosa e primaverile. Un segno importante è stato la partecipazione del gruppo ecodem - l'area ecologista del Pd - al corteo, con uno striscione sorretto, tra gli altri, da Roberto Della Seta. In questi mesi la posizione dei democratici non era stata particolarmente netta, soprattutto sul secondo quesito che prevede l'eliminazione del profitto garantito per i gestori privati dell'acqua. E proprio gli ecodem fin dall'inizio avevano agitato lo spettro del quorum ritenuto impossibile da raggiungere. Con il disastro di Fukushima le cose sono ovviamente cambiate. Ma forse è cambiata anche la percezione che viene dai territori, dove il Pd vede crescere in maniera esponenziale il movimento per l'acqua. Un confronto che guadagna sempre più consenso e coscienza critica.


I COMMENTI:
  • Ermanno,

    Tu scambi la dura e cruda realtà per ... "disfattismo e qualunquismo"! Hai una pur vaghissima idea di quale abisso culturale, morale e civile esiste tra i politici ed il popolino dell' Italietta vs. i paesi nordici, Danimarca, Svezia, ecc.??? Non ti viene il remotissimo dubbio che lì certe cose si possano fare soprattutto perchè la società intera è orientata verso certi comportamente "costruttivi", "vituosi" e "nobili" e non, invece, da un lato a lucrare il lucrabile grazie alle rendite di posizione (come il settore "privato", in Italia) ed a non fare un beato caz.. tutto il santo giorno - rubacchiando il pur misero stipendio, "arrotondando" tramite mazzette, false pensioni, contributi e prebende varie, dall' altro (i politicanti di m...a! e la cosiddetta "Amministrazione Pubblica"(?!?)).
    Poi lascia perdere l' "enorme valore simbolico ..." e torna sul pianete terra, cercando di concentrarti sulla realtà e le cose concrete: con i simboli forse si creano una o due "isole felici", magari buone x essere sbandierate in piazza in qualcuna delle vostre immancabili ed innumerevoli quanto del tutto inutili cosiddette "manifestazioni" (?!?), ma per il resto la realtà rimane tale e quale era prima!
    Purtroppo per te, tu vuoi vedere il marcio solo da una parte, ovvere il settore privato, dimenticandoti che il settore pubblico è invece esattamente PUTRESCENTE!!! E tu a costoro affideresti l' acqua "pubblica" tout-court, sperando realisticamente che le cose migliorino???
    In conclusione, il tuo commento si può riassumere PERFETTAMENTE così: PURO VELLEITARISMO (di sinistra!) e "WHISHFUL THINKING"...

    Alessandro,

    In parte concordo col tuo intervento, con un corollario CONFERMATO NON UNA MA MILLE VOLTE DALLA REALTA' EMPIRICA: il PROFITTO sarà pur odioso ed antipatico, ma è una molla ed uno stimolo molto CONCRETO e TANGIBILE a dare il meglio nella gestione efficiente ed efficace delle Aziende. Il settore pubblico POTREBBE anche essere efficiente (basta vedere alcuni "virtuosi" esempi, all' estero), peccato però noi che qui siamo in Italia, dove conviviamo (malamente!) con questa cosiddetta "Amministrazione Pubblica" (?!?)... 29-03-2011 09:04 - Fabio Vivian
  • per una volta concordo con Fabio Vivian: io preferisco il pubblico non perché mi illudo che sarebbe in grado di fornire un buon servizio, onesto ed a prezzi ragionevoli (ma quando mai!), ma semplicemente perchè, da un lato, sono contro la proprietà privata ed il profitto, e dall'altro temo che i gestori privati mirino solo a "spolpare" il poco spolpabile, investendoci pochissimo e solo aumentando le tariffe, ecc ecc

    e aggiungo: l'inefficienza degli amministratori pubblici non è questione di destra o di sinistra, ma è dovuta ad una società fondata sul profitto dove unico scopo per fare l'amministratore pubblico è quello di guadagnarci il più possibile, di destra o di sinistra (ovviamente anticomunista) che si sia... 28-03-2011 15:43 - Alessandro
  • Caro Palladino,
    in Calabria raccoglievamo firme per la legge d'iniziativa popolare già nel 2007 (oltre 15mila). Che le battaglie per l'ambiente debbano essere tutte legate tra loro è un discorso sacrosanto. Ma perchè sottrarci due anni e mezzo di smazzo?
    Sulle navi dei veleni, segnalo la pessima inchiesta del giornale locale guidato da Sansonetti (scaricato in Calabria come le scorie), il quale sostiene che i veri spargitori di veleni sono i comitati locali (sic) 28-03-2011 01:05 - alfs
  • @livia e a tutt* residenti all'estero: iscrivendosi all'aire, l'anagrafe italiani residenti all'estero si può votare per posta! io vivo ad amsterdam, non potrò tornare in italia ma voterò lo stesso! contattate il consolato italiano per maggiori informazioni! 27-03-2011 21:21 - luca
  • Il disfattismo e qualunquismo dei commenti di Fabio Vivian fanno cadere le braccia. Se non abbiamo speranza per il futuro e forza per affrontare le difficoltà ed la fase di depressione e decadenza che affronta questo paese , dove andremo a finire ? Sono appena tornato dalla Danimarca dove le migliori energie untellettuali e scientifiche stanno dimostrando che si possono fare enormi progressi puntando sul rispetto del territorio, le enrgie rinnovabili eil welfare pubblico. Inoltre bisogna avere il coraggio di schierarsi senza cerchiobottismo che denigra il pubblico che già amministra malissimo la cosa pubblica e ammette cinicamente che , si sà il privato mirerà a fare profitti. La scelta di non privatizzare l'acqua ha un enorme valore simbolico come alcuni saggi profeti (leggi Zanotelli) avevano indicato da molto tempo. La scommessa sul pubblico è doverosa per chi , al di là di vetusti seppur rispettabili ideologismi, crede che sia sempre la migliore garanzia per il bene comune.
    Infine i soliti vecchi luoghi comuni sull'inefficienza , per non dire peggio, degli amministratori pubblici, devono essere uno stimolo per la sinistra affinchè gli amministratori da essa eletti siano di ben altro calibro e onestà : è per questo che il PD continuerà a perdere consensi ; gli Italiani hanno ben chiaro che la qualità del suoi rappresentati è men che scadente. 27-03-2011 20:17 - ermanno
  • La manifestazione di ieri è stata bellisima, per il numero di persone e la partecipazione entusiasta.
    Io c'ero ed stata una buona partenza per questa campagna referendaria.
    Ma se vogliamo vincere il referendum occorre che i partiti che sostengono i quesiti si facciano da parte e i movimenti, gli autentici promotori di questa straordinaria battaglia di democrazia si riprendano lo spazio e la visibilità.
    Non sono a priori contro i partiti, ma inubbiamente è da un pò di tempo che da lì non viene niente di "politico".
    Perciò tutti quelli che vogliono sostenere questa causa devono lavorare nei comitati, piuttosto che portare acqua (è il caso di dirlo) al proprio mulino, danneggiando la campagna referendaria.

    METTIAMO FURI DAI BALCONI LA BANDIERA DEL REFERENDUM SULL'ACQUA E RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE!
    Dobbiamo farli un quorum così!

    P.S. Noi non facciamo l'elogio immotivato del pubblico coì come'è oggi, contrapponendo pubblico (inteso come Stato) e privato.
    Vogliamo l'acqua come BENE COMUNE al di sopra di ogni gestione privata o statale.
    Vogliamo che siano coinvolti i cittadini nella gestione di un bene troppo importante per essere lasciato in mani altrui.

    REFENDUM! VOTA SI'! VOTA SI'! FUORI L'ACQUA DA WALL STREET! 27-03-2011 19:22 - Mattia Magagna
  • Ho partecipato con gioia alla manifestazione oceanica per l'acqua di tutti e senza padroni assetati di profitti.
    Quello che mi ha deluso è stata la totale assenza di slogan contro il governo privatizzatore. Sembrava che le persone sfilassero già con la vittoria in tasca. Mi aspettavo una partecipazione con una sana rabbia rivendicativa che gridasse con forza il nostro malcontento.
    Effettivamente Berlusconi tramite le sue televisioni è riuscito ad anestetizzare le coscienze soprattutto dei più giovani quasi totalmente assenti dal corteo. Alcuni di loro mi hanno detto che nelle scuole non si fa politica.
    Questo è un dato su cui riflettere attentamente e da cui ripartire per risvegliare nei ragazzi l'interesse per il mondo che li circonda!
    Dovrebbero essere le giovani generazioni la punta di diamante per scardinare un paese che si è accasciato su se stesso.
    Giulio Terzaghi 27-03-2011 15:54 - giulio terzaghi
  • La cosidetta "battaglia x l' acqua" è la più classica bufala ideologica che i promotori avrebbero potuto inventarsi! Partiamo dalla realtà odierna, nuda e cruda, QUI ed OGGI: pubblica o privata che sia proprietà degli enti che forniscono il servizio idrico in Italia, mediamente si tratta di un servizio molto scadente e scarsamente qualitativo. Sostenere che trasformare un "bene comune" come l' acqua in un bene "privato e competitivo" sia la panacea per tutti i mali e finisca per migliorare tout-court il servizio è una palla clamorosa bella e buona: dipende da mille fattori diversi, ovvero ad esempio da COME si "privatizza", dalle regole, dagli investimenti obbligatori, dall' efficacia ed efficienza degli enti regolatori, da quanto ci si aspetta di guadagnare, ecc. Ma è altrettanto farsesco sostenere il contrario: come se il "pubblico", oggi in questo disastrato paese, fosse mai in grado di fornire un servzio di qualità, a buon mercato, con investimenti importanti, adeguata ed efficace manutenzione preventiva e correttiva, ecc. Quindi i pasdaran e le "lobbies" della privatizzazioni a tutti i costi raccontano un sacco di palle ed agiscono (in malafede, ovviamente!) in maniera puramente truffaldina pro-domo-loro; ma altrettanto vale anche x i fautori del "pubblico è bello", ovvero voi altri che v' inventate delle strambe quanto visionarie teorie, con i super-occhiali rosa, a favore d' inverosimili quanto indimostrabili virtu pubbliche-statali-regionali-provinciali!!! Adesso ed in Italia??? Con questa classe politica e con questo para-stato del tutto parassitari, inefficienti, corrotti, ladri, ecc. ecc.???????? Questo è puro DELIRIO! Partiamo dalla realtà: ammettiamo un attimo e per assurdo che tutto il servizio idrico vada sotto il controllo e la proprietà pubblica: cosa vi conforta e vi fa credere che gli stessi soggetti che fanno disastri inenarrabili come amministratori della "cosa pubbica" sarebbero in grado di trasformarsi in abili managers dell' oro-blu? VOI SOGNATE AD OCCHI APERTI, come sempre!!! Sarebbe più onesto invece ammettere e dire: noi "sinistrati" preferiamo il pubblico non perchè ci illudiamo che sarebbe in grado di fornire un buon servizio, onesto ed a prezzi ragionevoli (ma quando mai!), ma semplicemente perchè, da un lato, molto ideologicamente siamo contro la proprietà privata ed il profitto (che da sempre consideriamo come il male assoluto, a prescindere da tutto e da tutti!) e dall' altro temiano che i gestori privati mirino solo a "spolpare" il poco spolpabile (cosa probabilmente verissima, tra l' altro!), investendoci pochissimo e solo aumentando le tariffe, ecc ecc. Cercare d' ammantare e di contrabbandare, invece, inesistenti virtù (?!?) del settore pubblico versus la rapace ingordigia del "privato" è una palla pazzesca, ovvero: pura ideologia (in fondo, siete sempre lì, a ripetere fino alla noia i soliti vecchi slogan e le vecchie tesi trite e ritrite di sempre, rivestite magari con una leggerissima patina di "nuovismo", ma del tutto slegate ed avulse dalla realtà). La dimostrazione che ho ragione è, a mio modo di vedere, lampante: basti vedere, pubblica o privata che sia la proprietà dell' acqua, le gigantesche quantità di oro blu assuramente sprecate (causa perdite nelle tubature!) dalla fonte al rubinetto del cittadino: parliamo di circa metà dell' acqua sorgiva! Personalmente, non avendo alcun pregiudizio pro o contro la proprietà pubblica o privata del servizio (ciò che conta è SOLO la qualità e l' economicità dello stesso), quel giorno farò l' unica cosa logica e razionale, almeno per evitare "condizioni al contorno" troppo rigide (ovvero: SOLO controllo pubblico del bene-acqua): me ne andrò al mare o a fare una bella gita fuori-porta, altro che votare a questo ennesimo e totalmente inutile referendum! 27-03-2011 14:07 - Fabio Vivian
  • Che bello! Sono contenta che ci fosse tanta gente. Sono a Parigi, ma troverò i soldi :-( per tornare al referendum! 26-03-2011 23:15 - Livia
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