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redazione
Bombardiamo anche noi, Berlusconi alla carica
«Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha avuto poco fa una lunga conversazione telefonica con il presidente degli Stati uniti, Barack Obama, sugli sviluppi della crisi libica. Nel corso del colloquio, il presidente Berlusconi ha informato il presidente Obama che l'Italia ha deciso di rispondere positivamente all'appello lanciato agli alleati dal segretario generale della Nato ... per aumentare l'efficacia della missione intrapresa in Libia in attuazione delle risoluzioni Onu 1970 e 1973. A tal fine l'Italia ... ha deciso di aumentare la flessibilità operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, nell'intento di contribuire a proteggere la popolazione civile libica. Con ciò ... l'Italia si mantiene sempre nei limiti previsti dal mandato dell'operazione e dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite... Le azioni descritte si pongono in assoluta coerenza con quanto autorizzato dal parlamento, sulla base di quanto già stabilito in ambito Onu e Nato, al fine di assicurare la cessazione di ogni attacco contro le popolazioni civili e le aree abitate da parte del regime di Gheddafi».
Così, poco dopo le 8 di ieri sera Berlusconi ha dichiarato guerra alla Libia. 1911-2011, esattamente cento anni dopo aver inaugurato i bimbardamenti aerei sui civili libici, l'Italia tornerà a bombardare la Libia. Pazzesco, prima ancora che «rovinoso», come ha detto il vescovo di Tripoli, monsignor Martinelli. Un regalone all'assatanato Sarkozy che arriva oggi a Roma: forse in cambio delle bombe italiane, si prenderà qualche migrante libico sbarcato in Italia per sfuggire alle bombe italiane.
Lasciamo stare le idiozie del macho Benito La Russa che infine può tornare sull'agognata quarta sponda («L'Italia non vuole sentirsi da meno di altri paesi») o di un Italo Bocchino attaccato anche lui alla stessa sponda («Finalmente la fine di una politica estera ambigua»). La reazione più tragica è quella del Pd, l'«opposizione» («Se verranno confermati i confini» della risoluzione 1973 «il Pd non farà mancare il suo assenso»). Il presidente Napolitano, che diceva che in Libia «l'Italia non è in guerra», è stato «informato». Furiosa la Lega che vede profilarsi all'orizzone le «orde» di profughi.
La decisione di Berlusconi ha fatto passare in secondo piano le notizie di ieri. Da un lato quelle del «più pesante» (e mirato) raid Nato su Tripoli, anzi sul compound di Bab al-Aziziya residenza di Ghddafi, nella notte fra domenica e lunedì; del primo attacco di un drone Usa, sabato intorno a Misurata; e della ripresa dei bombardamenti delle forze governative sulla città.
Dall'altro la notizia - potenzialmente più promettente -, di ieri pomeriggio: il ministro degli esteri libico Abdelati Obeidi e due rappresentanti del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi si trovano ad Addis Ababa, in Etiopia, per incontrare esponenti dell'Unione africana e discutere una soluzione negoziata delle crisi. La Ua ricordava come questa sia la prima volta che gli insorti si presentano a colloquio con gente del regime gheddafiano. A inizio aprile l'Unione africana aveva messo a punto un piano di pace, accettato dal governo libico, ma non dal Cnt in quanto non prevedeva come condizione sine qua non l'uscita di scena di Gheddafi e figli. In Etiopia i ribelli sono rappresentati da Al Zubedi Abdalla, ex ambasciatore in Sudafrica, e Bujeldain Abdalla, ex ambasciatore in Uganda. I negoziati sono indiretti e gli incontri separati.
I tentativi di mediazione dell'Unione africana si scontrano con quelli dei falchi della «coalizione dei volenterosi» che tirano ad allargare «la guerra umanitaria» trovando argomentazioni in qualche caso grottesche. Ed ecco che dopo il pesante bombardamento su Tripoli di domenica notte, nell'evidente tentativo di beccare finalmente Gheddafi e così risolvere il problema, salta su qualcuno a sostenere che la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza, con cui si dà mandato alla «comunità internazionale» di imporre la no fly zone sulla Libia per difendere i civili, autorizza anche i raid mirati sul Colonnello. È questa l'interpretazione che danno della risoluzione tre senatori Usa, i repubblicani Lindsey Graham e John McCain - reduce della sua missione a Bengasi dove ha promesso un maggiore aiuto Usa ai ribelli - e l'indipendente (uomo di Israele) Joseph Lieberman. «Non posso pensare a nulla che possa proteggere di più i civili della Libia più della rimozione di Gheddafi», ha detto.
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mi associo a chi dice che Napolitano si dovrebbe vergognare!Non c'è da stupirsi in effetti,i social-imperialisti o social-fascisti come lui non sono nuovi a politiche reazionarie.Uno che ha fatto aprire i lager CPT con Livia Turco...Nel 25 aprile non una parola per Vittorio Arrigoni,ma solo propaganda nazionalista sull'unità d'Italia legata alla liberazione ed altri revisionismi-distorsioni varie.
Mi rallegra il fatto che,seppur non sia un bel periodo (per le masse che nn son particolarmente progressiste) il popolo in generale è sempre più a sinistra di questi destri reazionari schifosi:dal pdl al pd ai revisionisti degli extra-parlamentari forzati(finte sinistre radicali ecc)!
Gli episodi come per es:lampedusa con chi contesta in massa berlusconi, ventimiglia con la gente che scende in piazza insieme ai migranti, in Sicilia che gli abitanti di fronte alla tragedia dei clandestini(o richiedenti asilo) offrono loro da mangiare ecc...
QUESTO MI RALLEGRA mentre IL MARCIO DI PALAZZO MI INDIGNA:Politici borghesi ,vi odio tutti-e.
Magari sembrerò un vecchi nostalgico ma sono giovane(nn che sia un merito) e penso concreto!
Un altro mondo è possibile:è il comunismo!!! 26-04-2011 22:48 - lorenzo
OBAMA premio NOBEL che fa' la
guerra(PREMIO NOBEL MERITATO)sei
come gli altri.BERLUSCONI che
bombarda il suo amico dittatore
GHEDAFI,il Partito Democratico
che a dato il suo ok ai
bombardamenti democratici.Siete ttutti uguali fate schifo 26-04-2011 22:44 - giuseppe polinori+ancona
Come italiano mi sento uno schifo nel giorno del 25 aprile e nel centenario dell'aggressione di Giolitti alla libia seguita da quaranta anni di ferocissima occupazione sulla quale MAI si è fatta autocritica.
Napolitano ha infangato se stesso la storia dalla quale proviene e l'Italia dando consenso al bombardamento. Ma i bombardamenti non dispiaceranno alla signora Rossanda. Berlusconi bombarda per motivi interni come lei pensa di Cameron e Sarcozy? Al grottesco ed al ridicolo non c'è mai fine. 26-04-2011 22:00 - pietro ancona
Non è solo il Berlusconi a voler bombardare la Libia, ma da quel che si legge anche su questo giornale, mi sa che è tutta la cosiddetta "sinistra" diventata guerrafondaia, che lo vorrebbe, e lo sopporta in questa sciagurata sventura.
E' il solo "tiranno" Gheddafi, oggi da abbattere, per il bene del suo fantomatico popolo che non desidera altro che la democrazia di stampo occidentale, tutti gli altri tiranni e sono parecchi nel mondo arabo, siccome sono omologati all' ordine occidentale (o angloamericano) quelli possono restare impuniti e protetti e con loro fare affari d'oro. Che vergogna e degrado politico ha raggiunto ormai la sinistra.
Saluti 26-04-2011 21:57 - gianchi
tenere in vita questo aborto di governo, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui B. è ancora al suo posto più forte di prima.E' ancora più che attuale la tesi di Nanni Moretti, con questa gente non vinceremo mai, anzi seguiteremo a cedere sempre più in basso.Come se non bastasse,poi, c'è anche il Presidente della Repubblica che nomina i ministri mafiosi con riserva e appoggia la guerra,ignorando l'art.11 della Costituzione senza fare una piega. Tutti uniti contro Gheddafi.Grazie. 26-04-2011 19:13 - M.Cristina Giambuzzi
se anche il PD non dice niente, anzi, plaude, allora vuol dire che berlusconi ce lo teniamo fino alla fine dei suoi giorni.
del resto gli italiani (la maggioranza) è sempre stata cortigiana e felice di esserlo: nei confronti degli usa i potenti, nei confronti dei "potenti" i cittadini.
vantarsi di avere amicizie influenti è uno sport che acomuna nord e sud, e forse qui al nord ancora di più da un ventennio a questa parte.
così, gli italiani, che sentono un bersani che siallinea alla guerra, può accettare tranquillamente che si vada contro la costituzione.
per non rovinarsi il fegato, conviene emigrare nei paesi del sud. se solo potessi... 26-04-2011 18:02 - stefano b.