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redazione
"Cambiare le cose", L'Arci si presenta
Cambiare le cose per ridare senso alle parole. Cioè fare qualcosa nel concreto per poter dare un senso a concetti che rischiano ormai di essere fumosi, o buoni giusto per un “claim”: libertà, giustizia sociale, solidarietà. Se c’è qualcosa che non si può rimproverare all’Arci è di non provarci. Loro ci sono sempre. Con i loro mezzi, la necessità di mediare in una grande associazione – 5 mila circoli, più di 1 milione di iscritti – la fatica di continuare a crederci anche quando essere incisivi più che una garanzia è un obiettivo, e quando tutti intorno sembrano pensare che il privato sia la sfera in assoluto più importante e preponderante. L’Arci è l’esatto contrario di questo stile di vita e di pensiero. L’Arci è uno di quei tanti luoghi che ancora esistono e resistono, in cui il valore principale è “mettere in comune”. Oggi inizia la campagna di comunicazione 2011, con cui l’Arci vuole spiegare e raccontare che cos’è questa associazione, ai tanti che non l’hanno solo sentita nominare e ai tantissimi che non la conoscono. "L'Arci vuole contribuire attivamente al futuro di questa Italia", dice il presidente Paolo Beni nella sua video-lettera di presentazione "oggi vediamo un paese che sembra perdere fiducia nel futuro, temiamo che la precarietà di tanti giovani possa trasformarsi in rassegnazione, sentiamo crescere intorno a noi il vuoto di cultra. Ma non vogliamo rassegnarci".
La campagna: Di campagne di comunicazione ce ne sono tante, parecchie. Anzi, viviamo immersi nelle campagne di comunicazione, più o meno velate. Quelle dell’Arci ci vorrebbero più spesso. Non tanto per la riuscita del prodotto, quanto perché fa bene sentire certi messaggi: “denuncia, indignati, pretendi giustizia, lavoro, dignità sociale”, oppure “vinci l’incertezza, la rassegnazione e la rinuncia”. Sono i cinque video-messaggi che l’Arci ha preparato per presentarsi, articolati sui cinque sensi: guardami, ascoltami, annusami, parlami, toccami. “Per raccontare – spiega l’associazione - con poche e incisive parole il disagio di un’Italia che sta perdendo fiducia nel futuro, lacerata dalle divisioni e dalle ingiustizie, dal disagio sociale e dallo scempio dell’ambiente, preoccupata per la precarietà di tanti giovani, segnata dal vuoto culturale e dall’indifferenza. Ma anche per dire che crede nel futuro di questo paese perché ha fiducia nelle persone e nella loro capacità di riscatto. Per dire che dobbiamo ripartire dal nostro patrimonio di saperi e di culture, imparare a riconoscerci fra diversi e aprirci al mondo che cambia; trovare il coraggio di scommettere sui giovani, prenderci cura dei territori e delle comunità, tornare a praticare la democrazia.
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ahahaha incredibile, credevo che le persone come esistessero solo nei film......
comuqnuel'arci è l'unico posto che ancora consente uso ricreativi per chi non si può permettere di spendere milioni ai bar o non vuole andare a frustrasi in discoteca, fa quello per cui è nata, essere un centro di attività ricreative, e inoltre riesce a creare tessuto sociale.
certo è vero che ci sono
azioni di evasione fiscale , e non proprio rare, ma la maggior parte sono per la siae(società italiana autori ed editori) che anche se è governativa non ha rientro economico nelle casse dello stato e fa pagare cose assurde che se ti informi un pò viene la pelle d'oca(oltre che per le cifre), anche un giovane autore che canta una propria inventata canzone deve pagare la siae perchè produce musica dal vivo. 20-04-2011 10:28 - uljanov
Con brio, con fatica, cercando la partecipazione di tutti, dei più in difficoltà, cercando di organizzare concerti di altre culture per far vivere momenti di mediazione; crea serate per persone non più giovanissime.
Organizza situazioni di solidarietà, forse è veramente l'unica e vera idea di sinistra che è rimasta.
E sopratutto "genuina", se mi passate il termine, popolare se leggete la parola come un vocabolo negativo ma finalmente positivo.
Donatella Castellucci 19-04-2011 12:26 - donatella castellucci