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FUORIPAGINA
26/04/2011
  •   |   redazione
    Avviso ai lettori, cerchiamo risposte

    Da domani il manifesto inaugura un nuovo rapporto con i propri lettori. Tutti i giorni sul quotidiano  - che andrà in edicola con un nuovo look per festeggiare i 40 anni - ci sarà una rubrica di dialogo, una finestra per tenerci in contatto e scambiarci idee e opinioni. A fare le domande saremo noi - deformazione professsionale... - a voi il compito di darci una risposta. La domanda verrà pubblicata sulle pagine del giornale e sul sito, dove potrete rispondere utilizzando il tasto "commenta". Alcune delle vostre risposte troveranno spazio e risposta anche sul quotidiano.

    Ecco la domanda del giorno:

     

     

    Secondo il Presidente Napolitano, i bombardamenti italiani in Libia sono un atto dovuto alla memoria della Resistenza: oggi come allora, c’è «un movimento caratterizzato da una profonda carica liberatoria» che «rischia di essere brutalmente soffocato». Però la Costituzione italiana nata dalla Resistenza, all’art. 11, «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Le «guerre umanitarie» sono una via d’uscita da questa contraddizione?

    E ancora. I sondaggi delle ultime settimane danno Napolitano al massimo della popolarità, Berlusconi al minimo. La loro decisione congiunta di procedere ai bombardamenti può variare questi dati? Il no alle bombe di Bossi è attendibile? Può diventare il cuneo per far cadere il governo?

     


I COMMENTI:
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  • Se i bombardamenti avessero l' obbiettivo di respingere i profughi avrebbe senso parlare di conflitto, mentre si tratta di rispettare accordi internazionali di pace e come nel caso della serbia nel rispetto della nostra costituzione. 27-04-2011 14:26 - Alessandro
  • @"Alessandro comunista" dici di non aver soldi da dare al manifesto, te ne do io un p' PER LEVARTI DAI COGLIONI...provocatore! 27-04-2011 14:08 - VIK
  • "Abbiamo il massimo rispetto per la persona e il fare del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma il rispetto non esclude il dissenso, anzi si dissente solo da soggetti importanti e rispettati..."

    Così comincia l'editoriale di Valentino Parlato, e io che non do soldi al Manifesto non posso sapere come continua, ma già l'inizio mi fa accapponare la pelle...

    a proposito, ma Parlato dissentirà (con annesso rispetto) anche da Berlusconi? 27-04-2011 14:03 - Alessandro comunista
  • Dunque ci sono interventi bellissimi. E fra queste verità, provo a dire quello che penso! Il dibattito su che cosa deve essere la sinistra mi fa un pò sorridere, nel senso che mi è sempre sembrato molto semplice: intanto la sinistra? I comunisti ? I socialisti? Secondo me sono sempre stati questi i termini, i nomi da usare e lo saranno ancora , nonostante il fatto che Cuba non sia uno Stato ne comunista ne socialista quindi sicuramente non è di sinistra come non lo era L'URSS. Lenin e prima Marx non hanno mai parlato di forme di stato e economiche, come quelle che nella storia si sono fatte portatrici delle verità del comunismo. Chi ha letto Marx ,Enghels e poi Lenin sa che quelle società non erano comuniste! Perchè si ha paura di affermare che ancora l'unico modello possibile di società libera passa essere quello comunista? Perchè si ha paura di dire che se con le elezioni "democratiche" non si abbattono le differenze sociali bisogna fare altri tipi di lotte? Quello che ho letto per es. è che i padroni non hanno mai e poi mai lasciato, il potere al popolo in maniera pacifica, democratica, permettendo ai lavoratori di creare delle cooperative per gestire i mezzi di produzione delle loro fabbriche.E adesso parlo di Napolitano e sono d'accordo con Marco58 su quello che ha detto è vero che non è la prima volta che fa delle cose piuttosto ambigue, per essere gentili. E anche io di Bossi sono stata a bocca aperta Proprio lui che dice qualcosa di diverso e giusto? C'è sotto qualcosa? Questo ho pensato!!!
    Per il resto Napolitano è sopra a Brlusconi nei sondaggi, proprio perchè quella parte laica e indecisa non ha punti di riferimento e l'unico che semnbra un pò dignitoso, come immagine pubblica, è Napolitano, anche se a me , anche quando era nel PCI non è mai piaciuto.
    Mi piacerebbe aprire un tavolo su questi "problemi" soprqattutto su cosa deve essere un .............comunista?

    Aion 27-04-2011 13:12 - Aion
  • Complimenti per questa iniziativa e per il coraggio delle vostre domande... coraggio perché con quesiti così rischiate seriamente il collasso del server sotto la mole delle risposte (per non parlare delle divagazioni dei troll, assenti dal cartaceo ma iperattivi qui). Speriamo abbiate assunto una pattuglia corazzata di lettori delle mail che vi arriveranno... buon lavoro!!! 27-04-2011 12:50 - Livia
  • Più di venti anni fa abbiamo cominciato a chiamare guerre umanitarie i bombardamenti, che sono altra cosa rispetto alla guerra civile o rivoluzione, quindi le guerre umanitarie, semplicemente, non esistono .
    Aldilà dei (pochissimi) che attingono a informazioni (quasi) complete sarà difficile che vi sia qualcuno che possa cambiare opinione (se ne ha una. Tra l'altro nessuno dei due opera una libera scelta. Per quel che riguarda Bossi la risposta è semplice: lui si schiera sempre contro le scelte di Berlusconi e il motivo è chiarissimo: gli serve ad avere ministri, sottosegretari, governatori, sindaci, leggi pro-nord, ecc. L'ultima domanda mi sembra troppo ingenua per un giornale come questo, e quindi vi chiedo io: c'è qualcosa di più forte degli interessi personali dei soggotti che fanno parte del governo e della maggioranza che può far rinunciare a tanti privilegi? 27-04-2011 12:24 - Sandro
  • Mi risulta veramente oscuro come i bombardamenti sulla Libia possano essere un atto "dovuto" alla Resistenza. Forse perchè i ribelli libici si vogliono liberare da un tiranno? Certo è che il tiranno è lo stesso ricevuto solo pochi mesi fa in pompa magna a Roma e con il quale si stringevano accordi per frenare l'ondata di "cvlandestini" dalle coste del Nord Africa. Il presidente Napoliotano a me sembra intervenga sempre a sostegno di un ruolo "europeo" dell'Italia e tema che il nostro paese sia isolato dal resto dell'Europa che conta.
    Sarebbe più onesto discutere il problema in quest'ottica che scomodare la Resistenza. In merito all'articolo 11 della Costituzione mi pare sia inequivocabile e se mai dovessimo accettare l'idea della guerra "umnanitaria" questa, allora, dovrebbe non essere selettiva. Al presidente Napolitano mi piacerebbe chiedere perchè in Libia si interviene e perchè in Siria no, ad esempio.
    Nello specifgico del caso Libia, oltre alla stretta e farsesca amicizia con Gheddafi di Mister B., non possiamo certo scordarci del nostro passato coloniale, decidere un intervento così diretto mi pare veramente pessimo.
    Venendo alle ultime due questioni, penso che il presidente Napolitano sia al top nel sondaggi perchè in lui gli italiani riconoscono un uomo credibile e dalla statura adatta a rappresentare una nazione. Napolitano è la faccia decente del paese in contrasto col buffone di Arcore. Non credo che la decisione di bonmbardare la Libia possa avere influenza su questi sentimenti. Temo, invece, l'influenza che potrebbe avere il no leghista. Quello di Bossi non è un bluff, ma un riposizionarsi in chiave elettorele sfoderando, contro l'alleato di governo, la carta del nazionalismo anti francese. Bagliori ne avevamo già avuti qualche settimana fa con i problema dei migranti tunisini.
    La Lega accentuerà sempre di più il suo attacco all'Europa certa di ricavarne un utile elettorale. Immagino che Bossi non sia sul punto di staccare la spina al governo nell'immediato, ma intanto si "porta avanti" in attesa dei risultati delle amministrative (dove, per inciso, in moltissime realtà lombarde la Lega corre da sola). 27-04-2011 12:10 - Antonella
  • Non mi sento pressato dal desiderio di essere approvato o condiviso, quindi posso dire la mia senza alcuna sorta di pudore. Noi cittadini possiamo pensarla nei modi più disparati, ne abbiamo diritto e ne pagheremo le conseguenze singolarmente; Napolitano no; come umo può pensarla come cavolo gli pare, ma come presidente ha dei doveri insormontabili, primo tra tutti la tutela della costituzione e questo dovere deve venire prima delle sue opinioni. Se la costituzione, che è la legge a cui devono essere ispirate tutte le leggi dello stato, non è garantita da colui che ha il compito istituzionale per farlo, allora siamo pronti all’abbattimento di tutti i principi di legalità e più nessuno si sentirà responsabile delle proprie azioni. Non ho alcuna difficoltà ad affermare che Napolitano non è nuovo a questo modo di agire, basti pensare alle ultime elezioni, nelle quali ha permesso che si cambiassero le regole nel momento più cruciale, roba da far rabbrividire chiunque creda nel diritto. La sua popolarità non è dovuta al valore delle sue azioni ma alla disperazione della gente che non intravvede spiragli per uscire dalla crisi del nostro paese ed è disposta ad aggrapparsi anche ai fantasmi per non perdere anche l’ultima speranza. Le azioni del presidente della repubblica sono di una gravità inaudita, in condizioni normali dovrebbe essere processato per alto tradimento, ma questo per il nostro paese è fantascienza. 27-04-2011 12:09 - Carlo
  • Lanceremo, ancora una, bombe, su altre case, su altri civili sulla nostra Costituzione su noi stessi.
    Napolitano e Berlusconi sono due facce della stessa medaglia, che eseguono gli ordini degli States- Nato e delle multinazionali, Bossi lo sa benissimo ma a lui "piace" remare contro senza remi. 27-04-2011 11:32 - Marco
  • RIVOLUZIONE
    CAMBIALE ALL’INCASSO

    Quando “l'alleato occidentale” passerà all'incasso sarà la libertà a soccombere, sarà il potere della rivoluzione a venir dimezzato e con lui le aspettative e i sogni di quelli che sono morti. Nella società globale tutto ha un prezzo e i morti non lo reclameranno mai perché saranno martiri per 10 minuti e fantasmi per tutta la vita, pronti ad essere sostituiti da una nuovo eroe o, peggio, da una nuova menzogna.
    La rivoluzione deve essere un atto individuale, fortemente individuale, legata solo al se stesso (individuo e nazione).
    Ogni rivoluzione globalizzata avrà, senza accorgersi, il marchio dello sponsor sulla pelle.
    Ogni rivoluzione deve essere partigiana per essere efficace altrimenti sarà solo una piccola mutazione genetica, una pubblicità di un nuovo prodotto allo stesso prezzo di quello vecchio, con l'illusione di essere migliore.
    Ghost Partisan

    www.partitopartigiano.it www.partitopartigiano.com 27-04-2011 11:17 - ghost partisan
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