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redazione
Nucleare, il governo si sfila dal referendum
E' andata a finre che il governo non se l'è sentita di arrivare al referendum. Un referendum che probabilmente lo avrebbe visto perdente sul nucleare. A testimoniare, una volta, di più, che contano più i responsi delle urne delle volontà riformatrici, Berlusconi ha ordinato di non uscire allo scoperto e di non confrontarsi con gli elettori. L'emendamento, che verrà votato tra oggi e domani, prevede lo stop alla realizzazione delle centrali nucleari, in termini che superano la moratoria già prevista dall'esecutivo, arrivando ad una vera e propria abrogazione dei programmi. L'emendamento all' articolo cinque del decreto omnibus, presentato direttamente in Aula in mattinata e non inserito nel fascicolo degli emendamenti prestampati, afferma che «al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare». L'emendamento, presentato all' ultimo momento, nelle intenzioni del governo avrebbe l'effetto di superare il referendum sul nucleare fissato a giugno e temuto dalla maggioranza.
Addio referendum?. «L'esecutivo - ha deciso di presentare un subemendamento che è identico a quello già presentato dai senatori di Api - ha osservato il leader dell'Api Francesco Rutelli - Con la nostra proposta recepiamo il referendum abrogativo sul nucleare. Si mette fine così- conclude Rutelli- ad una illusione priva di presupposti economici e di garanzie di sicurezza, tanto più alla luce del disastro di Fukushima». "Addio al referendum sul nucleare. Il governo vigliaccamente toglie la parola agli elettori - affermano i parlamentari del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta - E addio anche alla moratoria di un anno, perchè la procedura viene semplicemente sospesa sine die, in attesa forse di tempi migliori e sicuramente dopo avere aggirato l'ostacolo del referendum che avrebbe bocciato l'avventura nuclearista del governo". Secondo i senatori dei Democratici "La paura fa novanta e il governo pavido preferisce far saltare il quesito referendario, nel fondato timore che la bocciatura degli elettori fosse la pietra tombale sull'assurdo e pericoloso ritorno delle centrali atomiche nel nostro Paese. Quella del governo - concludono i senatori - non è altro che una legge truffa in salsa nucleare, ma considerando che tutti i maggior Paesi si avviano a uscire dall'energia atomica, questo trucchetto è il definitivo harakiri dei nuclearisti" nostrani".
"No serve ancora". Ma dietro all'emendamento c'è probabilmente una "fregatura". L'emendamento, infatti, non abroga il piano del governo, ma solo la localizzazione delle centrali. "Il governo gioca a rimpiattino - attacca il leader dell'Idv Antonio Di Pietro - con i giochini non si ferma il referendum". Sulla stessa linea Ignazio Marino del Pd: "Questa manovra - dichiara Marino - non può delegittimare il referendum di giugno che, anzi, è ancora più importante. È uno strumento per dire no a un esecutivo che non ha a cuore la sicurezza della collettività e la salute dei cittadini; per dire no a chi ha elaborato programmi senza chiedersi dove costruire le centrali o come smaltire le scorie. Chi ci assicura, inoltre, che le destre non cambieranno idea passate le amministrative? Il comportamento del governo, evidentemente antiscientifico e basato solo su interessi economici, ci deve indurre a votare per bocciarne le decisioni»
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No.
Il quesito sul referendum recita: « Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria", limitatamente alle seguenti parti [...] » e seguono le parti del DL 112 su cui si chiede di esprimersi. Il testo complessivo lo si trova (p.es.) a <http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2011>.
Il quesito sparirebbe (ossia, il referendum "sul nucleare" non si terrebbe) se sulla questione su cui il referendum interpella gli elettori la posizione del governo fosse cambiata. Ossia, se il governo, ANTICIPANDO IL REFERENDUM, avesse detto: il DL 112, con le sue varianti successive, è ABROGATO da questo nuovo decreto tal dei tali che, sulla materia circa la quale vengono interpellati gli elettori, presenta una posizione DIAMETRALMENTE OPPOSTA a quella di prima.
Ma poiché per ora la posizione del governo rimane sostanzialmente immutata (fatta salva la decisione di prendersi una "pausa di riflessione" di durata imprecisata: variabile fra l'anno originariamente annunciato e l'eternità: infatti l'emendamento che si divrebbe votare oggi recita "Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare": il che, evidentemente, NON SIGNIFICA che il prgramma nucleare di Scajola è finito, ma appunto solo che per il momento lo si rimanda, in attesa di "tempi migliori") il referendum "sul nucleare" in linea di massima si dovrebbe tenere comunque.
In ogni caso, il parere definitivo verrà dalla corte costituzionale nei prossimi giorni.
Sia come sia, la lezione da trarre da tutta questa vicenda, - per inciso - è che questo governo è tutt'altro che una specie di "Wehrmacht", un'armata invincibile e lanciata verso la dittatura. Al contrario: direi che questo paese non è mai stato tanto privo di governo com'è ora...
Ed è QUESTO il male, con buona pace di Asor Rosa: NON se sia o meno vero che (cito dal suo ultimo articolo) "esiste in Italia una situazione di rischio mortale per la democrazia ad opera del progetto politico"... 20-04-2011 11:46 - Harken
Ha ragione Di Pietro, il referendum sul nucleare deve essere fatto, ma ora assume ancora più importanza, secondo me, il referendum sull’acqua, un referendum il cui esito, per quel che ho potuto vedere, dovrebbe confermare il no alla privatizzazione ……
Posticipare la realizzazione delle centrali nucleari a mio avviso, significa che non vi saranno più possibilità di realizzarle, almeno in un futuro prossimo e con ciò intendo dire per anni, ma posso sbagliare …..
Penso anche che comunque vada il terzo referendum, sia iniziata la fine di berlusconi, si tratta solo di stringere i tempi il più possibile ….. 19-04-2011 23:28 - Cane sciolto
Lo hanno fatto sperando che non si preoccupinoo di andare a votare.
Oggi ho visto una pecora con due teste in Sardegna.Ma lì non era per il nucleare,ma per l'uranio delle nostre armi da pace.
Stiamo proprio in buone mani! 19-04-2011 19:41 - mariani maurizio