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FUORIPAGINA
21/04/2011
  •   |   Geraldina Colotti
    L'ultimo saluto a Vik

     Un fiore, una kefia, una bandiera palestinese. Centinaia di persone hanno accolto così ieri sera il feretro di Vittorio Arrigoni, l'attivista ucciso una settimana fa a Gaza da un gruppo di «salafiti» palestinesi dopo un sequestro lampo. Il feretro, proveniente dall'Egitto, è stato atteso per ore dagli attivisti. «Grazie Vik» diceva la scritta sulle magliette indossate da tanti ragazzi. Gli attivisti hanno raggiunto la pista a bordo di pullman o treni, provenienti da Roma ma non solo. «Io - dice sul pullman Alessandra, che ha al collo un foulard con i colori della pace - sono venuta da Napoli insieme ad altre tre amiche, ci è sembrato giusto portare un saluto a una voce libera, che leggevamo sui blog o sul manifesto. Ora - aggiunge commossa - non bisogna distogliere l'attenzione dal dramma della Palestina».
    Seduto di fronte a lei Riccardo, un signore con i capelli grigi, alza la testa dal suo romanzo: «Vittorio era una persona indipendente e per questo scomodo. Adesso i suoi assassini sono quasi tutti scomparsi, e c'era da aspettarselo, così sarà più difficile scoprire quale intreccio di interessi abbia portato a ucciderlo. Vittorio - aggiunge - era un pacifista vero che costruiva la pace in modo concreto. Dovremmo chiedere che gli venga dedicata una via o una piazza di Roma». Poco distante, una giovane coppia si abbraccia, triste. Lei, Tiziana, dice di aver conosciuto Arrigoni tramite il suo blog, di aver discusso a lungo con lui di Palestina: «È troppo facile - afferma - fare denunce da casa senza mettersi in gioco, senza agire. Vittorio invece aveva il coraggio delle sue azioni».


    Poco distante, Himaley, giovanissimo, originario del Nepal, viene da Roma «per dare un ultimo saluto a un uomo che non è morto, ma continua a vivere nei nostri cuori, chi pensava di eliminarlo ha fatto un errore, perché se prima lui agiva in un solo luogo, la Palestina, adesso vivrà nell'esempio dei molti che proseguiranno sulla sua strada, in tutto il mondo». Vicino all'uscita, un gruppetto discute: «Una vergogna che non ci sia nessuna presenza ufficiale - dice una donna - questo governo celebra i propri mercenari ma non si degna di omaggiare un grande italiano che ha portato nel mondo un messaggio di pace». Interviene Patrizia Cecconi, presidente degli Amici della Mezzaluna rossa : «Non sono d'accordo, che vadano ad accompagnare i propri mercenari, non avrebbero posto qui. Chiunque abbia stretto il cappio intorno al collo di Vittorio, il suo omicidio fa gioco a Israele e ai nemici del popolo palestinese». Nel piazzale dell'aeroporto un gruppo regge un'enorme bandiera palestinese in cui sono raccolti fiori e frasi di omaggio al pacifista. Intorno le associazioni palestinesi, i giovani musulmani. Abu Omar, della comunità palestinese, ha «il cuore spezzato» per aver perso un fratello. «Vittorio - dice - era un pezzo della terra palestinese, inserito nel tessuto sociale, i contadini hanno pianto uno dei loro. Quando suo padre è stato male, gli ha chiesto di restare, ma lui ha risposto: «Tu qui hai qualcuno che ti cura, i palestinesi di Gaza non hanno nessuno». Elzir Izzeddim, a nome dell'Unione della comunità islamica in Italia, è venuto per «esprimere solidarietà alla famiglia di Arrigoni, nostro fratello e concittadino, chi lo ha ucciso non fa parte di noi e della nostra storia». Dello stesso tenore, le dichiarazioni di Mohammed Hannoun: «Siamo venuti per dire a Vittorio di scusarci per non aver saputo proteggerlo - dice - se avessimo potuto lo avremmo protetto coi nostri corpi e con quelli delle nostre famiglie, ora possiamo solo continuare anche per lui, caduto per la Palestina libera». Alessandra Mecozzi, della Fiom rinnova l'impegno a continuare sulla strada di Vittorio, riprendendo il suo lavoro e i suoi ideali per costruire una pace vera e una Palestina libera dall'occupazione. Nel nome di Vittorio partirà anche la missione di solidarietà internazionale della Freedom Flotilla che conferma la manifestazione del 14 maggio.


    Valentina fa parte del gruppo Stop Agrexo, che partecipa alla campagna di boicottaggio dei prodotti delle colonie israeliane. Poi la folla tace e si avvicina ai cancelli da cui, verso le 21, appare il convoglio che porterà il feretro all'obitorio del Verano, dove ci sarà una fiaccolata per tutta la notte. C'è la compagna di Vittorio, il vicesindaco di Bulciago e quattro consiglieri, l'ambasciatore palestinese in Italia. Un giovane che regge la bandiera palestinese saluta a pugno chiuso. La folla intorno applaude e canta Bella ciao.


I COMMENTI:
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  • At last, someone comes up with the "right" asewnr! 26-04-2011 18:16 - Geralyn
  • "siamo fatti della stessa stoffa dei nostri sogni" Shakespeare.
    Saro' al tuo funerale e ti portero' sempre nel mio cuore, grazie Vittorio 23-04-2011 19:26 - Elisabetta Bazzani
  • Scandalizzarsi per le assenze di Napolitano o prendersela con i cosiddetti "mercenari" lo trovate in qualche modo confortante?

    Trovo che sarebbe molto più confortante capire chi ha ucciso Arrigoni, piuttosto.
    E perchè.
    A questo proposito offro come spunto un interessante articolo di Francesca Borri; ecco il link...
    http://it.peacereporter.net/articolo/28029/Restiamo+liberi. 22-04-2011 10:07 - Galaverna
  • Un forte abbraccio ai familiari di Vittorio, un "vergogna" a Napolitano, il peggior presidente che la Repubblica italiana abbia avuto: sta legittimando e accompagnando il funerale della Costituzione nata dalla Resistenza, non ha tempo per accogliere la salma di un eroe della Resistenza. 22-04-2011 09:48 - gianna
  • Terribile l’ assurda morte del “pacifista” filo-palestinese Arrigoni, barbaramente ucciso da alcuni folli estremisti della stessa parte che cercava strenuamente di difendere!!!
    Basterebbe questo omicidio particolamente insensato per dimostrare incontrovertibilmente, a mio modo do vedere, l’ impazzimento totale della situazione gazawi: credo che lì regni semplicemente il caos...
    Questa morte inaccettabile, come tutte le morti violente (ma questa persino peggiore di altre, considerando l’ impegno personale di Vittorio!) elimina un testimone scomodo ed uno dei pochissimi “occidentali” ancora presenti sul campo in quella “prigione a cielo aperto” che si chiama Gaza (come soleva ripetere il “nostro”), una delle poche voci “terze” rispetto alle immancabili ed opposte quanto inaffidabili propagande.
    Questa triste morte in parte rimanda alla recentissima vicenda dei reporters recentemente assassinati in Libia: chi ha il coraggio di stare vicino o dentro la “linea del fuoco” per portare la propria testimonianza diretta è proprio chi spesso paga il prezzo più alto!
    Ho letto con interesse il libro di Arrigoni “Restiamo Umani” sulla durissima operazione “Piombo Fuso” di Tsahal a Gaza. Ho apprezzato molto lo stile asciutto, essenziale ma esatto che Arrigoni ha saputo riversare in quelle amarissime pagine. La lettura del libro ha confermato per l’ ennesima volta una verità oramai acclarata, ovvero che sono i malcapitati “civili” a pagare il prezzo di gran lunga più alto nelle guerre moderne: non l’ esercito “aggressore” e neppure la cosiddetta “resistenza” o, in altri contesti, gli “insorgenti”.
    Arrigoni aveva sposato in toto la causa palestinese: ritengo che questo fatto probabilmente gli fece sottovalutare la vera natura violenta della cosiddetta “resistenza” palestinese, tra cui anche Hamas, oltre che altri gruppi estremisti che pullulano nella magmatica realtà di quell’ infelice posto!
    L’ unica (minima!) critica che mi sentirei di muovergli è proprio il fatto che tendesse ad addossare esclusivamente ad una sola parte la totale responsabilità di una situazione insostenibile e gravissima: se da decenni la vicenda israelo-palestinese, a Gaza in particolare, è in una totale “impasse” e le due parti se le continuano a dare di santa ragione, pur con le diverse risorse militari di cui dispongono – palesemente sbilanciate a favore degli israeliani – credere che le colpe stiano solo da una parte è un errore tanto clamoroso quanto evidente, almeno a mio modo di vedere!
    Comunque condivido il massimo rispetto per una persona che ha saputo scegliere una strada di testimonianza tanto radicale quanto insolita e contro-corrente, accettando gravissimi rischi personali e pagando un prezzo assurdamente elevato, in totale coerenza con tale scelta.
    Purtroppo rimane da fare anche un’ ultima amarissima considerazione: la sua morte, con ogni probabilità, non sarà neppure servita a cambiare la situazione in quell’ infelice e martoriato lembo di terra. Ritengo, infatti, che lo stato di totale crisi tra le due parti e la durissima occupazione israeliana a Gaza continueranno ancora molto a lungo, se mai finiranno (Prima o poi? POI, con tutta evidenza...).
    PS: Il fatto che mancassero i politici (di ogni colore, mi pare di capire!) ad accogliere la sua salma a me pare un dettaglio del tutto secondario, se non irrilevante; al limite, solo un’ ulteriore prova della totale inadeguatezza ed insensatezza degli stessi. Comunque non credo che ad Arrigoni sarebbe interessato ne avrebbe fatto piacere, visto che la sua era un’ iniziativa spontanea e “dal basso”, come si suole dire; come noto, ai politici queste iniziative improvvisate non interessano, anzi normalmente le avversano, non potendoci guadagnare nulla, almeno per la loro “visibilità” personale! Secondariamente, mancando i taccuini e le telecamere e non potendo fare i loro soliti astrusi, insulsi, tristi e totalmente inutili comizi: cosa sarebbero venuti a fare??? 22-04-2011 09:40 - Fabio Vivian
  • IL NON MANDARE NESSUNO AD ACCOGLIERE VITTORIO AL SUO ARRIVO A ROMA E'L'UNICO ATTO DI COERENZA CHE RICONOSCO A QUESTO GOVERNO.SAPPIAMO BENE COME VENGONO CONSIDERATI GLI ATTIVISTI DI PACE O.N.G.DAL NOSTRO(SIG!)GOVERNO,CERCAGRANE E ROMPICOGL.,VITTORIO ANCOR DI PIU'PERCHE'OLTRE CHE COMBATTERE,ARMATO FINO AI DENTI DI BUOSENSO,LE TRUPPE ISRAELIANE,ARMATE A LORO VOLTA DI BEN ALTRO,COMBATTEVA ANCHE LE SCELTE DEL NOSTRO(SIG!)GOVERNO,RIGUARDO IL TEMA PALESTINA.MI SPIACE DIRLO,MA E'QUELLO CHE PENSO,IN TANTI,SEDUTI NEGLI SCRANNI PARLAMENTARI, HANNO TIRATO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO PER COME SI E' CONCLUSA LA VICENDA,VELOCE E IN MANIERA PER LORO"INDOLORE",IL NON ESSERE ANDATI AD ACCOGLIERE IL "NOSTRO"CANDIDATO NOBEL PER LA PACE FA SI CHE NON VENGA SPORCATA L'IMMAGINE DI VIK,NON CE LA VEDO LA SUA BARA CON A FIANCO UNO DEI TANTI,TROPPI,NON MINISTRI ITALIANI,CON LE FALSE FRASI DI CIRCOSTANZA CHE AVREBBE DOVUTO IMPARARE A MEMORIA PER POI SCANDIRLE DAVANTI A UNA TELECAMERA,NO!RISPETTIAMO QUESTO GOVERNO PER QUESTO SUO ATTO DI COERENZA.CIAO VIK!!!!! 22-04-2011 09:35 - @NICOLA61
  • Ieri sera non potevo essere presente ad accogliere Vittorio, per via della distanza. Leggo i commenti di molti indignati perchè i rappresentanti delle istituzioni erano assenti. Vogliamo anche parlare dei tg di ieri sera? Nessuno ha dato notizia del rientro, fino a tarda serata in televisione si parlava di tutto (e concludo con "tutto" perchè dovrei usare un linguaggio non educato) eccetto dell’arrivo in Italia della sua salma. Tuttavia non mi soffermo su questo. L'unica cosa di concreto che possiamo fare, è RICORDARE Vittorio e onorarlo non distraendoci dalle sue cause, ma portandole avanti, anche con il semplice interesse e attenzione su quello che ci sembra troppo lontano dal giardinetto "pulito" di casa nostra. Lui non avrà medaglie al petto, funerali di Stato, aperture di giornali, queste cose lasciamole ai mercenari, che vanno in missione "umanitaria" per pagare il mutuo, o per portare semplicemente avanti la baracca (non con uno stipendio da mille euro al mese), con la manfrina dell' "eroe" quando succede qualcosa. Usiamo le parole a posto giusto. VITTORIO é UN EROE. Un vincitore. é così nobile, che non appartiene a nessuna bandiera. Quel suo “Restiamo Umani” è una lezione di vita indelebile, detto da lui che chissà quante cose disumane avrà visto.
    Per fortuna, le immagini più belle ci pervengono da Gaza, dall’imbarcazione Oliva, un progetto al quale lavorava (http://it.peacereporter.net/articolo/28095/Gaza%2C+la+barca+della+speranza); ieri era in mare e il nome di Vittorio veniva urlato, tra quelle onde e vento. Vittorio è lì.
    Stay Human. 21-04-2011 20:31 - Tiziana Borzì
  • I valori sani, veri, quelli autentici, nobili, non hanno colore, partito, non sono imprigionati dentro nessun simbolo culturale, politico o religioso. Sono puri e universali ma non per questo meno concreti e reali. Chi li coltiva dentro se stesso e se ne fa portavoce con umiltà, autenticità, coerenza e coraggio, oltre ogni protagonismo e strumentalizzazione, diventa un esempio di vita, ma anche un ingombrante fardello per quelle coscienze deviate e malvagie che vedono in questi valori solo un ostacolo ai loro disegni perversi. E gli ostacoli scomodi, vanno eliminati.
    Grazie Vittorio ... la tua eredità verrà raccolta 21-04-2011 20:21 - letizia stagno
  • Atti imbarazzanti dalle istituzioni Italia.Non accogliere con la dovuta partecipazione la salma di Vittorio è come non riconoscere la figura del nostro Compagno ucciso. Cecità e sordità.Ma d'altronde il Paese è in stato comatoso e fatica a riconoscere il Valore.
    Sta a noi partecipare al ricordo di Vittorio, onorarne la vita e diffondere,rivivere nel racconto le sue opere.Per non dimenticare, per un domani poter restare umani. 21-04-2011 16:47 - Gaetano Salvo
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