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FUORIPAGINA
22/04/2011
  •   |   Andrea Palladino
    L'acqua pubblica Governo contro i referendum

    Da diversi giorni circolano alcuni sondaggi che prevedono già oggi il superamento del quorum per i referendum sull'acqua, il nucleare e il legittimo impedimento. Ed è noto come palazzo Chigi sia particolarmente sensibile a certe notizie. L'offensiva del governo contro il voto popolare è dunque iniziata. Dopo la prima mossa sul nucleare - anticipata dalla moratoria di un anno, che non aveva eliminato la voglia di votare dopo Fukushima - ieri il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani ha annunciato un intervento governativo sul tema delle risorse idriche, al fine di smontare anche il referendum sull'acqua pubblica. Il giorno prima Federutility - l'associazione di categoria che riunisce le società private che gestiscono l'acqua - spaventata dall'onda crescente di consenso sui referendum, aveva quasi implorato una mossa preventiva da parte dell'esecutivo. Lo scippo del voto, in definitiva, rimaneva l'ultima arma da usare per difendere i capitali speculativi pronti a conquistare l'acqua italiana.
    Quale sia la posta in gioco lo spiegano i numeri della principale corporation dell'acqua, la romana Acea. Martedì scorso - mentre Federutility chiedeva l'intervento anti referendum - l'assemblea dei soci di Acea Ato 2 spa (la società che gestisce l'acqua nella provincia di Roma) annunciava l'utile record di 58,9 milioni di euro, per il solo 2010. Una cifra che colpisce, visto che lo scorso anno decine di comuni del Lazio serviti da Acea si sono trovati a far fronte all'emergenza arsenico, scoppiata dopo sei anni di deroghe e di mancati lavori. La provincia di Roma - che rappresenta la quota minoritaria dei comuni serviti - per il secondo anno aveva proposto di destinare metà dei dividendi agli interventi urgenti sulle reti idriche, ma la risposta dei principali soci (comune di Roma, Caltagirone e Suez) è stata netta: non se ne parla nemmeno. I profitti non si toccano, costi quel che costi. La cifra record di quasi 60 milioni di euro deriva direttamente dalla remunerazione del capitale garantita per legge fin dal 1994, quando la legge Galli introdusse la gestione industriale delle risorse idriche. Una legge che il secondo quesito presentato dai movimenti per l'acqua pubblica vuole abrogare, bloccando di fatto l'introduzione dei fondi speculativi nella gestione degli acquedotti.
    Il mercato idrico italiano è dunque il vero tesoretto che Tremonti vorrebbe offrire sul mercato internazionale, dove le principali multinazionali dei servizi sono pronte ad allearsi con le società italiane specializzate in infrastruture. La privatizzazione ancora incompiuta che il decreto Ronchi punta ad ampliare in tutto il paese, insieme ai progetti nucleari e ad alcune grandi opere, è il vero motore del governo Berlusconi.
    Il referendum sull'acqua non è un voto qualsiasi. All'appuntamento di giugno i movimenti sono arrivati con un milione e quattrocentomila firme, cifra record nella storia italiana. Dietro l'iniziativa referendaria c'è una rete di centinaia di comitati locali, con almeno cinque anni di mobilitazione capillare, continua, ormai strutturata. L'azzardo del governo è per questo ancora più rischioso: «Mentre tentano lo scippo del referendum sul nucleare - scippo tutto da verificare, visto che devono ancora pronunciarsi un ramo del Parlamento e la Corte di Cassazione - il governo e i poteri forti di questo Paese vogliono provare a fare lo stesso con i due referendum sull'acqua», è l'allarme che ieri ha subito lanciato il comitato referendario per i due si per l'acqua bene comune. «Alle tuonanti dichiarazioni di ieri del Presidente di Federutility, Roberto Bazzano, che ha chiesto espressamente un intervento legislativo per fermare i referendum sull'acqua - ha proseguito il comitato - ha risposto il ministro Romani con l'apertura a un approfondimento legislativo ad hoc».
    Immediata la reazione anche del presidente dei Verdi Angelo Bonelli: «È in atto - ha dichiarato ieri - un gravissimo esproprio di democrazia e dei diritti che la Costituzione assegna ai cittadini attraverso lo strumento del referendum». Per Stefano Leoni del Wwf gli annunci di Federutility e del ministro Romani «confermano la convergenza tra interessi economici e politici nel far saltare, oltre a quello sul nucleare, anche il referendum sull'acqua».


I COMMENTI:
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  • PRIVATIZZARE L`ACQUA E` PRIVATIZZARE LA VITA! IL CORPO UMANO SI COMPONE PER IL 75% DI ACQUA. Non sono ancora finite le guerre per il petrolio. Vogliamo gia` cominciare una nuova serie di guerre? A quando la privatizzazione dell`aria?E` ORA DI DIRE BASTA! 23-04-2011 12:23 - Paolo Fattiboni
  • Col neoliberismo volevamo curare le patologie della democrazia ... ma abbiamo peggiorato la situazione. 23-04-2011 11:49 - bozo4
  • Vorrei sommessamente ricordare che oltre agli importantissimi temi contro il nucleare e per combattere la privatizzazione dell'acqua, il terzo referendum previsto per giugno 2011 riguarda il conflitto di interessi. Di questo non parla quasi nessuno, ma penso sia importantissimo per i danni che potrebbe fare all'impero finanziario di Silvio Berlusconi.
    E' di questo che ha soprattutto paura il premier, sostenuto dai suoi leccaculo. Bisogna vigilare maggiormente e stare attenti. 23-04-2011 07:00 - gianni
  • Verrà mai il giorno in cui l’Italia pulita, dalle critiche passerà alle “vie di fatto”? Ancora critici sull’articolo di Asor Rosa? Forse l’articolo del 13 aprile sul Manifesto sarà stato un tantino forte e rivoluzionario oltre il normale, ma a me è sembrato solo una provocazione tesa a far salire il livello di guardia per portarlo all’altezza dello stato di allarme e delle minacce che sta diffondendo Berlusconi nel nostro Paese. Devono o no essere restituite alla magistratura le sue possibilità e capacità di azione? Devono o no essere ristabilire nuove regole elettorali? Devono o no essere risolti per sempre il conflitto d'interessi e la sconfitta della lobby affaristico-delinquenziale per restituire all'Italia la sua più profonda vocazione democratica? Oppure dobbiamo ancora rimanere sulla riva del fiume a guardare il passaggio dei “cadaveri” prodotti da questo infame Popolo Delle Libertà? Mentre nuove rivelazioni sul caso bunga Ruby vengono alla luce, il bunga papi prosegue il suo attacco alle Istituzioni e alla Carta Costituzionale. E’ di questi giorni l’attacco all’articolo 1 della Costituzione, ai referendum sul nucleare e sull’acqua pubblica. Dio solo lo sa quale altra diavoleria si inventerà il caimano per salvarsi dai suoi processi. Di questo passo, con una opposizione che si limita ad “insorgere”, a mettersi “di traverso”, a fare ostruzionismo e a sfoderare battutacce bersaniane, ci troveremo immersi nel Piano di Rinascita del programma piduista di Licio Gelli. Lui, il venerabile, lo aveva detto che il programma di governo di Berlusconi era uguale al programma della P2. - 22-04-2011 21:42 - SCRICCIOLA
  • Purtroppo oggigiorno la distrazione necessaria della ricerca e del mantenimento del posto di lavoro sono arrivati ad un livello tale che non abbiamo più la liberta di esprimere e difendere i nostri pensieri e principi. Dobbiamo fare uno sforzo dopo non resteranno solo macerie. ESSI VIVONO!!!!! METTIAMOCI GLI OCCHIALI 22-04-2011 17:04 - mimmo
  • Credo che sia essenziale bloccare questa manovra di scippare il referendum, il Comitato promotore che ha presentato il milione e mezzo o quasi di firme deve fare un comunicato immediatamente e dire che se il tentativo non viene femato subito ci sarà una mobilitazione immediata di 2 milioni di persone a Roma il primo maggio, e ci saremo, fusse la volta bbona che cade il governo 22-04-2011 14:04 - Stefania Sinigaglia
  • Il Governo sta giocando sporco,ma se rimarrà solo il Quesito sul leggitimo impedimento,poi o dovrà cancellare quella legge,oppure se si deve lottare affinchè tutta l'Italia vada alle urne e mandi a quel paese tutto il Governo. Bisogna iniziare ora la Campagna che se il referendum raggiungesse il quorum il Governo deve andare a casa. 22-04-2011 13:30 - tartarino di+tarascona
  • Questo governo stà inesorabilmente andando avanti su tutto ciò che conviene ai suoi conviviali, per cui di cosa stupirsci?
    Stanno smobilitando (espropriazione forzosa su base di una nuova filosofia del diritto e genesi normativa) il lavoro, la scuola, la sanità, l'acqua, la costituzione ormai vecchia e logora per le mire di potere dei sultanuccoli, la parità tra i cittadini.
    Dovrebbe essere chiaro ormai che il ns stato di diritto stà lasciando il posto ad uno stato di prepotenza, sfrontatezza, di delitto e rapina del vivere civile. 22-04-2011 12:58 - Gromyko
  • Ora più di prima la campagna referendaria si lega alla questione democratica.
    Hanno paura della volontà popolare (che li va bene solo se drogata dai mass media di regime) e della partecipazione di milioni di cittadini che si riscoprono tali.
    SI SCRIVE ACQUA MA SI LEGGE DEMOCRAZIA
    Non ci possono sotrarre quello che non ci hanno dato.
    MOBILITIAMOCI IN DIFESA DEI REFERENDUM SU ACQUA E NUCLEARE 22-04-2011 12:27 - Mattia Magagna
  • Non sono un legale, però posso dirti che in italia un referendum può solo abrogare una legge, se questa legge non dovesse esserci più.... non c'è più niente da referendare!
    Nel caso del nucleare, una moratoria di un anno non è uguale a cancellare la legge, e quindi credo il referendum si farà lo stesso, però su questo dovrà decidere la consulta.
    Aspettiamo e vediamo che succede. Male che vada possiamo sempre occupare piazza venezia come tunisini ed egiziani!! :) 22-04-2011 12:25 - Andrea
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