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FUORIPAGINA
23/04/2011
  •   |   Luca Kocci
    I rom cacciati si rifugiano in chiesa

    Ieri mattina, a Roma, nel popolare quartiere di Casal Bruciato, l'ennesimo sgombero di un campo rom ordinato dall'amministrazione capitolina del sindaco Alemanno. Poche ore dopo la decisione da parte dei nomadi, appoggiati anche dalle associazioni che lavorano per l'integrazione e da diversi movimenti cattolici, di occupare - sebbene si tratti piuttosto di un'azione dimostrativa - la basilica di San Paolo Fuori le mura, che si trova in uno dei municipi maggiormente colpiti dalle ordinanze di sgombero di Alemanno.

    È venerdì santo, il papa sta celebrando la via crucis in mondovisione al Colosseo, quella vera, però, si svolge altrove, da quasi un mese: oltre 40 gli sgomberi dei campi nomadi voluti dal sindaco dal primo aprile. «Stiamo facendo la nostra via crucis», dicono i circa 200 rom dentro la basilica di San Paolo, la maggior parte dei quali sono cristiani. «È Pasqua, la Chiesa ci aiuti. Questa è la casa del Signore, non abbiamo un posto dove andare. Facciamo una richiesta di asilo allo stato del Vaticano, anche perché intervenga contro le persecuzioni ai danni dei rom».


    E meno male che la giornata era iniziata con un messaggio di auguri pasquali del premier Berlusconi a Benedetto XVI, tramite il segretario di Stato cardinal Bertone. «La santa Pasqua vede l'Italia impegnata nell'assistenza alle migliaia di persone in fuga dai Paesi del nord Africa», scrive il presidente del Consiglio, quasi in una excusatio non petita. «In ossequio al rispetto della dignità e del valore della persona umana sancito dai popoli della Terra nella Carta dell'Organizzazione delle Nazioni Unite», prosegue il messaggio del premier al papa, l'Italia «si sta adoperando al meglio per rispondere con generosità a tanta sofferenza».
    Pochi minuti dopo, però, i manganelli e le ruspe di Alemanno demoliscono il campo di via dei cluniacensi. E due giorni prima avevano fatto lo stesso con quello in via del Flauto, al Collatino, dove vivevano oltre 270 persone, di cui oltre la metà bambini. E così per tutto il mese di aprile. A tutti i rom la stessa inutile ed inaccettabile proposta: per donne e bambini un'accoglienza momentanea, per gli uomini la strada. Al punto che anche la Comunità di Sant'Egidio, solitamente assai timida quando si tratta di muovere critiche alle istituzioni e alle amministrazioni, aveva bacchettato il sindaco, accusandolo di «assenza di idee» e di «errato messaggio che incoraggia chiusura e durezza immotivate», tanto più in «questa settimana santa, alla vigilia della beatificazione di Giovanni Paolo II».


    «Non si intravede una politica - denuncia ancora il movimento cattolico guidato da Andrea Riccardi -, e di certo non una politica di accoglienza e umanità all'altezza del ruolo di Roma e delle sue responsabilità nazionali e internazionali». Parole non gradite da Alemanno che ieri, mentre i suoi uomini sgomberavano i rom, ha ribadito che «il fatto che venga rifiutata l'assistenza vuol dire che molti non sono nelle condizioni disperate che Sant'Egidio si immagina, ma spesso fanno una scelta di carattere economico e non di disperazione».
    La chiesa è l'unico luogo
    «La scelta di entrare nella basilica di San Paolo è stata dettata dal fatto che, in queste settimane di sgomberi violenti, la chiesa è l'unico luogo dove i rom non possono essere cacciati», spiega Gianluca Staderini, dell'associazione Popica, che insieme all'Arci, a Sant'Egidio, alla Comunità di base di San Paolo è a San Paolo per sostenere l'azione dei rom. Ma si spera anche che le istituzioni ecclesiastiche e il vicariato di Roma, fino ad ora muti, intervengano. «Noi rom che viviamo da anni nelle baracche di questa città chiediamo aiuto alla Chiesa», dicono dalla basilica, in una Lettera alla Chiesa. «È questa la nostra settimana santa. Le nostre baracche sono brutte e pericolose, ma dopo gli sgomberi ci troviamo a vivere per strada», per questo «chiediamo alla Chiesa di aiutarci a fare sentire la nostre voci».


    Nella basilica di San Paolo, nel tardo pomeriggio, inizia la celebrazione liturgica del venerdì santo, e quasi tutti i rom rimangono all'interno della chiesa per parteciparvi, senza che nessuno faccia obiezioni. E arriva anche don Pietro Sigurani, parroco della Natività, dove sono ospitati circa 30 tunisini sbarcati a Lampedusa, che però deve dribblare una guardia della Gendarmeria vaticana che lo invita a non parlare con i giornalisti.
    «Sono venuto per portare solidarietà a questi amici», dice il prete. «Bisogna affrontare questi problemi fuori dagli ingranaggi politici, perché sui poveri non si deve speculare, mentre assistiamo a una continua campagna elettorale sulla pelle dei più deboli».


I COMMENTI:
  • Quande' che,il famigerato Dio!! (dubito che esista...)Faccia piazza pulita di questi personaggi che non hanno rispetto dei loro simili!!!!I vari Alemanno e company dovrebbero fare la fne dei Rom 25-04-2011 09:17 - Giuseppe
  • oggi sono stata al pranzo organizzato davanti alla basilica di S.Paolo...non solo non sono riuscita a mangiare ma tremavo per la rabbia. famiglie divise,non avevano avvertito che se qualcuno di loro fosse uscito dai cancelli non sarebbe più rientrato. così,i genitori che erano usciti per procurare abiti,cibo e coperte per i loro figli sono rimasti fuori dai cancelli. madri fuori e bimbi piccoli dentro,gendarmi davanti ai cancelli dello spazio che "ospita"i rom che bloccano l'entrata a chi era uscito, gendarmi che bloccavano l'entrata alla chiesa selezionando per razza. io stessa ho provato ad entrare in chiesa con un ragazzo rom, mi hanno chiesto perchè volevo entrare e quando ho detto che era pasqua e volevamo pregare a malincuore hanno concesso l'entrata a me e a lui no...ovviamente non sono entrata gridando di vergognarsi. questa è fede. una ragazza rom mi ha chiesto perchè per l'abbandono degli animali fanno leggi dure e loro possono essere sbattuti in strada come nulla fosse....che rispondere? io sono stata derubata una volta sull'autobus, il mio compagno al parco mentre faceva ginnastica...è vero t'incazzi ma non si fa di tutta l'erba un fascio e poi c'è una sostanziale differenza fra chi ruba per sopravvivere e chi lo fa per avidità. perchè la gente non s'indigna con i "signori" che ogni giorno ci derubano "legalmente",che ci hanno ridotto alla povertà...forse perchè è più facile prendersela con quelli più deboli? non penso che i giornalisti,soprattutto del manifesto,abitino in ville extralusso isolati dalla realtà,per cui certe accuse sono banali e fuori luogo da parte del signore che non comprerà più il manifesto. io invece rimprovero ai giornalisti in generale il contrario,di non occuparsi spesso di denunciare questi gesti che quotidianamente ci tolgono la dignità. mi sa che invece di restiamo umani,il povero Vik,doveva scrivere diventiamo umani....perchè l'umanità l'abbiamo persa. intanto da s. pietro il papa esortava all'accoglienza dei profughi e a s. paolo aveva dato ordine di cacciarli anche dalla chiesa...anzi non farli proprio entrare neanche per la messa! buona pasqua "cari fedeli e cristiani" e mi raccomando,il primo maggio,tutti commossi e pieni di fede per la beatificazione...tanto che importa se ci sono migliaia di persone che soffrono...l'importante è pregare!!! Giusy 24-04-2011 18:27 - Giusy
  • Mauro Carena, è bene che ti censurino, e smetti pure di comprare il giornale, non ha bisogno per vivere di teste quadre come te. 24-04-2011 17:22 - martino
  • vedo che i commenti che riescono a superare la censura, pardon la "moderazione" dei vostri Catoni di redazione, sono molto + vicini a ciò che penso io rispetto a ciò che avete scritto voi.
    Del resto voi non vivete vicino agli zingari, non subite i loro furti, le loro minacce, le loro aggressioni, le loro distruzioni ambientali.
    Voi (giornalisti) non sapete di cosa parlate, anche se ne parlate e continuate a farlo, persino addosso.
    E anche per questo che smetterò di acquistarvi in edicola: perchè i pastoni "politically correct" e le vostre accuse gratuite di "razzismo" non meritano altro.
    E gente che non ha il coraggio delle opinioni altrui e le censura, merita proprio di chiudere e cmbiare mestiere. Perchè siete uguali al Corriere della SerVa e compagnia bella (bella si fa per dire...)
    ps. censurate pure anche questo, tanto lo salvo e, nel caso, lo pubblico su uno spazio libero. Che non è quello del manifesto. 24-04-2011 16:20 - Mauro Carena
  • leggo, fra i commenti dell'articolo, quello del sig. Carena. Penso che le censure non siano mai un "buon segnale" ma concordo pienamente con la scelta del manifesto di bloccare e non pubblicare messaggi o lettere con espressioni razziste e di ispirazione fascista... chi concorda con tali visioni del mondo e della vita legga e si rivolga a libero, al giornale, alla padania si rivolga dunque alla stampa di destra che imperversa liberamente e fin troppo abbondantemente nell'editoria italiana. Ma che vogliono costoro, trovare spazio anche in ambiti democratici? Io leggo il manifesto perchè so che quanto si esprime non offende mai la mia sensibilità e non mi sognerei mai di inviare le mie opinioni a chi è diametralmente opposto alle mie idee. Se voglio informarmi sul pensiero dei borghezio, dei sallusti o degli sgarbi e dei ferrara, devo solo accendere la TV e mai mi azzarderei a mettermi a discutere con loro... se le tengano le loro "idee", nessuno può pensare di poter perdere tempo per cambiare il pensiero dominante. Sugli interventi nei confronti dei rom, ritengo alemanno, maroni, bossi ecc. ecc. il braccio armato di quelli che ho nominato prima. In tutti i governi c'è chi pensa e c'è chi traduce in atti pratici (in leggi, norme, regolamenti) il pensiero dominante (per il momento)... la speranza è che tutto ciò possa finire... è già successo, succederà ancora! 24-04-2011 15:05 - aldo federico petrella
  • Spiace che vengano attuati gli sgomberi nelle modalità descritte, ma non si può nemmeno fingere che i rom facciano qualcosa di utile e concreto x migliorare la loro situazione. L' idea, poi, d' occupare una Chiesa, specie in tempo pasquale, suona un po' provocatoria e gratuita. Costoro vivono di puri e semplici espedienti, ovunque si presentino vengono subito scacciati in malo modo (sarà proprio casuale che dove s' insediano si assiste, praticamente sempre, come minimo ad un incremento dei furtarelli???), non lavorano - al massimo chiedono la carità, ecc. In tutte queste tristi vicende, c' è anche un po' razzismo strisciante, è innegabile; ma occorre anche dire che i rom lo alimentano involontariamente con i loro comportamenti incivili ed incompatibili con le normali regole della convivenza tra persone diverse. Chiunque può, in teoria, adottare lo "stile di vita" che più gli aggrada, poi però deve anche essere pronto a pagarne le inevitabili conseguenze! Parafrasando il "classico": ... "Chi è causa del suo mal, pianga se stesso"... Poi le critiche all' amministrazione Alemanno per come si comporta in queste vicende ci stanno tutte, per carità: è innegabile che non esista alcun "piano" credibile x arginare il problema, se non l' idea di rendergli la vita impossibile, al fine di convincerli a sloggiare il più lontano possibile... 24-04-2011 13:14 - Fabio Vivian
  • La stampa italiana e' particolarm. schierata ultimam. anche Repubblica e l' Espresso fanno fuori un sacco di post dissidenti ... con mia sorpresa, sul Manifesto ho visto che ne tollerano di piu'. 23-04-2011 22:59 - bozo4
  • La stramaggioranza della popolazione non vuole un accampamento vicino casa. Piaccia o non piaccia e' cosi' da sempre, Sarkozy ha messo in pratica la democrazia nel mandarli via, perche' i francesi hanno ricevuto questo risultato e gli italiani no? L' Italia e' un paese piu' autoritario x es. ci hanno spento anche i referendum. Non possiamo accendere e spegnere il rispetto per la volonta' popolare a seconda dei nostri gusti. 23-04-2011 22:51 - bozo4
  • ah, censurate anche voi i commenti non organici alla vs "linea editoriale". Come LIBERO, IL GIORNALE etc... bravi bravi... 23-04-2011 17:46 - Mauro Carena

    la redazione: Il precedente commento di questo lettore all'articolo è stato effettivamente bloccato in quanto gravemente offensivo e razzista. La "linea editoriale" non c'entra per nulla.
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