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redazione
In piazza nel suo nome
Il giornale il manifesto, il collettivo delle compagne e dei compagni che ci lavorano, i Circoli degli amici del manifesto aderiscono a tutte le iniziative promosse per ricordare la straordinaria figura del nostro collaboratore Vittorio Arrigoni e il suo lavoro sociale, umano, giornalistico al fianco del popolo palestinese.
A Roma alle 16.00 al Colosseo
A Milano alle 16.00 a Piazza del Duomo
A Genova dalle ore 16.00 in Via Roma
A Brindisi alle 16.00 a Piazza Vittoria
A Rimini alle 16.00 a Piazza Cavour
A Lecco alle 16.00 a Piazza Garibaldi
A Torino alle 16.00 a Piazza Castello, angolo via Garibaldi
A Napoli alle 17.00 davanti alla Prefettura, Via Galileo FerrarisA Torino alle ore 19.30 a Piazza Castello
A Ravenna dalle ore 17.00 a Piazza del PopoloAd Ancona alle ore 18.30 a Piazza Roma
A Bologna dalle ore 17.30 a Piazza Nettuno
A Pisa dalle ore 18 a Piazza XX settembre (di fronte al Comune)
NELLA SERATA DI OGGI:
A Cagliari, dalle 20,30, sopra il Bastione di Saint Remy, fiaccolata in memoria di Vittorio Arrigoni, per l'uomo che è stato, per le sue opere e parole che reggeranno all'usura del tempo: portare una candela o una fiaccola da accendere come una veglia.
A Bulciago (Lecco), dalle ore 21 alle 22.30, veglia laica nella Palestra Scuola Primaria (via Roma), organizzata da concittadini e amici di Vittorio e della sua famiglia.
NELLA GIORNATA DI SABATO:
A Roma, sabato al mattino alla Sala di Liegro, Palazzo Valentini (sede della Provincia) in piazza Venezia, incontro per rendere omaggio nel modo migliore e più affettuoso possibile al lavoro, al coraggio e alla coerenza di Vittorio Arrigoni.
A Lecco, dalle ore 16 di sabato, a Piazza Garibaldi - zona Caffè Unione, presidio autoconvocato di memoria e ricordo sincero della figura di Vittorio Arrigoni. Leggeremo estratti del libro "Restiamo Umani", i pezzi di Vittorio per il suo Blog, il manifesto e Peace-reporter.
A Palermo, al Teatro Massimo, sabato alle ore 17, in ricordo di Vittorio Arrigoni, del suo coraggio e in sostegno alla nostra comune causa: la libertà per la Palestina!
DAL PRESIDIO DI PIAZZA MONTE CITORIO. NEL NOME DI VITTORIO ARRIGONI, SEQUESTRATO ED UCCISO A GAZA.
Una delegazione della Rete Romana di Solidarietà con la Palestina e della Comunità Palestinese che da ieri, giovedì14 aprile, hanno iniziato un presidio ad oltranza in P.zza di Monte Citorio, si è incontrata con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta per portare alcune richieste delle quali il governo italiano deve farsi garante:
1) Che il governo italiano si renda garante di qualsiasi richiesta la famiglia di Vittorio Arrigoni avanzerà riguardo al rientro della salma;
2) Che il governo italiano, attraverso un'interlocuzione diretta con il governo della Striscia di Gaza, chiarisca cos'è successo dal momento del sequestro all'uccisione di Vittorio Arrigoni, spiegando cosa è stato fatto per evitare il peggio;
3) Che il governo italiano garantisca la possibilità di entrare nella Striscia di Gaza attraverso il confine egiziano a chi nei prossimi giorni si recherà lì per omaggiare Vittorio e dare un segno di continuità al lavoro che svolgeva a Gaza;
4) Che il governo italiano garantisca ai cittadini italiani la possibilità di partire con la prossima Flotilla internazionale diretta a Gaza;
5) Che il governo italiano riveda le proprie posizioni di appoggio incondizionato alle politiche di occupazione israeliana, contro le quali Vittorio si batteva da tempo a fianco dei palestinesi e per le quali ha pagato con la vita.
Il sottosegretario Gianni Letta ha preso atto delle richieste impegnandosi a fare il necessario per soddisfarle tutte.
«Vittorio è morto, restiamo umani»: è la scritta su un cartello dedicata dal Movimento pacifista stamani in un presidio davanti alla prefettura di Genova a Vittorio Arrigoni, ucciso nella notte. «Ho conosciuto Vittorio l'anno scorso - ha raccontato il membro di Urgenza Sanitaria Gaza Marcello Sordo - durante l'operazione Piombo Fuso, Vittorio ha sempre lavorato come forza di interposizione in difesa dei cittadini e dei pescatori palestinesi, sempre impegnato in campo umanitario. È stato detenuto due settimane in Israele mentre tentava di violare il blocco marittimo davanti alle costa di Gaza». «Durante la guerra Vittorio ha lavorato come forza di interposizione dentro le ambulanze con grande rischio sotto i bombardamenti. L'ultima volta che l'ho visto - conclude Sordo - è stato pochi mesi fa a Genova alla presentazione del suo ultimo libro». «Restiamo umani» è la frase con cui il pacifista Vittorio Arrigoni, collaboratore del Manifesto, concludeva ogni suo articolo. Costernazione e rabbia, fra gli amici e i compagni di Vittorio del coordinamento nazionale della Freedom Flotilla, la spedizione pacifista che salperà alla volta di Gaza a fine maggio, portando aiuti umanitari alla popolazione palestinese.Un messaggio di cordoglio per la morte del giovane pacifista Vittorio Arrigoni è stato indirizzato dalla Cgil della Lombardia alla famiglia. «Questa mattina abbiamo appreso della morte di Vittorio Arrigoni, militante pacifista, impegnato da anni nella striscia di Gaza, a fianco del popolo palestinese. Il suo rapimento, ad opera di un gruppo che si è autodenominato 'Hisham as-Sùeidanì, alias Abu al-Walid al-Muqaddisi, è stato - evidenzia la Cgil lombarda - un atto barbaro come il suo assassinio, compiuto nel segno del disprezzo e del rifiuto di qualsiasi rispetto per l'impegno di un uomo che da tempo aveva deciso di vivere nel disagio e nel pericolo, a fianco di chi è vittima di violente ingiustizie e crimini contro l'umanità». «Hanno ucciso Vittorio, colpevole solo di essere sempre stato dalla parte dei più deboli, senza chiedere loro in che Dio credessero o di quale parte politica fossero. Il dolore è forte per la morte di un giovane, di un uomo giusto, che con la non violenza - conclude il sindacato - aveva saputo compiere scelte difficilissime, aveva saputo farsi voler bene e stimare dai palestinesi per il lavoro che svolgeva a Gaza».
«Con la sua morte se ne va uno dei più ferventi sostenitori della causa palestinese. Un giornalista di guerra. E un amico. Addio, Vik». Così il sito di Peacereporter ricorda Vittorio Arrigoni, l'italiano attivista per i diritti umani dell'International Solidarity Movement rapito ieri a Gaza e poi ucciso. «Il suo corpo -si legge sulla home page- è stato trovato questa notte intorno alle 1.50 in un'abitazione nella Striscia di Gaza, nel quartiere Qaram, periferia di Gaza City. La notizia è stata dapprima diffusa da fonti di Hamas e poi confermata a PeaceReporter da un'attivista dell'International Solidarity Movement». «Hamas, il movimento islamico che controlla il territorio della Striscia -spiega il quotidiano on line che tratta temi internazionali- non è riuscito a mediare per la sua liberazione. O forse non ci ha nemmeno provato». «Vittorio è morto dopo che nemmeno metà del tempo concesso dai rapitori si fosse esaurito - scrive Peacereporter - ben prima che l'ultimatum scadesse. È morto senza che neppure l'accenno di un negoziato fosse avviato per la sua liberazione. Purtroppo, a queste domande non sarà facile dare una risposta».
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Quella demente riuscirebbe a far odiare Israele anche a Gandhi...
Spero che nelle piazze che ricorderanno Vittorio si possa gridare, senza paura di essere tacciati di antisionismo (anzi antiebraismo, perchè sul "sionismo" il discorso sarebbe più complesso), che la colpa di tutto ciò che accade a Gaza (assassinio di Vittorio compreso) è colpa di questo stato israeliano... 16-04-2011 00:36 - Enzo Lanciano
Rispetto a tanti che l'hanno immeritatamente ricevuto, anche protagonisti dell'area, certo il suo sarebbe il più vero. Si attivi chi può, a cominciare dal MANIFESTO. Per gli indifesi della terra, per le voci libere, per l'impegno civile fino a dare la propria vita. ATTIVARSI. 15-04-2011 23:10 - domenico
Ciao Vittorio la terra ti sia lieve. Boris Simone 15-04-2011 22:00 - Boris Simone
Funerali di stato! 15-04-2011 18:27 - Santolo Felaco
E i sedicenti salafiti che hanno avuto così fretta di ucciderlo
...sarà ma sento tanto odor di vendetta e di azione preventiva contro chi dava tanto fastidio alla potenza occupante.
Stefano -rosso ed esperto- ci avrebbe aiutato molto a decodificare una tragedia come questa. Ma purtroppo i Palestinesi, oggi, sono ancora più soli, e noi con loro, senza eroi come Vittorio e Rechel e amici sicuri come Chiarini. 15-04-2011 17:58 - aldo rotolo