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FUORIPAGINA
27/04/2011
  •   |   Elio Di Bella
    Sos Agrigento, la città sta crollando

    Nuovi crolli nel centro storico di Agrigento e stavolta travolgono anche l’amministrazione comunale. All’alba del 25 aprile un boato ha svegliato centinaia di famiglie. Il monumentale palazzo Lojacono, di età barocca, si è sbriciolato. Nessuna vittima per fortuna, ma quando il sindaco Marco Zambuto, che regge un’amministrazione di centro-destra, è arrivato per un sopralluogo è stato contestato da decine di residenti e ha dovuto lasciare frettolosamente la zona del disastro. Un mese prima era crollato un palazzo di due piani, l’ex istituto Schifano, di proprietà comunale, altro edificio storico, che da decenni versava in stato di abbandono. Il 2010 si era invece chiuso con il crollo di un’altra palazzina adiacente ad altre dove alloggiavano decine di extracomunitari costretti a lasciare precipitosamente gli alloggi.

     

    Il sindaco ha portato l’intera giunta a Palermo per chiedere al governatore Lombardo finanziamenti per i progetti presentati per la salvaguardia e la riqualificazione del centro storico agrigentino. Ha chiesto quattro miliardi di euro, ma ha ottenuto solo la promessa di un emendamento alla legge finanziaria in via di approvazione per dare ad Agrigento un milione di euro. I residenti del centro storico intanto alzano la voce, in una animata assemblea hanno deciso di costituire un comitato e di presentare una esposto alla Procura. Il palazzo Lojacono era stato puntellato un anno fa con un finanziamento di 150 mila euro. Un intervento provvisionale che non ha evitato il crollo. Intanto anche la cattedrale e l’intero costone su cui sorge la via Duomo è in pericolo. Una navata è stata chiusa dopo la comparsa di nuove crepe. Questa parte della collina del centro storico continua infatti a franare e il rischio è così alto che la protezione civile regionale ha messo a punto un progetto per realizzare una via di fuga.

     

    GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA


I COMMENTI:
  • sono agrigentino e penso che potrebbe essere l'occasione per ritrasferire il focus della città attorno ai templi naturalente con un progetto urbanistico che escluda rigorosamente il cemento. Fare nuova e tornare alla vecchia Akragas potrebbe dare le ali ad un nuovo ciclo,.Non parlo di sviluppo e cose di questo genere perchè credo che la ricerca dello sviluppo lo sviluppismo abbiamo dato fin troppe fregature.
    Il palazzo Municipale dovrebbe sorgere davanti il tempio della concordia per ora riservati solo ai turisti cioè alla forma peggiore di fruizione di un bene. I temopli debbo tornare ad essere parte integrante della città.
    Durante i lunghi secoli in cui siamo stati appollaiati come corvi sulla collina abbiamo conosciuto una interminabile decadenza, una agonia senza fine. Che ci stiamo a fare su una collina ad aspettare che cosa?
    lasciamola crollare ed andiamoci da dove veniamo. Salviamo soltanto i munumenti di valore artistico. 28-04-2011 17:25 - pietro ancona
  • Quando condivido su Facebook gli articoli del manifesto non è disponibile miniatura pertinente all'articolo. 28-04-2011 16:52 - Donato
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