domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
22/04/2011
  •   |   Andrea Palladino
    L'acqua pubblica Governo contro i referendum

    Da diversi giorni circolano alcuni sondaggi che prevedono già oggi il superamento del quorum per i referendum sull'acqua, il nucleare e il legittimo impedimento. Ed è noto come palazzo Chigi sia particolarmente sensibile a certe notizie. L'offensiva del governo contro il voto popolare è dunque iniziata. Dopo la prima mossa sul nucleare - anticipata dalla moratoria di un anno, che non aveva eliminato la voglia di votare dopo Fukushima - ieri il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani ha annunciato un intervento governativo sul tema delle risorse idriche, al fine di smontare anche il referendum sull'acqua pubblica. Il giorno prima Federutility - l'associazione di categoria che riunisce le società private che gestiscono l'acqua - spaventata dall'onda crescente di consenso sui referendum, aveva quasi implorato una mossa preventiva da parte dell'esecutivo. Lo scippo del voto, in definitiva, rimaneva l'ultima arma da usare per difendere i capitali speculativi pronti a conquistare l'acqua italiana.
    Quale sia la posta in gioco lo spiegano i numeri della principale corporation dell'acqua, la romana Acea. Martedì scorso - mentre Federutility chiedeva l'intervento anti referendum - l'assemblea dei soci di Acea Ato 2 spa (la società che gestisce l'acqua nella provincia di Roma) annunciava l'utile record di 58,9 milioni di euro, per il solo 2010. Una cifra che colpisce, visto che lo scorso anno decine di comuni del Lazio serviti da Acea si sono trovati a far fronte all'emergenza arsenico, scoppiata dopo sei anni di deroghe e di mancati lavori. La provincia di Roma - che rappresenta la quota minoritaria dei comuni serviti - per il secondo anno aveva proposto di destinare metà dei dividendi agli interventi urgenti sulle reti idriche, ma la risposta dei principali soci (comune di Roma, Caltagirone e Suez) è stata netta: non se ne parla nemmeno. I profitti non si toccano, costi quel che costi. La cifra record di quasi 60 milioni di euro deriva direttamente dalla remunerazione del capitale garantita per legge fin dal 1994, quando la legge Galli introdusse la gestione industriale delle risorse idriche. Una legge che il secondo quesito presentato dai movimenti per l'acqua pubblica vuole abrogare, bloccando di fatto l'introduzione dei fondi speculativi nella gestione degli acquedotti.
    Il mercato idrico italiano è dunque il vero tesoretto che Tremonti vorrebbe offrire sul mercato internazionale, dove le principali multinazionali dei servizi sono pronte ad allearsi con le società italiane specializzate in infrastruture. La privatizzazione ancora incompiuta che il decreto Ronchi punta ad ampliare in tutto il paese, insieme ai progetti nucleari e ad alcune grandi opere, è il vero motore del governo Berlusconi.
    Il referendum sull'acqua non è un voto qualsiasi. All'appuntamento di giugno i movimenti sono arrivati con un milione e quattrocentomila firme, cifra record nella storia italiana. Dietro l'iniziativa referendaria c'è una rete di centinaia di comitati locali, con almeno cinque anni di mobilitazione capillare, continua, ormai strutturata. L'azzardo del governo è per questo ancora più rischioso: «Mentre tentano lo scippo del referendum sul nucleare - scippo tutto da verificare, visto che devono ancora pronunciarsi un ramo del Parlamento e la Corte di Cassazione - il governo e i poteri forti di questo Paese vogliono provare a fare lo stesso con i due referendum sull'acqua», è l'allarme che ieri ha subito lanciato il comitato referendario per i due si per l'acqua bene comune. «Alle tuonanti dichiarazioni di ieri del Presidente di Federutility, Roberto Bazzano, che ha chiesto espressamente un intervento legislativo per fermare i referendum sull'acqua - ha proseguito il comitato - ha risposto il ministro Romani con l'apertura a un approfondimento legislativo ad hoc».
    Immediata la reazione anche del presidente dei Verdi Angelo Bonelli: «È in atto - ha dichiarato ieri - un gravissimo esproprio di democrazia e dei diritti che la Costituzione assegna ai cittadini attraverso lo strumento del referendum». Per Stefano Leoni del Wwf gli annunci di Federutility e del ministro Romani «confermano la convergenza tra interessi economici e politici nel far saltare, oltre a quello sul nucleare, anche il referendum sull'acqua».


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • Facciamo vedere che il popolo dell'acqua è presente e attivo: mettiamo le bandiere dell'acqua alle finestre e in ogni luogo. 22-04-2011 12:21 - Giancarlo
  • X elisabetta

    Non sono un avvocato, e non saprei nemmeno risponderti con sicurezza(comunque credo che la risposta alla tua domanda sia no), ma non appena ho letto "i cittadini non sono liberi di fare..."ho subito pensato che, ultimamente, i cittadini non siamo più liberi di fare niente, a maggior ragione un referendum! :-( 22-04-2011 12:01 - s3ns3i
  • Ma i cittadini non sono liberi di fare un referendum al di là di tutto e tutti? Qualche legale risponda per favore... 22-04-2011 09:56 - elisabetta
I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI