mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
28/03/2011
  •   |   Stefano Liberti, inviato a Ajdabiya
    Morte e macerie a Adjabiya "liberata"

    La strada è libera. I giovani combattenti festeggiano. I tank di Gheddafi giacciono tutto intorno come cimeli anneriti. Dopo dieci giorni durissimi, in cui è rimasta tagliata fuori dal mondo, circondata dale forze lealiste e svuotata dei suoi abitanti, Ajdabiya ricomincia a vivere. Un massiccio bombardamento francese ha spianato la strada all'avanzata dei ribelli. Le forze lealiste, che controllavano l'ingresso ovest e quello est della città e sparavano su chiunque tentasse di avvicinarsi, sono state sbaragliate: distrutti tutti i carri armati a est, più o meno una ventina. Inceneriti i lanciarazzi appostati a ovest. Date in ritirata ad almeno quaranta chilometri di distanza le colonne di Gheddafi. In serata, il Consiglio nazionale transitorio (Cnt), che rappresenta gli insorti della Cirenaica, annuncia che anche Brega, ottanta chilometri più a ovest, è stata liberata.


    Macchine festanti con la bandiera rosso-verde-nera della «rivoluzione del 17 febbraio» entrano in città. Suonano i clacson. Qualcuno spara con i kalashnikov. Ma Ajdabiya non risponde. E' vuota, deserta. Le strade polverose risuonano di silenzio. Diversi palazzi portano i segni dei bombardamenti di Gheddafi. Una moschea ha l'ingresso completamente aperto, i muri crollati, le colonne che reggono il nulla. Una scuola è stata colpita in pieno da un razzo. Un tripudio di vetri rotti, banchi rovesciati, una cartina del mondo con al centro la Libia mezza sventrata. Poco più in là una casa completamente distrutta, dietro alla facciata cancellata dalle bombe si vedono i contorni di una sala da bagno. «Tiravano a caso, senza interruzione», racconta Omsar Abderrahman, un ragazzo 22enne che è rimasto in città durante i dieci giorni di assedio. «Cominciavano all'alba e andavano avanti fino alla sera. Abbiamo passato momenti davvero difficili». 


    Omar è uno dei pochi abitanti di Ajdabiya che è rimasto in città. «Abbiamo fatto uscire tutte le donne, i vecchi e i bambini. Noi siamo restati per presidiare il posto, non abbandonarlo completamente alle forze di Gheddafi». Ma queste ultime non sono mai entrate veramente. Si sono limitate a piccole incursioni e poi a continui, martellanti bombardamenti.
    Nel quartiere «7 ottobre», uno dei più colpiti dall'artiglieria del regime, Abdullah gira a piedi con un fucile a tracolla. Si guarda intorno, soppesa con lo sguardo i danni, osserva le facciate della case colpite dai razzi nemici. Poi racconta che lui nel 1982 è andato a combattere in Libano. «Io conosco la guerra - dice -, Gheddafi è peggio degli israeliani. Loro almeno rispettano le moschee e le scuole».


    L'atmosfera in città è sospesa. Il clima è spettrale. Ajdabiya è rimasta dieci giorni senza acqua né elettricità. L'ospedale cittadino ha continuato a funzionare, in condizioni al limite del possibile. «Abbiamo cercato di fare del nostro meglio», racconta il dottor Suleiman Rifadi, lo sguardo stanco e l'espressione visibilmente sollevata dalla fine dell'assedio. Tre corpi giacciono senza vita nel cortile dell'ospedale. L'odore acre della morte aggredisce l'olfatto. «Li abbiamo raccolti stamattina. Devono essere morti da almeno tre giorni». Due sono soldati lealisti. Il terzo è un civile. Nella sala frigorifera c'è il corpo di un ragazzo giovane, il cranio aperto in due, pezzi di materia cerebrale attaccati al cuoio capelluto. Si chiamava Saleh Khamis Elanouari. Era venuto ad Ajdabiya da Bengasi per portare via suo zio e la famiglia. E' stato colpito da un cecchino alla porta est mentre entrava in città. E' rimasto abbandonato nella macchina per una settimana, finché oggi sono riusciti finalmente a raccoglierlo e trasportarlo qui. Nel cortile, ci sono il fratello e alcuni amici. Aspettano di riportarlo indietro a Bengasi per fare il funerale. «Viaggiava disarmato. Lo hanno ucciso così, senza ragione», raccontano.


    La maggior parte delle vittime dell'assedio di Ajdabiya - «più o meno un centinaio», secondo il dottor Rifadi - sono civili. In città non ci sono stati combattimenti. Le forze lealiste si sono semplicemente appostate ai due ingressi. Gli shebab al tahura, i «giovani rivoluzionari» sono rimasti diversi giorni al cancello orientale della città, lanciando ogni tanto qualche razzo più o meno innocuo. Solo l'intervento dei bombardieri francesi ha permesso di superare lo stallo e di liberare la città. Dopo giorni di trattative sul terreno, le forze della coalizione sono entrtate in azione. «Un imam è andato a chiedere alle forze di Gheddafi di deporre le armi e andarsene. Avevano le linee di rifornimento tagliate, non avevano alcuna possibilità di resistere a lungo. Ma loro si sono rifiutati», racconta un combattente all'ingresso ovest mentre si aggira tra gli scheletri dei mezzi pesanti del regime di Tripoli. 
    I risultati del bombardamento francese sono ancora visibili sul terreno: una ventina di coperte indicano il luogo dove giacevano fino a poche ore prima i corpi dei combattenti lealisti. «Lì c'erano i mercenari di Muammar», dice Omar. «Qualcuno li ha portati via».


    La storia dei mercenari è un'ipotesi che ormai è diventata realtà. La vulgata vuole che a combattere con Gheddafi ci siano solo soldati di ventura africani, provenienti da Ciad, Mali, Algeria. Alcuni parlano anche di piloti serbi. E' difficile capire quanto ci sia di vero. I combattenti lealisti che vengono uccisi o arrestati sono quasi sempre di carnagione scura. Hanno i tratti somatici degli africani sub-sahariani. Ma non è detto che siano davvero stranieri. O almeno non tutti. «Molti sono libici del sud, di Sheba (la città sahariana rimasta fedele al regime, ndr), sostiene il dottor Rifadi. «Io ad Ajdabiya ho visto con i miei occhi, perché avevano i documenti in tasca, solo due ciadiani e un maliano. Gli altri erano libici».
    Ma la storia dei mercenari africani si impone come una verità indiscutibile e aizza le folle. Sulla strada proveniente da Bengasi una macchina con a bordo due ragazzi sudanesi viene bloccata e presa d'assalto da un gruppo di uomini. Solo l'intervento provvidenziale di altri passanti che conoscono i passeggeri - abitanti di Ajdabiya venuti a vedere in che stato sono le loro case - permette di evitare il peggio.


    All'ingresso sud della città, il cimitero è una distesa di sabbia senza indicazioni. Al cancello non c'è nessuno. Dopo alcuni minuti, si affaccia un custode. Trascina una carriola con sopra un tubo e una coperta. Indica le tombe scavate negli ultimi giorni, a qualche centinaio di metri di distanza. Sono buche sul terreno, coperte di cemento, una piccola lapide con sopra scritto il nome. Una ha una kefia intorno al cippo. Moltissime recano la dicitura «majul», «sconosciuto». «Li abbiamo sepolti così, man mano che ce li portavano», racconta il custode. Intorno c'è silenzio. Nessuno è venuto a piangere sulle tombe di questi morti senza nome. La guerra cancella le identità e lascia un'impressione amara ma certa: Ajdabiya la città martire, difficilmente riuscirà a riprendersi da questi dieci giorni spietati che l'hanno lasciata prostrata e ferita. 


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • No guardi il disinformato e' lei.Tutto quello che ho scritto e'facilmente constatabile consultando fonti giornalistiche non allineate e giornali britannici come the guardian the indipendent and global research circa lockerbie.]Per Taylor a tutti quelli che dici siano stati addestrati da gheddafi,beh poi sono stati coperti di armi e soldi dagli stati uniti ,francesi e britannici,lo chieda ,per esempio,agli africani che hanno visto morire Sankara.L'armata islamica e'un'altra buffonata tipica del colonnello:infatti quegli islamici di cui tu parli oggi sono in piazza in armi contro di lui e quando hanno cercato di congiungersi ai combattenti in afghanistan e iraq ,e'proprio gheddafi che facendo un favore agli occidentali li ha messi sotto spirito.Del Sudan lei non sa molto,visto che ignora che tutto il mondo arabo ha appoggiato il regime di \Khartoum,perfino l'autorit'palestinese.E del sud sudan ,di cui non si oarla piu'perche'il darfur e'ritenuto adesso piu'strategico per le politiche di intervento in Africa,lei non mi senbra abbia sentito parlare ,parimenti si renderebbe conto di quanto i massacri della guerra siano strumentalizzati. Ora mi faccia il piacere:mi racconti dall'alto della sua conoscenza storica come i bombardieri della nato hanno portato democrazia nel mondno arabo ed altrove e come questi possono essere scissi dal petrolio in nome della liberta'e diritti umani.Specialmente quello dell'autodeterminazione che lei,a seconda del nome che porta,dovrebbe sentire come necessario in un area storicamente determinata come la nostra propria,occidentale, area di interessi coloniali.Se tutti nel mondo arabo pensano e parlano con la sua lingua,cioe'la 'nostra',nel futuro non ci sara'piu'bisogno di bombardieri per portare la 'democrazia'.Il ping pong 'polemico' come lo chiam lei si basa su argomenti e lei di argomenti ne ha in abbondanza,gli stessi di quelli sciorinati da chi adesso bombarda la libia in nome della democrazia ed appoggiano massacri in palestina.bahrein,yemen e dove gli conviene.Forse per sua educazione a lei non piacciono i contradditori. 31-03-2011 09:50 - mauro
  • Gentile Mauro, non penso sia fruttuoso il ping-pong polemico.
    Mi sembra che lei mischi dati pseudo-storici con valutazioni senza consistenza, che ancora dorvebbero avvenire. Mi sembra prevenuto.
    Lei contesta circa le meta' delle mie affermazioni. Anche se i suoi argomenti sono proprio errati dal punto di vista storico, e' sufficiente la rimanente meta' per ritenere Khaddafi un pendaglio da forca. 30-03-2011 14:26 - Ahmed
  • X Ahmed
    sei un poco disinformato caro ahmed,TRaylor e gli altri si sono si addestrati in Libia,ma non si sono mossi senza l'appoggio dela francia e USA per colpire governi rivoluzionari e regolarmente eletti in Africa.Non c'era gheddafi dietro ai diamanti della sierra leone,lockerbie e'ancora da dimostrare che fu gheddafi a ordinare l'attentato .Basta solo questo per mettere seriamente in dubbio quello che scrivi:l'accusdato principale dell'attentato e'stato scarcerato dal tribunale scozzese che seguiva l'indagine ,prima del processo a'appello.Le ragioni addotte sono state la salute dell[imputato.Ma dietro a cio' analisti britannici hammo messo l;'indice sulla brutta figura che il tribunale avrebbe fatto in appello data l'insostenibilita'delle prove che avrebbero potuto mettere fuori l'imputato con una motivazione diversa e decisamente scomoda,come l'insufficenza di prove.In quanto al darfur ,esisteva gia prima come guerra etnica tra tribu'arabe a africane,come in sud sudan ,dove una guerra durata 20 anni nelle mani di signori tribali della guerra come Garang armati da USA ed Israele e appoggiati da chi aveva visto l'enorme business della vendita di armi ,hanno spinto le popolazioni al massacro alla pari del regime di khartoum.Forse un milione di morti ,forse due,dove hanno messo adesso il sud sudan?chi ne parla piu'?Non e'colpa di gheddafi.Adesso ad un satrapo nostrano sostituiranno un burattino made in Europe or USA,e quando andremo a comprare il petrolio in Libia non lo compreremo piu'dalle aziende di stato libiche ,ma dalla british petroleum,texaco etc etc.una cosa e'certa:mano che l'eroico popolo palestinese,molti arabi come te si meritano ancora un po di sano colonialismo.Che e'come la poverta':riproduce se stesso culuralmente nella testa delle vittime.Salutami quei buffoni che vi svenderanno per quattro soldi che hanno preso il posto di un buffone che almeno apparteneva alla libia.
    Le rivoluzioni non si fanno con i bombardierei americani o con l'appoggio delle ex potenze coloniali che ancora sognano di roifarsi l'impero.Certo.con loro potrestin lavorare meglio che con gheddafi.Un ultima cosa:
    i combattenti islamici che volevano andare a combattere in ira durantre la prima guerra del golfo o dopo,veinivano intercettati da gheddafi,messi in galera e fatti sparire.Gheddafi tra molti difetti era considerato equilibrato da francesi inglesi ed americani.Altro che legione islamica. 30-03-2011 11:03 - mauro
  • Condivido in pieno quanto detto da Peppe e da Luca Bianchi...niente da aggiungere, dove e' finito Matteuzzi? Perche' questo reportage fatto di luoghi comuni, notizie non verificate e di idee preconcette urlate dai principali media? Il Manifesto tifa apertamente per gli insorti (meglio definirli golpisti), pur dichiarandosi "di principio" contro la guerra, una bella contraddizione..ho paura che la redazione del manifesto, come ai tempi della Bosnia stia mettendo l'elmetto, anche se camuffato con ramoscelli d'ulivo. I golpe o le rivolte che perseguono obiettivi retrogradi e neocolonialisti non vanno sostenute. 29-03-2011 23:52 - alex1
  • vorrei sapere come il signor Liberti riesce a distinguere se i danni agli edifici di Agedabia(il nome lo scrivo in italiano)sono stati causati dall'artiglieria delle truppe GOVERNATIVE LIBICHE e non dai massicci bombardamenti aerei della cd "coalizione dei volenterosi"(ma tu guarda a volte ritornano, vi ricordate della coalizione di Bushiana memoria del 2003 x l'Irak la quale aveva lo stesso nome?)
    forse il signor Liberti è un esperto di balistica e di esplosivi? oppure si è "fidato" dei racconti dei cd "testimoni oculari" dei ribelli della Cirenaica.
    grazie 29-03-2011 21:28 - alexfaro
  • L'Avana. 29 Marzo 2011
    La NATO bombarda la Libia con ogive d’uranio impoverito

    Gli aerei dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico Nord (NATO) hanno lanciato durante l’inizio dell’attacco contro la Libia 45 bombe con ogive di uranio impoverito, ha denunciato un intellettuale e attivista contro la guerra.

    David Wilson, esperto del capitolo britannico dell’organizzazione Stop the War Coalition (Fermate la guerra), ha indicato che gli enormi proiettili –di circa 1800 chili ognuno- con i missili lanciati dalle navi e dagli aerei degli alleati, contenevano il minerale radioattivo altamente nocivo.

    Questo tipo de arma, ha detto, è dotato di punte di uranio impoverito, "l’arma perfetta per assassinare un mucchio di gente", ha avvisato, citando un’esperta statunitense in fisica chimica.

    La sostanza radioattiva, contenuta nella polvere nera che emana nell’atmosfera dopo potente esplosione, può provocare danni renali, cancro ai polmoni alle ossa, dare problemi alla pelle, neurologici, danni cromosomici, sindromi d’immunodeficienza e strane malattie renali e intestinali, ha allarmato.

    Inoltre ha ricordato che negli attacchi contro Baghdad durante l’invasione all’Iraq, l’aviazione degli Stati Uniti lanciò più di 500.000 tonnellate di munizioni che trasportavano punte d’uranio impoverito.

    È stato provato poi che i livelli di radiazioni superavano la norma tra 1000 e 1900 volte nella zona residenziale.

    Chi e che cosa si sta proteggendo stavolta inLibia ha chiesto Wilson fustigando le frasi laconiche del ministro degli esteri britannico, William Hague, quando ha parlato della presunta missione umanitaria della NATO nel paese magrebino "per proteggere i civili e le zone abitate dai civili".

    Per l’analista canadese Michel Chossudovsky, i bombardamenti sul territorio libico hanno causato la morte di persone innocenti e la distruzione di obiettivi civili, si legge nei primi comunicati sugli attacchi aerei della coalizione guidata da Stati Uniti, Francia e Regno Unito.

    Chossudovsky ha deplorato che i grandi media di comunicazione dell’occidente occultano la morte dei civili o mostrano queste vittime come ‘danni collaterali’ dei missili della NATO, nel concetto moderno dei bombardamenti umanitari per intervenire negli Stati sovrani.

    L’esperto ha assicurato che esistono indizi che gli ospedali e le infrastrutture civili della Libia si trovano nella lista dei bersagli selezionati dagli aerei della NATO.

    (Traduzione Granma Int.)
    Dalle vostre parti non arrivano queste informazioni?
    Il popolo libico, quello buono, quello che lavora e ama il suo paese non si arrenderà tanto facilmente a questo sciagurato intervento omicida delle potenze occidentali che utilizzano queste armi orrendamente micidiali. 29-03-2011 20:07 - luca bianchi
  • Concordo con tutto ciò che dice Giovanni da Udine e aggiungo che essendo di sinistra sono amareggiata e delusa. Come mai non ci sono più articoli di Parlato? Carmen,Torino 29-03-2011 18:32 - carmelita d'alessio
  • Se mi permettete questo reportage di Stefano Liberti è intanto molto impreciso. Non fatti nel contesto ma cose dette (anche faziosamente) per lasciare intendere. giochi di parole tesi a far passare un concetto precostruito.
    Quindi è pura disinformazione. Questo è gravissimo! anche perchè di massacri si tratta.
    Ricorda alcuni reportages di Ettore Mo, giocati sugli stati d'animo in situazioni tragiche, dove si stabiliva prima chi era il buono e chi il cattivo.
    Ma dove e' finito il bravo Matteuzzi che ha smascherato le false informazioni che venivano dalla Libia prima dell'intervento omicida delle potenze occidentali. 29-03-2011 18:06 - luca bianchi
  • ma tuti questi che sono per la guerra con varie scuse, tra cui quella della democrazia, non si rendono conto che in realta' stanni imponendo un governo ai libici senza chiedersi che cosa pensa la maggioranza dei libici. E allora mi pare che o siano incapaci di capire e quindi stupidi, oppure in cattiva fede. Altra alternativa che e' una somma delle precedenti, sono sotto l'influenza della propaganda occidentale pro petrolio. 29-03-2011 17:24 - Murmillus
  • Ma che razza di articolo è questo, città liberata da chi dai cosìdetti "insorti" cioè i mercenari al soldo della Gran Bretagna e della Francia ? Ma l'avete capito che si sta rubando il petrolio al popolo libico....lo ammetto sono di destra e chiedo a voi di sinistra : GUARDATE MEGLIO QUESTA GUERRA E' IDENTICA AD ALTRE GUERRE COLONIALI GIA' VISTE VI SIETE SCORDATI L'AFGHANISTAN, L'IRAQ PER PARLARE DELLE SPORCHE GUERRE COLONIALI PIù RECENTI ? DOVE SONO LE BANDIERE DELLA PACE NEL CASSETTO ? OBAMA E' UAGUALE AL GUERRAFONDAIO BUSH SENIOR E JUNIOR!!!!!! 29-03-2011 16:16 - Giovanni Udine
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI