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FUORIPAGINA
18/04/2011
  •   |   Cinzia Gubbini
    "I tagli della Gelmini sono illegittimi"

    La circolare con cui il ministero dell'Istruzione ha di fatto tagliato gli organici è da considerarsi nulla. Il ministero, infatti, ha adottato una procedura illegittima e ora dovrà fare tutto da capo. Lo ha stabilito il Tar e la sentenza potrebbe rappresentare il classico sassolino nell'ingranaggio. Un ingranaggio gigantesco: quello del sistema d'istruzione italiano.

    La novità è contenuta in una sentenza del Tar depositata il 14 aprile. Il tribunale amministrativo dà ragione, motivando, ai due ricorsi presentati dal Comune di Fiesole e da tantissime associazioni come Cgil Scuola e Scuola della Repubblica, che si sono impegnate a raccogliere centinaia di firme in varie regioni. Protagoniste di questa battaglia da Davide contro Golia, più che le regioni, le province e le città. Insegnanti e genitori si sono mobilitati a Roma, Napoli, Venezia, Bologna Firenze. Ed hanno avuto ragione. Contestavano la «famigerata» circolare numero 4 del Ministero dell'Istruzione, emanata il 15 gennaio 2009. Con quella circolare il ministero guidato da Mariastella Gemini ha dato il via alla riforma della scuola, che - come sostiene chi ha presentato ricorso - più che una riforma è un piano di tagli. Taglio agli orari e agli organici, aumento del numero di bambini e ragazzi per classe, dalle scuole dell'infanzia alle scuole superiori. Tutto il bel pacchetto era contenuto in una legge di stampo economico, la 133 del 2008. Vi si prevedevano misure per «razionalizzare» rendere «più efficiente e efficace», procedere a una «migliore qualificazione dei servizi scolastici» e a una «piena valorizzazione» della professione degli insegnanti, attraverso una serie di misure. Eccole: «razionalizzazione dei quadri orari» (taglio delle ore), misure volte a «incrementare il rapporto alunni docenti» (aumento degli alunni per classe) e una «riduzione complessiva del 17 per cento della dotazione organica nel triennio 2009-2011» (taglio dei posti).

    Ma la legge stabiliva che il ministero predisponesse un «piano programmatico» da inviare alle Commissioni parlamentari e alla Conferenza unificata Stato-Regioni per i relativi pareri, che non sono vincolanti ma di cui occorre tenere conto. I ministeri hanno stilato il piano (nel 2009) e lo hanno inviato a commissioni e Conferenza. Ma così, per cortesia. La loro risposta era evidentemente considerata del tutto irrilevante perché nel frattempo è stata emanata la circolare 4 che ha previsto tagli di organici, rimodulazione dei quadri orari e tra l'altro anche il maestro unico. E quel «frattempo» non è stato lungo: le commissioni parlamentari si sono espresse dopo un mese dall'invio, la Conferenza unificata dopo due. Detto per inciso, entrambi i pareri sono stati negativi, in particolare quello delle Regioni. Negativo anche quello del Consiglio della Pubblica Istruzione, che nel suo parere ha scritto che la legge «lede la dignità della scuola pubblica».

    Tutto superfluo. L'opera di «razionalizzazione» è stata compiuta senza aver acquisito i dovuti pareri e senza aver formalmente adottato il piano. Per questo il Tar ha stabilito che il ministero, prima di disporre la determinazione degli organici, dovesse seguire la procedura indicata dall'art. 22 della legge 448/2001 che prevede la previa consultazione delle Commissioni parlamentari, anzichè avvalersi, come avvenuto, delle successive indicazioni contenute nell'art. 64 della legge 133/2008 sulla razionalizzazione del sistema di istruzione. Come chiedevano i due ricorsi, presentati da una squadra di avvocati capitanati da Corrado Maceri. Ora, è tutto da rifare. Da viale Trastevere nessun commento.


I COMMENTI:
  • Non bisogna meravigliarsi tanto,da una cosi'ci si deve aspetare di peggio. Un articolo di giornale sosteneva che: e' stata mandata via dal consiglio comunale perche' non capiva niente di politica. Per questo e' stato doveroso farle fare il ministro della publica istruzione!!!!!!!(poveri noi!!) 18-04-2011 13:16 - Giuseppe
  • Dopo questo ennesimo SMACCO il Ministro dovrebbe avere il pudore di dimettersi insieme al suo padrone. 18-04-2011 11:46 - giobatta
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