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FUORIPAGINA
07/04/2011
  •   |   Norma Rangeri
    28 aprile: le vostre storie. Io c'ero, io ci sono

    Quel mercoledì mattina di quarant'anni fa un nutrito gruppo di redattori e fondatori, Luigi Pintor in testa, prese un bel pacco di copie, scese dal quinto piano di via Tomacelli e raggiunta la vicina via del Corso iniziò a diffondere il giornale, anche infilandolo nei finestrini delle auto di passaggio. In tutta Italia fu organizzata una vendita straordinaria. Ciascuno dei protagonisti di quell'emozionante 28 aprile serba di quel momento un suo ricordo. Così, quando tra un mese festeggeremo i nostri primi quarant'anni, ci piacerebbe avere dai nostri lettori una testimonianza su quella nascita: un «io c'ero» per rivivere un'avventura che si è fatta storia.
    Alle istantanee pescate nella memoria di quella generazione, vorremmo affiancare i sentimenti dell'oggi: un «io ci sono» che racconti le ragioni di un'esperienza che continua, nonostante le difficoltà. Che nel tempo sono cresciute perché la crisi aziendale si è appesantita, la sinistra si è eclissata, il futuro della nostra impresa è una ripida salita, il rischio di chiusura sempre dietro l'angolo dentro uno stato di crisi che morde questo collettivo di lavoro.
    Eppure, nonostante tutto, il prossimo 28 aprile avrà il sapore di un compleanno molto speciale, di una guerra vinta, almeno quella con il tempo e la ragione. Perché continuiamo «a puntare tutto sul rosso anche se la roulette ha maledettamente due colori», come scriveva Pintor nel primo decennale del manifesto. Per questo chiediamo ai lettori di sempre e a quelli che hanno incontrato il giornale nei tempi recenti di scriverci come è avvenuto.
    Nel frattempo stiamo lavorando per migliorare le nostre pagine, per rendere interessante il sito. Non anticipiamo le novità, speriamo di riuscire a rispettare la tabella di marcia per essere presto in edicola e in rete con una nuova edizione. Subito però possiamo dire che il 28 aprile il manifesto sarà venduto a 50 centesimi, che in alcune città stiamo organizzando feste di compleanno (i dettagli nell'articolo di Campetti), che, per il mese di maggio, è in cantiere un convegno internazionale sulla primavera araba.
    Sopravvivere e crescere è più difficile che nascere (è così anche nella vita), oltrepassare i quarant'anni è un traguardo magnifico tanto più quando, come questa volta, abbiamo rischiato di non arrivarci. Ed è con voi che vogliamo festeggiare. Scriveteci.

     

    40anni(at)ilmanifesto.it

     


I COMMENTI:
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  • Da 6 anni ho scoperto il manifesto e, salvo un periodo di riflessione, mi ha seguito sempre, giorno per giorno, e ora sono un abbonato fedele. Ero all'inizio dell'università quando l'ho scoperto, e allora come adesso la serietà e l'onestà con cui si rivolge ai propri lettori per quanto mi riguarda è una garanzia. Speriamo di festeggiare i prossimi 40 anni e oltre. 30-03-2011 16:26 - Stefano Caffari
  • Io ci sono, per quanto possibile e compatibile con le mie finanze. Speriamo in tempi migliori...... 30-03-2011 13:07 - Belli 75
  • Tanti anni fa comperavo il manifesto, però non capivo gli articoli. Poi sono venuta a sapere che ADRIANA ZARRI scriveva lì, e allora ho capito di aver trovato il mio quotidiano. 30-03-2011 12:52 - suono
  • Quel 28 aprile di quarant'anni fa io mi ero appena iscritto al PCI. Consideravo quelli de " Il Manifesto " un gruppo di intellettuali pieni di arroganza e di scrupoli che di fatto indebolivano la grande forza della sinistra nazionale. Non mi passava nemmeno per l'anticamera del cervello che avessero ragione. La mia fede nel PCI e nell'Unione Sovietica era granitica ed inamovibile, nonostante tutto e tutti. I compagni più anziani dicevano che l' URSS era come una bussola, e che a perderla non si poteva sapere dove si sarebbe andati a finire. Poi sono arrivati gli anni ottanta, con le BR, le stragi ed infine la caduta del Muro di Berlino che ha fracassato pure la bussola ed indirettamente ha provocato il suicidio del PCI.
    I compagni anziani del PCI non ci sono più, ma temo che avessero ragione. Il mondo in cui viviamo adesso è molto peggiore di quallo di 40 anni fa. Ieri sono andato in libreria alla presentazione del diario autobiografico di Luciana Castellina " La scoperta del mondo". Tra tutto il gruppo dei fondatori del " Manifesto " è stata uno dei pochi che ha avuto il coraggio di rientrare nel PCI seguendo l'esplicito invito di Enrico Berlinguer, quando la ragioni della scissione non sussistevano più. Durante i 20 muniti circa in cui Luciana Castellina ha parlato, per me è stato come se gli ultimi 40 anni fossero spariti di colpo, e che il mondo fosse tornato al 1971, un momento controverso ma ancora pieno di possibilità intense. Poi quando ha finito tutto il peso della situazione attuale mi è ripiombato sulle spalle. E'stato come uscire da un bel sogno e ritrovarsi a vivere un incubo. Non credo ci sia niente da festeggiare. 30-03-2011 08:24 - gianni
  • Siete un ottimo giornale, articoli critici e controccorrente spero di potervi leggere per ancora molti anni.
    Se devo indicare un difetto e che sovente non siete reperibili nelle edicole in troppe zone non arrivate. saluti silvio bassignano 29-03-2011 22:13 - silvio bassignano
  • e dal 1940 che ci sono ,in tutto quello che il partito ha rappresentato anche con scelte a volte discutibili , con personaggi che a torto o ragione hanno nel tempo sgretolato la linea retta allontanandosi sempre di più dalle masse operaie ,grave sbaglio strategico che nel tempo si è rivelato perdente ,i personaggi che si sono alternati alla direzione del partito ,in modo consapevole hanno distrutto il pci ,il glorioso partito comunista Italiano che ha saputo traghettare riscattare la classe operaia ridandole dignità e futuro ,cosa che oggi si è completamente persa ,a volte mi sembra strano leggere nella testata del Manifesto giornale comunista,ma in quanti siamo rimasti ? a sentire il caimano siamo cosi tanti da vincere elezioni alla grande ,poi se vedo Bersani mi vengono le lacrime ,non cito tutti i personaggi che per dignità avrebbero dovuto bere almeno un pò di cicuta visto i danni fatti al partito che hanno indegnamente rappresentato .Ora cara Norma cosa proponi ? un deprofundis ,uno scatto di reni ? avremo bisogno di 20 anni di berlusconismo fascista che ci porti alla completa rovina ,di un Marchionne che ci azzeri le aziende rendendo schiavi gli operai ,di un partito come la lega razzista omofobo e fascista , tutto questo per fare rinascere il vero partito comunista italiano ? nutro seri dubbi, se penso a mio padre partigiano combattente decorato con tutto cosa ha fatto si rivolterà nella tomba ,poco tempo fà un vecchio Machì Francese disse che bisognava incominciare ad indignarsi per cosa sta succedendo nel mondo ,da parte mia sono già 70 anni che sono indignato ma sempre nella braccia ,quindi ricominciamo da quà. 29-03-2011 21:40 - veleno
  • Io non c'ero, ma ci sono.
    Non ho scelto il Manifesto per motivi di vicinanza politica, bensì dopo aver letto quasi tutti i giornali, un mese per uno, ho constatato che il Manifesto era quello che mi parlava di ciò che incontravo quotidianamente e che, spesso, non mi piaceva.
    Non sono comunista ma democratico in quanto penso che in un paese a tradizione autoritaria come il nostro il comunismo sarebbe diventato un regime visto che lo è diventato anche con la democrazia (ma questa è democrazia?).
    Comunque, domattina, come tutte le mattine tranne il lunedì, comprerò il Manifesto. 29-03-2011 20:59 - Massimo
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