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redazione
Gaza e Ramallah salutano Vittorio
E' richiesta almeno la versione 9.0.0 del flash player. http://www.adobe.com/shockwave/download/Il rapimento: Lo hanno ucciso prima della scadenza dell'ultimatum lanciato nel video che era stato diffuso su youtube, e che mostrava Vittorio Arrigoni bendato, legato e con evidenti segni di violenze sul lato destro della testa. L’attivista dell’International solidarity movement, che per il manifesto ha raccontato dal vivo gli orrori dell’operazione Piombo Fuso e la situazione drammatica dei palestinesi della Striscia, sarebbe stato prima strangolato e poi impiccato dai suoi rapitori. Vittorio era uscito di casa giovedì mattina. I suoi amici hanno detto che era di buon umore, che non c'era alcun presagio della tragedia. Arrigoni è da tempo nel mirino di gruppi che non hanno mai gradito il suo impegno disinteressato per la causa palestinese e il suo profilo, inattaccabile, legato a quel motto che è nato proprio sulle pagine del manifesto e sul suo blog, "restiamo umani". Invece qualcuno ha deciso di "alzare il tiro". Proprio adesso che, coem ha ricordato sua madre Egidia, Vittorio stava programmando di tornare per qualche mese in Italia.
Il ritrovamento: Nella serata di giovedì Hamas aveva annunciato “un’operazione di pulizia” negli ambienti islamisti vicini alla cellula salafita che aveva rapito Arrigoni al mattino. Poco dopo veniva individuato il covo in cui il cooperante italiano era tenuto prigioniero ed entrava in azione un commando delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il cosiddetto braccio armato di Hamas. Ma nell'appartamento abbandonato hanno trovato il corpo di Vittorio. Hamas ha diffuso la notizia di aver già arrestato due dei rapitori e di essere sulle tracce di un terzo. In quanto alle motivazioni del gesto, il movimento che governa la Striscia non ha dubbi: "Dietro questo omicidio a Gaza, come dietro quelli di altri attivisti stranieri uccisi in Cisgiordania, c'è sempre la mano del nostro nemico in modo diretto o in modo indiretto come in questo caso c'è Israele dietro questi omicidi perché solo loro si avvantaggiano di queste situazioni. La morte di Arrigoni è un colpo per noi perché spinge gli attivisti internazionali e i volontari che solidarizzano con la nostra causa a rimanere lontani da Gaza", ha detto alla tv Al Arabya Fouzi Barghou, il portavoce di Hamas a Gaza. Mentre il capo del governo Ismail Haniyeh ha telefonato nel pomeriggio alla madre di Vittorio, ed estendendo le condoglianze "a tutti gli italiani" ha detto di considerare Vittorio "uno dei palestinesi". Chi lo ha ucciso sono "personaggi marginali e non veri palestinesi".
Il riconoscimento: A riconoscere il corpo di Vittorio sono state due donne dell'Ism, tra cui Silvia Todoschini che stava organizzando insieme ad Arrigoni la nuova missione della Freedom Flottilla per portare aiuti a Gaza: «Vittorio era per terra su un materasso - ha raccontato - non aveva ferite da arma da fuoco ma sangue dietro la nuca, probabilmente per dei colpi, e ai polsi per le catene o lacci che lo tenevano legato. Aveva ancora addosso la benda, leggermente sollevata per renderlo riconoscibile e la stessa maglietta nera che si vede nel video. Attorno non c'erano segni di colluttazione». L'Isf ha chiesto un'indagine rigorosa su quanto accaduto, e ha esortato a tenere gli occhi aperti: "Non c'è niente di chiaro in questo omicidio. Per questo è importante indagare, alzare le orecchie, non accontentarsi di versioni sbrigative".
Nella giornata di ieri sia a Ramallah che a Gaza City la gente è scesa in strada per ricordare Vittorio, il suo coraggio, le sue battaglie sempre al fianco delle persone più umili. il corpo di Arrigoni sarà riportato in Italia. La famiglia ha chiesto che possa passare per il valico di Rafah, cioè attraverso l'Egitto, così da non dover passare per Israele.
Vittor
io e il manifesto: Dagli ultimi due anni e mezzo vissuti intensamente da Vittorio Arrigoni nella Striscia e dall’esperienza della Freedom Flotilla erano nati numerosi reportage scritti per il manifesto e il volume “Restiamo umani”, pubblicato nel 2009 da manifestolibri. Sul suo profilo facebook appare un suo post inviato alle 19.12 di mercoledì 13 aprile, che riportava la storia di quattro lavoratori palestinesi morti in uno dei tunnel scavati sotto il confine di Rafah, per aggirare l’assedio delle forze israeliane.
Il suo blog è un punto di riferimento per chi vuole conoscere quanto avviene in Palestina: guerrillaradio.iobloggo.com
Ai familiari, agli amici, ai compagni di Vittorio va l'abbraccio di tutto il collettivo del manifesto
UNA SCHEDA SUI SALAFITI DI GAZA (MICHELE GIORGIO, SETTEMBRE 2009)
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tanti auguri nella speranza di averti presto con noi ! 14-04-2011 21:50 - claudia
In primis: che Vittorio torni subito libero!!!
Se poi questa vicenda servirà anche, come effetto secondario, a far aprire gli occhi a molta gente di sinistra circa la natura a dir poco regressiva, assurda e del tutto anacronistica di certa ideologia islamista, tutto ciò sarà più che benvenuto! E' ora di finirla, infatti, di pensare e credere che "il nemico del mio nemico è mio amico"... Questo è un errore che le potenze e le nostre società "occidentali" hanno commesso coltivato a lungo; tuttavia, non ne sono immuni neppure i vari gruppi dell' enorme e diviso arcipelago delle varie e svariate sinistre, in giro per il mondo... 14-04-2011 20:55 - Fabio Vivian