-
|
Andrea Fabozzi
Prescrizione breve, l'utilizzatore iniziale
Senza vergogna ma anche senza alcun problema la maggioranza ha approvato alla camera la legge che cancella il processo Mills. Tutto l'impegno del Pd e dell'Italia dei valori è servito solo a rimandare il via libera di un paio d'ore rispetto alle migliori previsioni del centrodestra. Il fragore delle proteste di piazza e gli ardimentosi propositi dei deputati democratici si sono infranti contro la forza dei numeri berlusconiani ma anche contro i limiti delle opposizioni. Pronte a rinunciare a qualche ora di ostruzionismo in cambio della diretta tv e alla fine incapaci di bloccare davvero l'aula.
Tanto che quando lo stratega di queste tre settimane di battaglia parlamentare, il segretario d'aula dei democratici Giacchetti, ha criticato la conduzione del presidente Fini, troppo rigoroso sui tempi, è stato subito smentito dal segretario Bersani che invece di concedergli l'onore delle armi ha preferito costringerlo a un triste dietrofront a fine seduta.
Il paradosso è che al termine di uno scontro parlamentare di tre settimane, alla fine di una nuova campagna acquisti del presidente del consiglio e di una speculare propaganda di centrosinistra sulle difficoltà del centrodestra, Pdl e Lega sono tornate esattamente al punto di partenza, a quei 314 voti che dallo scorso dicembre continuano a essere la soglia di tranquillità del cavaliere. Soglia incerta, è vero, dal momento che per garantirla occorre la presenza costante di più di venti tra ministri e sottosegretari - ieri erano assenti solo Frattini e Berlusconi. Ma anche soglia granitica visto che ha retto alla prova del voto segreto su un emendamento che invece di creare problemi alla maggioranza (come doveva essere, visto che è stato il Pd a chiederlo) ha messo nei guai l'opposizione, tant'è vero che protetti dall'anonimato sono spuntati da un minimo di due a un massimo di sette franchi tiratori nello schieramento contrario al premier. Immediatamente è scattata la caccia ai traditori, con il capogruppo del Pd Franceschini che metteva le mani sul fuoco sui suoi e il grosso del gruppo di Fli che non faceva altrettanto sui «malpancisti» Urso e Ronchi (cattiverie smentite, ma Urso è rimasto fuori dall'aula durante la dichiarazione di voto del suo capogruppo Della Vedova). In ogni caso il risultato del voto segreto è stato un segnale che la campagna acquisti può crescere, alla vigilia di una nuova tornata di nomine di sottogoverno.
A fine giornata la soddisfazione del Pdl è massima. Il coordinatore del partito Denis Verdini, lontani i giorni in cui soffriva per i guai giudiziari, incede nell'emiciclo scambiano complimenti con l'autore dell'ultima trovata salva Berlusconi, il deputato Paniz. E non teme di evocare la sfortunatissima metafora di Occhetto del '94: «Il Pdl - dice - è una macchina da guerra».
Sarà per questa tranquillità che i deputati transfughi dall'opposizione che adesso costituiscono i «responsabili» del cavaliere ieri non si sono fatti scrupolo di esaltare la «moralità» della loro scelta, che negli interventi in aula l'unico a essere stato additato come un voltagabbana è stato il repubblicano La Malfa, solitario protagonista di un passaggio inverso, che il capogruppo del Pdl Cicchitto ha concluso all'attacco citando contro l'opposizione prima Di Pietro (gesticolante e un po' imbarazzato) poi l'Aldo Moro del «non ci faremo processare nelle piazze». Ricevendo in cambio un coro P2-P2 dall'opposizione che provocato poi una dura polemica in aula quando quasi tutti i deputati erano già andati via.
E' successo che la maggioranza ha criticato la vicepresidente Rosy Bindi per aver partecipato al coro contro Cicchitto e che Bindi, nel frattempo seduta al banco della presidenza (ma solo, ha precisato, «perché non ho trovato nessuno disponibile a sostituirmi») ha rivendicato tutto. Perché Cicchitto effettivamente è stato iscritto alla P2 (tessera 2232) e secondo Bindi «non può appropriarsi in maniera strumentale e indegna delle parole di Moro». Il Pdl ha reagito furiosamente, tornando a chiedere le dimissioni di Bindi come già aveva fatto nel corso della giornata accusandola di concedere troppo tempo alle opposizioni.
Se la maggioranza ha attaccato, l'opposizione alla fine ha giocato in difesa, almeno dal momento in cui concluso l'ostruzionismo sull'approvazione del processo verbale, intorno alla pausa pranzo, ha preso coscienza che a meno di lanciarsi in qualche azione clamorosa all'altezza della «notte della repubblica» denunciata in piazza, la norma sulla prescrizione breve sarebbe stata approvata. Così non Bersani né il capogruppo Franceschini hanno preso la parola per la dichiarazione di voto finale, ma Piero Fassino ormai riconoscibile più come candidato a Torino che come vecchio ministro della giustizia. E infatti Fassino ha cercato fino all'ultimo di evitare l'argomento più immediato contro la legge, il fatto che serve a Berlusconi, volando alto in critiche di sistema. A un certo punto ha persino fatto i complimenti ad Alfano - si vede che per il guardasigilli era giornata - riconoscendogli una «intelligente guida del ministero», e Bossi ha accompagnato le lodi con eloquenti colpetti sulla spalla del predestinato Angelino. Anche Casini del resto, intervenendo per l'Udc, si è concentrato soprattutto sulle critiche all'antiberlusconismo dell'opposizione. Aggiungendo però in conclusione la convinzione che «questa legge non reggerà le verifiche istituzionali» lasciando correre un brivido di speranza nel centrosinistra: che abbia informazioni riservate sulle mosse del presidente della Repubblica?
Una cosa è certa, da ieri sera l'ultima legge ad personam non ha più neanche lo schermo del titolo, da legge a tutela del cittadino è diventata una legge che per forza di cose deve portare anche nel nome la prescrizione breve. «E' una legge generale - ha dedotto il solito Gasparri - ma fossi in Berlusconi la utilizzerei». Lo farà, ma prima dovrà passare anche al Quirinale.
- 30/04/2011 [7 commenti]
- 30/04/2011 [66 commenti]
- 30/04/2011 [12 commenti]
- 30/04/2011 [11 commenti]
- 28/04/2011 [37 commenti]
- 28/04/2011 [11 commenti]
- 28/04/2011 [0 commenti]
- 28/04/2011 [27 commenti]
- 27/04/2011 [2 commenti]
- 27/04/2011 [5 commenti]
- 27/04/2011 [40 commenti]
- 26/04/2011 [3 commenti]
- 26/04/2011 [14 commenti]
- 26/04/2011 [60 commenti]
- 26/04/2011 [2 commenti]
- 26/04/2011 [1 commenti]
- 26/04/2011 [22 commenti]
- 25/04/2011 [17 commenti]
- 25/04/2011 [8 commenti]
- 24/04/2011 [18 commenti]
- 24/04/2011 [32 commenti]
- 24/04/2011 [13 commenti]
- 24/04/2011 [0 commenti]
- 23/04/2011 [15 commenti]
- 23/04/2011 [9 commenti]
- 23/04/2011 [14 commenti]
- 23/04/2011 [1 commenti]
- 22/04/2011 [13 commenti]
- 22/04/2011 [10 commenti]
- 22/04/2011 [8 commenti]
- 22/04/2011 [3 commenti]
- 21/04/2011 [12 commenti]
- 21/04/2011 [13 commenti]
- 21/04/2011 [18 commenti]
- 20/04/2011 [21 commenti]
- 20/04/2011 [7 commenti]
- 19/04/2011 [33 commenti]
- 18/04/2011 [130 commenti]
- 18/04/2011 [14 commenti]
- 18/04/2011 [5 commenti]
- 18/04/2011 [1 commenti]
- 18/04/2011 [9 commenti]
- 18/04/2011 [2 commenti]
- 17/04/2011 [1 commenti]
- 17/04/2011 [13 commenti]
- 17/04/2011 [51 commenti]
- 16/04/2011 [8 commenti]
- 16/04/2011 [12 commenti]
- 16/04/2011 [0 commenti]
- 15/04/2011 [58 commenti]
- 15/04/2011 [27 commenti]
- 15/04/2011 [140 commenti]
- 15/04/2011 [1 commenti]
- 14/04/2011 [10 commenti]
- 14/04/2011 [12 commenti]
- 14/04/2011 [1 commenti]
- 13/04/2011 [25 commenti]
- 13/04/2011 [7 commenti]
- 13/04/2011 [1 commenti]
- 12/04/2011 [32 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Rimane lo spirito di patata infatti lo spirito di patata ( oggi Vodka ) era una volta l’alcool dei poveri che non avevano altro da mangiare che volgari patate……
La spiegazione è semplice : E’ risaputo che il PdL, senza il duce, si dissolverebbe come nebbia al sole ……..
Se il duce malaugoratamente dovesse lasciare questa valle di lacrime per un ictus cerebrale fulminante, chiamerebbero uno sciamano da Haiti per farlo rivivere come uno zombie …..
Ora tenetevi forte perché la sparo grossa : il “male” è immortale …… 14-04-2011 11:08 - Inshallah