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FUORIPAGINA
18/04/2011
  •   |   redazione
    Nucleare, il governo si sfila dal referendum

    E' andata a finre che il governo non se l'è sentita di arrivare al referendum. Un referendum che probabilmente lo avrebbe visto perdente sul nucleare. A testimoniare, una volta, di più, che contano più i responsi delle urne delle volontà riformatrici, Berlusconi ha ordinato di non uscire allo scoperto e di non confrontarsi con gli elettori. L'emendamento, che verrà votato tra oggi e domani, prevede lo stop alla realizzazione delle centrali nucleari, in termini che superano la moratoria già prevista dall'esecutivo, arrivando ad una vera e propria abrogazione dei programmi. L'emendamento all' articolo cinque del decreto omnibus, presentato direttamente in Aula in mattinata e non inserito nel fascicolo degli emendamenti prestampati, afferma che «al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare». L'emendamento, presentato all' ultimo momento, nelle intenzioni del governo avrebbe l'effetto di superare il referendum sul nucleare fissato a giugno e temuto dalla maggioranza.

     

    Addio referendum?. «L'esecutivo - ha deciso di presentare un subemendamento che è identico a quello già presentato dai senatori di Api - ha osservato il leader dell'Api Francesco Rutelli -  Con la nostra proposta recepiamo il referendum abrogativo sul nucleare. Si mette fine così- conclude Rutelli- ad una illusione priva di presupposti economici e di garanzie di sicurezza, tanto più alla luce del disastro di Fukushima». "Addio al referendum sul nucleare. Il governo vigliaccamente toglie la parola agli elettori - affermano i parlamentari del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta - E addio anche alla moratoria di un anno, perchè la procedura viene semplicemente sospesa sine die, in attesa forse di tempi migliori e sicuramente dopo avere aggirato l'ostacolo del referendum che avrebbe bocciato l'avventura nuclearista del governo". Secondo i senatori dei Democratici "La paura fa novanta e il governo pavido preferisce far saltare il quesito referendario, nel fondato timore che la bocciatura degli elettori fosse la pietra tombale sull'assurdo e pericoloso ritorno delle centrali atomiche nel nostro Paese. Quella del governo - concludono i senatori - non è altro che una legge truffa in salsa nucleare, ma considerando che tutti i maggior Paesi si avviano a uscire dall'energia atomica, questo trucchetto è il definitivo harakiri dei nuclearisti" nostrani".

     

    "No serve ancora". Ma dietro all'emendamento c'è probabilmente una "fregatura". L'emendamento, infatti, non abroga il piano del governo, ma solo la localizzazione delle centrali. "Il governo gioca a rimpiattino - attacca il leader dell'Idv Antonio Di Pietro - con i giochini non si ferma il referendum". Sulla stessa linea Ignazio Marino del Pd: "Questa manovra  - dichiara Marino - non può delegittimare il referendum di giugno che, anzi, è ancora più importante. È uno strumento per dire no a un esecutivo che non ha a cuore la sicurezza della collettività e la salute dei cittadini; per dire no a chi ha elaborato programmi senza chiedersi dove costruire le centrali o come smaltire le scorie. Chi ci assicura, inoltre, che le destre non cambieranno idea passate le amministrative? Il comportamento del governo, evidentemente antiscientifico e basato solo su interessi economici, ci deve indurre a votare per bocciarne le decisioni»


I COMMENTI:
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  • Intanto non abbassiamo la guardia: questo governo ha vocazione nuclearista e il suo progetto di sviluppo economico prevede il nucleare. Quindi magari fra un anno ci diranno che hanno "acquisito altre evidenze scientifiche" e lo riproporranno. Ormai i loro imbrogli sono conosciuti. In ogni caso avanti con gli altri due referendum che sono egualmente importanti e su cui dobbiamo impegnarci al massimo. 19-04-2011 15:38 - Maurizio
  • Chissà se per tornare a parlare di nucleare dovremo aspettare settembre o ancora meno. E il prossimo referendum contro il nucleare raccoglierà meno gente di quello di giugno, perché gli italiani avranno già votato e si saranno stufati (un altro po') di spendere per votare. Così non sarà più possibile concepire l'importanza della consultazione diretta, perché è lì che dovremmo battere: il governo ha paura che i cittadini smentiscano la sua "narrazione fantastica" nelle occasioni in si può ancora scegliere. Assieme a una rifrma seria della legge elettorale (ma tanto chi la fa?) occorrerebbe una parallela eliminazione del quorum (innalzando semmai la soglia delle firme necessarie per indire un referendum). Chi non va alle urne deve sapere che sta rinunciando a esercitare la propria sovranità. 19-04-2011 15:31 - mariobadino@noblogs.org
  • Già! Prima, giocosi e gaudenti, hanno lanciato la polpetta avvelenata. Poi, preso atto che il popolo è incazzato “nero –nero”, si rimangiano la propria stessa legge.
    Da buon giocatori di bisca si sono accorti che il referendum sul nucleare tirava gli altri quesiti sottoposti al voto, sull’acqua pubblica e, soprattutto, l’impedimento contro il Lui.
    In ogni caso è certamente una vittoria, della vita, contro gli speculatori che amano la morte…..altrui.!
    Che questo 10 a 0 sia di maggiore auspicio per un massimo impegno di tutti sugli altri quesiti referendari. 19-04-2011 15:05 - domenico stimolo
  • e bravo Rutelli! il referendum sul nucleare poteva tirare la volata agli altri due (acqua pubblica) e legge sul elgeittimo impedimento, adesso sarà più dura raggiungere il quorum
    i parlamentari governativi hanno dato il via libera proprio perchè se la fanno sotto! 19-04-2011 15:03 - fabio
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