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FUORIPAGINA
15/04/2011
  •   |   Norma Rangeri
    Dietro il paradosso

    Che tristezza, che indegna campagna si sta scatenando contro il nostro collaboratore Alberto Asor Rosa. Addirittura girano appelli bipartisan, meritevoli di altri destinatari, per questo mai disturbati. Asor Rosa è un intellettuale che esprime liberamente il suo pensiero, talvolta anche in modo paradossale. Non ha truppe cammellate, né un partito alle spalle, ma solo un piccolo giornale contro il quale altre volte sono state scagliate accuse di ospitare il pensiero dei "cattivi maestri", sempre lanciate dalla destra del Pci. E non a caso questo attacco oggi, come ieri, viene portato da un ex stalinista.
    Strumentalizzare una provocazione è gioco facile, specialmente se si possiedono i potenti mezzi della televisione. Parliamo naturalmente del clamore suscitato dall'articolo di Asor Rosa («Non c'è più tempo», manifesto 13 aprile), pubblicato nella prima pagina accanto a un articolo di Valentino Parlato (ancora sull'emergenza berlusconiana) e a uno di Ugo Mattei sul furto di legalità contro i referendum.
    Abbiamo pubblicato la sua opinione, compresa la paradossale conclusione, perché affonda lo sguardo sull'eutanasia della democrazia italiana, riflette sulla torsione autoritaria del regime (parola fino a qualche anno fa ostracizzata ma ormai diventata di uso corrente). Più che sulla boutade finale («chiamiamo i carabinieri, la polizia» e, già che ci siamo «anche la guardia di finanza») con cui si concludeva il suo intervento, sarebbe utile sviluppare la discussione sulla grave compromissione degli spazi di agibilità democratica provocati dal plebiscitarismo di Berlusconi, portato alle estreme conseguenze con la cancellazione dell'architrave delle democrazie moderne: la divisione dei poteri.
    Noi crediamo nei movimenti, nella possibilità di sbarazzarci di Berlusconi e del berlusconismo con la loro forza, testimoniata in questi mesi in modo straordinario e ancora in campo in queste elezioni amministrative e nei referendum. Rispetto a uno sbocco positivo, lasciamo i paradossi alla loro funzione e discutiamo come affrontare lo stato di emergenza.
    Il parlamento è trasformato in un collegio di difesa allargato del premier, l'assalto all'autonomia della giurisdizione è giunta fino all'approvazione della vergognosa legge sul cosiddetto "processo breve", e l'assommarsi delle prerogative del legislativo e del giudiziario nel potere esecutivo, sotto la spinta inarrestabile del conflitto di interessi, è davanti gli occhi di tutti. A cominciare da quelli del Presidente della Repubblica, come testimoniano le parole forti pronunciate ieri l'altro dal capo dello stato intervenuto sulla situazione politica.
    E' Napolitano a parlare di «ristrette oligarchie dotate di poteri economici e sociali senza contrappesi», è ancora il Presidente della Repubblica ad allarmarsi perché «nulla potrebbe essere più lontano dall'idea di una democrazia di un corpo sociale indistinto in grado di esprimersi solo elettoralmente». E' il Quirinale che ieri ha esplicitato l'intenzione di verificare le conseguenze dell'ultima legge ad personam licenziata dalla Camera, prima ancora che giunga a approvazione definitiva da parte del Senato.
    Se dunque le leggi del libero confronto, che si forma e si esprime nelle elezioni e nelle maggioranze parlamentari, si trasformano in un vuoto simulacro, parlare della dialettica tra opposizione e maggioranza rischia di diventare esercizio retorico. Scontiamo (purtroppo) l'inadeguatezza di un'opposizione che per prima non crede alla possibilità di mettere in campo un'altra politica, e la crisi istituzionale ne è una delle conseguenze. Del resto le forzature sono all'ordine del giorno: nell'aula di Montecitorio, D'Alema ha recitato l'articolo 88 della Costituzione: il Presidente della Repubblica può «sciogliere le camere sentiti i loro presidenti», anche in assenza di una crisi di governo. E se lo dice D'Alema... .


I COMMENTI:
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  • Sono d'accordo. E la debolezza dell'opposizione, come qualcuno dice, non sta nell'essere divisa, ma nel fatto che la sua parte più votata ha smesso da un pezzo di fare opposizione politica (quella di movimento non l'ha mai voluta fare, paura stupida e miope della concorrenza). Accetta e ancora molto poco, di fare un'opposizione istituzionale (ma quante volte Napolitano ha già firmato e firmato??), e le armi dell'opposizione istituzionale, piaccia o no, in fondo, sono quelle degli apparati di Stato... come AR paradossalmente spiega. La cosa che bisognerebbe fare è smettere, tutti, una buona volta di votare il partito di Calearo, se vogliamo fare opposizione politica, o se no, di smettere di invocare la politica salvatrice e l'iniziativa delle masse, ché si visto non porta troppo in là in Italia, oggi (il 14 dicembre il Pd ha tranquillamente lasciato massacrare gli studenti davanti al Senato e adesso punta su Tremonti, notorio faro di una politica economica democratica). 15-04-2011 19:14 - Livia
  • c'è una maggioranza parlamentare che con disprezzo assoluto delle istituzioni che rappresenta e dei cittadini ( naturalmente anche quelli che non l'hanno votato ) vota lo spostamento del processo Ruby al tribunale dei ministri,perchè la marocchina era la nipote di Mubarak.cioè l'asino vola.Questi nominati non hanno un minimo di dignita'e vogliono trascinare un intero popolo nel ridicolo e nell'ignominia,solo per dimostrare fedeltà al loro dio Al punto in cui siamo qualcuno dovra' smuovere queste acque melmose se no tutti affogheremo e nessuno ne restera' fuori La proposta del prof Asor Rosa può sembrare incoerente inopportuna fascisteggiante,ma è solo il grido disperato di un intellettuale che vede perfettamente il baratro in cui l'intera società italiana sta cadendo Personalmente sono abbastanza cosciente di quello che può succedere.A mali estremi,estremi rimedi;vuol dire che dovrò rinunciare alla cittadinanza italiana 15-04-2011 19:11 - ANTONIO GIORGIANNI
  • Il solo fatto di aver rimosso immediatamente l'articolo nel primo pomeriggio di ieri dimostra che anche voi vi siete accorti che l'articolo non poteva restare. E' la dimostrazione che voi stessi non credete in Asor Rosa e diffidate della sua pubblicazione. 15-04-2011 19:08 - Marcello

    la redazione: L'articolo in questione non è stato affatto rimosso
  • Rangeri la butta sul paradosso: ma ci crede davvero? O è il tentativo disperato con l'unico argomento che può sperare di utilizzare per poi parlare d'altro?

    Facciamo finta di credere a questa "difesa": anche in termini di paradosso scegliere quello in luogo di altri è aberrante e la dice tanto in termini di slittamento simbolico e di immaginario.
    Per paradosso: perchpè non confidare nela lotta armata?
    Non lo dico con ironia. Ma so la risposta: sostanzialmente perchè quello che fa asor rosa NOn e' un paradosso.
    C'è una cultura, una scelta ben precisa nel fre quel tipo di iperbole e non altre.
    D'altra parte cose noiose quando non allucinanti asor rosa ne scrive da tempo.
    Non perdo altro tempo a commentare le farneticazioni di Asor Rosa che può scrivere queste cose solo perchè..è asor rosa.
    A giocare con l'immaginario antiberlusconiano in termini impolitici e legalitari ci pensano già di di pietro ed i travaglio.

    Robe come "il fatto"...o come gente che pensa sia rivoluzionario scendere in piazza con cartelli tipo "intercettateci tutti".
    Non mi stupisco lo faccia Rangeri..anche se si arrivasse a tanto non lo avrei immaginato.

    Confido nell'imbarazzo di tante e tanti del collettivo.

    Povero "manifesto", quale degrado e impoverimento.

    Quando ci sarà una direzione più politica e competente ci si rivedrà in edicola.
    Spero avvenga presto, ovviamente. 15-04-2011 18:16 - luca oddone
  • Mi duispiace ma la pezza non copre il buco. Sull'allarme per la democrazia siamo tutti d'accordo, perfino ormai Casini: ciò che non va nell'articolo di Asor è l'assenza assoluta di analisi e di proposta politica, si sarebbe detto nel vecchio PCI. Ribadisco che Mussolini andò al potere non per la debolezza del Re (ovviamente non voglio assolverlo ma solo parlarne in termini politici) ma per la debolezza dell'opposizione divisa e incapace di proporsi come classe dirigente. Forse se i soldati avessero sparato sui marciatori l'Italia sarebbe uscita dalla crisi? Quale forza politica era in grado di guidare la riscossa democratica? In politica il vuoto non esiste. Il paradosso di A. A. è inopportuno non solo perché invoca una specie di colpo di Stato, ma soprattutto perché suppone che un colpo di Stato, sia pure democratico, sarebbe in grado di ridare all'opposizione quella compattezza e quella forza necessarie per guidare il paese. Ma uno il coraggio non se lo può dare, e neppure farselo dare d'autorità... Ogni giorno si legge che il signor B. è all'agonia, e intanto il processo breve passa con sei voti in più prestati di nascosto dall'opposizione. 15-04-2011 18:07 - Bartolo Anglani
  • Il semplice fatto dell'"appello alle forze armate",contro un governo che è stato democraticamente eletto è un vero e proprio attentato alla libertà,alla democrazia e alla costituzione;malgrado io possa comprendere l'avversione verso la controparte politica,non concepisco però il ricorso alla forza militare(sempre ammesso poi che questa sia disponibile,cosa di cui ho fortissimi dubbi)anzichè a quella elettorale;in democrazia-seppure anemica ed imperfetta,certe"battute"non sono ammissibili,e sì che io sono un tipo di spirito,ma le dittature,comuniste,fasciste o religiose proprio non le accetterei mai e le combatterei con tutti i mezzi a disposizione! 15-04-2011 17:35 - claudiouno
  • I paradossi su temi così importanti sono inopportuni, perchè creano la base per discussioni che non partano dai paradossi ma da affermazioni concrete. Ricordiamoci le conseguenze delle modifiche costituzionali approvate a stretta maggioranza da un parlamento a maggioranza di sinistra, poi pentita. 15-04-2011 17:27 - Mauro Altamura
  • Contro Asor Rosa sono stati usati gli stessi procedimenti che qualche anno fa si usavano contro i pacifisti e gli antagonisti: amplificare a dismusura una parte del tutto, estrapolata dal contesto (contro i pacifisti erano quei cretini che bruciavano bandiere americane, contro Asor Rosa la conclusione) senza porre l'accento sul messaggio.
    Il fatto è che, essendo Asor Rosa un intellettuale e (suppongo) una persona intelligente e con buon senso, avrebbe dovuto omettere o spiegare meglio la conclusione del suo articolo.
    Il regime berlusconiano deve essere abbattuto, su questo quasi tutti siamo d'accordo, ma rimane il problema del come. Asor Rosa è stato troppo vago e generico, se voleva fare un richiamo al presidente Napolitano, avrebbe dovuto farlo più apertamente. Invece accennando agli apparati militari, ha commesso una leggerezza.
    Leggerezza che di questi tempi non ci possiamo permettere, dato che le televisioni ed i giornali di berlusconi, sono sempre pronti a gettare merda su chiunque si richiami ai valori "reali" della democrazia (ad esempio, il caso del servizio di canale 5 su Mesiano).
    Allora, se vogliamo veramente cacciare berlusconi, dobbiamo decidere come farlo e se questa passa per un intervento di Napolitano, tutti noi dobbiamo muoverci, spingendo (prima) e sostenendo (dopo) un simile decisione 15-04-2011 17:22 - Riccardo Gatani
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