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FUORIPAGINA
18/04/2011
  •   |   Alessandro Braga
    In Lombardia la Lega sta mollando Silvio

    A voler credere alle dichiarazioni (quelle ufficiali) dei vari esponenti della Lega Nord, l'ipotesi sembra fantascientifica. Ma, fatti alla mano, il Carroccio sta iniziando a pensare, seriamente, al dopo Berlusconi. E intende utilizzare le prossime elezioni amministrative, almeno in Lombardia, come una sorta di «prova generale» per saggiare il suo peso politico in modo da poterlo utilizzare poi, mettendolo sulla bilancia degli accordi, in un secondo momento, quando i tempi saranno maturi. «La presenza della Lega nel governo, in questo momento - dice un parlamentare e amministratore locale padano previa assicurazione dell'anonimato - è la garanzia che il Pdl trovi sul suo percorso dei paletti che evitino che approvi solo porcate a favore di Berlusconi». «Certo - aggiunge - in una coalizione è tutto un dare e avere, adesso l'assicurazione che passino le riforme cui noi teniamo ce la dà Berlusconi, domani chissà».

    Che l'elettorato leghista negli ultimi tempi abbia dovuto sopportare qualche mal di pancia di troppo (a partire dall'approvazione della legge sul processo breve, vista dal popolo padano come un regalo al presidente del Consiglio), è sotto gli occhi di tutti. Le frizioni, soprattutto in Lombardia, sulla cosiddetta «emergenza profughi» non hanno fatto altro che rinfocolare le divergenze tra gli alleati del centrodestra, ormai in piena campagna elettorale. Non è un caso che solo pochi giorni fa ci sia stato uno scambio di battute, per nulla benevolo, tra il presidente della Regione Roberto Formigoni e il suo vice Andrea Gibelli. «La Lega un buon alleato, siamo amici - ha rassicurato il Celeste - l'importante è che non rubino i voti a noi». «Formigoni non esisterebbe e avrebbe già perso le elezioni se non ci fosse la Lega», è stata la risposta a stretto giro di posta dell'esponente padano.

     

    Ecco allora che il Carroccio sembra voler «tastare il polso» del suo elettorato, per capire quanto sia «fedele alla linea». E, per un obiettivo tale, è disposto (mal che vada) a rinunciare anche a qualche amministrazione locale.
    La strategia da seguire (il diktat) è arrivato direttamente dall'alto, dalla direzione di via Bellerio: alleati col Popolo della libertà per le elezioni provinciali e nei capoluoghi di provincia, mani libere altrove. O meglio, «a meno che non sia necessario, andate da soli», è stato il suggerimento. E infatti nelle realtà più piccole i padani, per potersi alleare col Pdl hanno dovuto avere una specifica deroga dalla sede centrale. Ma nei posti chiave da un punto di vista simbolico, si va da soli. Basta guardare la provincia di Varese, la Nazareth leghista. Se a Busto Arsizio alla fine un accordo è stato trovato, altrove la Lega correrà da sola. Gallarate dirà poco ai non lombardi, ma è un paese pienamente immerso nella verde Padania. Qui la Lega ha fatto il suo laboratorio politico e, incredibile a dirsi, non solo corre contro il Pdl, ma addirittura ha stretto alleanza con gli acerrimi nemici di Futuro e Libertà. Che intenda fare sul serio lo dimostra la candidatura messa in campo: Giovanna Bianchi Clerici. Gallaratese doc, membro del cda Rai. Insomma, un pezzo da novanta per il Carroccio. A chiudere la sua campagna elettorale, ci sarà niente di meno che Umberto Bossi. A significare che, al di là delle rassicurazioni di facciata, la posta in gioco va oltre la poltrona di sindaco di una cittadina di poco più di 50mila abitanti. Il Pdl lo sa bene, e ha mandato a sostegno del suo candidato il ministro Brunetta.


    Poco distante, a Rho, paese interessato da Expo 2015, stesso scenario. Lega alleata con Fli contro i berluscones. Se ci si sposta a est di Milano, la scena non cambia. A Cassano d'Adda il Carroccio correrà con un suo candidato, in un paese commissariato dopo la tangentopoli locale che ha travolto la giunta di centrodestra in carica dal 2006. Dove la scelta è stata di andare ancora (chissà per quanto) a braccetto, l'accordo sui candidati non è stato per nulla facile. Per la provincia di Mantova il Pdl si è dovuto affidare a un uomo della Lega. A Pavia, sempre per le provinciali, il presidente uscente, il pidiellino Vittorio Poma, è stato fatto fuori dal Carroccio, che non gli ha perdonato di aver buttato fuori dalla sua giunta l'assessore leghista Angelo Ciocca (toccato, ma non indagato nell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia della scorsa estate). E se anche ad Arcore, paese di Berlusconi, il Pdl ha dovuto accettare un candidato leghista pur di mantenere l'alleanza, quale siano i rapporti tra i due alleati è ormai chiaro.


I COMMENTI:
  • terranno duro in Lombardia e forse in Veneto, dove c`e` denaro possono ancora far credere che e` merito loro; altrove, secondo me, saltano prima di quanto si creda, o si speri. La gente ha capito che sono dei banditi a tutto tondo e non hanno portato a casa una dico una riforma seria di quelle che propugnavano, ma tanti bei soldini per le loro tasche 19-04-2011 19:39 - Paolo
  • Ecco!...basta leggere il commento di sopra per capire chi è arrivato alla frutta!L'elettore di destra lombardo,anzichè discutere sui contenuti dell'articolo e cercare di capire qualcosa sul tracollo dei consensi sulla Moratti che fà? insulta il giornalista!Ragazzi!..questo è un buon segnale! 19-04-2011 09:01 - guidoriccio
  • Non conosco Braga, e men che meno il Federico M, ma dal tono che usa quest'ultimo direi: Braga hai tutta la mia solidarietá, il manifesto é una delle poche voci contro questo governo irto ormai di porcherie e escrementi di ogni tipo. Voce criticabile ovviamente come tutte ma definibile come giornalaccio solo da coloro che sono assolutamente prossimi all' l'immondezzaio che gira per questo paese, e di cui sono in grado di apprezzarne il fetore. 18-04-2011 23:42 - wolfgang
  • Perchè qui c'è un moderatore e sul fatto quotidiano no!!!
    Io non scrivo mai qui per questo motivo..cosa vuol dire moderatore...usate questa risorsa per altro!!! 18-04-2011 21:53 - Marioa
  • Questi sullo stomaco hanno un pelo lungo così...digerire Berlusconi è dura ma non molleranno mai se non sono sicuri di vincere con qualcun altro.
    Questi sono inaffidabili tante chiacchere e sempre le solite palle: sicurezza, roma ladrona,clandestini, padroni a casa nostra e poi sono come e peggio della vecchia DC 18-04-2011 21:51 - Marioa
  • federico ma va jettate e na timpa 18-04-2011 21:14 - fabio
  • "Ma, fatti alla mano, il Carroccio sta iniziando a pensare, seriamente, al dopo Berlusconi."

    E noi: quand'è che cominciamo a pensate seriamente al dopo-Berlosconi? ;) 18-04-2011 21:13 - Harken
  • per non perdere consensi , la lega deve assolutamente lasciare il pdl ,qui in Lombardia ,la lega è di sicuro più vicino alla gente che tanti altri .il pd è troppo idealista ,non riesce ad entrare nei problemi reali 18-04-2011 20:58 - arabella71
  • Braga... Braga... ancora scrivi su questo giornalaccio! Stai proprio alla frutta 18-04-2011 18:52 - Federico M.
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