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redazione
Avviso ai lettori, cerchiamo risposte
Da domani il manifesto inaugura un nuovo rapporto con i propri lettori. Tutti i giorni sul quotidiano - che andrà in edicola con un nuovo look per festeggiare i 40 anni - ci sarà una rubrica di dialogo, una finestra per tenerci in contatto e scambiarci idee e opinioni. A fare le domande saremo noi - deformazione professsionale... - a voi il compito di darci una risposta. La domanda verrà pubblicata sulle pagine del giornale e sul sito, dove potrete rispondere utilizzando il tasto "commenta". Alcune delle vostre risposte troveranno spazio e risposta anche sul quotidiano.
Ecco la domanda del giorno:
Secondo il Presidente Napolitano, i bombardamenti italiani in Libia sono un atto dovuto alla memoria della Resistenza: oggi come allora, c’è «un movimento caratterizzato da una profonda carica liberatoria» che «rischia di essere brutalmente soffocato». Però la Costituzione italiana nata dalla Resistenza, all’art. 11, «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Le «guerre umanitarie» sono una via d’uscita da questa contraddizione?
E ancora. I sondaggi delle ultime settimane danno Napolitano al massimo della popolarità, Berlusconi al minimo. La loro decisione congiunta di procedere ai bombardamenti può variare questi dati? Il no alle bombe di Bossi è attendibile? Può diventare il cuneo per far cadere il governo?
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Così comincia l'editoriale di Valentino Parlato, e io che non do soldi al Manifesto non posso sapere come continua, ma già l'inizio mi fa accapponare la pelle...
a proposito, ma Parlato dissentirà (con annesso rispetto) anche da Berlusconi? 27-04-2011 14:03 - Alessandro comunista
Per il resto Napolitano è sopra a Brlusconi nei sondaggi, proprio perchè quella parte laica e indecisa non ha punti di riferimento e l'unico che semnbra un pò dignitoso, come immagine pubblica, è Napolitano, anche se a me , anche quando era nel PCI non è mai piaciuto.
Mi piacerebbe aprire un tavolo su questi "problemi" soprqattutto su cosa deve essere un .............comunista?
Aion 27-04-2011 13:12 - Aion
Aldilà dei (pochissimi) che attingono a informazioni (quasi) complete sarà difficile che vi sia qualcuno che possa cambiare opinione (se ne ha una. Tra l'altro nessuno dei due opera una libera scelta. Per quel che riguarda Bossi la risposta è semplice: lui si schiera sempre contro le scelte di Berlusconi e il motivo è chiarissimo: gli serve ad avere ministri, sottosegretari, governatori, sindaci, leggi pro-nord, ecc. L'ultima domanda mi sembra troppo ingenua per un giornale come questo, e quindi vi chiedo io: c'è qualcosa di più forte degli interessi personali dei soggotti che fanno parte del governo e della maggioranza che può far rinunciare a tanti privilegi? 27-04-2011 12:24 - Sandro
Sarebbe più onesto discutere il problema in quest'ottica che scomodare la Resistenza. In merito all'articolo 11 della Costituzione mi pare sia inequivocabile e se mai dovessimo accettare l'idea della guerra "umnanitaria" questa, allora, dovrebbe non essere selettiva. Al presidente Napolitano mi piacerebbe chiedere perchè in Libia si interviene e perchè in Siria no, ad esempio.
Nello specifgico del caso Libia, oltre alla stretta e farsesca amicizia con Gheddafi di Mister B., non possiamo certo scordarci del nostro passato coloniale, decidere un intervento così diretto mi pare veramente pessimo.
Venendo alle ultime due questioni, penso che il presidente Napolitano sia al top nel sondaggi perchè in lui gli italiani riconoscono un uomo credibile e dalla statura adatta a rappresentare una nazione. Napolitano è la faccia decente del paese in contrasto col buffone di Arcore. Non credo che la decisione di bonmbardare la Libia possa avere influenza su questi sentimenti. Temo, invece, l'influenza che potrebbe avere il no leghista. Quello di Bossi non è un bluff, ma un riposizionarsi in chiave elettorele sfoderando, contro l'alleato di governo, la carta del nazionalismo anti francese. Bagliori ne avevamo già avuti qualche settimana fa con i problema dei migranti tunisini.
La Lega accentuerà sempre di più il suo attacco all'Europa certa di ricavarne un utile elettorale. Immagino che Bossi non sia sul punto di staccare la spina al governo nell'immediato, ma intanto si "porta avanti" in attesa dei risultati delle amministrative (dove, per inciso, in moltissime realtà lombarde la Lega corre da sola). 27-04-2011 12:10 - Antonella
Napolitano e Berlusconi sono due facce della stessa medaglia, che eseguono gli ordini degli States- Nato e delle multinazionali, Bossi lo sa benissimo ma a lui "piace" remare contro senza remi. 27-04-2011 11:32 - Marco
CAMBIALE ALL’INCASSO
Quando “l'alleato occidentale” passerà all'incasso sarà la libertà a soccombere, sarà il potere della rivoluzione a venir dimezzato e con lui le aspettative e i sogni di quelli che sono morti. Nella società globale tutto ha un prezzo e i morti non lo reclameranno mai perché saranno martiri per 10 minuti e fantasmi per tutta la vita, pronti ad essere sostituiti da una nuovo eroe o, peggio, da una nuova menzogna.
La rivoluzione deve essere un atto individuale, fortemente individuale, legata solo al se stesso (individuo e nazione).
Ogni rivoluzione globalizzata avrà, senza accorgersi, il marchio dello sponsor sulla pelle.
Ogni rivoluzione deve essere partigiana per essere efficace altrimenti sarà solo una piccola mutazione genetica, una pubblicità di un nuovo prodotto allo stesso prezzo di quello vecchio, con l'illusione di essere migliore.
Ghost Partisan
www.partitopartigiano.it www.partitopartigiano.com 27-04-2011 11:17 - ghost partisan