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FUORIPAGINA
18/04/2011
  •   |   Egidia Beretta Arrigoni
    Vittorio, mai vivo come ora

     

    Ultimi aggiornamenti: La salma di Vittorio Arrigoni ha lasciato oggi il Cairo diretta in Italia. Ieri sera nella capitale egiziana si è svolta una fiaccolata in sua memoria con centinaia di blogger egiziani e amici di Vittorio. Stasera alle 19,35 con il volo dal Cairo a Roma Fiumicino, il feretro dovrebbe arrivare in Italia. L'appuntamento, per gli amici che vogliono accoglierlo, è alle 19 al terminal aeroportuale del treno da Roma oppure al terminal cargo city; e più tardi, alle 21, all'istituto di medicina legale di piazza del Verano a Roma, dove per tutta la notte si svolgerà una fiaccolata di solidarietà. Domenica 24, alle 16,30, si terranno i funerali a Bulciago (Lecco), sono previsti dei pullman da Roma per chi vuole partecipare. Per info e prenotazioni telefonare ai numeri: 347.6090366 oppure 339.6641600 oppure scrivere a p.cecconi(at)inwind.it o ceciliadallanegra(at)gmail.com. Ieri intanto a Gaza sono stati uccisi, durante un blitz delle forze speciali di Hamas, due membri della cellula salafita accusata di aver rapito e ucciso Vittorio Arrigoni.

     

     

     

    di Egidia Beretta Arrigoni

     

    Bisogna morire per diventare un eroe, per avere la prima pagina dei giornali, per avere le tv fuori di casa, bisogna morire per restare umani? Mi torna alla mente il Vittorio del Natale 2005, imprigionato nel carcere dell'aeroporto Ben Gurion, le cicatrici dei manettoni che gli hanno segato i polsi, i contatti negati con il consolato, il processo farsa. E la Pasqua dello stesso anno quando, alla frontiera giordana subito dopo il ponte di Allenbay, la polizia israeliana lo bloccò per impedirgli di entrare in Israele, lo caricò su un bus e in sette, una era una poliziotta, lo picchiarono «con arte», senza lasciare segni esteriori, da veri professionisti qual sono, scaraventandolo poi a terra e lanciandogli sul viso, come ultimo sfregio, i capelli strappatagli con i loro potenti anfibi.

    Vittorio era un indesiderato in Israele. Troppo sovversivo, per aver manifestato con l'amico Gabriele l'anno prima con le donne e gli uomini nel villaggio di Budrus contro il muro della vergogna, insegnando e cantando insieme il nostro più bel canto partigiano: «O bella ciao, ciao...»

    Non vidi allora televisioni, nemmeno quando, nell'autunno 2008, un commando assalì il peschereccio al largo di Rafah, in acque palestinesi e Vittorio fu rinchiuso a Ramle e poi rispedito a casa in tuta e ciabatte. Certo, ora non posso che ringraziare la stampa e la tv che ci hanno avvicinato con garbo, che hanno «presidiato» la nostra casa con riguardo, senza eccessi e mi hanno dato l'occasione per parlare di Vittorio e delle sue scelte ideali.

    Questo figlio perduto, ma così vivo come forse non lo è stato mai, che come il seme che nella terra marcisce e muore, darà frutti rigogliosi. Lo vedo e lo sento già dalle parole degli amici, soprattutto dei giovani, alcuni vicini, altri lontanissimi che attraverso Vittorio hanno conosciuto e capito, tanto più ora, come si può dare un senso ad «Utopia», come la sete di giustizia e di pace, la fratellanza e la solidarietà abbiano ancora cittadinanza e che, come diceva Vittorio, «la Palestina può anche essere fuori dell'uscio di casa». Eravamo lontani con Vittorio, ma più che mai vicini. Come ora, con la sua presenza viva che ingigantisce di ora in ora, come un vento che da Gaza, dal suo amato mar Mediterraneo, soffiando impetuoso ci consegni le sue speranze e il suo amore per i senza voce, per i deboli, per gli oppressi, passandoci il testimone. Restiamo umani.

     

     

    (guarda il video girato da un amico di Vittorio subito dopo la notizia della sua morte)

     


I COMMENTI:
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  • ...un pacifista in Oriente Medio devi conoscere due parole: shalom e salem!

    e poi conoscere un po' della religione islamica e loro cellule!

    un pacifista lì devi portare una bandiera bianca - non tricolore!

    La pace è un valore e il nostro desiderio per tutti! 20-04-2011 17:01 - Pietro
  • *
    Notizie del rapimento e dell'omicidio di Vittorio Arrigoni

    (...)
    Le autorità di Hamas - il partito islamico al potere nella striscia di Gaza - hanno scoperto l'identità dell'uomo considerato la mente del rapimento e dell'omicidio di Vittorio Arrigoni. Si tratta di Abdel Rahman detto il "giordano" entrato a Gaza dal Sinai attraverso uno dei tunnel usati per il contrabbando. L'informazione... arriva da Haitem Salfiti, un cittadino palestinese salafita arrestato in questi giorni. Intanto le autorità giordane, dopo aver condannato con forza l'omicidio dei un attivista per la pace, definendolo «un crimine orrendo», hanno avviato indagini per verificare l'effettivo coinvolgimento di un loro cittadino .
    Il nome del "giordano" va ad aggiungersi a quello dei due militanti della cellula salafita Al Tawhid wal-Jihad (monoteismo e guerra santa) arrestati venerdì da Hamas, Farid Bahar e Tamer al-Hasasnah, che hanno confessato di essere rispettivamente il killer dell'attivista italiano e il basista dell'operazione. Si tratta di due ex militanti delle Brigate Ezzedine al Qassam, il braccio armato di Hamas, passati in un gruppo qaedista ma che ricevevano ancora uno stipendio dalle forze di sicurezza del movimento islamico. I due arrestati sono originari del campo profughi di Shati, a ovest di Gaza City, uno dei luoghi della disperazione palestinese che fanno da incubatrice al radicalismo violento e all'estremismo senza compromessi. La ricerca della polizia ora si concentra sul "giordano" e su altri due salafiti di Shati visto che la cellula che ha rapito e ucciso Vittorio Arrigoni, secondo fonti della sicurezza, era composta da cinque persone.
    Il rapimento e l'omicidio del pacifista italiano, forte sostenitore della causa palestinese, sta mettendo in forte imbarazzo Hamas, che ha disposto retate su vasta scala, interrogatori a tappeto fra i simpatizzanti delle fazioni salafite locali, e ordinato in queste ore la chiusura, senza eccezioni, dei tunnel del contrabbando fra la Striscia di Gaza e il Sinai, da dove potrebbero tentare la fuga i ricercati.
    Fonte: IL SOLE 24 ORE (ilsole24ore.com) 20-04-2011 16:57 - Pietro
  • Vittorio es un ejemplo de lo mejor del ser humano. Un orgullo.
    Desde España toda nuestra admiración y sentimiento. 20-04-2011 16:45 - Luz Darriba
  • in questo mondo brutto pieno di cattiveria trobando un uomo vro e' troppo diffcicle , e' troppo dificcile trovare questo tipo di vittorio che lascia la sua partia Italia e vive tra un popolo che soffre da piu' di 70 anni in guerra e ingiustizia
    e' motlo diffcile questo coraggioso pacifico questo tipo di Vittorio che sacrificia per la sua vita per fare vedere il mondo intero la vera faccia falsa di USA e Israle e parlano sempre dei diritti degli essere umani e loro sono gia lontani
    e per i terrosrsti che l'hanno ucciso loro sono dei ignoranti e vivono cosi sempre e vanno all'inferno di sicuro
    il poppolo egizio ' vicino alla famiglia di Arigoni con trsitezza della sua morte e di gloria per la loro famiglia che hanno avuto un figlio come Vittorio 20-04-2011 16:11 - Hussein
  • Aggiungerei: non mi piaceva.

    I palestinesi portano avanti il proprio concetto di giustizia e ne sono chiaramente convinti quanto io del mio. Punti di vista.

    D'altra parte basta dare una scorsa al libro "Cuore" di E. De Amicis per rendersi conto di quanto siamo maturati, forse persino un po' troppo.

    Non sono un fan di Arrigoni, anzi. Ma per quanto segua una logica differente dalla mia riconosco il suo impegno.

    La cosa che mi disgusta di più dalla sua morte ad opera di inqualificabili arrivisti corrotti sono gli sfoghi di chi dice di essere un suo sostenitore ma butta nel cesso i suoi insegnamenti.

    Il mondo è dunque impazzito al punto che IO devo mettermi a gridare a questi disgraziati "Restiamo umani" o "Non dimenticate Vik"?

    Ridicolo.
    Per quanto non mi piacesse, io da lui una o due cose le ho imparate, mi spiace non poterglielo dire.
    Sarebbe auspicabile che i suoi fans ne imparassero due o tre.

    Con questa credo di aver finito, buona giornata a tutti e restate umani. 20-04-2011 15:33 - kizoushaidan
  • a questo che si chiama fiorino,quando dice non cè occupazione a gazza sono certo che tu non sai nulla di gazza e meglio che ti arruoli con l'esercito dei newnazisti israeliani,a gazza sono morti fino l'altro giorno 323 bambini per embargo imposto dai tuoi amici israeliani.
    hai dimenticato il tuo amico dittatore mubarak che andato all'inferno "amico strategico di israele" quando bloccava i confini???
    meglio che stai nel tuo male che regna nel tuo cuore te e i tuoi amici 20-04-2011 14:33 - ibrahim faraj
  • A volte ci sono momenti in cui persone con la loro umanità, la loro coerenza, il loro coraggio, il loro sacrificio, illuminano, con le loro gesta, la nostra vita; restituendoci, purtroppo spesso solo per un attimo, la nostra dignità ed il vero senso della nostra esistenza su questa comune terra.
    In momenti così mi piacerebbe prendere la mano di mio figlio e parlargli di questi "Uomini grandi" e di come attraverso il loro esempio noi si possa trovare le risposte alle domande che da sempre risuonano nella nostra anima : Chi sono io ? Perchè sono al mondo ?
    Il senso della vita, appunto ed anche, direi, la conquista della consapevolezza di sé ed infine , azzardo, la felicità interiore.

    Io un figlio non ce l'ho, ma ci sono persone che credono in me e a cui voglio bene ed loro per questo, oggi, mi piace dire queste cose.

    Nelle situazioni che la vita ci dona in sorte, ci poniamo con le nostre piccole vite e poche forze davanti al mondo che ci circonda.
    Abbiamo due modi di relazionarci ad esso :
    - possiamo chiederci come volgere tali condizioni a nostro vantaggio , come usare gli altri affinchè facciano quello che ci aspettiamo da loro, così da consentirci di ottenere quello che crediamo di stare cercando.
    - oppure possiamo domandarci cosa possiamo fare per coloro che ci circondano, cosa "si aspettano da noi". Sentire la gente che soffre come la "nostra" gente, una donna che piange è la "nostra" donna, un bambino indifeso è "nostro" figlio (alla fine, in fondo, sono padre anch'io).
    Non esiste ricompensa materiale, o meglio, in verità credo che quei comportamenti cinici ed egoistici possano alla fine portare anche a discrete fortune materiali e a realizzare condizioni di potere sociale, sempre che siano davvero queste le cose attraverso le quali misureremo la nostra felicità (provate ad immaginare un naufrago, su di un isola deserta, circondato da tesori in ori e diamanti, ma solo, terribilmente solo . . . , credete sia felice ?).
    Non ci sarà ricompensa materiale, dunque, per chi sordo al richiamo del suo apparenti bisogni, trovi irresistibile, invece, quello dell'umanità che lo circonda, dedicandole tutto se stesso senza sottrarsi. Ma che dire allora degli occhi di coloro a cui sarai riuscito a dare qualcosa? e di quelli che nella loro vita saranno testimoni coerenti di quei valori che sarai riuscito a trasmettere ?.

    Sono grandi ricompense, immensi doni che ci permetteranno di dire " sono un uomo ed ho vissuto"

    Anche questo, probabilmente, ci avrebbe raccontato Vittorio Arrigoni, avessimo avuto la fortuna di incontrarlo.

    Giovane "GRANDE UOMO" Vittorio ebbe la benigna sorte di nascere nel primo mondo, da una famiglia a cui non mancava nulla, i genitori piccoli imprenditori e la madre anche sindaco del paese. Dopo aver conseguito il diploma di geometra il giovane Arrigoni avrebbe potuto continuare l'attività dell'impresa di famiglia, una tranquilla e comoda vita.
    Ed invece, dopo alcuni viaggi all'estero ed in particolare dopo una visita a Gerusalemme, viene a conoscenza del dramma del popolo palestinese e trova il senso della sua vita, quella gente, oppressa,vessata e senza patria, diventa la sua gente; quei bambini senza futuro diventano i suoi figli (rammentate qualcuno ?, ricordate Ernesto Guevara e la sua nuova consapevolezza di sé acquistata o meglio conquistata dopo il suo memorabile viaggio in motocicletta attraverso l'America Latina ed i suoi dolenti figli ?).
    Il suo coraggioso e coerente impegno di volontario pacifista, accanto a coloro che soffrivano, unica voce di quella disperata umanità di cui condivideva la sorte e la violenze subite che, talvolta riusciva, dal mondo spesso indifferente, a farsi sentire.

    Vittorio non c'è più, ucciso da vigliacchi ignobili uomini, così ciechi d'odio da non comprendere che Arrigoni combatteva anche per loro.

    Vittorio vivrà per sempre, negli occhi di chi lo ha conosciuto, nel cuore di chi gli vuole bene, nel ricordo delle persone di buona volontà che credono negli uomini, nella pace e nell'amore.

    Addio Vittorio giovane Grande Uomo e grazie.
    Grazie per averci reso, per una volta, orgogliosi d'appartenere alla razza umana e d'essere italiani.
    Grazie per la tua breve vita, per la strada che ci hai tracciato, per tutto l'amore che ci hai messo e . . . per questa piccola lacrima che, ora, riga il mio viso.


    MICHELE 20-04-2011 14:19 - Michele Stufano
  • @ lucio
    Io non lo so chi fosse questo ragazzo e quello che facesse, da quello che ho capito era prima di tutto propalestinese e non so veramente quali fossero i suoi rapporti con hamas perché mi sembra che solo ultimamente se ne fosse distaccato. Penso semplicemente che siano meno problematici per la famiglia gli insulti che si possano fare sui siti proisraeliani, piuttosto che l'apologia che ne fanno siti islamisti pro-hamas in linuga araba o inglese con la foto di lui e hamas. Quanto fosse poi popolare realmente tra i palestinesi nessuno è in grado di saperlo e sinceramente dubito che Israele rischi di compromettersi per uccidere una persona che non rappresenta una reala minaccia rispetto a tutte le minaccie a cui è confrontato dopo la destabilizzazione dovuta alle rivolte arabe. Ma insomma questo è quello che penso io, la verità non la si sarprà forse mai. 20-04-2011 13:08 - Fiorino
  • Sì, è proprio bizzarra la nota inviata da Bernardini. Invece di confortare la “mamma-dolore” che perde un figlio in onore alla Pace e alla solidarietà per i deboli, come di norma avviene con qualsiasi mamma che perde tragicamente un figlio, si mette a “trastullarsi” con i cognomi, come se fossero cruciverba passatempo.
    E’ come se, ancora in vita, si fosse dileggiato il cognome ( acquisito ) della mamma di Peppino Impastato, sacrificatosi per la legalità e contro i soppressi mortali della mafia.
    Mah! ……A ciascuno il suo. 20-04-2011 12:53 - domenico stimolo
  • come mamma in preda a quotidiani attacchi di panico e di ansia per il futuro di tutti i figli di questa italia infangata,divisa, corrotta mi sento vicina alla mamma di Vittorio, uomo unico, straordinario gridandole forza Egidia restiamo umani anche del dolore
    Maria Galea 20-04-2011 12:11 - maria
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