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redazione
Nucleare, Berlusconi spiega il trucco
Dunque è tutto vero, per chi avesse avuto qualche dubbio: l'emendamento proposto dal governo italiano al decreto legge omnibus dal titolo " Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari” è soltanto un trucchetto per aggirare il referendum del 12 e 13 giugno.
Lo ha spiegato senza batter ciglio il presidente del Consiglio in persona, alla conferenza stampa seguita al vertice italo-francese che aveva sul tavolo parecchie questioni, dai bombardamenti sulla Libia, all'immigrazione, alla Opa di Lactalis su Parmalat.
Alla domanda di un giornalista sullo stop alle centrali, Berlusconi è andato dritto come un treno: "Vorrei chiarire - ha spiegato - il nostro intervento: noi siamo assolutamente convinti che il nucleare sia il futuro. Ma dopo l'accanimento (?) di Fukushima, e secondo i sondaggi che siamo soliti fare, l'opinione pubblica non era più serena. Se fossimo andati al referendum sarebbe stato precluso un futuro di sviluppo nucleare". Più chiaro di così.
Il presidente del Consiglio ha aggiunto che "il nucleare è un futuro ineluttabile. Non si può pensare che le energie rinnovabili possano servire la richiesta di energia di tutto il mondo". Insomma, l'idea è di sfruttare l'energia nucleare anche per vendere all'estero, come fa la Francia. D'altronde secondo Berlusconi - che ha ricordato più di una volta durante la conferenza stampa la sua "storia da imprenditore" - un'Italia "all'avanguardia sul nucleare, tanto che la potenza dell'atomo è stata scoperta da un italiano" è stata bloccata "dall'ecologismo di sinistra".
E la sicurezza? Tutte fandonie. "Il nucleare è sicurissimo - ha assicurato il premier italiano - Mi risulta che in Francia quando bisogna costruire una nuova centrale le comunità entrano in competizione per accaparrarsela, perché significa sviluppo e posti di lavoro". Sarkozy al suo fianco annuisce, e si cala nei panni del venditore che ha già indossato in Giappone subito dopo la tragedia: "Le nostre centrali sono sicurissime. Se abbiamo eprso qualche appalto è proprio perché costano più delle altre per i loro altissimi livelli di sicurezza. A giugno - ha ricordato Sarkò - in Francia si svolgerà un vertice mondiale delle Agenzia per la sicurezza nucleare proprio con l'obiettivo di alzare gli standard". Poi la profferta: "Se l'Italia deciderà di cambiare idea, sappia che nella Francia troverà un partner accogliente".
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Il mondo della scienza non è schierato in modo univoco sul tema del nucleare,ma ci sono buoni motivi per credere che le valutazioni favorevoli siano fondate su una stima equilibrata dei rischi e dei vantaggi connessi allo sviluppo dell'energia nucleare.
Autorevoli personaggi come Margherita Hack e Antonino Zichichi sono favorevoli mentre è verosimile pensare che gli oppositori rispondano ad una spinta emotiva.
Ora sarebbe bello poter dire che ogni trovata del Cavaliere è una buffonata o nasconde sordidi interessi, ma questa volta forse varrebbe la pena di spendere qualche riflessione in più. 27-04-2011 18:15 - roberto pini
la redazione: Sì, una volta approvato il decreto omnibus che contiene l'emendamento "sospensivo" la Corte di Cassazione deciderà se ha l'effetto di rendere nullo il referendum o no.
"Quando vado dal macellaio non gli chiedo se la sua carne è buona, perché so già qual è la sua risposta. Questo post scritto con la collaborazione di un ingegnere nucleare che si preoccupa molto di mantenere il proprio posto di lavoro, piuttosto che di salvaguardare la vita di milioni di persone, è del tutto indecente. Anche supposto che nulla possa derivare di nocivo per l’uomo dall’incidente di Fukushima (cosa che escludo, visto che già oggi viene rilevato latte materno contaminato in molte donne giapponesi), non si preoccupa minimamente delle pene sofferte da tutti coloro che, nel raggio di 20km dall’impianto nucleare, sono stati fatti sfollare.
Devo inoltre ricordare che gli italiani già si sono espressi nell’87 contro il nucleare e che, grazie a quella tornata elettorale (l’unica in cui si è dimostrato di votare con la testa, visto che per il resto non facciamo altro che sbatterla da troppo tempo tra un centro-destra ed un centro-sinistra che sono le due facce della stessa medaglia), siamo fortunatamente qui a poterne parlare. Forse qualcuno si è dimenticato del terremoto che a San Giuliano di Puglia ha distrutto il primo piano, da poco costruito, di una scuola elementare (con la conseguente eliminazione di una intera generazione del piccolo paese), quando al tempo stesso tutte le altre costruzioni ben più vecchie, sono rimaste in piedi senza problema alcuno. Ma senza andare tanto indietro nel tempo, nulla vi ha insegnato il dramma della Casa dello Studente o della nuova ala dell’ospedale de L’Aquila? Pensare di realizzare centrali nucleari in Italia con il malaffare che è presente nel tessuto economico-sociale di questo paese, è cosa da incoscienti.
Inoltre, se la classe politica avesse dato il via alla costruzione di impianti da fonte rinnovabile (che hanno anche il pregio di poter essere di piccole dimensioni e potenze, in modo tale che il fermo di un impianto non provochi drammatici black-out), non saremo oggi a parlare ancora di energia nucleare che, questo lo affermava l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas già nel suo annual report del 2007, non era competitiva neanche con i nostri impianti termoelettrici che a quel tempo (e forse ancora oggi) avevano una efficienza del 63-65% (se poi il prezzo dell’energia in Italia era il più caro di tutta l’Europa, questo è dovuto al fatto che esiste una Borsa elettrica dove il prezzo di produzione dell’energia evidentemente conta poco). Visto che la nostra produzione è prevalentemente termoelettrica e visto che al tempo importavamo solo il 13% dell’energia, è piuttosto evidente che sarebbe stato sufficiente recuperare una maggiore efficienza e l’energia non l’avremmo più importata, ma venduta, con la possibilità di trarre profitti con cui finanziare nuovi impianti da fonti rinnovabili. Ma per fare questo bisogna cambiare politica: il privato, che sempre è presente nella gestione delle reti elettriche così come in quelle idriche, non investe e cerca di trarre il massimo profitto con la minima spesa.
Ed è sempre per questo motivo che il privato si preoccupa solo di sfruttare gli impianti fino alla morte. Il problema è che la morte degli impianti comporta la morte di tante persone ed animali. Vedi quanto è accaduto sulla piattaforma della BP nel Golfo del Messico, in cui si è voluto continuare ad estrarre petrolio malgrado già si fosse danneggiato l’impianto, esattamente come a Fukushima, impianto vecchio che doveva già essere chiuso. In entrambi i casi abbiamo potuto notare quanto sono stati ridicoli i metodi utilizzati per risolvere i problemi, segno che non era stato studiato alcun piano (evidentemente anch’esso troppo costoso per chi deve solo arricchirsi) nell’evenienza si verificassero gli incidenti poi avvenuti.
Tanto ancora ci sarebbe da dire in merito ai vantaggi del solare e dell’eolico sia in termini di rispetto dell’uomo e dell’ambiente, sia in termini di costo dell’energia, sia in termini di indipendenza economica. Tutte cose che il nucleare non può garantire: il nucleare sicuro non esiste, le due centrali di terza generazione attualmente in costruzione in Francia ed in Finlandia presentano problemi che ne ritardano l’apertura e ne aumentano i costi, non sono ancora definibili i costi per lo smaltimento delle scorie radioattive in quanto non si sa ancora come realizzare uno smaltimento od uno stoccaggio che fornisca garanzia di sicurezza, l’Uranio non si estrae in Italia (per cui saremmo sempre economicamente schiavi di chi lo estrae) e si estinguerà molto presto.
Chi non l’ha ancora capito, cerchi di aprire gli occhi: le centrali nucleari in Italia le abbiamo già costruite e già lì c’è stato il business per i privati che ancora oggi ne traggono profitto (personale di controllo è ancora presente). Ci siamo indebitati con questa Europa Unita fatta dal potere economico finanziario di matrice prevalentemente anglo-franco-tedesca, ma almeno siamo ancora vivi. Ora cerchiamo di non indebitarci ulteriormente, visto che non esiste alcun valido motivo per farlo." 27-04-2011 00:47 - gianni terzani