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redazione
Avviso ai lettori, cerchiamo risposte
Da domani il manifesto inaugura un nuovo rapporto con i propri lettori. Tutti i giorni sul quotidiano - che andrà in edicola con un nuovo look per festeggiare i 40 anni - ci sarà una rubrica di dialogo, una finestra per tenerci in contatto e scambiarci idee e opinioni. A fare le domande saremo noi - deformazione professsionale... - a voi il compito di darci una risposta. La domanda verrà pubblicata sulle pagine del giornale e sul sito, dove potrete rispondere utilizzando il tasto "commenta". Alcune delle vostre risposte troveranno spazio e risposta anche sul quotidiano.
Ecco la domanda del giorno:
Secondo il Presidente Napolitano, i bombardamenti italiani in Libia sono un atto dovuto alla memoria della Resistenza: oggi come allora, c’è «un movimento caratterizzato da una profonda carica liberatoria» che «rischia di essere brutalmente soffocato». Però la Costituzione italiana nata dalla Resistenza, all’art. 11, «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Le «guerre umanitarie» sono una via d’uscita da questa contraddizione?
E ancora. I sondaggi delle ultime settimane danno Napolitano al massimo della popolarità, Berlusconi al minimo. La loro decisione congiunta di procedere ai bombardamenti può variare questi dati? Il no alle bombe di Bossi è attendibile? Può diventare il cuneo per far cadere il governo?
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Per la seconda domanda non saprei. Bossi e Berlusconi sono opportunisti: agiscono in base alla convenienza. Dunque restano imprevedibili. Ciao 27-04-2011 16:21 - ahrno
Punto, senza se e senza ma 27-04-2011 16:09 - marco1954
Il governo italiano finge continuamente di non sentirsi responsabile di questa guerra, come di tutte le altre. Una prassi tradita da un'importante presenza sui campi di battaglia, ora accompagnata anche dalle bombe. 27-04-2011 16:06 - Luigi
Tantomeno mi aspetterei un comportamento più onesto, da chi al primo presentimento di una protesta non esita a trasvolare all'altro capo del mondo.
E questo vale un po' anche per Bossi. 27-04-2011 15:51 - Luigi
Comunque, preciso al caro amico VIK, non è che non ho i soldi, è che non glieli voglio dare... 27-04-2011 15:30 - Alessandro comunista
Le guerre umanitarie non esistono, la parola umanità non può essere affiancata alla parola guerra, la guerra è sempre disumana e in tutte le guerre chi è più in pericolo sono sempre i civili e tra i civili quelli meno capaci di difendersi: i più deboli, i più piccoli e i più anziani.
Se la politica deve essere l'esecuzione degli orientamenti rilevati dai sondaggi, perché votare: affidiamo il governo ad un gruppo di sondaggisti. Cosa importa la popolarità di una personalità politica, è l'effetto delle sue decisioni che ne da la misura dell'autorevolezza.
La lega non è interessata ad altro se non ha raggiungere ilsuo obiettivo, creare una enclave nelle zone in cui riscuote successo dove possa esprimere la sua carica xenofoba e nazionalista, basta che li lascino fare e va bene tutto. 27-04-2011 15:18 - Cristiano Paolini
baci Alessandro 27-04-2011 14:41 - Alessandro comunista