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redazione
25 aprile. In 60mila al corteo di Milano
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto stamattina a Roma la "classica" corona di fiori ai piedi dell'altare al milite ignoto, ma aldilà delle cerimonie ufficiali, il 25 aprile è da sempre una festa "ufficiale" che però richiama la gente nelle piazze per ricordare la liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi quest'anno è tornato invece all'antico - dopo due anni di "eccezione", celebre il suo discorso dell'anno scorso a Onna - e non ha partecipato ad alcun festeggiamento del 25 aprile. E' volato in Costa Smeralda per la Pasqua, e lì resterà fino a martedì, quando in Italia calerà il presidente francese Nicolas Sarkozy.
Milano: Manifestazioni si sono svolte in numerose città, ma la più importante e più frequentata è stata come sempre a Milano. Quest'anno la città è alla vigilia di elezioni molto importanti, e per evitare strumentalizzazioni i tre candidati alla poltrona di sindaco non hanno preso la parola. Del resto, in omaggio alla decisione degli organizzatori, nessun "politico" ha parlato dal palco, riservato a una serie di "cittadini qualsiasi" rappresentativi di diverse istanze sociali: un'immigrata (la senegalese Nelly Dop), uno studente (Giulio Franchini), un ricercatore (Giorgio Ornati) e un insegnante (Francesco Dettori). A concludere gli interventi il neopresidente Anpi, Carlo Smuraglia.
Il corteo è partito alle 14,30 e si è svolto da Porta Venezia a Piazza Duomo, con la partecipazione di 60mila persone: molte, nonostante la concomitanza della Pasquetta e il bel tempo favorissero una gita fuori porta. Tra i partecipanti il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (cui è stato indirizzato qualche fischio) e la segretaria della Cgil Susanna Camusso. Arrivata in piazza al termine del corteo la sindaco Letizia Moratti (bersagliata da salve di fischi e di grida "vergogna", per aver lasciato spazio il mese scorso ai gagliardetti neri della X mas). Presenti anche i candidati a sindaco Giuliano Pisapia (centrosinistra) e Manfredi Palmeri (Terzo Polo). I centri sociali hanno deciso di partecipare al corteo con lo striscione "Cacciare il rais si può". «Berlusconi non è molto diverso da Gheddafi, Ben Ali e Mubarak - hanno detto gli aderenti al centro sociale Il Cantiere - così come la sua cricca non è molto diversa da una casta che accumula privilegi, mentre noi siamo sempre più poveri, indebitati, precari». In mattinata si era svolto invece il ricordo dell'eccidio di piazzale Loreto, dove furono trucidati 15 partigiani. L'Anpi ha deposto una corona di fiori.
Il discorso di Napolitano: Il Presidente della Repubblica all'Altare della Patria ha innazitutto voluto legare i 150 anni dell'Unità d'Italia alla Festa della Liberazione: "Ci sono - ha detto Napolitano - punti di contatto evidenti nonostante la distanza e le diversità tra i due momenti della lotta alla liberazione e la nascita dell'Italia 150 anni fa. Le forze migliori della nostra storia diedero libertà, indipendenza e unità, valori che furono recuperati nella Resistenza con il recupero della nostra libertà negata dal fascismo, dell'indipendenza negata dal nazifascismo e dell'unità recuperata dopo la divisione in due del paese nel conflitto". Valori che, tuttavia, non albergano ai giorni nostri: "La difficoltà delle sfide di oggi e del futuro richiedono nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione nel libero confronto delle posizioni alla ricerca di ogni terreno di convergenza", ha detto il presidente, ribadendo la sua linea: "Non facciamo prevalere il cieco e acceso scontro". E a questo proprosito il presidente ha voluto ricordare - anche se non direttamente - i motivi di "acceso scontro" che tengono sul filo il parlamento italiano, come la riforma della Giustizia. Napolitano ha detto sì alle riforme ma sempre "nel rispetto della Costituzione: "Si proceda alle riforme considerate mature e necessarie, come in questi anni ho sempre auspicato; lo si faccia con la serietà che è doverosa e senza mettere in forse punti di riferimento essenziali, in cui tutti possono riconoscersi - ha sottolineato - Senza mettere in forse - ha aggiunto - quei principi e quella sintesi, così comprensiva e limpida, dei diritti di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione ha nella sua prima parte sancito". Il ministro della Difesa che ha appena cominciato il suo discorso è stato invece fischiato da un gruppo di cittadini. "Bisogna lasciarsi «alle spalle le ferite del passato» per una «ritrovata unità e concordia nazionale" che si fondi su «memorie condivise». Poco dopo il ministro si è recato a deporre una corona di fiori alle Fosse Ardeatine.
Le polemiche: Quest'anno ci sono state numerose polemiche a segnare la vigilia del 25 aprile. Soprattutto perché, se qualcuno cerca di affossare la festa del 25 aprile, per i fascisti continua a essere festa importantissima. Due giorni fa in alcuni quartieri di Roma i manifesti che offendono la festa della Liberazione, che il sindaco Alemanno ha fatto subito rimuovere dall'Ama (vale la pena ricordare, però, che a capo dell'Ama tre anni fa Alemanno mise il neofascista Stefano Andrini). Ieri ci sono poi stati atti dimostrativi sia a Rieti che a Milano. Un manifesto con su scritto "25 aprile, lutto nazinale" è invece comparso questa mattina a Venezia sul monumento alla Partigiana in Riva 7 Martiri. Unite sinistra e destra, ufficialmente, nel condannare gli episodi.
Festeggiamenti, ma non ovunque: E a proposito di polemiche ci sono state amministrazioni che hanno fatto scelte apertamente di rinnegazione della Liberazione, o "singolari". Ad Anzio, per esempio, il Comune ha deciso di non prevedere alcuna cerimonia ufficiale per il 25 aprile. Lo denuncia il consigliere comunale Aurelo Lo Fazio: "L'Amministrazione comunale di Anzio, in maniera sorprendente, ritiene di non commemorare la Festa della Liberazione - scrive in una nota - È un episodio gravissimo che va al di là delle dispute politiche, un vero e proprio strappo istituzionale. In forma privata i gruppi del centro sinistra hanno voluto onorare questa giornata deponendo delle corone di fiori presso il Monumento ai caduti di Anzio. Ritengo che questo grave atto dell'Amministrazione comunale debba essere sanzionato e condannato da tutte le istituzioni, principalmente dalla Prefettura di Roma". Poi c'è chi, come a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, ha deciso di spostare la cerimonia ufficiale per il 25 aprile al 1 maggio, festa dei Lavoratori. La scelta del popolare sindaco Gianni Speranza è stata così spiegata: "'Il 25 aprile quest'anno assume una connotazione storica ben precisa, e si inserisce nei festeggiamenti per l'anniversario dei 150 anni dell'Unita' di Italia. La coincidenza della festa con la Pasquetta - ha detto il sindaco - potrebbe impedire la partecipazione popolare. Per permettere che si possa coglierne il significato si e' pensato di abbinare le celebrazioni della Festa della Liberazione con quella dei lavoratori''.
Chi è Mario Pucci: Quest'anno il presidente della Repubblica, alla presenza del ministro della Doifesa Ignazio La Russa e del ministro dell'Interno Roberto MAaroni, sull'Altare della Patria consegnerà la medaglia d'oro al merito civile alla memoria di Mario Pucci. Pucci, fiorentino, fu ucciso il 13 giugno 1938. Vent'anni, morì per non fare la spia.
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relativa liberta' e benessere; credo che oggi al nemico
della nostra qualita' della vita nomi come fascismo o
capitalismo o fanatismo stiano stretti ... la situazione si
è complicata, oggi il Male ha un nome lungo :
SOVRAPPOPOLAZIONE DEL PIANETA 26-04-2011 15:58 - bozo4
Proprio un bel quadretto quello di Giorgio Napolitano: mentre celebra il 25 Aprile in Italia "benedice" i bombardamenti in Libia. Di che razza di doppiezza è fatto quest'uomo?
Quando "suonerà il campanel" dovrà rispondere di questi crimini.
Cordialmente 26-04-2011 15:24 - luca bianchi
FESTA DI LIBERAZIONE DAL LAVORO PRECARIO
NASCE IL MOVIMENTO CHE SI OPPONE ALLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORATORE PRECARIO
La Resistenza italiana, fu il fenomeno storico costituito dall'insieme dei movimenti politici e militari che dopo l'8 settembre 1943 si opposero al nazifascismo nell'ambito della guerra di liberazione italiana.
il 25 aprile 2011 segna la data della nascita del movimento di Resistenza italiana che si oppone allo sfruttamento del lavoratore precario e senza tutele in materia di garanzia al reddito, alla malattia, al riposo psicofisico e alla maternità.
La Resistenza del 1943 è stata intesa come lotta di liberazione da un invasore straniero.
IL MOVIMENTO "LA NUOVA RESISTENZA 25 MARZO 2011"è intesa come pacifica opposizione alla precarietà nel lavoro e nella società attraverso l’incentivo al contratto a tempo indeterminato e al minor costo della stabilità rispetto alla precarietà.
continua..http://precariesenzalavoro.blogspot.com/2011/04/la-nuova-resistenza-25-aprile-2011_24.html 26-04-2011 10:23 - domenico cirasole
Chi lo uccise? Fu anche torturato?
Non ha fatto la spia per difendere chi? 26-04-2011 01:40 - luca bianchi
Quando sarai capace di mettere in discussione anche te stesso che non sei altro che la somma di altri individui..Beh, forse starai per intraprendere un viaggio davvero speciale, quello della libertà.
Smetti di parlare con le bocche degli altri italiano.- 25-04-2011 19:12 - Marco M.-